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lunedì 2 novembre 2009

Riflessi(oni) di Novembre

I colli bolognesi si sono vestiti d'oro, come se vivessero un secondo risveglio prima del lungo riposo invernale. Un risveglio più delicato e morbido rispetto a quello primaverile. I colori sono caldi, soffusi, sfumati dal vapore che sale dalla terra, come un sospiro. L'Eremo di Tizzano, domina un colle calvo, dove la terra scura e grassa è ancora coperta dal manto verde dell'erba. La strada si inerpica fra filari di viti dove ormai i grappoli sono solo un profumato ricordo e le foglie hanno assunto sfumature incredibili, gioielli traslucidi. Il vento è frizzante e passando fra le fronde crea vortici dorati, una nevicata autunnale che riempe l'aria di voci crepitanti.

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Giro il viso verso i raggi tiepidi del sole, la natura parla in mezzo a tutto questo silenzio. Ha una storia da raccontare, lunga quanto l'età del mondo, duramente poetica. Un racconto fatto di stagioni che si susseguono, che plasmano, creano e mutano. Affondo le dita nell'erba corta, bagnata dall'umidità, gli occhi che si soffermano su prismi colorati, sulle variazioni di luce e cercano di abbracciare questo paesaggio ondulato. La frenesia della quotidianità è lontana, un ricordo opaco soffocato da questa incredibile bellezza. Le giornate si accorciano, presto i campi diventeranno un uniforme manto bruno, le zolle rivoltate, gli alberi spogli volgeranno i rami verso il cielo plumbeo dell'inverno. Qui forse cadrà la neve, bianco fantasma a ricoprire ogni cosa. Come possiamo distruggere tutto questo con la leggerezza della nostra indifferenza? Come possiamo noi folli insetti che infestano questo pianeta, avvelenandolo ogni giorno di più, uccidere questo incanto senza neanche soffermarci a pensare? E se nel nostro piccolo, ogni giorno, cerchiamo di rispettare questa nostra Terra, è il momento di fare sentire la nostra indignazione, il nostro coro di protesta. Anche attraverso un click.




Scaricate la canzone che troverete seguendo il link, varrà come firma alle richieste che verranno presentate a Copenaghen. Un modo per non restare in silenzio.


E ora dopo questo piccolo appello vi offro uno stuzzichino, preparato sabato sera per la cena di halloween.

CHIPS DI POLENTA CON MOUSSEDI PORCINI

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(ricetta originale Sale&Pepe novembre 2009)

Ingredienti per le chips: 500 gr di polenta gialla fredda (io l'ho comprata dal panificio ma voi potete farla in casa ;D) / 200 gr di farina di mais / olio di semi di mais

Ingredienti per la mousse: 200 gr di porcini già puliti/ 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva/ uno spicchio d'aglio/ un albume/ 100 gr di crème fraiche (l'ho trovata da Naturasì)/ un cucchiaio di erba cipollina essiccata/ sale

Tagliate i porcini a fette e fateli rosolare in una padella con l'olio d'oliva e lo spicchio d'aglio sbucciato e tagliato a metà. Cuocete fino a quando risultano asciutti e dorati. Eliminate l'aglio, salateli leggermente e tritateli fini. Mescolate i porcini con la crème fraiche e l'erba cipollina. Montate l'albume a neve ferma e incorporatelo al composto di funghi. Regolate di sale e tenete da parte.

Tagliate la polenta a fettine spesse circa 2 mm, passatele nella farina di mais e friggetele in abbondante olio di semi finchè risuteranno dorate e croccanti. Sgocciolate le chips cu carta da cucina e servite accompagnate dalla mousse

NB: la ricetta originale consiglia di servirle le chips calde. Io non volendo friggere all'ultimo minuto le ho cotte alla mattina, sgocciolate benissimo e passate al grill poco prima di servire. Le abbiamo trovate ottime.

mercoledì 30 settembre 2009

La ciccia

Qualche giorno Paoletta in questo post parlava di tagli e tipi di carne caduti un po' in disuso. Spesso è una questione di moda (il filetto è sicuramente più gettonato della trippa), a volte una questione di tempo di preparazione (la fettina di vitello si cuoce prima che un arrosto).
Io non sono una gran consumatrice di carne, se posso preferisco decisamente il pesce, ma ogni tanto la weazel carnivora vorrebbe affondare i denti in un bel pezzo succulento di ciccia. E così parte la spedizione dal macellaio di fiducia, dove sono sicura di trovare la qualità che desidero, carne proveniente da animali allevati come si deve senza utilizzo di antibiotici o mangimi che contengano sostanze chimiche. E davanti a una così splendida scelta mi viene voglia di sperimentare qualcosa di diverso dalla solita bistecca alla piastra. Così a volte nella busta della spesa finiscono cose un po' particolari...come una sella di coniglio.
Questo tipo di carne è piuttosto magra rispetto a quella di bovino e suino ed è molto più saporita del pollo. Nella mia famiglia il coniglio al sugo con le tigelle rappresenta uno di quei piatti della domenica in cui la nonna è la vera regina. Così volendo provare qualcosa di diverso, complice l'ultimo di Sale&Pepe ho preparato un arrosto. Il risultato è stato molto soddisfacente. Morbido e delicato con un ripieno saporito ma non invadente. La cottura è un po' lunga, ma la preparazione è piuttosto semplice, una ricetta da provare ve lo assicuro :) (la foto non rende per niente, sorry!)



SELLA DI CONIGLIO SPEZIATA AL LATTE

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(ricetta originale Sale&Pepe ottobre 2009)


Ingredienti: una sella di coniglio disossata/ 5 fette di prosciutto crudo San Daniele/ 10 pomodorini pachino secchi/ uno spicchio d'aglio/ mezza bustina di zafferano/ 40 gr di farina/ 40 gr di pan grattato/ una grattatina di noce moscata/un mazzetto di prezzemolo/ alloro/ una cipolla/ 1 litro di latte/ una noce di burro/ olio/ sale/ alcuni grani di pepe rosa

Rifilate la sella per darle una forma regolare, tenendo da parte i ritagli. Riducete quest'ultimi a bocconcini molto piccoli. Ricoprite l'interno della sella con il prosciutto e i ritagli del coniglio.

Mescolate la farina, il pan grattato e lo zafferano, unite anche la noce moscata e distribuitela all'interno della sella ricoprendo i ritagli di coniglio ridotti a bocconcini. Tritate il prezzemolo assieme ai pomodorini secchi e cospargeteli all'interno della sella. Salate, pepate e arrotolate. Legate l'arrosto con lo spago o gli appositi elastici e cospargete anche l'esterno con la miscela speziata rimasta.

Rosolate l'arrosto in una casseruola con il burro, l'aglio lasciato intero e la cipolla tritata e quando sarà ben dorato, bagnatelo con il latte. Unite i grani di pepe rosa, l'alloro, alzate la fiamma e portate a bollore. A questo punto coprite con un coperchio e trasferite la casseruola in forno già caldo a 140-150°. Cuocete per un'ora circa girando l'arrosto ogni quarto d'ora. Servite con il sugo di cottura frullato e leggermente addensato sulla fiamma


domenica 21 giugno 2009

Basta poco...

Io adoro ricevere regali. Non tanto per l'entità del dono, ma per il piacere della sorpresa. Quella curiosità infantile che mi fa battere il cuore più veloce e mi allarga sulla faccia un sorriso vagamente ebete. Il semplice gesto di aprire un pacchettino, per me, diventa un momento di festa, un compleanno anticipato. E' per questo che vorrei ringraziare Stefania, Claudia, Ale, Michele, Vero, Simo, Eniko ed Elisa per i bellissimi libri che mi hanno spedito. Sarà bello leggere le pagine che voi avete scelto per me. In cambio questa torta è per voi, un dono virtuale, ma spero comunque gradito

Booksharing

TORTA DI PESCHE E CREMA COTTA

Torta di pesche
(Sale&Pepe luglio 2009)

Ingredienti: 80 gr di farina/ 60 gr di burro/ 190 gr di zucchero/ 5 gr di lievito in polvere per dolci/ 200 gr di fecola/ mezzo litro di latte/ 5 uova/ un limone non trattato/ mezzo litro di panna fresca/ 400 gr di pesche noci/ sale

Montate il burro morbido con 60 gr di zucchero fino a ottenere un composto cremoso, poi incorporate un uovo, la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Aiutandovi con una spatola di silicone o il dorso di un cucchiaio leggermente inumidito distribuite l'impasto in uno stampo rotondo di 22 cm di diametro rivestito con la carta da forno. Cuocete in forno caldo per 30 minuti a 150°.
Nel frattempo scaldate il latte con lo zucchero rimasto in una casseruola. Stemperate a parte la fecola nella panna e, mescolando con una frusta, cuocete la crema su fiamma bassa per 5-6 minuti o fino a quando risulta molto soda. Trasferitela in una ciotola di vetro e lasciatela intiepidire. A questo punto incorporate la scorza grattugiata del limone, le uova rimaste e le pesche, tranne una, pelate, snocciolate e tagliate a dadini.
Lasciate raffreddare la crema, poi distribuitela sulla base cotta. Trasferite nuovamente in forno e proseguite la cottura per un'ora a 150°. Lasciate raffreddare la torta nello stampo in frigorifero, sformatela sul piatto di portata e decoratela con la pesca rimasta tagliata a lamelle.

martedì 19 maggio 2009

Cook&Book


Adesso i ciliegi sono in fiore. I petali fluttuano leggeri, nell'aria umida e profumata. Spirali rosa accarezzano le gambe nude delle ragazze, strette nelle loro divise scolastiche. I due ragazzi passeggiano, lei lo precede di alcuni passi. Tokyo pulsa, viva e frenetica, attorno a loro.
Toru guarda la schiena sottile di Naoko. Osserva la donna che ama camminare davanti a lui. Così vicina eppure irraggiungibile. E così l'attesa diventa quotidianità, la speranza dell'amore diviene il sentimento stesso. L'università, le amicizie, le altre ragazze diventano il contorno, la colonna sonora della sua vita, mentre il pensiero di Naoko è totalizzante.
Una prosa evocativa, ogni parola ispira un'immagine. La malinconia di ciò che potrebbe essere pervade tutto il racconto. L'amore è doloroso, ma necessario e inevitabile. Come la morte.

Norwegian Wood è un libro stupendo. Murakami sa rendere i suoi protagonisti vivi e dolorosamente reali. E concentra nel suo racconto temi come l'amicizia, l'amore, la malattia e la morte senza mai scadere nel dramma, senza mai eccedere.
E mentre sfoglio le ultime pagine, seduta al tavolo di cucina, osservo l'uomo della mia vita che cucina per me e mi sento immensamente fortunata

ABBACCHIO BRODETTATO

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(sale&pepe aprile 2009)

Ingredienti: 1,5 kg di pezzi di agnello/ mezza cipolla/ 50 gr di lardo/ mezzo bicchiere di vino bianco/ mezzo cucchiaio di farina/ 3 tuorli/ mezzo limone/ olio evo qb/ noce moscata qb/ sale e pepe qb
per la marinatura: olio evo/ succo di un limone/ menta e timo a piacere/ sale e pepe

Mettete i pezzi di agnello in una ciotola capiente. Nel mixer frullate gli ingredienti per la marinata e versate l'infusione sulla carne, massaggiandola in modo che il condimento si distribuisca uniformemente. Coprite la ciotola con una pellicola e lasciate riposare in frigorifero per una notte.
Scolate la carne dall'infusione. Tritate la cipolla con il lardo e soffriggete il battuto in un tegame con un filo di olio, poi rosolatevi la carne per qualche minuto. Bagnate con il vino alzando la fiamma per fare evaporare l'alcol, cospargete con la farina e mescolate. Salate, pepate e bagnate con un mestolo di acqua calda. Coprite e lasciate cuocere per 40 min.
Sbattete i tuorli con un pizzico di noce moscata e il succo del limone. Quando l'agnello è cotto , fuori dal fuoco, versateci sopra la crema di tuorli e mescolate. Rimettete sul fuoco a fiamma dolcissima fino a che l'uovo non inizia a rapprendersi.



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