Palermo ci accoglie con un'assordante sinfonia di clacson. I viali che portano al centro sono un girone infernale da cui la weazel esce con qualche anno di vita di meno. Imbocchiamo Corso Vittorio Emanuele, arteria pulsante, che in poche centinaia di metri raccoglie alcuni dei monumenti più importanti del capoluogo. Il Palazzo dei Normanni svetta con le sue linee dritte e compatte. Roccaforte trasformata in sontuosa reggia, oggi è sede dell'Assemblea Regionale Siciliana. Gli ampi scaloni di marmo bianco affacciano sui cortili interni. Dal ballatoio si intravede la perla di questo magnificente edificio. La Cappella Palatina è uno spettacolo che lascia senza fiato. Migliaia di piccole tessere traslucide danno vita a un complesso di mosaici stupefacente nella sua assoluta perfezione.
1.Quattro Canti 2.Piazza Pretoria 3.Cattedrale interno 4.Cattedrale facciata
Palermo lascia storditi e incantati. Ogni volta che penso di aver scorto una bellezza ineguagliabile riesce a stupirmi con qualcosa di nuovo. La cattedrale sembra uscita da un racconto de Le Mille e una notte, con i decori arabeggianti della facciata e delle guglie e i palmizi sulla piazza antistante.
Il chiostro di San Giovanni degli Eremiti offre ristoro con la sua ombra e il silenzio surreale. Seduta su una panchina di pietra sotto un melograno osservo le cupole color carminio dell'antico convento.
1.Corso Vittorio Emanuela 2. Cappella Palatina interno 3.4.San Giovanni degli Eremiti
Attraversiamo stretti vicoli, fitti di balconi in ferro battuto che si aprono in ariose piazze. Palermo è una scoperta e vorrei avere più tempo per ascoltare la sua storia e scoprirne i segreti.
La mattina successiva, prima di ripartire, visitiamo la Vucciria. Questo mercato è un tripudio di profumi intensi e colori vibranti. Mi perdo in una selva di ortaggi e casse ricolme di pescato ancora vivo. I venditori gridano le offerte del giorno, altri sorseggiano pigramente il primo caffè della mattina. Qui sento pulsare l'anima antica di Palermo, città di mare e commerci, protesa verso altri mondi. Il profumo delle spezie si mescola a quello del sangue e dei rifiuti, aroma intenso che rapisce i sensi, stordisce e fa desiderare di poter allungare le mani per sottrarre un acino d'uva croccante, una sarda appena deliscata da cui grondano chicchi di sale perlescente o per cogliere quel bouquet rubino di peperoncini lisci e perfetti.
Palermo ti prende alle viscere, ti entra nel sangue, è calda e generosa come la sua gente.
Ci rituffiamo nel traffico cittadino per raggiungere Monreale. Il duomo è sontuoso già dall'esterno, splendido esempio del genio architettonico normanno. Ma è l'interno a lasciare senza parole. Tre cicli di mosaici decorano l'abside e le navate, storie del Vecchio Testamento, la creazione dell'universo, Adamo ed Eva divisi e uniti attorno all'albero e al serpente tentatore. Dalle terrazze si possono ammirare da vicino i coppi in maiolica, mentre sotto di noi si estende ricca e fertile la Conca d'Oro.
SEGESTA E I TEMPLI DI AGRIGENTO

Sinuose forme si ergono su promontori bruciati dal sole. Edifici costruiti nel nome degli dei celebrano il potere degli uomini, il gusto epicureo per il bello e lo sfarzo. Queste pietre racchiudono il sudore e il sangue degli schiavi che qui le hanno deposte molti secoli fa. Seduti all'ombra degli ulivi nodosi e lisci osserviamo un passato che non sembra più così remoto. Qui tutte le nozioni sugli antichi greci prendono vita e mi sembra di scorgere fra un gruppo di gaudenti signore francesi un placido vecchio dalla tonaca bianca che sorride con benevolenza a questo presente fatto di turisti e macchine fotografiche.
Trascorriamo l'ultimo giorno a Sciacca, camminando per le sue strade strette, intrecciate come le dita di due amanti. Ci aggiriamo fra le cianfrusaglie di un mercatino allestito sulla terrazza del belvedere, incantati più dalle luci intermittenti del porto che dai manufatti esposti sulle bancarelle.
Domenica mattina è calda e ventilata. Ci concediamo pigre ore di relax, sdraiati sulla spiaggia di San Marco. Le pagine del mio libro scorrono via veloci, come le onde che lambiscono questa costa vasta e tranquilla.
Salutiamo il tramonto dallo stesso luogo in cui è iniziato questo viaggio. Il sole cala sulle saline lentamente e quando l'ultimo raggio si tuffa dietro i mulini lasciamo questa amabile terra che ci ha regalato ore indimenticabili