Visualizzazione post con etichetta ricette dal mondo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricette dal mondo. Mostra tutti i post

domenica 6 novembre 2011

Tapas

Come promesso ecco alcune delle ricette servite durante la cena a base di tapas. Vengono tutte da questo fantastico libro che sicuramente verrà riutilizzato al più presto. Non solo per la quantità di preparazioni interessanti che ci sono, ma soprattutto per l'aria di convivialità e di festa che si è creata durante il pasto. L'idea di servire diverse portate praticamente tutte contemporaneamente avendo la possibilità di assaggiare in qua e in la', il tutto accompagnato da un buon vino spagnolo arrivato ditettamente da Valenza e dalle chiacchere ha fatto sì che la serata si svolgesse in grande allegria e rilassatezza. Insomma, un esperimento da ripetere

FAVE E SALSICCIA
(per 6 persone)

IMG_9830
  • 750 gr di fave sgranate
  • 1 cucchiaio di olio di oliva
  • 1 cipolla tritata finemente
  • 500 gr di salsiccia (o morcilla) spellata e tagliata a pezzi
  • sale qb
* Se utilizzate fave surgelate seguite le istruzioni riportate sulla confezione. Se usate quelle fresche, pulitele, portate a bollore abbondante acqua salata e lessatele scoperte per circa 5-10 minuti fino a che non sono cotte.

Scaldate l'olio in una padella, aggiungere la cipolla e farla appassire a fuoco basso per circa 7 minuti mescolando di tanto in tanto per evitare che bruci. Scolate le fave, aggiungetele in padella e fatele cuocere a fuoco molto basso per 6 minuti. Nel frattempo scaldate un altra padella e fatevi cuocere la salsiccia, mescolando di tanto in tanto. Incorporatela alle fave e fate cuocere per altri 10 minuti, mescolando al bisogno. Regolate di sale e servite calde

TORTILLA DI PATATE ALLA SPAGNOLA
(per 6 persone)

IMG_9828
  • olio evo per friggere le patate+2 cucchiai per cuocere la tortilla
  • 1 kg di patate tagliate a metà nel senso della lunghezza e affettate sottili
  • 8 uova
Scaldate l'olio a fuoco medio in una padella di 28 cm di diametroe cuocetevi le patate mescolando di tanto in tanto finchè non sono morbide e leggermente dorate. Sbattete energicamente, per 1 minuto, le uova con un pizzico di sale, in una ciotola capiente e agiiungete le patate mescolando con una forchetta. Scladate i due cucchiai di olio a fuoco vivo nella padella e cuocetevi il composto di uova e patate, scuotendo di tanto in tanto, finchè la parte inferiore non si è rappresa e leggermente dorata. Rovesciate la tortilla su un coperchio e un piatto e fatela scivolare di nuovo in padella per farla dorare anche dall'altro lato a fuoco basso, scuotendo di tanto in tanto. Servite calda.

EMPANADINAS DI TONNO

IMG_9827

per la pasta
  • 25 gr di burro
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 300 gr di farina+altra per infarinare (io ne ho dovuta aggiungere un bel po')
  • 1 uovo
  • sale
per la farcia
  • 1 cucchiaio di olio evo per friggere
  • 1 cipolla tagliata molto finemente
  • 200 gr di tonno al naturale scolato
  • 3 cucchiai di polpa di pomodoro
  • sale
Per prima cosa preparate la pasta. Versate 250 ml di acqua in una casseruola, unite il butto, l'olio eun pizzico di sale e scaldate a fuoco basso finchè il burro non si è sciolto. Quando l'acqua è calda, ma prima che bolla, togliete la casseruola dal fuoco, aggiungete la farina e mescolate, quindi unite l'uovo. Trasferite l'impasto sulla spianatoia ben infarinate e lavorate bene l'impasto aggiungendo farina fino a che non avrete una consistenza omogenea ed elastica. Coprite con un canovaccio e lasciate riposare per almeno 30 minuti.
Nel frattempo preparate la farci: scaldate l'olio in una padella e fatevi appassire la cipolla a fuoco medio per circa 6 minuti, mescolando di tanto in tanto fino a che non è traspsrente. Unite il tonno e la polpa di pomodoro, amalgamate bene e mettete da parte.
Sul piano di lavoro infarinato tirate la pasta in uns sfoglia sottile. Distribuite piccole quantità di ripieno su metà della sfoglia e quando è finito ripigatevi sopra l'altra metà. Ritagliate la sfoglia a forma di piccole mezze lune lasciando attorno al ripieno un piccol berdo. Premete con le dita sui bordi per togliere l'aria in modo che l'empanadinas non si aprano durante la cottura. Spennellatele con con dell'olio e cuocetele in forno preriscaldato a 180° fino a che non sono dorate.

giovedì 4 agosto 2011

Dal di lenticchie

DAY 25 - SOMETHING PINK

day 25 - something pink

E dato che ogni promessa è debito ecco una ricettina, dritta dritta dal mio libro di ricette indiane, speziata, profumata e perfetta da servire anche fredda

DAL DI LENTICCHIE
(per 4-6 persone)

_MG_8840

  • 200 gr di lenticchie rosse spezzate
  • 2 cipolle pelate e tagliate a fettine sottili
  • 3 pomodori tagliati a dadini
  • 4 spicchi di aglio pelati e tritati finemente
  • un pezzo di radice di zenzero fresca pelata e tritata
  • 1 cucchiaino di peperoncino in polvere
  • 1 cucchiaino di coriandolo macinato
  • 1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
  • 4 cucchiai di olio vegetale (io uso quello di oliva)
  • 1 cucchiaino di semi di senape
  • 10 foglie di curry (io ho messo 4 cucchiai di curry e qualche foglia di cedrina)
  • sale qb
Mettete le lenticchie, le cipolle, i pomodori, l'aglio, lo zenzero, le spezie macinate e un po' di sale in una casseruola. Versate 1,2 litri di acqua e portare a bollore. Abbassate la fiamma, coprite con un coperchio e fate sobbollire per 20 minuti o fino a che le lenticchie non sono tenere, quindi togliete il coperchio e fate cuocere per altri 5 minuti.
Scaldate l'olio in una padella, aggiungete i semi di senape e soffriggete fino a quando cominciano a scoppiettare, quindi unite il curry (ed eventualmente la cedrina) e saltate per qualche istante. Versate questa miscela sul dal e servite.

mercoledì 25 maggio 2011

Out of Whack

Ci sono cose che entrano nella tua vita e la scombussolano un po'. Come un fulmine a ciel sereno lasciano sotto pelle una leggera scossa elettrica, rimangono lì e ti fanno ricordare. Kira è entrata nella mia vita per il tempo di un giorno. Sufficiente per far sì che mi affezionassi a questa gattina così affettuosa, dal musetto color cipria. E quando dico che è entrata è proprio nel senso più letterale che ci possa essere. Perché quel gattino furbetto si è proprio intrufolato di sua iniziativa nella mia macchina, ha preso possesso del sedile posteriore e si è fatta portare pacificamente a casa. Ma poi come quasi tutte le cose meravigliose e improvvise il sogno si è dissolto la mattina successiva, quando i legittimi padroni di Kira-Mimmi hanno chiamato. Avevano visto i nostri cartelli e ora rivolevano la loro micetta indietro. E la felicità di vedere i loro volti quando hanno riabbracciato la loro piccolina si è mescolata a una forte sensazione di malinconia. E nonostante le coccole ai miei due stupendi mici continuo a pensare a come sarebbe stato bello avere un nuovo membro della mia felina famiglia. Sono sicura che il mio karma abbia avuto un up grade in positivo, ma questo piccolo vuoto che sento non sembra facile da scacciare. Così mi do alla food therapy, qualcosa di semplice e profumato, morbido e delicato cuoce nel forno spandendo il suo profumo agrumoso nella cucina... affondo il cucchiaio rompendo la crosticina in superficie e accarezzo il pelo folto di Singha mentre Ziggy sdraiato contro il mio fianco fa le fusa come un piccolo mantice.




YORKSHIRE LEMON SURPRISE
(pe 4 persone)

_MG_8786

  • 50 gr di burro più qualche altro grammo per imburrare
  • la scorza grattuggiata e il succo di due limoni
  • 115 gr di zucchero semolato
  • 2 uova, gli albumi separati dai tuorli
  • 50 gr di farina autolievitante
  • 30 ml di latte
1. Riscaldate il forno a 190°. Imburrate una pirofila da forno da circa 1,5 l.
2. Lavorate il burro, la scorza dei limoni e lo zucchero in una ciotola con una spatola fino a che il composto non diventa morbido e chiaro. Aggiungete i tuorli e la farina e mescolate bene. Gruadualmente incorporate anche il succo di limone e il latte (il composto a questo punto potrebbe risultare orribilmente cagliato, ma non preoccupatevi). In una ciotola pulita montate gli albumi a neve ferma
3. Unite gli albumi montati al composto di limone usandoun cucchiaio di metallo, poi versate il tutto nella pirofila.
4. Mettete la pirofila in una teglia da forno e riempitela con acqua fino a metà della pirofila. Infornate e cuocete per circa 45 min fino a che la supeficie non è dorata dorata e il dolce non risukta sufficientemente solido. Se la superficie diventasse troppo scura abbassate la temperatura del forno e coprite il dolce con un foglio di carta di alluminio

_MG_8781

giovedì 14 aprile 2011

Ferie...

Ferie....questa parola mi vortica nella mente, un chiodo fisso che da alcune settimane mi perseguita incessantemente. Capita tutti gli anni, come un amico fedele, il desiderio di staccare, di partire, di visitare posti lontani e magari esotici, mi bracca come un segugio. Così mi ritrovo a sfogliare riviste, buttare giù itinerari, stare ore su internet a informarmi su bad&breakfast incastonati in luoghi da sogno, a sospirare alla vista di programmi intercettati sul satellite che parlano di paesi stranieri e di gite fuori porta. Guardo il cielo azzurro e perfetto che in questi giorni ha colorato Bologna pensando ai viaggi fatti gli scorsi anni, alle cupole brillanti nel tramonto di Santa Sofia a Istanbul, ai castelli di pietra centenari e alle monumentali cattedrali portoghesi, alle strade dalle mille luci di New York, ai passi polverosi percorsi sul cammino di Santiago e poi forte e intenso il ricordo di quelle spiagge, del cielo sconfinato sopra le risaie, del sorriso dei bambini, dell'umidità gocciolante della giungla, l'oro fulgido dei wat, il traffico caotico della capitale mi fa venire voglia di correre in cucina per preparare un piatto fumante di

PAD THAI

pad thai ingredients

ingredienti (fra parentesi le mie modifiche)

  • 4 cups di noodles di riso sottili lasciati in ammollo per 3 minuti (150 gr di udon di riso)
  • 50 gr di maiale tagliato in piccoli pezzi (2 lombatine di maiale)
  • 3 uova
  • 160 gr di tofu tagliato a cubetti piccolissimi
  • 180 gr di germogli di soia
  • 50 gr di erba cipollina tritata
  • 1 cucchiaio di scalogno tritato
  • 1 cucchiaio di aglio tritato
  • 3 cucchiai di zenzero fresco tritata (circa un cm di radice)
  • 1 cucchiaino di chili in polvere
  • 1/2 tazza di arachidi tostate non salate (1/2 tazza di anacardi tostati e non salati)
  • 4 cucchiai rasi di zucchero
  • 3 cucchiai di salsa di pesce
  • 1/4 di cup di acqua
  • 4 cucchiai di aceto o succo di tamarindo (1 cucchiaio di pasta di tamarindo)
  • 8 cucchiai di olio per cucinare (olio evo)
preparazione:

In un wok o in una padella molto grande soffriggere lo scalogno e l'aglio in 3 cucchiai di olio a fiamma media fino a che saranno dorati. Aggiungere i noodles (se usate gli udon cuoceteli prima in acqua salata e aggiungeteli a fine cottura insieme agli altri ingredienti facendoli saltare per qualche minuto) e l'acqua e mescolare fino a quando non si sono ammorbiditi. Condire con lo zucchero, la salsa di pesce e il succo di tamarindo. Saltare per bene poi spingere i noodlea al lato della padella/wok. Aggiungere altri 3 cucchiai di olio, poi il maiale, lo zenzero, il tofu e la polvere di chili. Lasciare cuocere finchè il maiale non è pronto. Rimescolare il tutto accuratamente e poi spingere di nuovo il tutto da un lato e aggiungere altri due cucchiai di olio. Rompere le uova, sbatterle leggermente e strapazzarle nella padella, rimescolare di nuovo con i noodles e aggiungere i germogli di soia e l'erba cipollina. Far saltare fino a che tutto non è cotto, trasferite in un piatto da portata e condite con le arachidi tostata.


pad thai

giovedì 17 giugno 2010

Welcome Singha

Diventare genitori ci rende piuttosto ridicoli. Ci troviamo alle tre del mattino, stanchi, sudati, sentendoci incredibilmente inadeguati, a cercare una qualsiasi strategia per consolare i richiami malinconici della cucciola. Guardi i suoi grandi occhioni spaventati e ti chiedi se sarai mai in grado di essere abbastanza bravo per prenderti cura di lei. Cominci a parlare una lingua strana, fatta di vezzeggiativi e diminutivi affettuosi. Ogni pappa mangiata, cacchina "santa" pulita, ogni nuova scoperta del mondo che le sta attorno, le coccole, i grattini, le sgridate e i sensi di colpa per dover anche educarla diventano improvvisamente i punti centrali della tua vita. Chiami gli amici, già esperti, per farti rassicurare. Gli inviti a pranzo* per presentargli la nuova arrivata. Sei al settimo cielo quando improvvisamente ti stupisce facendo qualcosa di nuovo, e ti sembra la cosa più bella del mondo. Rimani ora a guardarla dormire e noti ogni più piccolo cambiamento nel suo aspetto ogni giorno che passa. Le parli come se potesse capire, anzi hai la certezza che comprenda ogni singola parola. Giocare per ore diventa un imperativo imprescindibile. Ok non sarà proprio come diventare genitori, ma da quando Singha è arrivata credo di essermi davvero rincretinita ;)

IMG_6570

PS. l'operazione è andata molto bene. Grazie a tutti quelli che sono passati di qui per un saluto!!! Per il momento il salottino rimane ancora chiuso perchè la vista non è ancora perfetta. Ma ogni giorno va meglio e spero di tornare a scrivere presto. Un abbraccio a tutti!

*AGNELLO KORMA

IMG_6560

Ingredienti per 4-6 persone: 1 pezzetto di 2,5 cm circa di radice di zenzero fresca, pelata e tritata/ un cucchiaino di aglio in polvere/ 3 cucchiai di olio di sesamo/ 1 bastoncino di cannella di 2,5 cm circa/ 3 chiodi di garofano/ 3 capsule di cardamomo schiacciate/ 1 pizzico di semi di anice/ 2 cipolle pelate e tritate/ 1 mazzetto di prezzemolo tritato/ un pizzico di curcuma macinata/ 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere/ 2 cucchiaini di passata di pomodoro/ 500 gr. di agnello disossato a cubetti/ 1 pizzico di pepe nero macinato.

Con il pestello e il mortaio, battete lo zenzero e l'aglio, fino ad ottenere un composto fine, quindi mettere da parte. Scaldate l'olio in una casseruola, aggiungete il bastoncino di cannella, i chiodi di garofano, il cardamomo, i semi di anice e le cipolle, saltate il tutto per 5 minuti, o finchè le cipolle non saranno passite (se necessario aggiungete un po' di acqua calda). Aggiungete la salsa di aglio e zenzero, il prezzemolo tritato, la curcuma, il peperoncino in polvere e la passata di pomodoro. Amalgamate bene e cuocete a fiamma bassa per 5 minuti, mescolando di tanto in tanto. Incorporate l'agnello, condite con il pepe e versate 150 ml. di acqua. Coprite e lasciate sobbollire a fuoco lento per 30 minuti, o quanto basta perchè la carne diventi tenera. Se necessario, togliete il coperchio alzate la fiamma e fate restringere il sugo a vostro piacimento.

Ringrazio la weazel per essere stata la mia vista per un po'

lunedì 3 maggio 2010

Mexican Sunday

Domenica è stata una giornata davvero splendida! Nonostante la pioggia fantozziana che ha contraddistinto anche questo week-end rovinando i nostri progetti per la grigliata organizzata per il compleanno di un nostro caro amico, siamo riusciti comunque a divertirci improvvissando all'ultimo minuto un pranzo messicano. La fortuna di avere altre persone che condividono la tua stessa passione per la cucina è qualcosa di unico. Ognuno ha portato a casa di Riki e Dessy un piatto tipico messicano. Il risultato è stato una festa davvero allegra, trascorsa fta una quantità incredibile di buon cibo e tantissime chiacchiere, tanto che alle otto di sera avremmo potuto cenare con quello che era rimasto ;) I padroni di casa ci hanno accolti con una fantastiche tortillas, del pollo piccante e una zuppa che racchiudeva un misto di sapori davvero eccezionali. Dile si è presentata con lenticchie piccanti, un profumato pane ai semi di zucca e un delizioso arroz con leche. Yoshi ha difeso la tradizione italica travolgendoci con un dolce al croccante e zabaione (una favola!!!). E io... dopo lunghe ed estenuanti ricerche ho optato per portare

SALSA GUACAMOLE
(ricetta originale di Dario Bressanini)

Ingredienti: 2 avocado/ 1 cipolla rossa/ 2 pomodori maturi/ 1 limone/ sale/ 4 peperoncini verdi/ 1 mazzetto di prezzemolo
Prendete l’avocado maturo e con un coltello affilato praticate un solco completo lungo tutto il perimetro lungo un meridiano lungo. Dovete affondare la lama del coltello sino a sentire il seme. Il frutto si dividerà in due. Con un colpo netto affondate un poco il coltello nel seme. Ora, ruotando il coltello, dovreste riuscire ad estrarre il seme senza problemi. A questo punto tenendo l'avocado nel palmo di una mano una metà di avocado, scavatelo con un cucchiaino. Schiacciate l’avocado con una forchetta e aggiungete immediatamente il succo di limone, mescolando bene. Aggiungete poi i pomodori privati dai semi e dal liquido di vegetazione e tagliati a dadini il più piccoli possible, la cipolla tritata finemente, i peperoncini puliti dai loro semi e affettati a rondelle sottilissime e il prezzemolo tritato fine. Regolate di sale. Mescolate bene tutti gli ingredientiguacamole per eliminare il più possibile le sacche d’aria

IMG_6450

PICO DE GALLO
(ricetta originale di Un ingeniere in cucina)

Ingredienti: 2 pomodori/ 1 cipolla/ 1 spicchio d'aglio/ 2 limoni piccoli/ 1 peperoncino/ un mazzetto di prezzemolo

Tagliate a cubetti i pomodori, tritate la cipolla, l'aglio e il prezzemolo e tagliate a pezzi il peperoncino. Unite tutti gli ingredienti in una ciotola e condite con il succo dei limoni. Mescolate per amalgamare e lasciate riposare in frigorifero per qualche ora

PANE DI MAIS

IMG_6454
(ricetta originale tratta dal Buon Appetito America )

Ingredienti: 200 gr di farina/ 150 gr di farina di mais7 2 cucchiaini di lievito secco/ 1/4 cucchiaino di bicarbonato di sodio/ 1 cucchiaino di sale/ 2 cucchiai di zucchero di canna/ 100 gr di mais in scatola tritato finemente/ 125 gr di yogurt bianco/125 gr di panna/ il succo di mezzo limone/ 2 uova grandi/ 100 gr di burro fuso fatto raffreddare

Scaldate il forno a 200° e imburrate una pirofila quadrata di venti centimetri e mettete da parte.
Sbattete i primi cinque ingredienti in una ciotola media e mettete da parte. In un'altra ciotola sbattete lo zucchero, il mais, lo yogurt, la panna e il succo di limone. Unite le uova e sbattete finché sono ben amalgamate. Rimarranno alcuni grumi di mais. Incorporate delicatamente gli ingredienti umidi a quelli secchi usando una spatola di silicone e versate il burro fuso. Mescolate rapidamente fino a inumidire appena gli ingredienti secchi. Non lavorateli troppo, il composto rimmarrà grumoso. Versate nella pirofila preparata e lisciate la superficie con la spatola (consiglio di fare questo procedimento con le dita unte con un po' di olio di oliva).
Cuocete finché sarà ben dorato, per 25-30 minuti, o finchè uno stecchino infilzato al centro ne uscirà pulito. Lasciatelo raffreddare nello stampo per 10 minuti prima di servire.

lunedì 26 aprile 2010

Shortbread al cardamomo e la mia cucina

Eccoci di nuovo a un altro lunedì! Come la nuvoletta di Fantozzi il week end è trascorso sotto una fastidiosa pioggerellina e oggi, tornata al lavoro, un sole beffardo splende nel cielo! Vabbè non lamentiamoci troppo, in fondo questo fine settimana di brutto tempo mi ha costretto a starmene in casina e mi ha dato il tempo di occuparmi un po’ di più della mia cucina e di tutti quei lavoretti che rimandavo da qualche tempo. Innazitutto sono riuscita a scegliere finalmente la ricetta adeguata per partecipare alla raccolta di Sandra di Un Tocco di Zenzero in collaborazione con le Fattorie Fiandino.

Già lo scorso anno avevo partecipato a questa iniziativa, avendo modo di provare con enorme sorpresa gli splendidi prodotti caseari inviatimi. Quindi quando anche questa volta sono stata contattata per testare la nuova produzione di burro salato sono stata molto felice di accettare. Pensando a come poter esaltare al massimo il gusto così particolare di questo burro sono finita a impastare dei semplicissimi biscotti. Il risultato è stato assolutamente all’altezza delle aspettative. Poter disporre di un prodotto di così alta qualità è sempre una fortuna eccezionale. Il burro delle Fattorie Fiandino è decisamente diverso per sapore e consistenza da quelli distribuiti dalle grandi marche. Solitamente non sono il tipo da fare pubblicità, ma questa volta non potevo proprio esimermi da esprimere la mia soddisfazione per aver potuto disporre di questo burro. Ok penso di essermi dilungata a sufficienza ;) ecco la ricetta con cui partecipo

SHORTBREADS AL PISTACCHIO

IMG_6402

Ingredienti: 8 semi di cardamomo/ 200 gr di burro salato 1889 Fattorie Fiandino (l'ingrediente segreto)/ 25 gr di riso macinato finissimo/ 240 gr di farina 00/ 75 gr di zucchero/ 60 gr di pistacchi sgusciati non salati/ 1 rosso d'uovo leggermente sbattuto

Rimuovete le bucce dei semi di cardamomo e pestateli in un mortaio fino a ottenere una polvere fine. Usando un mixer elettrico, mescolate insieme il burro, il riso macinato, la farina, il sale, il cardamomo macinato e lo zucchero (non riscaldate troppo l'impasto usando l'accortezza di frullare a intervallo). Lavorate fino a ottenere una pasta omogenea.
Versate il composto su una spianatoia, infarinatelo leggermente e lavoratelo fino a ottenere un tronchetto di circa 3-4 cm di diametro. Arrotolatelo nella pellicola da cucina e lasciatelo raffreddare in frigorifero per almeno un'ora.
Mentre la pasta si raffredda, tritate i pistacchi finemente con un coltello affilato, in modo da ottenere una granella molto fine. Spargete i pistacchi su una leccarda o un foglio di carta da forno. Spennellate il tronchetto con l'uovo sbattuto e poi passatelo sulla granella di pistacchi. Riavvolgetelo poi nella pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per altri 30 minuti.
Preriscaldate il forno a 150°. Togliete il tronchetto dalla pellicola e tagliatelo in rondelle di 5 mm di spessore. Stendete le rondelle su una teglia rivestita da carta da forno, lasciando uno spazio di circa 2 cm l'uno dall'altro. Spolverizzate con zucchero vanigliato.
Cuocete i biscotti per circa 20 minuti. Si dovranno dorare senza colorarsi troppo in superficie. Lasciate raffreddare gli shortbread completamente prima di chiuderli in un contenitore emetico. Si conservano circa per una settimana

Sempre complice il brutto tempo ho scattato alcune fotografie dell'angolo che amo di più della mia casa: la cucina! E' qui che si svolge gran parte della mia giornata. Assonnata faccio i primi passi verso la macchina del caffè, gli unici rumori il canto dei merli, il tubare dei piccioni e i miei versi gutturali che indicano il mio solito malumore mattutino :) E' qui che mi piace fare la maggior part e delle cose che occupano il mio tempo. Oltre a cucinare, come è ovvio che sia, spesso mi ritrovo seduta al tavolo quadrato di legno scuro, che sa di olio per mobili, a leggere, a scrivere al computer o a guardare la tv. La luce entra diretta da due ampie finestre, una delle quali da sulla terrazza di casa. Qui la weazel coltiva il suo giardinetto, dove lo costringo a piantare piante aromatiche di ogni ti po. Con queste immagini partecipo al contest "Il cuore in cucina" di Fragola e Limone.


IMG_6421
IMG_6419
IMG_6415
IMG_6416
IMG_6418

martedì 9 febbraio 2010

Apple Pie

Sabato girettando fra gli scaffali di alcune librerie bolognesi mi sono concessa un piccolo regalo. Partendo con in mente l'idea di acquistare un libro di cucina giapponese, per approfondire meglio la mia curiosità sui piatti tradizionali del Sol Levante, curiosando fra gli innumerevoli volumi di gastronomia mi sono imbattuta in questo libro. Sarà che l'editore mi dava estrema fiducia, che le fotografie erano impeccabili, che gli aneddoti legati alle varie ricette descritte erano interessanti e realistici, che Buon appettito America è stato amore a prima vista. La cucina statunitense, così spesso relegata ai soli hamburgers e hot dogs, mi ha sempre molto affascinata e soprattutto dopo i mie due viaggi in America ho potuto apprezzare l'ecletticità di questa cucina. Sfogliando rapidamente le pagine mi sono meravigliata della tanta varietà di ricette, che cambiano in modo significativo da Stato a Stato. Le parole di Lauren, che descrivono ogni procedimento, raccontano della difficoltà di presentare la cucina statunitesense oltrepassando i luoghi comuni.
Sono uscita dalla libreria assolutamente soddisfatta del mio acquisto e come prima sperimentazione ho scelto una ricetta che credo che rievochi in ognuno di noi piacevoli ricordi di infanzia. Chi di voi non può dire di essere rimasti affascinati dalle immagini dei cartoni di Walt Dysney o dei giornali di Topolino dove Nonna Papera sfornava deliziose torte fumanti che lasciava raffreddare sulla finestra. Quella cupola croccante, leggermente brunita che racchiude un ripieno cremoso di mele profumate alla cannella mi ha subito rapita.
Vi lascio con alcune delle parole di Laurel che introducono la ricetta e che a mio avviso spiegano perfettamente quel fascino che gli Stati Uniti esercitano su noi italiani.

In Italia è nota come la torta di nonna Papera, ma per noi è la torta nazionale. Rappresenta l'essenza dei "vecchi tempi ". E' il più semplice, rassicurante e onesto di tutti i dessert. Ci permette di di sognare un' America più buona, un'America amorevole e innocente, gloriosa e genuina, un'America che forse non è mai esistita al di fuori di queste riflessioni da fine pasto, ma che desideriamo con tutto il cuore.

APPLE PIE

IMG_5835

Ingredienti per la pasta brisèe friabile

Tutti gli ingredienti devono essere freddi, per evitare che la pasta diventi dura. Mettere la farina in frigorifero per almeno trenta minuti. I pezzetti di burro andrebbero riposti in freezer per almeno 10 minuti prima dell'uso.

200 gr di farina /1/4 di cucchiaino di sale/ 1/4 di cucchiaino di lievito per dolci/ 200 gr di burro, freddo e tagliato a pezzetti di un cm/ 5-7 cucchi d'acqua gelata/ 1 cucchiaio di aceto/

Ingredienti per il ripieno di mele

8 mele (le Granny Smith vanno molto bene per le torte)/ 120 gr di zucchero (più un cucchiaio per a copertura)/ 1 di cucchiaio di succo di limone/ 1/4 di cucchiaino di sale/ 1 cucchiaino di cannella in polvere)/ 1/4 di cucchiaino di noce moscata in polvere / 1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano in polvere /1 cucchiaio e 1/2 di maizena / 30 gr di burro/ 1 uovo sbattuto leggermente con un cucchiaino di acqua

Procedimento
In un robot da cucina con la lama di metallo lavorate insieme brevemente la farina, il lievito e il sale. Unite il burro e azionate rapidamente il robot fino a ottenere un impasto di briciole grandi quanto piselli. Unite l'aceto e la minor quantità possibile di acqua ghiacciata e azionate rapidamente il robot. Il composto dovrà essere friabile ma rimanere attaccato se si pizzica tra le dita. Se necessario unite ancora un po' d'acqua. Trasferite in un sacchetto di plastica e impastate rapidamente attraverso il sacchetto finché il composto sta insieme. Dividetelo a metà e formate due palle di impasto, avvolgetele nella pellicola e appiattite a disco. Mettete in frigorifero per almeno 1 ora (meglio per una notte) prima di stendere la pasta.

IMG_5804

Stendete la pasta briseè friabile in un disco di 30 cm di diametro, a uno spessore di circa 3 mm o più sottile. trasferite in una tortiera di 22 cm, lasciando un bordo di circa 1 cm. Coprite con la pellicola e mettete in frigo per almeno 30 minuti.
Sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele in fette di 5 mm. Trasferitele in una ciotola capiente e mescolatele con lo zucchero, il succi di limone, il sale e le spezie. Lasciate marinare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti, poi scolatele raccogliendo i succhi. Versateli in un pentolino antiaderente su fuoco medio con il burro e fate bollire finchè il composto è sciropposo e leggermente carammellato, per circa 5 minuti, ruotando il pentolino ma senza mescolare.
Mescolate le mele con la maizena finché questa non è più visibile. Versate lo sciroppo sulle mele, mescolate e trasferite il ripieno nel guscio di pasta freddo, ammonticchiandolo al centro.
Stendete il secondo disco di pasta brisée e appoggiatelo sul ripieno. Rifilatelo a circa 1 cm dall'orlo della tortiera e premete il bordo su quello della della base. Ripiegatelo in sotto in modo che sia a livello del bordo della tortiera. Formate delle scanalature o premete con i rebbi della forchetta per sigillare bene. Praticate quattro tagli ad angolo retto sulla superficie. Mettete in frigorifero per 30 minuti. Scaldare il forno a 200°. Spennellate la superficie con l'uovo sbattuto e cospargete uniformamente con 1 cucchiaio di zucchero. Cuocete nella parte più bassa del forno per 40-45 minuti o finché i succhi ribollono e la superficie è molto dorata. Se si scurisce troppo rapidamente, coprite con un foglio di alluminio. Servite calda con gelato alla vaniglia ( io l'ho accompagnata con gelato alla crema fatta dalla weazel ;) )

domenica 7 febbraio 2010

Un piatto per uomini veri!

Ieri è iniziato il torneo Sei Nazioni. Io non sono una grande esperta di rugby, ma mi piace molto la tradizione e l'emozione di questo sport. Grazie alla weazel, che invece ne capisce molto più di me, ho cominciato a seguire la nostra nazionale con un po' più di attenzione, imparando qualche regola e cominciando a riconoscere alcuni giocatori.
Il torneo Sei Nazioni è nato come Home Championship nel 1883 e disputato tra le quattro Nazionali delle Isole britanniche (Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia), divenne Cinque Nazioni nel 1910 con l'ingresso della Francia, per poi diventare l’attuale torneo con l’ammissione dell'Italia nel 2000. (da Wikipidia)
Ieri pomeriggio l'Italia ha sfidato la nazionale irlandese, a Dublino, aprendo così questa nuova edizione. Approffittando di questa occasione e del fatto che un nostro caro amico è un appassionato di questo sport e per un periodo ha addirittura vissuto in Irlanda, ho pensato che sarebbe stato carino organizzare una cena post- partita e allo stesso tempo cucinare un piatto a tema. Girettando sul web sono capitata su questo sito e ho deciso di preparare il piatto più tipico dell'isola verde, l'Irish Stew. E' un piatto semplice, poco elaborato ma molto gustoso e autentico, ottimo da mangiare in una piovosa giornata invernale, accompagnato da una birra scura e dal calore di tanti amici.

IRISH STEW

IMG_5832

Ingredienti per 4 persone: 1 kg di spalla di agnello/4 patate grandi/ 2 cipolle grandi/ 3-4 carote di grandezza media/ 2 tazze di acqua/un mazzetto di prezzemolo/ sale e pepe qb

Con un coltello ben affilato tagliate la carne a pezzi, a cubetti di circa 2 cm di spessore. Pelate le patate e le carote a fettine di circa mezzo cm. Sbucciate, tagliate la metà le cipolle e affettatele sottilmente. In un una pentola ampia e dai bordi alti disponete gli ingredienti a strati ,cominciando e finendo con le patate. Coprite con l'acqua, salate e pepate a piacimento (io ho iniziato con un paio di pugni di sale grosso e una macinata di pepe, regolandomi poi durante la cottura) Bollite a fuoco molto lento per quattro ore e mezza circa finché la carne non sarà tenera e le patate non avranno addensato l’acqua. Completate cospargendo con il prezzemolo tritato fine.

IMG_5828

P.S. Alla fine, come ampiamente pronosticato da tutti, l'Italia del rugby ha perso...ma con onore. Rispetto ai maestri d'oltremanica abbiamo ancora molto da imparare ma il movimento del rugby è in forte crescita grazie ai valori autentici di grande rispetto per l'avversario e massima sportivià che trasmette. Stadi senza barriere dove tifosi avversari siedono a fianco, bevono birre e cantano insieme e giocatori che si stringono la mano dopo aver combattuto nel fango e nel sangue. Noi ci siamo proprio divertiti...La prossima è Italia-Inghilterra Domenica 14 Febbraio, ore 14.30 - Roma.

mercoledì 2 dicembre 2009

Voglia di tenerezza

Dicembre è blu, come un cristallo di ghiaccio. E' arrivato improvvisamente portandosi via il grigiore e la nebbia dell'ultimo mese. Il cielo è terso e nell'aria fina si addensano volute bianche, come i fantasmi del natale che verrà.
Le feste sono vicine e nel buio di questi lunghi pomeriggi hanno cominciato a brillare le luci dorate delle decorazioni,appese da folletti invisibili.
Inizio a pensare ai regali da fare, ai piccoli doni da confezionare per strappare un sorriso, un brillio fugace agli angoli degli occhi. Sto imparando a cucire e lavorare a maglia, progetti che prendono forma sotto le mie mani. Una nuova passione, molto simile a quella della cucina, ingredienti che si mescolano e danno vita a qualcosa di nuovo. Morbidi fili colorati che si intrecciano creando morbide e calde trame. Mi piace il ticchettio ritmico dei ferri, un metronomo che mi dà calma, mi rilassa.

IMG_5488

Dicembre è un regalo da scartare, giorno per giorno. Sarò l'ultima dei romantici ma l'allegra frenesia che pervade questo mese mi incanta, mi fa sentire di nuovo bambina, riporta alla mente ricordi brillanti, che sanno di zucchero e castagne. Aspetto con trepidazione il momento di andare a comprare il mio alberello, decorarlo con nastri e palline, pistilli di vetro colorato e luminoso. Riscaldare la casa col fuoco del caminetto, pensare a cosa preparare per le cene con amici e parenti.
Oggi vi lascio con la fetta di questo dolce, dal ripieno morbido e avvolgente come una sciarpa di lana colorata


PUMPKIN CHEESECAKE

IMG_5483

Ingredienti per una tortiera con cerniera apribile da 24 cm: 400 gr di biscotti Digestive/ 100 gr di noci brasiliane/120 gr di burro fuso e raffreddato/ 400 gr di polpa di zucca lessata/ 400 gr di formaggio cremoso (io ho usato il philadelphia Yo)/ 3 uova/ 145 gr di zucchero/ un cucchiaino di cannella in polvere

Foderate il fondo e i lati della teglia con la carta forno. Passate al mixer i biscotti e le noci, aggiungete il burro fuso e mescolate fino a che i biscotti abbiano assorbito bene il burro. Distribuite il composto sul fondo della teglia creando un bordo di circa un centimetro e mettete in frigorifero.
Accendete il forno a 150°.
Frullate la zucca e ponetela in una ciotola. Montate il composto con le fruste elettriche, aggiungete le uova leggermente sbattute e infine lo zucchero, una presa di sale e la cannella.
Versate il composto sopra la base di biscotti, coprite la tortiera con un foglio di alluminio e, quando il forno è a temperatura infornate, togliendo il foglio di alluminio negli ultimi 15 minuti. Decorate con cioccolato fuso.

domenica 29 novembre 2009

Happy Thanksgiving...a little bit late

Arghhh il mio cervello si è completamente svuotato!!! Ho iniziato questo post già quattro volte, ma le idee scarseggiano e la frustrazione aumenta :( E' stata una settimana grigia come il tempo, ma il week end, devo ammettere è stato decisamente positivo. Alcune novità che hanno portato un po' di luce, qualcosa che mi ricorderà che ci sono legami che non si spezzano nonostante tutto. E poi oggi un piccolo regalo a una persona a cui voglio molto bene. Un pranzo in famiglia dal sapore decisamente americano. Un giorno del Ringraziamento un po' posticipato, studiato per ricreare sapori a me fino a oggi sconosciuti, ma visti talmente tante volte nei film da sembrare famigliari. E' stato divertente e interessante. Spero piaccia anche a voi!

STUFFED TURKEY BREAST

IMG_5473


Ingredienti: 1 petto di tacchino intero, tagliato a tasca/ 3 cucchiai di miele di castagno/ 1 bicchiere di olio extra-vergine d'oliva/ sale e rosmarino qb/ 200 ml di brodo vegetale

Ingredienti per il ripieno: 5 fette di pane in cassetta spesse circa un cm e vecchie di un giorno/ 100 gr di noci/ 1 cipolla/ 1 costa di sedano/ 60 gr di burro/ 1 mela/ 100 gr di uvetta/300 ml di brodo vegetale/ 1 mazzetto di prezzemolo/ 10 foglie di salvia/ sale e pepe qb

Mettete a marinare il petto di tacchino con l'olio, il sale e il rosmarino per almeno due ore.
Nel frattempo preparate il ripieno. Tagliate il pane a cubetti e fatelo tostare in una padella antiaderente, mescolando spesso affinché non bruci. Togliete il pane e tostate le noci, dopo averle tritate a coltello. Unitele al pane in una ciotola e tenete da parte.
Tritate la cipolla, affettate il sedano e fateli soffriggere con il burro in una padella molto capiente per una decina di minuti (se la cipolla dovesse iniziare a scurirsi aggiungete un paio di cucchiai di brodo). Unite il pane e le noci tritate e cuocete per un paio di minuti, continuando a mescolare. A questo punto unite la mela, precedentemente sbucciata e tagliata a cubetti, l'uvetta, il prezzemolo e la salvia tritati. Aggiungete un il brodo, abbassate la fiamma al minimo, coprite con un coperchio e cuocete fino a che la mela diventa morbida e il liquido sia completamente assorbito.
Accendete il forno a 150°. Farcite il tacchino con il ripieno (se dovesse avanzare potete servirlo come contorno) e sigillate l'apertura della tasca con del filo per alimenti o con degli stuzzicadenti. Mettete il tacchino in una taglia, cospargetelo con il miele, la marinata e il brodo caldo. Infornate per un'ora circa. Prima di tagliarlo eliminate il filo o gli stuzzicadenti e lasciatelo riposare alcuni minuti.

CRANBERRY CHUTNEY

IMG_5469

Ingredienti: 200 gr di cranberries disidratati/100 gr di datteri/ 100 gr di prugne secche denocciolate/ 1 cipolla/ ½ cup di sidro/ ½ di aceto di vino bianco/ 3 cucchiai di malto di mais/ ¾ cup di zucchero di canna/ ¾ cup di succo d'arancia/ un cucchiaino raso di senape in polvere/ un cucchiaino raso di zenzero in polvere/ una presa di sale

Lasciate rinvenire i cranberries nel sidro per circa mezz'ora. Unite tutti gli ingredienti in un tegame dal fondo spesso e portate a bollore. Abbassate la fiamma al minimo e lasciate sobbollire senza coperchio per 15/20 minuti ( il composto deve rapprendersi). Lasciate raffreddare e servite come salsa d'accompagnamento al tacchino

lunedì 9 novembre 2009

Vita da foodblogger

Ieri ho convinto la weazel ad andare a vedere Julie&Julia. In realtà è stato tutto merito dell'invinto di suo padre, sant'uomo, a cui non si poteva mica dire di no ;)
Il film ve lo consiglio vivamente, non solo per la magistrale interpretazione di Meryl Streep, che veste magnificamente i panni di Julia Child, descrivendo una donne energica e volitiva, ma anche di una leggerezza esilarante. Ve lo consiglio soprattutto perchè troverete gran parte delle manie che contraddistinguono noi foodblogger nel racconto di Julie, giovane impiegata governativa, con un marito e un gatto che decide di replicare tutte le ricette contenute in Mastering the Art of French Cooking nell'arco di un anno. E di raccontare la sua impresa attraverso internet.
Così fra i tentativi di uccidere le aragoste, un boeuf bourguignonne completamente bruciato e dulcis in fundo il disossamento di un'anatra, emergono anche tutte quelle ansie da prestazione e deadline autoinflitte che avviluppano l'anima e la vita di una foodblogger e dei suoi conviventi.
In conclusione il film è godibilissimo, anche per i fidanzati/mariti vessati dal nostro hobby, e sono sicura che uscirete dal cinema con la speranza che prima o poi anche a voi capiti la magica telefonata della vita!


E dopo questa recensione vi lascio una ricetta non proprio originale ma assolutamente favolosa. Io ho seguito il procedimento descritto da Sigrid e per essere la prima volta che preparavo i falafel sono rimasta estasiata

FALAFEL

IMG_5386


Ingredienti per circa 35 falafel: 300 gr ceci ammollati/ 1 cipolla/ 2 spicchi di aglio/ 1 cucchiaio di bicarbonato/ un pugnetto di prezzemolo fresco/ 1 cucchiaino di cumino in polvere/ 1 cucchiaino di coriandolo in polvere 1 cucchiaino/ semi di sesamo/ olio di semi per friggere

Tritate grossolanamente la cipolla e l’aglio, metteteli nel mixer con i ceci (messi a bagno dalla sera precedente, scolati e non lessati) e il prezzemolo. Frullate fino a ottenere una pasta densa. Mettete il composto in una ciotola, condite con sale, pepe, il cumino e il coriandolo in polvere, aggiungete il bicarbonato*, mescolate bene e formare delle polpettine da passare velocemente nei semi di sesamo (non devono essere ricoperte completamente). Scaldate dell’abbondante olio per friggere e buttateci le polpette, poche per volta, finché saranno dorate (si dorano in fretta). Fatele sgocciolare su della carta da cucina e servire con la salsa che preferite (io ho unito crema di sesamo, succo di limone, foglie di menta e un po' di acqua)

* se preparate il composto dei falafel, ma non li cuocete subito non unite il bicarbonato, ma aggiungetelo solo poco prima di friggere.

martedì 20 ottobre 2009

JAP

Domenica sera abbiamo organizzato una cena jap style. Era la prima volta che mi cimentavo con la cucina giapponese, nonostante sia un'assidua frequentatrice di questo posticino qui. L'esperimento è stato molto soddisfacente, ma soprattutto è stato divertentissimo preparare i vari bocconcini di sushi assieme a Riki e Dessy. La weazel poi ci ha allietato con la creazione del suo primo pallottino di riso. Saranno state le mani troppo poco umide o esageratamente calde, ma il riso invece che compattarsi in un cilendretto si è attaccato a ogni centimetro dei suoi palmi e dato che sprecare il cibo è un crimine, la weazel ha sapientemente lappato ogni chicco (shhh non glielo dite che ho raccontato questa cosa imbarazzante ;D).
Non avevo mai cucinato a più mani, ma è stata un'esperienza davvero bella e credo che si ripeterà presto (sempre cucina etnica, che ne dite??). Purtroppo non ho fatto le foto del sushi preparato, anche perché nonostante l'indubbia bontà dobbiamo perfezionarci nell'estetica :D Ma ho fatto qualche scatto ai dolcetti che hanno accompagnato il tè del pomeriggio. Io li ho trovati assolutamente favolosi, molto profumati e squisitamente morbidi. Spero piaceranno anche a voi



DOLCETTI GIAPPONESI AL MATCHA



Dolcetti giapponesi

(qui la ricetta originale)


Ingredienti: 3 uova/ 150 gr di zucchero/ 110 gr di farina di riso/ 150 gr di fecola/1 cucchiaio abbondante di tè matcha/ 5 gr di lievito per dolci

Montate le uova, aggiungendo mano mano lo zucchero fino a farle diventare bianche e spumose. Setacciate tutti gli altri ingredienti e poco per volta uniteli alle uova montate, incorporandoli con una spatola e movimenti dal basso verso l'alto per non smontare l'impasto. Scaldate il forno a 180°. Foderate 3 leccarde con la carta forno. Riempite un sac à poche con l'impasto e create delle piccole cupolette direttamente sulla carta forno. Devono avere un diametro non superiore al centimetro e mezzo (distanziatele bene l'una dall'altra perché in cottura aumentano di volume). Infornate i dolcetti per circa 10 min, devono colorirsi appena. Togliete le leccarde dal forno e rimuovete i dolcetti solo dopo che si saranno raffreddati

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Susina ;)

venerdì 16 ottobre 2009

World Bread Day

Per me entrare in panetteria è sempre stata una gioia. Quel profumo inconfondibile e avvolgente ha il potere di rasserenarmi. Ricordo che quando il sabato mattina andavo a fare la spesa con i miei genitori il momento più bello era la fermata al panificio, quelle forme ancora calde e fragranti, la crosta che si spezzava con un suono inconfondibile, le dita che scavavano la mollica così morbida che si scioglieva in bocca, lasciando un retrogusto stupendamente zuccherino. Il rischio di arrivare a casa con il sacchetto praticamente vuoto era altissimo.
Adesso da qualche tempo ho scoperto il piacere di fare il pane in casa. Questo è stato il dono più bello che questo mio salotto virtuale mi ha regalato. Incantata dalla maestria di alcune di voi, dai vostri tentativi ed esperimenti, mi sono lasciata travolgere dalla magia di avere "le mani in pasta". Poi un giorno, dentro un pacchettino spedito dalla dolcissima Anto, è arrivata LEI. La pasta madre, un blobbino vispo e arzillo, e bisognoso di cure. Da quel momento la mia curiosità è a dir poco lievitata :D e ormai rinfreschi e panificazione sono diventati riti settimanali che hanno coinvolto persino la weazel. E non c'è momento più bello di quello in cui incollata al vetro del forno osservo il mio nuovo pane crescere, chiedendomi se l'interno sarà sufficientemente alveolato e la superficie abbastanza croccante.
E' proprio per questa sensazione di creare ogni volta qualche cosa di nuovo e irripetibile che oggi sono molto felice di partecipare al

world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)

FOUGASSE

IMG_5284

Ingredienti: 400 gr di farina manitoba + 100 di farina 0/ 300 ml di acqua tiepida/ 200 gr di pasta madre rinfrescata/ 1 cucchiaio abbondante di miele di castagno/ 1 cucchiaino di sale/ olio di oliva qb

In una ciotola formate la fontana con le farine. Sciogliete la pasta madre in circa metà dell'acqua e versate il tutto nel centro della fontana. Incorporate la farina al liquido con un cucchiaio inizialmente, poi iniziate a impastare a mano versando lentamente l'acqua rimanente. Aggiungete anche il miele e quando l'impasto ha già preso una certa trama unite anche il sale. Continuate a impastare per circa 15 min. Inizialmente il composto risulta abbastanza colloso, ma non aggiungete altra farina, impastando diventerà sempre più elastico e meno appiccicoso.
Ungete abbondantemente con l'olio di oliva una ciotola, date la forma di una palla all'impasto, trasferitelo all'interno della ciotola, coprite con la pellicola da cucina e mettete a lievitare fino al raddoppio in un luogo tiepido (ci vorranno almeno 3 ore).
Trascorso questo tempo, mettete l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e lavoratelo energicamente, in modo da sgonfiarlo bene. Foderate due leccarde di carta forno e infarinatele bene. Dividete in due l'impasto e allargate con le mani entrambe i pezzi fino a ottenere due dischi oblunghi. Con un coltello affilato incideteli in modo da replicare le venature di una foglia (io ho seguito questo tutorial).


Spolverate la superfice delle fougasse con della semola, coprite con un panno e lasciate lievitare ancora per circa 1 ora e mezza.
Preriscaldate il forno a 220°. Trascorso il tempo di lievitazione, spennellate le fougasse con l'olio d'oliva e insaporitele con i semi o gli odori che preferite (io ho usato i semi di papavero, ma vanno altrettanto bene quelli di sesamo o degli aghi di rosmarino tritati).
Infornate le fougasse e cuocete per circa 20 minuti, devono dorarsi leggermente.

Risulta un pane molto croccante fuori ma con un interno morbido e dall'aspetto molto scenografico. Non si conserva a lungo, ma riscaldandolo in forno riacquista parte della sua fragranza. La ricetta l'ho sicuramente trovata su un blog ma non ricordo quale; se il legittimo propietario dovesse riconoscerla me lo dica, sarò felicissima di indicare il link

mercoledì 7 ottobre 2009

My Jewish Part

img002

San Francisco è un ricordo geometrico nella mente. Lo skyline, una successione di parallelepipedi e piramidi fatti di vetro e acciaio che assorbono la luce infuocata del tramonto, mentre nella baia le vele spiegate delle barche sembrano gabbiani intenti a ritornare al nido. Le strade si srotolano in una scacchiera sinusoidale, più in basso la linea netta del Fisherman's Wharf dai cui salgono i vapori dei ristoranti che vendono la zuppa di granchio.

img003

San Francisco è il profumo speziato di China Town, i festoni multicolor attaccati ai fili elettrici in ricordo dell'appena trascorso capodanno, i negozi bui e vagamente inquietanti con le vetrine polverose colme di vasi di vetro dal misterioso contenuto.

San Francisco sono le case vittoriane di Russian Hill, dai colori pastello e le tende immacolate alle finestre, l'Opera House con il cartellone de I Pagliacci, le luci dorate che illuminano tuxedo e abiti da sera.


San Francisco è il cibo kosher mangiato nella sala addobbata a festa di un grande hotel, è il profumo acre delle candele in sinagoga, è vedere la weazel con la kippah e suo padre cantare in yiddish, è conoscere la sua famiglia americana riunita per il Bar Mitzwa di sua cugina, nomi e volti da ricordare, il mio inglese stentato che mi ha permesso di osservare con più attenzione quel nuovo mondo che mi danzava attorno.
San Francisco è un ricordo prezioso, di cui a volte mi assale una profonda nostalgia. San Francisco è i chocolate chip cookies mangiati sul divano guardando gli scoiattoli che giocano sugli alberi in giardino, è la steak che si caramella nella soia in forno, i galloni di latte in un frigorifero grande come una cabina armadio, è il suono della crosta della kallah che si spezza la sera dello shabbath

KALLAH

IMG_5277

ingredienti per il poolish: 125 gr di farina 0/ 125 gr di acqua/ 67 gr di pasta madre liquida proveniente da un doppio rinfresco consecutivo

ingredienti per la kallah: 40 gr di olio di semi/ 45 gr di miele di arancio (io usato del miele d'acacia)/ 2 uova grandi/ 10 gr di sale/ 375 gr di farina 0/ 1 uovo e semi di sesamo per la superficie

Procedimento
Dopo aver rinfrescato la pasta madre liquida per due volte consecutive, prelevatene 67 gr e in una ciotola mescolateli a 125 gr di farina 0 e a 125 gr di acqua. Coprite il poolish con della pellicola da cucina e lasciate lievitare in un luogo riparato per una notte intera
La mattina successiva trasferite il poolish, che nel frattempo avrà assunto una consistenza quasi spumosa, in una ciotola più ampia. Unite la farina e l'acqua e iniziate a impastare, prima con un cucchiaio e poi a mano. Aggiungete il sale e le uova e per ultimo l'olio. Lavorate l'impasto a lungo, deve risultare piuttosto soffice ed elastico ma non appiccicoso (se fosse necessario potete aggiungere un po' di acqua). A questo punto coprite l'impasto con una pellicola, rimettetelo in una ciotola e ponetela nel forno spento. Lasciate lievitare fino al raddoppio (circa 6 ore). A metà di questa lievitazione, riprendete l'impasto, sgonfiatelo, fate le pieghe del secondo tipo e rimettete a lievitare.Trascorse le sei ore mettete l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato, dividetelo in sei parti uguali e formate dei cordoncini della stessa lunghezza. Disponeteli paralleli fra loro e seguendo questo tutorial formate la treccia.


Mettete la kallah su una teglia rivestita da carta da forno, copritela con un panno umido e lasciate lievitare fino a che è raddoppiata di volume. Sbattete l'uovo in una ciotolina, diluitelo con un goccio d'acqua e spennellatelo sulla superficie della kallah. Inumidite un dito nell'uovo, passatelo nei semi di sesamo e decorate con questi le varie sezioni della treccia.Infornate in forno fià caldo a 190° per circa 30-35 minuti.

IMG_5279

Il risultato è un pane morbido e profumato, molto adatto per la colazione. Si conserva per un paio di giorni, se però prevedete di non finirlo si può tranquillamente congelare tagliato a fette

Ringrazio Izn per i suoi fantastici post sulla pasta madre!

sabato 26 settembre 2009

Oggi è un giorno particolare

C'era una volta un bambino. Me lo immagino in pantaloncini corti, un po' sporchi e sdruciti, giocare nell'aia di casa, con gli amici e i fratelli. Rincorrere Gogo, l'oca di famiglia sotto l'occhio sempre vigile della mamma, seduta alla macchina da cucire.
C'era una volta un ragazzo. Lo vedo preoccupato, guardare il mondo cambiare attorno a sé. Lo vedo vivere gli anni difficili della guerra, cercando di non fare mancare nulla alla sua famiglia.
C'era una volta un uomo. In piedi nel suo vestito migliore in mezzo alla sala da ballo ha vinto una scommessa e adesso volteggia con una ragazza dai capelli neri e gli occhi blu. Lui lo sa già che è quella giusta, la donna della sua vita. Passano gli anni e l'uomo accarezza la testa di una bambina. Stanno andando al cinema. Lei lo chiama papà e lui è felice.
Ora tu sei qui, in questo giorno e io guardo le tue mani dalle dita curate, su cui il passare degli anni ha lasciato il suo segno. Osservo le tue rughe e ricordo tutti i piccoli momenti che hai miei occhi ti hanno reso speciale. Tu non parli molto, non lo hai mai fatto, ma quando mi raccontavi della tua vita, per me era una gioia. Il giorno che mi hai portato a vedere la tua casa e mi hai mostrato i buchi dei bombardamenti in quella del vicino, mi sono resa conto che le tue storie erano vere e ti ho voluto ancora più bene. Grazie per i pomeriggi passati a guardare i francobolli, grazie per avermi lasciato giocare nel tuo negozio con le macchine da scrivere, grazie per essere il nonno migliore che io potessi desiderare

AUGURI

COBBLER DI PERE ALLA CANNELLA

IMG_5262
(ricetta originale su Sale&Pepe ottobre 2009)

Ingredienti: 250 gr di farina/ 100 gr di zucchero di canna + 40 gr di zucchero bianco/ 200 gr di burro/ 4 dl di latte/ 4 pere williams/ 80 gr di gherigli di noce/ un limone/ un cucchiaio di cannella in polvere/ una bustina di lievito per dolci
Sbucciate le pere, eliminate il torsolo, riducete ognuna in 6 spicchi e bagnatele con il succo del limone per evitare che anneriscano. Setacciate la farina con il lievito in una ciotola capiente e aggiungete lo zuccheri di canna. Unite quindi 120 gr di burro molto morbido e lavorate il tutto con la punta della dita in modo da ottenere un composto di briciole. Incorporate il latte, poco alla volta, mescolando con un cucchiaio di legno finché l'impasto sarà morbido e omogeneo.
Tritate grossolanamente i gherigli di noci. Mettete il burro rimasto in uno stampo di 20x24 cm di lato e passatelo in forno caldo a 180° finché si sarà sciolto. Prendete lo stampo con una presina e inclinatelo in modo che il burro ne ricopra bene il fondo e le pareti.
Versate subito l'impasto preparato nello stampo, cospargetelo con i gherigli di noci e allineatevi sopra le pere. Mescolate lo zucchero bianco con la cannella e spolverateli sulla frutta. Cuocete il cobbler in forno caldo a 180° per 35 min. (controllate la cottura infilando uno stecchino nella pasta, deve uscire asciutto). Servitelo tiepido (come ho fatto io) o freddo

mercoledì 10 giugno 2009

Profumi d'Oriente

Il mio primo approccio con la cucina etnica è avvenuto diversi anni fa, in un raffinato ristorante cinese del centro. Tovaglioli ripiegati a ventaglio, bacchette di bambù, mobilio in legno scuro laccato. Cameriere eteree che si spostavano silenziose da un tavolo all'altro, in uno svolazzo di raso e perfetti capelli lisci e neri. Il sapore salato e dolciastro della salsa di soia, il riso leggermente fritto, il connubio agrodolce della marinatura del maiale mi conquistarono.
A quella prima esperienza sono seguite nuove e interessante scoperte. L'amore per la cucina messicana, così sensualmente piccante, un'insana passione, soprattutto dal punto di vista economico per la cucina giapponese, in particolare per il sashimi e la salsa teryaki. I viaggi hanno poi alimentato questa curiosità. Le visite in paesi esteri si sono diventate occasione di ricerca della cucina locale, dei profumi e dei sapori dei mercati. Istanbul rimarrà per sempre legata al ricordo del dolce sapore delle spremute di melograno, la Croazia a quello deciso e agliato della carne alla griglia, la Thailandia ai curry piccanti, al pesce fresco mangiato in riva al mare e alla frutta così dolce da sembrare nettare.
Grazie a queste contaminazioni la mia cucina si è arricchita di spezie prima ignote, vasetti di polveri colorate che spesso fanno apparire la dispensa il ricettacolo di un alchimista. Ho scoperto che si può sostituire il sale con spezie che danno molto più carattere ai piatti e che giocando con gli aromi si possono trasformare anche le ricette più tradizionali in qualcosa di nuovo dal sapore vagamente esotico.

SPICY SPEZZATINO

IMG_4086

Ingredienti per 2 persone: 300 gr di spezzatino di vitello/ mezza cipolla/ 2 patate/ 300 gr di piselli sgranati/ 1 cucchiaio raso di curry/ 1 cucchiaio raso di curcuma/ 1 cucchiaino di zenzero in polvere/ un pizzico di cannella/ sale e pepe

Infarinate leggermente i pezzi di vitello. Lavate, sbucciate e tagliate a cubetti le patate.
Nella pentola a pressione fate soffriggere la cipolla con un goccio d’olio. Quando la cipolla è diventata trasparente, aggiungete lo spezzatino e cuocete per un paio di minuti, fino a quando la carne non è ben sigillata. Nel frattempo sciogliete le spezie in una tazza di acqua calda. Salate e pepate la carne, unite le patate, i piselli, e l’acqua con le spezie. Mescolate bene e fate insaporire per qualche minuto. A questo punto aggiungete nella pentola dell’acqua calda fino a coprire la carne e le verdure (se volete potete aggiungere anche del brodo). Chiudete la pentola a pressione e cuocete per 25/30 minuti dal fischio. Se una volta trascorso questo tempo il sugo di cottura dovesse risultare troppo liquido fate rapprendere sul fuoco vivo fino a che non avrà raggiunto la densità desiderata. Impiattate e decorate con prezzemolo fresco

IMG_4081

IMG_4083

Con estremo ritardo ringrazio Luca e Sabrina, che con la loro dolcezza mi hanno onorata con questi bei premi


martedì 17 marzo 2009

San Patrick's Day

img078
img077

Questo racconto è opera della Weazel, perchè in realtà è lui lo scrittore della famiglia:

Molti secoli fa, in un luogo dimenticato dell’Europa, lontano mesi di cammino dal centro della civiltà, viveva un ragazzo di 16 anni. Il suo nome era Maewyin, il figlio di Calphurnius, un nobile romano. Durante un saccheggio, in una notte di tempesta, venne rapito dai pirati e portato via per mare. I pirati erano rozzi, diversi dalla sua gente, con barbe rosse lunghe e incolte e strane trecce in cui erano raccolti i capelli incrostati del sale dell’Oceano. Lo misero in catene, ma non lo maltrattarono. All’alba del terzo giorno di navigazione la barca trovò approdo e quando venne portato sul ponte il bagliore del sole d’oriente riflesso nel verde dell’erba per poco non lo accecò. Non aveva mai visto niente di simile, prati verdi come smeraldi, foreste, spiagge sovrastate da scogliere strapiombanti…Al porto c’era un mercato e tutti avevano i capelli rossi e lunghi. Cominciava a credere di essere in un sogno. Entro mezzogiorno, però, venne venduto come schiavo al re del North Dal Riada. La corte, in verità, era più modesta di casa sua e lui era di gran lunga la persona più raffinata che vi avesse mai messo piede. In breve divenne lo schiavo preferito del re, e per i sei anni successivi imparò la loro lingua e visse nella loro cultura. Sembravano rozzi e rudi. Sembravano scontrosi e burberi. Sembrava che la loro terra fosse dura e inospitale. Ma non era così…Il loro rispetto per le tradizioni e per la natura, che veneravano sopra ogni altra cosa, era assoluto. Per loro la parola data era più importante della vita stessa e il sorriso di ogni bambino valeva più dell’oro. Dopo mesi di pioggia, quando il sole faceva capolino e squarciava le nubi, le colline rilucevano di verde e ci si poteva ubriacare di vento e di colori, del profumo dell’erica e della salsedine. E poi amavano la musica e ogni occasione era buona per fare festa intorno a un fuoco, per cantare e ballare tutti insieme. A 22 anni Maewyin sentì il desiderio di rivedere la sua famiglia e scappò. Ma non dimenticò mai il popolo e la terra che la vita gli aveva fatto conoscere. Negli anni successivi venne conosciuto col suo nome romano, Patrizio, e scalò rapidamente, come già avevano fatto i suoi fratelli, i ranghi della Cristianità. Il Papa stesso, infine, gli diede l’incarico di tornare nella verde isola che lo aveva visto prigioniero per portare ai Celti la parola di Cristo. Lui andò, ma fece le cose a suo modo. L’amore dei Celti per la famiglia, la natura e le cose belle della vita lui li conosceva bene. E allora mescolò Gesù agli Dei pagani, che anche lui aveva venerato, unì la croce al simbolo del sole, dando vita alla croce celtica, spiegò la Trinità al popolo raccogliendo un trifoglio e mostrando le tre foglioline unite da un unico stelo. Morì molto vecchio, in quella che era diventata la sua Irlanda, alla vigilia dello schianto dell’Impero Romano.
Nei secoli successivi l’Irlanda divenne, e ancora oggi è, uno dei Paesi più fortemente cattolici del mondo. Invasioni, pestilenze, guerre civili e una povertà inimmaginabile non riuscirono mai a cambiare lo spirito di questo popolo e il principale merito fu di San Patrizio che non cercò di cancellare dalla loro cultura la magia dei Celti, che aveva stregato anche lui. Per questo, oggi, gli Irlandesi, emigrati in tutto il mondo come noi Italiani, festeggeranno il loro Santo Patrono nel modo più pagano possibile con canti e balli, falò e terribili ubriacature a cui si unirà anche chi Irlandese non è.

« Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso, e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, Iddio ti protegga nel palmo della sua mano »

( Benedizione del viaggiatore Irlandese, San Patrizio)

img076
img075


SCONES ALL'ANICE E UVETTA

IMG_3649
(ricetta originale di cavoletto)

Ingredienti per circa 15 scones: 500 gr di farina/ 300 ml di latte/ 160 gr di uvetta/ 110 gr di burro/ una bustina di lievito per dolci/ 4 cucchiai di zucchero/ 2 cucchiaini di sale/ 1 uovo/ 2 cucchiai di semi di anice

In un pentolino portate a bollore il latte con i semi di anice, poi lasciate in infusione fino al completo raffreddamento. Nel frattempo setacciate la farina e il lievito, unite lo zucchero e il sale e mescolate. Aggiungete il burro morbido a fiocchetti e, con la punta delle dita, lavorate il composto fino a che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati (deve risultare un composto granuloso). Aggiungete l’uvetta e mescolate bene. Filtrate il latte aromatizzato all'anice e versatelo sugli ingredienti secchi, mescolando con una forchetta. Lavorate rapidamente l’impasto con le mani. Deve risultare morbido ma non colloso (se è necessario aggiungete un po' di farina). Su una spianatoia leggermente infarinata, stendete l’impasto a 3 cm di spessore e, con un coppapasta di 5cm, ritagliate gli scones. Disponeteli su una teglia rivestita con carta da forno, lasciando un po' di spazio fra l'uno e l'altro. Sbattete l’uovo con un cucchiaio d'acqua e spenellatelo sulla superficie degli scones. Infornate a 200°C in forno già caldo per 15-20 minuti (devono diventare leggermente dorati). Sfornateli e lasciateli intiepidire su una griglia.

IMG_3645

BUON SAN PATRIZIO!!!
LinkWithin Related Stories Widget for Blogs