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venerdì 14 maggio 2010

Go Crazy

Pioggia, sole, vento, nebbia, umidità. Mi sto preparando al mio personale Diluvio Universale. Guardo le nubi gravide aspettando da un momento all'altro che da uno squarcio escano figure scheletriche, incappucciate in una coltre fumosa e a cavallo dei loro Nazgûl. Passo da stati di letargia in cui svengo letteralmente su qualsiasi superficie orizzontale mi trovi a momenti di iperattività in cui vorrei avere 180 ore a disposizione per fare tutto ciò che ho in mente. Mi sento un po' come Homer Simpson solo che in questo caso il ritornello che ho ho in testa e NO SUN NO HEAT MAKE FRANESCA CRAZY! ;) Ho voglia di mare, di sentire i raggi dorati che mi scaldano la pelle, del profumo iodato che mi svuota la mente, del colore blu perfetto del cielo che catturi il mio sguardo. Per fortuna oggi è venerdì e anche se le previsioni non sono delle migliori questo fine settimana dovrebbe riservarmi alcune belle sorprese! Intanto mi consolo cercando di portare il sole nei piatti. La temperatura consente ancora di concedersi alcuni cibi dal sapore autunnale e per me nulla ha la capacità di coccolare come un buon risotto. Questa volta, complice un acquisto fatto in Sardegna, ho optato per una preparazione veramente molto classica. Il suo profumo, il colore dorato e la delicata cremosità di questo risotto però è qualcosa di assolutamente eccezionale e la cottura a pressione lo rende veramente un piatto semplice e gustoso. Vi auguro uno splendido e luminoso fine settimana!!!

RISOTTO ALLO ZAFFERANO (in pentola a pressione)

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Le proporzioni per la cottura del riso in pentola a pressione sono: 100 gr di riso per 300 ml di liquido (brodo).

Nella pentola a pressione scaldate dell'olio extra vergine di oliva. Aggiungete della cipolla tritata sottilmente e fate soffriggere per qualche minuto (se la cipolla tende a bruciarsi aggiungete un po' di acqua calda o di brodo). Aggiungete il riso e tostatelo, mescolando continuamente, fino a che i chicchi diventano traslucidi. Sfumate con del vino bianco e aggiungete il brodo caldo. Chiudete la pentola a pressione e cuocete per sette /otto minuti dal fischio. Fate uscire il vapore dalla valvola, aprite la pentola a pressione e aggiiungete dello zafferano (io ho usato quello sardo) precedentemente disciolto in un po' di acqua calda. Mantecate con del pecorino sardo o del parmigiano reggiano.

venerdì 6 novembre 2009

Chocolate Break

Uff che periodaccio!!!! Le mie compagnucce di scrivania mi hanno abbandonato sola soletta in ufficio, chi caduta fieramente sotto i colpi della prima influenza chi alle prese con scatoloni, idraulici e un gattone in crisi esistenziale. In preda a contribuenti folli e arzilli, decisi a rendermi le giornate simili a gironi infernali e colleghe in perenne crisi premestruale mi divincolo come un pesciolino per rimanere a galla. I miei buoni propositi di ricominciare con gli allenamenti si sono andati a fare friggere, aiutati dall meravigliosa notizia che la maratona di Torino a cui volevo partecipare questa primavera è stata rinviata a novembre 2010...sgrunt! Insomma il mio umore è nero come gli spiritelli della fuliggine e tutti i progetti che mi affollano la mente rischiano di sommergermi senza che io abbia la forza di portarne a termine neanche uno.
Ecco ora che vi ho subissato con le mie gnole (leggasi lamentele, leggasi magari voi vorreste qualcosa di più allegro/interessante) vi lascio con un dolcino ideale per il fine settimana. Vi avverto è una pura bomba calorica, ma se avete bisogno di tirarvi un po' su il morale con una coccola libidinosa...bé questo è l'ideale. Quindi preparatevi il vostro beverone caldo preferito, sbattete fuori di casa marito, fidanzato, figli, gatto, cane e anche pesce rosso, mettetevi comode sul divano indossando il vostro pigiamone preferito, mettete su un film melenso e per nulla impegnato (no per oggi nulla che abbia qualcosa di vagamente intellettuale) e godetevi la scioglievolezza di questo concentrato di piacere!


NB: per i maschietti che capitano qui, mi dispiace ma questa volta la dedica è tutta al femminile...al rientro della gita forzata però potrete assaggiare i resti, sempre che ne rimangano ;D


BROWNIES CON NOCI E CIOCCOLATO BIANCO

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(ricetta originale tratta da Ottolenghi)



Ingredienti: 200 gr di burro/ 280 gr di farina 00/ ½ cucchiaino di sale/ 300 gr di cioccolato fondente a pezzi/ 2 uova/ 220 gr di zucchero di canna/ 1 cucchiaino di semi di vaniglia/ 2 cucchiaini di caffè solubile/ 200 gr di cioccolato bianco tritato grossolanamente/ 200 gr di gherigli di noci.

Preriscaldate il forno a 170°. Imburrate una teglia quadrata da 22 cm e foderatela con la carta da forno. Mescolate il sale e la farina setacciata.
Mettete il burro e il cioccolato fondente in una ciotola e fateli sciogliere a bagnomaria (io ho messo il tutto nel forno a microonde).
In un’altra ciotola capiente, sbattete leggermente le uova con lo zucchero e la vaniglia. Lavorate solo fino a quando non saranno amalgamati, in modo da non incorporare aria nelle uova. Unite alle uova il cioccolato fuso e la farina setacciata, mescolate, aggiungete il caffè solubile e infine il cioccolato bianco e le noci, precedentemente tritati al coltello.
Versate il composto ottenuto nella teglia e infornate per circa 25 minuti. Per verificare la corretta cottura dei brownies inserite uno stuzzicadenti al centro. Il dolce non dovrà essere liquido ma ancora umido. Una volta tolto dal forno lasciatelo raffreddare completamente prima di sformarlo e tagliarlo a cubetti.

lunedì 2 novembre 2009

Riflessi(oni) di Novembre

I colli bolognesi si sono vestiti d'oro, come se vivessero un secondo risveglio prima del lungo riposo invernale. Un risveglio più delicato e morbido rispetto a quello primaverile. I colori sono caldi, soffusi, sfumati dal vapore che sale dalla terra, come un sospiro. L'Eremo di Tizzano, domina un colle calvo, dove la terra scura e grassa è ancora coperta dal manto verde dell'erba. La strada si inerpica fra filari di viti dove ormai i grappoli sono solo un profumato ricordo e le foglie hanno assunto sfumature incredibili, gioielli traslucidi. Il vento è frizzante e passando fra le fronde crea vortici dorati, una nevicata autunnale che riempe l'aria di voci crepitanti.

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Giro il viso verso i raggi tiepidi del sole, la natura parla in mezzo a tutto questo silenzio. Ha una storia da raccontare, lunga quanto l'età del mondo, duramente poetica. Un racconto fatto di stagioni che si susseguono, che plasmano, creano e mutano. Affondo le dita nell'erba corta, bagnata dall'umidità, gli occhi che si soffermano su prismi colorati, sulle variazioni di luce e cercano di abbracciare questo paesaggio ondulato. La frenesia della quotidianità è lontana, un ricordo opaco soffocato da questa incredibile bellezza. Le giornate si accorciano, presto i campi diventeranno un uniforme manto bruno, le zolle rivoltate, gli alberi spogli volgeranno i rami verso il cielo plumbeo dell'inverno. Qui forse cadrà la neve, bianco fantasma a ricoprire ogni cosa. Come possiamo distruggere tutto questo con la leggerezza della nostra indifferenza? Come possiamo noi folli insetti che infestano questo pianeta, avvelenandolo ogni giorno di più, uccidere questo incanto senza neanche soffermarci a pensare? E se nel nostro piccolo, ogni giorno, cerchiamo di rispettare questa nostra Terra, è il momento di fare sentire la nostra indignazione, il nostro coro di protesta. Anche attraverso un click.




Scaricate la canzone che troverete seguendo il link, varrà come firma alle richieste che verranno presentate a Copenaghen. Un modo per non restare in silenzio.


E ora dopo questo piccolo appello vi offro uno stuzzichino, preparato sabato sera per la cena di halloween.

CHIPS DI POLENTA CON MOUSSEDI PORCINI

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(ricetta originale Sale&Pepe novembre 2009)

Ingredienti per le chips: 500 gr di polenta gialla fredda (io l'ho comprata dal panificio ma voi potete farla in casa ;D) / 200 gr di farina di mais / olio di semi di mais

Ingredienti per la mousse: 200 gr di porcini già puliti/ 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva/ uno spicchio d'aglio/ un albume/ 100 gr di crème fraiche (l'ho trovata da Naturasì)/ un cucchiaio di erba cipollina essiccata/ sale

Tagliate i porcini a fette e fateli rosolare in una padella con l'olio d'oliva e lo spicchio d'aglio sbucciato e tagliato a metà. Cuocete fino a quando risultano asciutti e dorati. Eliminate l'aglio, salateli leggermente e tritateli fini. Mescolate i porcini con la crème fraiche e l'erba cipollina. Montate l'albume a neve ferma e incorporatelo al composto di funghi. Regolate di sale e tenete da parte.

Tagliate la polenta a fettine spesse circa 2 mm, passatele nella farina di mais e friggetele in abbondante olio di semi finchè risuteranno dorate e croccanti. Sgocciolate le chips cu carta da cucina e servite accompagnate dalla mousse

NB: la ricetta originale consiglia di servirle le chips calde. Io non volendo friggere all'ultimo minuto le ho cotte alla mattina, sgocciolate benissimo e passate al grill poco prima di servire. Le abbiamo trovate ottime.

venerdì 27 marzo 2009

La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo


Domenica sarò qui. Dodici settimane di allenamento, di fatica, di gambe pesanti e muscoli stanchi. Domenica si finalizzano tutti questi sacrifici...e a me è venuta la tosse....e queste sono le previsioni metereologiche

http://www.tempoitalia.it/previsioni/meteo/veneto/giorno_3/treviso.html

Va bé mi ci vuole un dolce...e magari uno scaccia maledizioni :(

Tartellette al lemon curd

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Per la frolla io utilizzo la ricetta di Maurizio Santin. La pasta che mi avanza la congelo
Ingredienti: 500 gr di farina/250 gr di burro morbido/140 gr di zucchero semolato/3 tuorli d’uovo/1 uovo intero/ la buccia di un limone grattugiata
Impastare lo zucchero, il burro, la buccia del limone, le uova (precedentemente battute) e metà della farina. Quando l’impasto inizia a essere omogeneo aggiungete la restante farina, continuando a impastare. Lasciar riposare in frigorifero almeno 1 giorno prima dell’utilizzo.

Ingredienti per il lemon curd: la scorza e il succo di 3 limoni biologici/200 gr zdi ucchero/ 4 uova/ 115 gr di burro
Unite la scorza grattuggiata dei limoni al loro succo e poi aggiungete il burro e lo zucchero. Mescolate gli ingredienti a bagno maria fino a che non siano ben amalgamati. A parte sbattete le uova (non montatele) e unitele al composto facendole passare attraverso un setaccio. Mescolate fino a che la crema non vela il cucchiaio, togliete dal fuoco e fate raffreddare. Se la crema presenta grumi, omogenizzatela quando è ancora calda con un frullatore a immersione

Composizione: stendete la frolla a uno spessore di 3 millimetri circa e rivestite 6 stampi da tartellette, precedentemente unti con del burro. Riempiteli con il lemon curd e infornate in forno già caldo a 180° per circa 26 minuti (i bordi della frolla devono colorire leggermente). Sfornate e lasciate raffreddare. Dopodichè togliete le tartellette dagli stampi e spolverizzate con zucchero a velo.

Quindi domenica pensatemi un po', magari mi arriva un pizzico della vostra energia ;D...e domani non dimenticatevi di spegnere la luce per la Terra



venerdì 6 marzo 2009

Verdura Umana

In questi giorni, dove la pioggia ha scandito le ore e incupito l'umore, si è parlato molto di plagio. Sia che Stella di Sale hanno gestito alla grande questa situazione creando una piccola task force di emergenza e ottenendo la chiusura di molti dei siti che avevano indebitamente sottratto foto e ricette. Vi invito ad andare a leggere il materiale che hanno messo a disposizione ed esporre il loro logo, in modo da far saper a futuri furbertti che le loro azioni avranno delle conseguenze!
E mentre pensavo a questi eventi mi è tornato in mente un articolo che avevo letto qualche giorno fa sull'Internazionale. Parlava del concetto di gentilezza, nel senso più ampio del termine, inteso anche come empatia nei confronti del prossimo, della capacità di agire a favore di qualcuno. Ma soprattutto trattava di come questo valore si sia trasformato nel corso del tempo in qualcosa di negativo, in una sorta di disvalore.

[...] Nella nostra immagine degli esseri umani la gentilezza non è un istinto naturale: siamo tutti pazzi, cattivi, pericolosi e profondamente competitivi. Le persone sono mosse dall'egoismo e gli slanci verso il prossimo sono forme di autoconservazione. La gentilezza è diventata un piacere proibito [...] La gentilezza ispira diffidenza e le dimostrazioni pubbliche di generosità vengono liquidate come moralistiche e sentimentali. [...] La capacità di farsi carico della vulnerabilità degli altri, e quindi della propria, è diventata un segno di debolezza. (*)

Ma siamo davvero una società così meschina? Una società in cui l'individualismo è diventato così potente da farci accettare qualsiasi compromesso morale pur di affermarci? Possiamo davvero calpestare la nostra coscienza, rubare, mentire pur di raggiungere i nostri obiettivi?
Le risposte di quei signori/e che sono stati "sorpresi" a lucrare sulle passioni altrui sembrano dare conferma di tutto ciò. Nessuna parola di scuse, solo qualche tentativo di giustificazione scritto in toni sempre molto polemici.
Tutto ciò è veramente molto triste. Un piccolo ma rilevante campanello d'allarme che nessuno sembra ascoltare più.
(*) Internazionale 20/26 febbraio 2009 n.783

Comunque a parte queste considerazioni, oggi è venerdì, fine della settimana e le previsioni promettono un week end assolato. Ed è con questo gustoso piatto che vi auguro uno splendido fine settimana!

CRUMBLE DI FINOCCHI E PATATE

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(ricetta originale tratta da Ottolenghi)

Ingredienti: 2 piccoli finocchi/ 1 patata/ 1 cucchiaio di timo essiccato/ 200gr di panna/ 50gr di parmigiano/ 50gr di pecorino/ 50gr di farina/ 150gr di burro ben freddo e tagliato a cubetti/ 40gr di pan grattato/ 100gr di pomodori ciliegini/ 2 fette di speck tagliate a strisce

Scaldate il forno a 200°. Lavate e mondate i finocchi e la patata. Tagliate i finocchi a metà in senso longitudinale e poi ricavate delle fette di circa mezzo centimetro. Tegliate anche la patata in fette dello stesso spessore. In una ciotola condite i finocchi e la patata con un paio di cucchiai di olio, sale, pepe e il timo. Diponeteli in una teglia da forno e versateci sopra la panna. In una ciotola lavorate con la punta delle dita il burro, i formaggi, la farina e il pan grattato fino ad ottenere delle briciole. Ricoprite le verdure con il crumble, ricoprite la teglia con carta d'alluminio e infornate per 35 min. Trascorso questo tempo tirate fuori la teglia dal forno, rimuovete la carta d'alluminio e disponete sulla superficie del crumble i pomodori ciliegini, precedentemente tagliati a metà e le strisce di speck. Infornate nuovamente in modalità grill per circa 10 min (se la buccia dei pomodori si dovesse scurire troppo eliminatela con i rebbi di una forchetta)

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Ah! Comunicazione di servizio :D. E' nato un nuovo blog. Alcuni pazzi hanno deciso di rendere ancora più strano questo mondo. Se vi va di riflettere facendovi anche due risate...e attenzione perchè la pecora pazza è contagiosa!!

venerdì 27 febbraio 2009

Scelte


Oggi doveva essere il mio ultimo giorno di lavoro. Ma la vita è piena di sorprese. Non sempre belle. La vita si diverte a giocare e per l'ennesima volta mi sento beffata, una pallina nelle mani di un giocoliere pazzo. Ora devo scegliere. Decidere se accettare, in questo periodo di crisi e precarietà, l'offerta di un posto di lavoro sicuro a tempo indeterminato. Un lavoro che non mi piace, ma che mi lascia il tempo di coltivare i miei interessi e le mie passioni. Un lavoro sterile e che molto spesso mi fa sentire inutile, ma che mi consente di costruire una vita vicino alla persona che amo, stare con i miei vecchi amici e conoscere meglio le persone che ho incontrato in questi mesi e a cui mi sto affezionando. Un lavoro ripetitivo, ma pagato decentemente e non faticoso. Oppure mollare tutto, ignorare questa nuova offerta, e iniziare il corso librai. Nove mesi lontano da casa, lontana dall'amore della mia vita, dai miei amici, dai miei hobby e interessi. E alla fine di tutto nulla di certo e di sicuro. Solo un nuovo titolo di studio che si aggiungerebbe a una laurea e a un corso di specializzazione. Nessuna certezza di lavoro, in un momento di crisi che non offre proprio uno scenario lavorativo roseo.. Un corso che però mi avvicina alla mia più grande passione: i libri.
E ora devo scegliere. In fretta. Un week end a disposizione per decidere della propria vita. Di nuovo. Come al solito. E la paura si insinua velenosa, sotto pelle. Mi stringe lo stomaco in una morsa orrenda che mi paralizza. Sono confusa, sono arrabbiata e non riesco a godere per nessuna di queste novità.
Oggi volevo mostrarvi la torta che avevo fatto per festeggiare con le mie colleghe. Avrei voluto offrirne una fetta virtuale a tutti voi, per celebrare un nuovo inizio. Avrei desiderato dedicarla anche a Enza, che oggi compie gli anni. Avrei voluto parlare della Roma-Ostia, a come ero eccitata al pensiero di partecipare alla mia prima grande mezza maratona. Volevo...ma ora devo scegliere
Vi abbraccio

venerdì 19 dicembre 2008

Non si smette mai di imparare...

Momenti di grande apprendimento questa mattina. Ho, infatti, imparato:

1. Come si devono sentire i salmoni quando risalgono la corrente. Per provare questa interessante e pericolosa esperienza basta entrare dalla porta posteriore dell'autobus completamente ripieno di gente (e qui si comprendono le condizioni di vita delle sardine) e scoprire che l'omettitrice di biglietti si trova esattamente dall'altra parte (upgrade a grado di salmone)

2. Che il vero multiculturalismo non è non comprendere cosa dice la persona che sta parlando alle tue spalle, ma voltarti e scoprire che la suddetta persona è una vecchietta di 150 anni e che la lingua che sta parlando non è inuit ma dialetto bolognese strettissimo

3. Che in realtà gli italiani puzzano di sudore e morte alla mattina alle 7.45 non perchè hanno una scarsa conoscenza dell'igiene personale ma per fare la guerra all'odore di curry e spezie delle giacche degli immigrati (io personalmente trovo disgustosi entrambe gli odori, soprattutto prima delle 11.00, ma penso anche che sia molto più grave non lavare la propria persona che una giacca)

E dopo Educational Channel vi lascio con questa canzone...perchè ogni giorno si impara qualcosa di nuovo


sabato 13 dicembre 2008

Signori e Signore Vostra Maesta' il Tortellino...e altre storie

Regalo per mamma: 30 euro

Regalo per Anna: 23 euro

Regalo per la weazel: xxx euro

...Imparare a fare i tortellini dalla nonna...Priceless...


I TORTELLINI

questa foto partecipa a http://www.tredways.org/2008/11/25/december-photo-project-2008/


Per la sfoglia: il principio base è un uovo per ogni etto di farina. Solitamente noi facciamo impasti da 5 uova e 500g di farina

Su una spianatoia formate la fontana con la farina, sguscatevi al centro le uova e impastate fino a ottenere una pasta liscia (come il sedere di un bambino) ed elastica

Per il ripieno: 150g di polpa di vitello macinata/ 100g di polpa di maiale macinata/ 80 g di mortadella macinata/ 50g di polpa di tacchino macinata/ 40g di prosciutto (non troppo salato) macinato/ 2 tuorli/ 200g di parmigiano grattuggiato/ noce moscata a piacere

Scottate in una padella la polpa di vitello, quella di maiale e il tacchino con una noce di burro. Non appena la carne prende colore spegnete la fiamma e unite la mortadella e il prosciutto, mescolate bene e lasciate raffreddare. Trasferite il misto di carni in un mixer o nel frullatore e triturate il tutto molto finemente. Mettete il macinato in una ciotola e unite il parmigiano, i tuorli e la noce moscata. Amalgamate bene con le mani per circa dieci minuti

Stendete la sfoglia molto sottile (spessore di circa un millimetro - se avete la macchina fate due giri a 1 e poi un giro per ogni scatto fino al 6). Con uno sperone ritagliate la sfoglia in quadrati di circa 1 cm di lato e mettete un po' di ripieno al centro di ogni quadrato. Prendete un quadrato di sfoglia e piegatelo a metà, formando un triangolo. Fate aderire bene la pasta sui bordi. Ora schiacciate fra indice e pollice due angoli del vostro triangolo e fateli aderire formando un occhiello facendoli girare sulla punta del mignolo. Proseguite fino a esaurimento degli ingredienti.

Il tortellino viene cotto sempre nel brodo anche qualora vogliate condirlo con la panna!


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Io venerdì ho scioperato...E sono andata in piazza... Lo trovavo giusto...però...Però mancano le idee. Un sacco di simboli obsoleti...'Bella Ciao' che apre il dibattito. Nulla di nuovo, sempre uguale da 30 anni. E se invece di continuare a urlare che il Nano Malefico è cattivo (cosa vera e pericolosa) si cominciasse a dare alla gente delle alternative reali...


martedì 2 dicembre 2008

Incubo di una notte di inizio dicembre

Esco dalla palestra, distrutta. I capelli scarmigliati, ancora umidi. Il traffico è congestionato, schizofrenico. Impiego quasi venti minuti per fare appena due chilometri. Intanto però mi pregusto la serata di relax, al calduccio, stravaccata sul divano.
Entro leggiadramente in casa, lancio la borsa nel corridoio e mi avvio in cucina. Appronto la cena e mentre l'acqua bolle allegramente nella pentola accendo la TV. Orrore!!! Il satellite non funziona. Un avviso su campo blu mi ricorda che il mio abbonamento non è stato rinnovato. Nooooo, disperazione e raccapriccio si impadroniscono della mia mente, immagini raccapriccianti di pacchi e ruote della fortuna, talpe e isole, grandi fratelli e amici (di chi?) si affollano davanti ai miei occhi. Rischio il collasso morale. Rivoglio i miei documentari, i miei programmi di cucina, i film d'autore, le serie dei Griffin e dei Simpson...Mi hanno tolto anche lo svago televisivo. Da oggi in poi inizia il lavaggio del cervello...

Questa era solo una previsione del futuro. Spero non si realizzi, ma un aumento del 10% sull'abbonamento di sky non è cosa da poco. Questo nuovo provvedimento è il regalo natalizio del Governo per molte famiglie italiane. La tv satellitare è ormai da alcuni anni una valida alternativa alla pessima qualità della televisione pubblica. Vasta scelta, programmazione intelligente, ottimi giornalisti e conduttori. E proprio per questo una concorrenza difficile da scalzare per i nuovi canali satellitari aperti da Mediaset. Se la preoccupazione delle istituzioni era quello di contrastare il regime monopolistico del sig. Murdoch, ritengo ci fossero procedure più adeguate per intervenire. La motivazione ufficiale addotta per spiegare questa decisione invece non convince. Come può un decreto che ha come fine un inasprimento fiscale che si ripercuote sulle finanze dei cittadini alleviare l'effetto della crisi economica? Un'inasprimento fiscale che gravando, seppur indirettamente, sul cittadino non fa altro che diminuire il suo potere d'acquisto, rallentare l'economia, in una branca, quella della televisione satellitare, che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante. Il Governo continua a prenderci in giro, a millantare manovre per alleggerire il peso della crisi mentre in realtà continua a farsi leggi ad hoc che favoriscono solo la mente che le idea. Perché con un aumento dei prezzi degli abbonamenti Sky, il digitale terrestre diventa molto più competitivo. E qual'è l'azienda che gestisce il digitale terrestre? E a quale nome è legata questa azienda? E questa persona che carica istituzionale ricopre? E chi è che ha attuato questo inasprimento fiscale? Gente riflettete. E magari, per stasera, fatelo godendovi il vostro programma satellitare preferito, gustandovi questo semplice piatto

Branzino in insalata siciliana


Ingredienti per una persona: 2 filetti di branzino precedentemente cotto al cartoccio (o al vapore) con un mazzetto aromatico/ 1 arancia/ 1 finocchio/ 4 cipollotti/ sale&pepe bianco qb/ una manciata di prezzemolo tritato/ olio evo
Lavate il finocchio ed eliminate la parte più esterna e dura. Affettatelo sottilmente. Sbucciate l'arancia al vivo con l'aiuto di un coltello ben affilato e affettatela sottilmente. Lavate i cipollotti, eliminate le prime due foglie e affettatelo finemente. Sul piatto di portata disponete in strati il finocchio, l'arancia e le rondelle di cipollotto. Adagiatevi sopra i filetti di branzino e completate con olio, sale, pepe e prezzemolo tritato

venerdì 14 novembre 2008

Black Friday

E' stata una settimana pesante. A Bologna piove incessantemente da due giorni. Questo grigio mi è entrato dentro, sento che spinge dietro gli occhi, mi annebbia la mente.
E poi ci sono le notizie. Quelle che non vorresti mai leggere. Quelle che ti sbriciolano un altro pezzetto di fiducia. Quelle che mi fanno chiedere se vale davvero la pena vivere in un mondo del genere. Notizie che mi strangolano lo stomaco in una morsa di disgusto e rabbia.
Prima c'è stata la storia del plagio. Numerossimi blogger hanno segnalato aggregatori e siti che, senza alcuna autorizzazione, hanno utilizzato le loro ricette e le loro foto in modo del tutto illegale, omettendo ogni tipo di riferimento all'autore delle suddette. Grazie all'intervento deciso e repentino di Alex, Fiordisale e altre blogger alcuni di questi siti sono stati chiusi, oscurati o svuotati. Ma il problema rimane. La rete è vasta e difficilmente controllabile. L'unico mezzo che abbiamo a disposizione per difenderci da questo tipo di delinquenti è parlare il più possibile di questa situazione. Monitorare e denunciare qualsiasi plagio di cui veniamo a conoscenza. Lo spirito dei blog, ma anche di flickr e di qualsiasi piattaforma che permette di pubblicare qualcosa di nostro è la condivisione. Penso che sia proprio il desiderio di mostrare e condividere le nostre passioni che ci spinge ad aprire questi spazi sul web. Ed è demoralizzante vedere come certe persone cerchino di guadagnare sfruttando e violando indebitamente i nostri post. Perciò ecco alcuni link che potrebbero esservi utili:
.Copyscape
.Creative Commons
.Legge sulla protezione del diritto d'autore
Poi c'è stata la proposta di legge sull'editoria. Un provvedimento scandaloso, che puzza di censura lontano un miglio. Ormai la rete è diventata l'unica fonte seria dove ricercare notizie. Si possono ascoltare più campane e cercare di farsi una propria opinione. Al di là di quello che dice la stampa classica, sempre più serva del padrone. Grazie all'attività di numerossimi blog (andate a fare un giro qui, qui e qui) più o meno famosi circolano notizie che difficilmente avrebbero una posizione di rilievo si quotidiani o nei TG. Sul web nascono gruppi di protesta e di opposizione a un Governo che sempre meno rappresenta i voleri e lo spirito dei cittadini italiani. E' a questo che si vuole mettere il bavaglio. Minacciare con la spada di Damocle degli obblighi penali applicabili alla stampa i cittadini che cercano di denunciare quel marciume che troppo spesso passa sotto silenzio. Questi nuovi spazi informativi sono l'evoluzione dei circoli intellettuali dei secoli scorsi. Quei circoli che sono sempre stati presi di mira dai governi dispotici e populisti. Perché era lì che nascevano i movimenti di protesta. Era lì che si formava la coscienza sociale. E questo decreto legge mira proprio al controllo di ciò che possa destabilizzare il potere di Governo. Tenta di mettere un silenziatore a chi evidenzia le loro nefandezze. Ma questo non deve accadere. Ci aveva già provato il Governo Prodi, ma fortunatamente la mobilitazione che si era creata contro il DdL Levi-Prodi fece decadere il progetto. Ora ci stanno riprovando. Bisogna fermarli. Vi invito a firmare le varie petizioni presenti on line. Qui di seguito i link
.Analisi della Legge Anti-blog 1
.Analisi della Legge Anti-blog 2
.Petizione1
.Petizione2
E infine come se non bastasse oggi è arrivata la sentenza Diaz. Una vergogna. Assolti tutti i vertici della polizia. Come se nessuno avesse dato l'ordine per quel pestaggio insensato e indistinto. Non entro nel merito del G8 del 2001. Una pagina nera nella storia italiana. Un evento gestito malissimo. Dove si è strumentalizzata la presenza dei Black Block in modo da consentire l'uso della forza, indiscriminatamente. Assalire e picchiare un gruppo di persone durante il sonno è un atto vigliacco e privo di ogni giustificazione. Non si era per strada. Non era un momento concitato in cui magari poteva essere difficile distinguere tra facinorosi e semplici manifestanti. Se la procura riteneva le persone rifugiatesi nella scuola Diaz elementi pericolosi per l'ordine pubblico aveva ogni diritto di intervenire. Ma un'irruzione violenta, la ferocia con cui sono stati malmenati gli occupanti, l'inumano accanimento contro persone disarmate è assolutamente ingiustificabile. Il rimpallarsi le responsabilità per quello che era avvenuto, la mancata trasparenza delle indagini, la sensazione che le istituzione coinvolte si coprissero vicendevolmente, rendono questa sentenza un abominio. Un altro colpo durissimo ai diritti civili. Leggete le testimonianze di chi quella notte l'ha vissuta. Guardate le immagini di quei giorni. Indignatevi. Perché un Paese che permette certe scempiaggini è un Paese in cui la democrazia e la libertà stanno agonizzando.
Ci sarebbero altre notizie di cui parlare (lo sciopero generale, l'ottusità del ministro Gelmini, l'Onda che prosegue la protesta, il problema Alitalia), ma concentrare tutto in unico post non avrebbe senso.
Qui continua a piovere. Guardo fuori dalla finestra. Il cielo grigio, i palazzi rossi, le foglie fradice. Avrei voluto concludere lasciandovi qualcosa di dolce, un pezzettino di torta, un biscotto. Ma questa volta non ho nulla da offrirvi. Sono sinceramente sconfortata. Va vi saluto con la canzone che oggi è diventata la mia colonna sonora.


mercoledì 29 ottobre 2008

Dalla Padella alla Brace...

Oggi il Senato vota l'approvazione del decreto Gelmini. In tutta Italia studenti e docenti manifestano, sfilano organizzano sit-in per dare voce al loro dissenso. La propria opposizione a un disegno di legge che prevede tagli immani alle risorse scolastiche. Tagli camuffati, diluiti fra le righe, nascosti fra i richiami alle varie leggi che negli ultimi anni hanno fatto colare a picco la qualità della scuola italiana. Leggi che si sono succedute in un lasso di tempo brevissimo, creando lacune, confusione, incertezze. Gli istituti scolastici si sono trasformati in aziende da dirigere, prestando più attenzione ai fondi che ai reali bisogni dei docenti e degli studenti. Si sono creati crediti, debiti, attività extra-scolastiche completamente inutili, si è istituito un doppio ciclo per la laurea (a cui spesso devono seguire un numero imprecisato di master). Si è voluto imitare un modello, quello anglosassone, inattuabile nel nostro Paese. Destinato a fallire come accade ogni volta che si tenta di impiantare un sistema estraneo alle basi culturali e gestionali che dovrebbero supportarlo.
In questo scenario è comparsa il Ministro Gelmini che cavalcando l'onda del revisionismo che sembra aver colpito l'Italia negli ultimi tempi ha deciso che bisognava fare un passo indietro, tornare alla scuola "com'era una volta". Idea che in teoria poteva essere anche apprezzabile. Ma in realtà il decreto Gelmini appare piuttosto come una manovra finanziaria di un Governo soffocato dalla crisi economica. Un Governo che con scarsa lungimiranza ha promesso l'abbassamento delle tasse, l'abolizione dell'ICI, senza però spiegare come avrebbe compensato questi tagli. Un Governo che si è trovato spiazzato di fronte alla mole di proteste che si è levato contro questo decreto. Un Governo sordo, ottuso che ha risposto alle manifestazioni di dissenso minacciando l'uso della forza, per poi ritornare sui suoi passi. Un Governo che non riuscendo ad aprire un canale di confronto serio, in quanto incapace nel spiegare l'utilità dei cambiamenti previsti, si trincera dietro un muro dal quale cerca di ridicolizzare la controparte. Una controparte, però, che a differenza delle molte proteste avvenute negli ultimi anni (okkupazioni e manifestazioni che purtroppo da molti venivano vissuti come momenti di svago, un'alternativa alle solite lezioni, spesso non supportate dal corpo docente) ha gestito la protesta in modo intelligente. E questo grazie anche agli insegnanti che questa volta si sono schierati al fianco dei loro studenti.
Io spero che il decreto venga rimandato alla Camera anche se sono consapevole che non succederà. E allora mi auguro che le manifestazioni di protesta continuino. In modo intelligente, come è avvenuto fino a ora. Senza scadere nelle marcette dove sventolano bandiere che non c'entrano nulla con il problema che si sta affrontando. Perché in questo momento storico, in Italia, i colori politici si mischiano, i confini si fanno labili e il sentore è quello che la classe politica in generale sia diventata una casta intenta a curare i propri interessi personali disinteressandosi completamente del benessere e delle esigenze del Paese.
(Ndr: il decreto Gelmini è stato approvato, come da copione)
Concludo con alcuni estratti dai giornali di oggi. Nel mio piccolo cercherò di oppormi a questo Governo in ogni modo:

" Cossiga: "Pci applaudì quando feci picchiare studenti"

"Quando ho fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Lama il gruppo del Pci in piedi in aula mi ha tributato un unanime applauso. ma erano i tempi di Berlinguer, non di Walter Veltroni, di Natta e non di Franco Marini. Erano i tempi del glorioso Partito Comunista". Lo ha dichiarato, in aula al Senato, il senatore a vita Francesco Cossiga.


(qui la precedente 'esternazione" del senatore a vita Francesco Cossiga)

Bologna, maschere in corteo I manifestanti di Bologna sono tutti a lutto e sfilano tenendo in mano fiaccole e ceri funebri. Ci sono inoltre dei trampolieri travestiti da "morte" che viene a uccidere la scuola pubblica e da "cieco" che non riesce più a trovarla. Gli studenti del polo artistico sfilano portando in spalla una bara, altri bambini sono travestiti da fantasmi, e tante altre persone tengono in mano dei lumini.

Manifestazione a Bologna Sono oltre cinquemila tra alunni, insegnanti, genitori, studenti medi ed universitari gli "orfani" della scuola pubblica che stanno manifestando in corteo per le vie del centro storico di Bologna. I manifestanti si sono ritrovati in piazza Maggiore e con centinaia di ceri hanno composto una scritta sul "Crescentone". "Fermatevi", è questo il grido che arriva dalla piazza diretto verso il governo. "


E ora passiamo a qualcosa di più faceto se no rischio la gastrite. Questo piatto è una rivisitazione di un classico della mia famiglia : il coniglio alla cacciatora. La scorsa settimana mi aggiravo nel mercatino vicino a casa mia e mentre mi perdevo nei meravigliosi colori dei prodotti autunnali (zucche, biete, funghi...slurp) la mia attenzione è stata dirottata verso il banco del macellaio. Avevo voglia di sperimentare qualcosa che non fosse la solita fettina alla piastra. E così sull'onda dei ricordi ho comprato delle cosce di coniglio. Il risultato è stato ampiamente apprezzato dalla carnivora weazel, sempre più convinta che le doti culinarie siano legate alla genetica

Coniglio alla birra



Ingredienti per quattro persone: 4 cosce di coniglio/ mezza cipolla bionda/ una carota di medie dimensioni/ 8 chiodi di garofano/ una decina di bacche di ginepro/ 3 patate di medie dimensioni/ 10-15 pomodori ciliegia/ 66 cl di Paulaner

Lavate il coniglio con acqua corrente fredda. Ponetelo in una ciotola e coprite con abbondante olio extravergine di oliva, massaggiando la carne in modo da ungerla bene su tutti i lati. Unite i chiodi di garofano, le bacche di ginepro e un'abbondante spolverata di pepe. Sigillate con pellicola trasparente e ponete in frigo per almeno una mezz'ora. Nel frattempo sminuzzate la cipolla e la carota, pulite e sbucciate le patate e riducetele in piccoli spicchi. Con un coltello ben affilato pelate i pomodori, tagliateli in quattro ed eliminate semi e acqua di vegetazione. In una padella capiente soffriggete con un filo d'olio la cipolla e la carota. Unite le cosce di coniglio e fate colorire da tutti i lati. A questo punto aggiungete la birra. Tenendo la fiamma media, coprite parzialmente la padella e fate restringere fino a che il liquido non si è dimezzato (circa quaranta-cinquanta minuti). A questo punto unite le patate e i pomodorini e continuate la cottura fino a che le patate non sono diventate morbide. Aggiustate di sale e pepe poco prima di terminare la cottura. Servite le cosce con il sughetto di cottura, accompagnate da patate e pomodorini.

giovedì 18 settembre 2008

Il nostro bel Paese...

Premetto: io Paolini lo detesto. L'ho sempre ritenuto un imbecille egocentrico, con uno scarso rispetto per il lavoro altrui. Il suo modo di protestare (per che cosa poi, dato che spesso l'oggetto delle sue proteste diveniva incomprensibile o relegato in secondo piano) è maleducato, fastidioso e fine a se stesso. Ammetto anche che le volte in cui è stato malmenato dai giornalisti vittime delle sue incursioni ho un po' goduto. Premesso questo, quando stamattina ho letto questa notizia che riportava la decisione del questore di Roma di interdire l'accesso a Paolini al Comune di Fiumicino, il mio umore è diventato davvero nero. Perché in fondo questa interdizione, questa estrema limitazione della libertà di un individuo la dice lunga sul clima in cui viviamo. Paolini è un cretino, ma non un terrorista. Se le sue azioni sono ritenute lesive ci sono altri canali legali da utilizzare. Il fatto che si arrivi a questi estremi, ma che soprattutto si sprechino risorse per limitare la circolazione di un innocuo cittadino, seppur cretino, mi sembra un'azione davvero esagerata. L'Italia va male, malissimo. E gli italiani vanno ancora peggio. Lo vedi nella maleducazione dilagante, nel sempre più diffuso atteggiamento di chi pensa "se sto bene io a culo il mondo", nelle facce sempre scure e arrabbiate, nella completa assenza di senso civico, nel disinteresse nei confronti di ciò che ci circonda. La gente si richiude in se stessa, segue le minchiate che passano in TV e cerca di sopravvivere. E su questo malcostume la classe politica ci si crogiola, convinta di aver vinto, di aver frustrato così pesantemente gli animi, di averli rammolliti e convinti che "tanto le cose non cambiano" da poter fare tutto quello che gli pare. Basta impacchettarlo per benino, mettergli un fiocco e creare un spot efficace che nascosta la puzza del contenuto. Le notizie ci vengono fornite tronche, monche, parziali, disturbate e sviate. Bisogna stare attenti, drizzare le antenne ricercare nuovi canali informativi, leggere ascoltare e cercare di farsi un'idea. Attenzione, non dico di capire la verità, ma almeno di sentire più campane possibili, per crearsi uno straccio d'opinione. Non un semplice commento alla realtà, ma un qualcosa che ci permetta di indignarci o concordare con ciò che sta avvenendo. Di credere ancora di poter contare, di poter influenzare con le nostre idee e le nostre scelte almeno un nanomillesimo di questa realtà.
Questa è la mia opinione. Magari sconclusionata, faziosa, parziale. Però c'è. C'è perché credo che il populismo sia la forma più pericolosa di dittatura. C'è perché sono convinta che se qualcuno ti incula sorridendoti e fornendoti anche la vaselina, non cambi il fatto che ti stia inculando. C'è perché ho 26 anni e mi sembra di averne 102. C'è perché a volte mi sveglio e mi sembra che non ci sia futuro. C'è perché sono così stupida da credere ancora che cercare di essere una persona decente, una persona migliore possa cambiare le cose. Magari non subito, ma ho bisogno di credere in questo.

Ora, a parte questo sfogo, vorrei ringraziare alcune persone che nei giorni scorsi mi hanno assegnato questo premio

Lo ammetto, ultimamente ne ho ricevuti tanti (almeno secondo i miei standard :D) e sebbene mi abbiano fatto molto piacere non sono stata molto ligia nel riassegnarli. Un po' per pigrizia e un po' per mancanza di tempo. Ma questo permio di cui Astro, Luca&Sabrina e Bocetta, mi hanno fatto dono è un po' speciale. Perchè parla di amici. E sapere di essere entrata un po' nel cuore di queste pesone mi lusinga molto. Io lo invio a:
Giovanna, Silvia, Saretta, Arietta, Velia e Camalyca. Con sincero affetto. E a quelli che passano di qui e leggono i miei deliri offro una fetta di questa torta

TORTA DI PRUGNE

Ingredienti: 300g circa di prugne lavate e private del nocciolo/ 150g di farina integrale/ 150g di zucchero di canna/ 150 di farina di ceci/ 120g di burro/ 3 uova/ 2 cucchiaini colmi di lievito per dolci/ 1/2 bicchiere di nocino
per la tortiera: 1 noce di burro + zucchero di canna
Tagliate le prugne a spicchi sottile e mettetele da parte, in un piatto cosparse con un cucchiaio di zucchero di canna. Lavorate il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Setacciate assieme le due farine e il lievito e, sempre con l'aiuto di un setaccio o di un colino a maglie fitte, incorporateli alla crema di burro. Mescolate per bene e poi unite le uova (che devono essere a temperatura ambiente), una ad una. Aggiungete il nocino e amalgamate fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi. Versate il tutto nella tortiera (ne ho usato una di 24cm) imburrata e cosparsa con dello zucchero di canna. Disponete le prugne a cerchi concentrici, premendo un po’ per farle affondare nell'impasto. Infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 35 minuti.
Nota: questa torta no è particolarmente dolce. Quindi se vi piaccioni i sapori zuccherini vi consiglio di usare lo stesso quantitativo fra zucchero di canna e zucchero bianco. Io l'ho trovata perfetta così, soprattutto a colazione accompagnata da latte o caffè.

venerdì 18 luglio 2008

Senso dell'umorismo

In principio Dio creò il cielo e la terra. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. Dio fece il firmamento e separò le acque. Poi creò gli essere marini e gli uccelli. Popolò la terra con gli animali e infine pose a dominio di tutto ciò l’Uomo e la Donna, Adamo ed Eva. Infine Dio creò il tempo atmosferico, l’avvicendarsi delle stagioni, la pioggia e l’arsura. Ma Dio amava Adamo ed Eva. Le acque non sfociavano in tempeste e il sole non bruciava le piante, in modo che queste fossero sempre fertili e cariche di frutti. Ma Eva mangiò la mela, cadendo nella tentazione del serpente. L’Uomo e la Donna furono cacciati dal paradiso terrestre e Eva partorì con dolore. L’umanità vide la propria genesi.
Da quel momento in poi gli uomini lottarono per soggiogare la natura. Affrontarono epidemie e guerre. Crearono comunità e stati. Attraversarono i secoli costruendo e distruggendo, producendo cose sublimi e atroci. Venne il tempo della tecnologia, delle società moderne, basate sul lavoro e l’economia. Si istituì la settimana lavorativa e di conseguenza il week-end. E fu allora che Dio capì come poter divertirsi ancora un po’ con le sue piccole e pazze creature.
Così quando passate la settimana al lavoro, rinchiusi nel vostro ufficio, a guardare il cielo blu pregustando il fine settimana da trascorrere al mare o in montagna e arrivate, il venerdì, ascoltando previsioni che danno tempo in peggioramento sapete che oltre a ringraziare la sfiga, l’inquinamento, le stagioni completamente impazzite, potete volgere il vostro pensiero a quel Dio un po’ burlone che continua a divertirsi con la nostra follia

Domani si parte. Quattro giorni di completo riposo fra il Trentino, Verona e poi forse un giorno al mare. La weasel invecchia e bisogna festeggiarla coccolandola un po', se no cade in depressione. Vi lascio con una ricetta veloce, ma ricca di profumi. Una ricetta a cui sono molto affezionata, perché è uno dei cavalli di battaglia della mia nonna. Spero che la gusterete virtualmente domenica al brunch diGrazia e Cocò


POMODORI AL GRATIN

Lavate dei bei pomodori ramati, tagliateli a metà e privateli dei semi (non togliete troppa polpa). In un mixer frullate un mazzo di prezzemolo, un po' di sale e del pan grattato, versando a filo l'olio fino a che non otterrete delle briciole ben bagnate. Ricoprite la superficie dei pomodori con questo impasto e cuocete in forno caldo a 160° per circa 40 min.

mercoledì 16 luglio 2008

Identità e Regali, ovvero uno spiraglio di sole in giornate molto buie

Oggi ho deciso di andare a farmi ricostruire le unghie.
Le voglio belle lunghe e dure. Magari col french.
Si, si voglio delle fantastiche, straordinarie mani. Voglio comprarmi decine di smalti colorati. Magari uno verde, uno bianco e uno rosso. E sicuramente uno nero, che va sempre di moda. Così quando mi prenderanno le impronte digitali, l'impiegato della questura mi potrà inserire nella sua personalissima top list delle estremità migliori.
Non voglio assolutamente sfigurare quel giorno, quando insieme ai miei carissimi concittadini, rom, immigrati e tutti coloro che calpestano il sacro suolo italico andremo a fornire le nostre impronte digitali. Non voglio che si dica che una zingara ha le mani più curate delle mie. Poi devo informarmi, pensate che uno scrub possa rendere i miei dermatoglifi (perché questo è il nome scientifico) più carini?
Ah e poi ho deciso di mettermi avanti sul programma di governo. Ho deciso di farmi un nuovo tatuaggio. Un bel numero sul braccio. Dite che il prossimo anno andrà di moda?


Mi viene da vomitare. Ma nelle giornate di merda a volte splende anche un piccolo raggio di sole


Le più belle sorprese giungono inaspettate. Ieri ho festeggiato il mio NonCompleanno. Perché in questo girone dantesco, dove vagolano Qualunquiste firmate Panorama e Novella 3000, dove a guardia dei cancelli sono posti esseri che parlano idiomi sconosciuti, dove anime in pena giungono a riversare tutto il loro astio nei confronti di questo sistema corrotto, ci sono anche alcune persone speciali. Grazie ragazze. Per il regalo stupendo. E per rendere sopportabili queste otto ore infernali.
Per ora dovrete accontentarvi di un pezzo di torta virtuale, ma prometto di portarvi al più presto un estratto molto reale di questo libro.


QUADROTTI DI PESCHE AL LATTE DI MANDORLA

Ingredienti: 1,3 kg di pesche/ 160g di farina integrale/ 4 uova/ un cucchiaino di zenzero/ 1 cucchiaio di cannella/ 3 cucchiai di miele di corbezzolo/ mezzo litro di latte di mandorla/ 120 g di zucchero di canna

Sbucciate le pesche, privatele del nocciolo e tagliatele a fettine sottili. Sgusciate le uova in una ciotola, aggiungete le spezie, il miele, 100 g di zucchero e la farina setacciata. Amalgamate bene gli ingredienti, dopodiché unite a filo il latte di mandorla fino a ottenere una pastella fluida e omogenea. Unite le pesche e mescolate. Rivestite con carta forno uno stampo rettangolare di circa 30x23 cm e versatevi l'impasto preparato. Spolverizzate con lo zucchero rimasto e cuocete la torta in forno già caldo a 200° per circa 45-50 minuti. Lasciatela intiepidire e poi tagliatela a quadrotti.






martedì 1 luglio 2008

Air Force One

A me gli aeroporti piacciono. Non come le stazioni che trovo sempre un po' deprimenti. Gli aeroporti mi ispirano un fascino irrazionale, legato all'idea del viaggio. Mi capita sempre, sia che stia partendo, sia che abbia accompagnato qualcuno, di fantasticare sulla possibilità di salire su un volo a caso, via, verso l'ignoto. Mi piace aggirarmi fra i vari negozi e duty free, osservare la gente che acquista souvenir dell'ultima ora o che cerca l'affare nascosto fra gli scaffali dei profumi. Mi incanto a guardare i gesti di chi attende con me; il modo diverso che ognuno ha per ingannare il tempo. Il ragazzo con le cuffiette, la signora che legge un libro, chi dorme, chi passeggia irrequieto. Si ha la possibilità di analizzare un congruo spaccato di umanità negli aeroporti.
Ieri sera i miei genitori tornavano da una vacanza. Volo da Djerba previsto alle 23. Calcolando il ritiro bagagli, arrivo puntualissima al Marconi; parcheggio la macchina nella sosta breve ed entro nella mal condizionata hall. Mi avvio ai voli extrashengen e nel giro di due metri mi ritrovo in Magreb. Una folla parlante arabo aspetta i parenti in rientro da Tunisia e Marocco. Mi metto a osservare i veli colorati o quelli neri e integrali di alcune donne. Le barbe degli uomini. I bambini che imitano l'atterraggio dell'aeroplano planando sul linoleum liscio della sala d'aspetto. Segni di saluto, baci, abbracci, un incessante Salam Aleikum. In tutto ciò spicca come un pugno nell'occhio la classica signora della Bologna bene. Faccia arricciata in una smorfia di semi disgusto è vestita come se fosse al Papete Beach. Vestito in lino bianco completamente traforato, tanga in vista e zeppe che metterebbero in seria difficoltà anche un trampoliere. Un sorriso si allarga dentro di me fino a che non sento cosa sta urlando dentro al cellulare:
Coooome scaricano i bagagli a mezzanotte e quaranta?!?!?
Lampadina d'allarme! In effetti guardo l'orologio. L'aereo è già atterrato da 20 minuti e di gente dal check out ne è uscita veramente poca. Ma soprattutto il maledetto display mi informa che assieme al volo dei miei genitori, ne sono atterrati altri quattro, contemporaneamente. Proprio mentre sto per cominciare a bestemmiare tutti i santi del paradiso, squilla il telefono: Mamma cell
Pronto tesoro, ci sono dei problemi con i bagagli, hanno detto che forse si fa mattina. Tuo padre sta già litigando con l'addetta che ha avuto la malaugurata idea di dirgli che poteva lamentarsi all'infinito tanto lei non lo ascoltava....
Ussignur! Ok mi metto l'anima in pace, mi siedo qui buona buonina e aspetto. Dopo un'ora e mezza, quando ormai cominciavo a ODIARE l'aeroporto e tutti coloro che mi stavano attorno, finalmente le porte si aprono e riconosco la mamma (papà si era confuso nella folla di tunisini dato che è abbronzato da far paura!). Baci e abbracci, anche alla Bea e alla Gloria, fedeli compagne di viaggio e ci avviamo verso il parcheggio. Stracarichiamo la povera Fordina che praticamente di assetta su due ruote, ma quando arriviamo alla sbarra e cerchiamo di pagare la schifosissima macchinetta ci vomita sia il biglietto che la carta di credito. Merda! non ho spostato la macchina dopo o 20 minuti e adesso siamo intrappolati. Quasi sull'orlo di una crisi di claustrofobia in un parcheggio, con l'assistenza che non risponde al citofono neanche a pagarli a peso d'oro, vediamo un altro sfigato che non passa il controllo della sfinge elettronica bastarda. Gli corriamo incontro, perché sapere che c'è un altro recluso ci rasserena un po', e scopriamo che il suo biglietto è valido, ma non ha la carta di credito per il pagamento!
E qui scatta la mariuolata di mio padre. Mi posiziono alla macchinetta con biglietto valido e la carta di credito della Bea, mio padre si incolla al culo del nostro salvatore col muso della macchina. Non appena la sbarra si alza le due macchine partono con la sgumma e ...finalmente siamo fuori!!! Ringraziamenti reciproci e infine, all'1.40 entro in casa.
che dire...BENTORNATI!
E dato che so che vi è mancata la pasta, questa la dedico a voi.

LINGUINE ALLA PSEUDO CARBONARA DI ZUCCHINE


Ingredienti x 2 persone: 180g di linguine/ 1 zucchino grande/ 8 fiori di zucca/ un uovo/ parmigiano/ sale e pepe

Mettete a bollire l'acqua per la pasta. Lavate lo zucchino e i fiori di zucca. Tagliate il primo a dadini e i fiori a striscioline, togliendo il pistillo. In una padella fate sciogliere una noce di burro e unite le zucchine. Fate cuocere a fiamma media per 10-15 min , fino a quando le zucchine non cominciano a diventare morbide, unite i fiori, salate e pepate, e continuate la cottura per altri due minuti. In una ciotolina mescolate l'uovo e parmigiano. Regolate di sale e pepe. Fate cuocere le linguine. Colatele e trasferitele nella padella con le zucchine e i fiori. Versate la crema di uovo e mescolate. Servite calde con una generosa spolverata di parmigiano.









domenica 22 giugno 2008

Dentisti Pazzi e Weazel Marine

Alzi la mano chi ama i dentisti?
Per carità, non fraintendetemi, magari sono persone garbatissime. Le più buone del mondo. Però...insomma l'idea del dentista non è una fantasia piacevole. Quando poi il suddetto dentista è anche un'arrogante testa di beep, ecco le cose cambiano. Quando il suddetto dentista, che ha lo studio nello stesso palazzo in cui vivi, pensa di essere il padrone e signore dell'edificio, ecco la voglia di legarlo alla sua stessa sedia e seviziarlo con il trapano diventa quasi una necessità. Perché i soldi e i millesimi non ti autorizzano a sentirti king of the hill. Non ti danno il diritto di deliberare che dal 13 luglio non si può più parcheggiare nel cortile interno, tanto il tuo cafonissimo BMW manco ci passa nell'androne! a questo punto il desiderio di intuppare lo scrocco della porta di attack o rivestire l'interno della maniglia di chewingum è quasi incontrollabile. Ma poi la parte razionale e perbene prende il sopravvento, il terribile Hide si ritira e Jeckill decide di fare una telefonata al suo amico avvocato. Ok la delibera dell'assemblea è piuttosto illegale. Sbarramento del cortile bloccato...per il momento.
Altra cosa sgradevole: le scatole piene di autocertificazioni in ordine sparso. Come peggiorare la situazione? La guardia di finanza decide di fare una verifica a campione sui contratti a canone concordato e tu, povero impiegato sfigato, ti ritrovi con trenta gradi a scartabellare, in mezzo a una massa di fogli svolazzanti, neanche fossi uno speleogolo, mentre la collega che avrebbe dovuto mettere in ordine le suddette autocertificazioni parla al telefono con sua madre.
Poi per fortuna arriva il week end, e anche con il bel tempo, già che ci siamo. Si fanno tacere i sensi di colpa per la casa non proprio in ordine, per il cambio degli armadi ancora da fare, per la pila della roba da stirare che ti guarda minacciosa dalla poltrona e si va al mare. Un giorno solo, ma è sufficiente. Perché è bello giocare a palla nell'acqua bassa e calda come pipì. Perché anche se il mare fa schifo e ci sono sempre cafoni in giro oggi sono tornata ad avere otto anni. A fare le rovesciate, lanciandomi il pallone in aria e rischiando ogni volta di slogarmi una spalla. A fare il toccio sul bagnasciuga. A devastarmi i capillari dei polsi giocando a pallavolo.
Oggi ho riso, di gusto. Con la mente vuota, almeno per qualche minuto. Ci voleva proprio
Grazie weazel

E ora per ridere un po' e festeggiare l'estate guardatevi 'sto video

venerdì 13 giugno 2008

Il Karma No e le Meme-melanzane

Ieri mi hanno rubato le scarpe. E così sono dovuta tornare a casa da Pianoro con le ciabattine infradito. Di sera, senza calzini perché erano dentro alle scarpe che mi hanno rubato. Complimenti, ragazza che adesso ha un paio di shocks arancioni in più, mi auguro che ti ci fratturi la caviglia dentro.
Stamattina ho versato mezzo di litro di latte sul pavimento. E sui miei jeans. Dieci minuti prima di uscire di casa per andare al lavoro. Piastrelle appiccicose, bestemmie varie, cambio pantaloni!
La signora delle pulizie si è ammalata, non viene e il pavimento è lì che mi aspetta assieme a una caterva di magliette da stirare. E il tempo fa schifo...ancora.
Un po' di karma negativo...in una vita passata ero probabilmente una schiavista. Forse tutto ciò mi porterà alla redenzione...o alla pazzia.


Va dato che è venerdì e che c'è un'aria diffusa di cazzeggio allietiamoci con questo simpatico meme che mi ha passato Daniela

1) Cosa stavo facendo dieci anni fa? Dunque, avevo 16 anni quindi andavo al liceo...portavo vestiti di due taglie più grandi della mia, avevo i capelli a spazzola, giocavo ancora a tennis. Avevo delle illusioni e credevo di avere trovato l'uomo della mia vita. su quest'ultima cosa non mi sono sbagliata :)

2)Quali sono cinque cose che devo fare oggi, non di lavoro: andare dall'estetista per un bel massaggio (goduria), pulire casa, stirare, preparare l'impasto per il pane e se ci riesco una crostata

3)Snacks che mangio volentieri: mi piacciono i gelati e tutte quelle robine sfioziosissime da forno. Adoro i biscotti. Peccato che ho eliminato tutti gli snack dalla mia dieta :S

4)Cose che vorrei fare se fossi milionaria: viaggiare, comprarmi una barca a vela e fare il giro del mondo con la weazel.

5)Posti in cui ho vissuto:Bologna (che tristezza...)

6) Lavori che ho fatto: commessa da Decathlon e da Feltrinelli (il più bel lavoro che ho fatto fino adesso, amo stare in mezzo ai libri), correttrice di bozze e collaboratrice per una casa editrice (sono stata anche autrice per un volume dell'enciclopedia per ragazzi della DeAgostini), responsabile della segreteria amministrativa e organizzativa per un uno studio di comunicazione integrata e ora sono impiegata presso l'ufficio ICI di Bologna (che gran culo!)

E ora tasto dolente....stasera gioca la nazionale. Come al solito in questo Paese, dopo la vergognosa sconfitta di lunedì, si è sparato a zero su Donadoni, sulla formazione scelta, su questi giocatori che prendono miliardi e non hanno cuore...si fanno anche interrogazioni parlamentari a riguardo (questo è vergognoso, spendere un sacco di soldi per scoprire se è vero o no che il Berlusca ha giocato a soldatini con i ragazzi della nazionale col beneplacito di Donadoni, mentre l'Italia va a puttane!). Concordando sull'evidenza che il nostro esordio ha fatto schifo, voglio essere positiva e aiutare la nazionale; e quindi stasera non guarderò la partita. Perché, chi mi conosce lo sa, io porto sfiga agli azzurri...una sfiga più nera dei capelli posticci dello Gnomo Malefico. E mentre io starò stirando davanti a un bel DVD la weazel si sgolerà davanti alla Tv strafocandosi di parmigiana.


PARMIGIANA DI MELANZANE


Ingredienti per una teglia di medie dimensioni: 2 melanzane scure/ una mozzarella/ mezza scamorzina affumicata/ circa 300 ml di passata di pomodoro/ parmigiano grattugiato/ sale/ pepe/ peperoncino secco/ basilico

Tagliate le melanzane a fette di circa un centimetro di altezza. Disponetele in un colapasta spolverandole col sale in modo che perdano la loro acqua e il sapore amaro. Intanto preparate la salsa versando in una ciotolina la passata di pomodoro, sale, pepe, peperoncino e il basilico stagliuzzato. Tagliate la mozzarella e la scamorza a cubetti e preriscaldate il forno a 160°. Togliete le fette di melanzana dal colapasta e, dopo averle asciugate con la carta da cucina, tagliate anche loro a cubetti. Mettete dell'olio di oliva in una padella piuttosto larga e friggete i cubetti di melanzana finché non si ammorbidiscono (circa 10 min). Ora iniziate a fare gli strati. Cospargete il fondo della teglia con un po' di salsa, poi versate le melanzane pressandole con il dorso di un cucchiaio. Aggiungete la mozzarella e la scamorza e spolverate con abbondante parmigiano grattugiato. Ricoprite con il pomodoro e fate un'altro strato. Terminate con una bella grattata di parmigiano e infornate per circa 30 min-40 min. Deve formarsi una crosticcina dorata. Sfornate e lasciate raffreddare (a mio parere la parmigiana è più buona a temperatura ambiente)

E con questa ricetta partecipo alla cena virtuale di Dolcezza...i colori della bandiera ci sono e per stasera speriamo in bene...:)
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