martedì 26 luglio 2011
Day 21 - Faceless self-portrait
martedì 17 maggio 2011
To Change

Vorrei un mondo dove l'acqua fosse un bene comune e non un privilegio per pochi
Vorrei un mondo in cui le risorse fossero ditribuite in modo più intelligente ed equo
Vorrei un mondo dove le bellezze naturali e quelle costruite dall'uomo fossero salvaguardate e non sfruttate
Vorrei che l'idea che le prossime generazioni vivessero una condizione meno precaria della mia non fosse utopia pura
Vorrei dei programmi politici che non si limitassero a guardare sempre e solo al breve periodo ma avessero la lungimiranza di osservare i possibili scenari futuri, con uno sguardo più ampio e aperto
Vorrei che il guadagno non fosse più l'unica e sola religione di questo tempo
Vorrei che le persone guardassero alle piccole azioni quotidiane volte verso un miglioramento non solo come mera perdita di tempo
Vorrei che esistessero dei partirti verdi degni di questo nome e che facessero un minimo di differenza in questo scenario politico sconsolante
Vorrei non avere sempre la sensazione di essere presa in giro e anche col sorriso sulle labbra (o forse quello è il botox)
Vorrei che fosse più semplice comportarsi civilmente e che per questo un aiuto dall'alto non sarebbe per nulla male
Vorrei che semplici cambiamenti che mi sembrano così facili da realizzare fossero presi in considerazione anche dalle alte sfere (ultimamente mi sono venute in mente idee stranissime, come ad esempio la ridistribuzione più sensata del 13 per mille di cui ognuno di noi dispone)
Vorrei che non ci fossero più discussioni sterili ma progetti concreti
Forse quello che vorrei realmente è essere un po' meno utopista, ma dato che cambiare è difficile continuo a cercare ogni giorno di essere una persona un pochino migliore. In questi anni ho cercato di informarmi per cercare di rendere alcuni dei miei comportamenti il più ecosostenibili possibili. E tenendo questo blog ho avuto la possibilità di imparare alcune cose nuove e preziose. Sono diventata più sensibile nei confronti di quello che acquisto e consumo. Ed è per questo che partecipo con piacere all'iniziativa No-Cleare di Onde, Sara, Martina e Benedetta. Perchè per me è importante contribuire il più possibile a non rendere questo pianeta una discarica. Così il 12-13 andrò a votare, per fare sentire la mia voce di cittadino, di donna e di essere umano.

venerdì 29 aprile 2011
Bye Bye April
giovedì 17 giugno 2010
Welcome Singha
Con il pestello e il mortaio, battete lo zenzero e l'aglio, fino ad ottenere un composto fine, quindi mettere da parte. Scaldate l'olio in una casseruola, aggiungete il bastoncino di cannella, i chiodi di garofano, il cardamomo, i semi di anice e le cipolle, saltate il tutto per 5 minuti, o finchè le cipolle non saranno passite (se necessario aggiungete un po' di acqua calda). Aggiungete la salsa di aglio e zenzero, il prezzemolo tritato, la curcuma, il peperoncino in polvere e la passata di pomodoro. Amalgamate bene e cuocete a fiamma bassa per 5 minuti, mescolando di tanto in tanto. Incorporate l'agnello, condite con il pepe e versate 150 ml. di acqua. Coprite e lasciate sobbollire a fuoco lento per 30 minuti, o quanto basta perchè la carne diventi tenera. Se necessario, togliete il coperchio alzate la fiamma e fate restringere il sugo a vostro piacimento.
Ringrazio la weazel per essere stata la mia vista per un po'
lunedì 29 marzo 2010
E' Primavera?!?!
Private le alici della testa, delle interiora e della lisca centrale. Apritele a libro e sciacquatele sotto l'acqua corrente e tenetele da parte. Tagliate i limoni a fettine sottilissime dopo averli lavati bene. Tritate le erbe aromatiche e unitele al pan grattato e insaporite con una presa di sale. Rivestite una teglia con carta forno e fate uno strato con le fettine di limone. Fate uno strato con le alici. Coprite con metà emulsione ricavata dal succo delle arance e il vino. Coprite con 50 grammi di pinoli, distribuendoli in modo omogeneo. Completate con metà del composto di pan grattato aromatizzato e procedete a coprire il tutto con un altro stato di ingredienti (limoni, alici, pinoli, emulsione, pangrattato. Cuocete per circa 30 minuti in forno preriscaldato a 180° (gli ultimi 5 minuti passate in modalità grill, passando un filo d'olio sulla superficie del tortino)
mercoledì 17 marzo 2010
Bye Bye Winter
Credo (spero) che questa sia l'ultima ricetta dal sapore decisamente invernale. Preparata domenica scorsa per una cena fra amici, è risultata un vero successone. Certo è che andavo tranquilla dato che il procedimento seguito veniva direttamente da uno dei blog che seguo con più gusto! Grazie Onde per questo piatto dal sapore davvero particolare e intrigante (trovate la ricetta originale qui, per comodità ho ritrascritto anche qui, apportando alcune piccolissime modifiche)
Ingredienti per quattro persone: 1 Kg di spezzatino di cinghiale (io l'ho trovato dal mio macellaio di fiducia ma Onde l'ha reperito anche presso l'Esselunga o la Coop)
per la marinata: 1 cipolla/ 2 carote/ 4 foglie di alloro/ insaporitore caber per carne ( o aroma per arrosti a scelta)/ 5 bacche di ginepro/ 1 bicchiere di vino rosso/
per la cottura del cinghiale: 1 bicchiere scarso di vino rosso/3 cucchiai di aceto balsamico/ acqua bollente qb/ 1 cucchiaino di cannella/ 1 grattugiata di noce moscata/ insaporitore caber per carne qb (o aroma per arrosti a scelta)/sale/pepe/olio evo
per la salsa di cioccolato: 80 gr di fondente puro al 100%/ 3 cucchiai di grappa/2 manciate di noci tritate/1 manciata di uvetta tritata1 cucchiaio di polvere d'arancia
Procedimento
La sera prima tagliate il cinghiale a cubetti e mettetelo in un largo contenitore, insieme alla cipolla e alle carote grossolanamente affettate, all'insaporitore e alle bacche di ginepro pestate. Coprite il tutto con vino rosso e lasciate marinare almeno 12 ore, ma anche di più se possibile. Questa operazione è necessaria per lavare via dalla carne il sapore troppo pungente tipico della selvaggina, al quale il nostro palato non è più abituato. L'indomani, scolate la carne, le verdure e la foglia d'alloro dalla marinata e sciacquate il tutto brevemente. Recuperate gli ortaggi, tritateli e fateli soffriggere per circa 10 minuti in poco olio. Quindi aggiungete la carne, cospargetela ancora di preparato per arrosti e fatela rosolare. Quando tutti i bocconcini saranno "sigillati" unite l'alloro, la cannella e la noce moscata; versate il vino e fate sfumare. A questo punto versate l'aceto e fate evaporare anche quello. Aggiungete dell'acqua bollente fino a coprire la carne e fate cuocere per circa 25 minuti dal fischio se usate la pentola a pressione, per 45' dall'ebollizione in pentola tradizionale. In tal caso, versate l'acqua un po' alla volta durante la cottura.
Nel frattempo, preparate la salsa. Fate fondere il cioccolato con la grappa, quindi aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate bene. Quando il cinghiale sarà cotto, versate nella salsa di cioccolato 3-4 cucchiai del liquido di cottura.
Solo dopo questo passaggio, nel caso l'intingolo della carne risulti ancora troppo liquido, fatelo ritirare.
Quindi, riportate la salsa di cioccolato a ebollizione e versatela sulla carne. Mescolate bene e lasciate riposare qualche ora prima di servire.
Riscaldate al momento.
domenica 7 febbraio 2010
Un piatto per uomini veri!
Il torneo Sei Nazioni è nato come Home Championship nel 1883 e disputato tra le quattro Nazionali delle Isole britanniche (Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia), divenne Cinque Nazioni nel 1910 con l'ingresso della Francia, per poi diventare l’attuale torneo con l’ammissione dell'Italia nel 2000. (da Wikipidia)
Ieri pomeriggio l'Italia ha sfidato la nazionale irlandese, a Dublino, aprendo così questa nuova edizione. Approffittando di questa occasione e del fatto che un nostro caro amico è un appassionato di questo sport e per un periodo ha addirittura vissuto in Irlanda, ho pensato che sarebbe stato carino organizzare una cena post- partita e allo stesso tempo cucinare un piatto a tema. Girettando sul web sono capitata su questo sito e ho deciso di preparare il piatto più tipico dell'isola verde, l'Irish Stew. E' un piatto semplice, poco elaborato ma molto gustoso e autentico, ottimo da mangiare in una piovosa giornata invernale, accompagnato da una birra scura e dal calore di tanti amici.
Con un coltello ben affilato tagliate la carne a pezzi, a cubetti di circa 2 cm di spessore. Pelate le patate e le carote a fettine di circa mezzo cm. Sbucciate, tagliate la metà le cipolle e affettatele sottilmente. In un una pentola ampia e dai bordi alti disponete gli ingredienti a strati ,cominciando e finendo con le patate. Coprite con l'acqua, salate e pepate a piacimento (io ho iniziato con un paio di pugni di sale grosso e una macinata di pepe, regolandomi poi durante la cottura) Bollite a fuoco molto lento per quattro ore e mezza circa finché la carne non sarà tenera e le patate non avranno addensato l’acqua. Completate cospargendo con il prezzemolo tritato fine.
P.S. Alla fine, come ampiamente pronosticato da tutti, l'Italia del rugby ha perso...ma con onore. Rispetto ai maestri d'oltremanica abbiamo ancora molto da imparare ma il movimento del rugby è in forte crescita grazie ai valori autentici di grande rispetto per l'avversario e massima sportivià che trasmette. Stadi senza barriere dove tifosi avversari siedono a fianco, bevono birre e cantano insieme e giocatori che si stringono la mano dopo aver combattuto nel fango e nel sangue. Noi ci siamo proprio divertiti...La prossima è Italia-Inghilterra Domenica 14 Febbraio, ore 14.30 - Roma.
martedì 26 gennaio 2010
La cucina della mia Nonna, Pollo alla Diavola
martedì 12 gennaio 2010
Profumo di Oriente
Il profilo nero di un baobab contro un tramonto infuocato.
Il profumo sabbioso del deserto, sotto una volta celeste carica di stelle.
Passeggiare per un suk, odore di spezie e carne, sudore e incenso.
Sentire la sabbia bianca e fine di una spiaggia tropicale, mentre l'oceano si muove tumultuoso davanti a me.
Camminare lungo strade antiche, ammirarne i monumenti, stretti fra muri e cortili, fermarsi in un caffè per assaporare il dolce liquido bollente.
Attraversare la foresta, un intrico di verde e umidità, con lo zaino pesante sulle spalle, mentre le cascate ruggiano lontane dalla vista.
Vedere nuovi volti segnati da storie lontane e diverse, ascoltare racconti di persone così diverse da me.
Fissare la superficie ghiacciata di un lago, solo la neve come musica di sottofondo.
Immagini, fotografie, ricordi che mi portano lontano. Un'armonia leggera da ascoltare la mattina presto, quando è ancora tutto buio davanti a una tazza di tè fumante.
Oppure un piatto speziato, ma al contempo delicato, dal sapore del mio inverno, nato sulle ali di un viaggio fantastico
Ingredienti: una verza di medie dimensioni/ 1 cipolla/ 2 cucchiaini di curry/ 1 cucchiano di curcuma/ 1 cucciaino di zenzero/ 1 cucchiaino di cannella/ sale e pep qb/ olio extravergine di oliva/ 2 petti di pollo/ 1 bibbhierino da liquore di mirin/ 2 bicchierini da liquore di sakè/ 200 gr di riso jasmine / 280 gr di acqua
1. Eliminate le floglie più esterne della verza, lavatela e mondatela. Portatete a bollore una penrola di acqua leggermente salata e scottate le foglie di verza per circa 2-3 minuti. Colate la verza e fatela riposare su un panno di cotene.
2. Versate il riso in una pentola, copritelo con il 280 gr di acqua, salatelo leggermente con sale grosso e portatelo a cottura (l’acqua deve esse copletamente assorbita). Aggiungere al riso il mirin e mescolare affinchè il riso non si attacchi. Tenete da parte.
3. Tritate la cipolla finemente. Tagliate il petto di pollo in piccoli cubetti.. Scaldate quattro cucchiai di olio in una padella capiente e aggiungeteci tutte le spezie fino a che non saranno tostate. Unite la cipolla e fatela soffriggere per alcuni minuti. Aggiungete il pollo a pezzatti e, continuando a mescolare, fate sigillare lacarne. Sfumate con il sakè e cuocete a fuoco vivo, continuando a mescolare, fino a che tutto il sakè non siè ritirato. A questo punto inite il riso e fate saltare per un paio di minuti.
4. Spegnete il fuoco, prendete una foglia di verza, deponeteci al centro un cucchiaio di riso e pollo speziato e piegate le foglie all’interno per creare l’involtino. Chiudete con del filo da cucina o con un filo di erba cipollina. Procedete in questo modo fino ad avere esaurito gli ingredienti.
5. Cuocete gli involtini al vapore per 15 minuti.
domenica 29 novembre 2009
Happy Thanksgiving...a little bit late
Ingredienti: 1 petto di tacchino intero, tagliato a tasca/ 3 cucchiai di miele di castagno/ 1 bicchiere di olio extra-vergine d'oliva/ sale e rosmarino qb/ 200 ml di brodo vegetale
Ingredienti per il ripieno: 5 fette di pane in cassetta spesse circa un cm e vecchie di un giorno/ 100 gr di noci/ 1 cipolla/ 1 costa di sedano/ 60 gr di burro/ 1 mela/ 100 gr di uvetta/300 ml di brodo vegetale/ 1 mazzetto di prezzemolo/ 10 foglie di salvia/ sale e pepe qb
Mettete a marinare il petto di tacchino con l'olio, il sale e il rosmarino per almeno due ore.
Nel frattempo preparate il ripieno. Tagliate il pane a cubetti e fatelo tostare in una padella antiaderente, mescolando spesso affinché non bruci. Togliete il pane e tostate le noci, dopo averle tritate a coltello. Unitele al pane in una ciotola e tenete da parte.
Tritate la cipolla, affettate il sedano e fateli soffriggere con il burro in una padella molto capiente per una decina di minuti (se la cipolla dovesse iniziare a scurirsi aggiungete un paio di cucchiai di brodo). Unite il pane e le noci tritate e cuocete per un paio di minuti, continuando a mescolare. A questo punto unite la mela, precedentemente sbucciata e tagliata a cubetti, l'uvetta, il prezzemolo e la salvia tritati. Aggiungete un il brodo, abbassate la fiamma al minimo, coprite con un coperchio e cuocete fino a che la mela diventa morbida e il liquido sia completamente assorbito.
Accendete il forno a 150°. Farcite il tacchino con il ripieno (se dovesse avanzare potete servirlo come contorno) e sigillate l'apertura della tasca con del filo per alimenti o con degli stuzzicadenti. Mettete il tacchino in una taglia, cospargetelo con il miele, la marinata e il brodo caldo. Infornate per un'ora circa. Prima di tagliarlo eliminate il filo o gli stuzzicadenti e lasciatelo riposare alcuni minuti.
lunedì 23 novembre 2009
Mare
In una pentola dal fondo spesso fate soffriggere con un po' d'olio la cipolla, tagliata sottile, e gli spicchio d'aglio spellati e interi. Bagnate con qualche cucchiaio di vino e aggiungete i pomodori pelati, salate e cuocete per 5 minuti. Unite i polipetti puliti e ben lavati e fate sfumare con il resto del vino a fiamma vivace. Unite il peperoncino, coprite e portate a cottura facendo stringere il sugo per un'ora e 30 circa sul fuoco più basso proteggendo la fiamma con uno spargifiamma. Durante la cottura non sollevate mai il coperchio (è per questo motivo che vengono chiamati murati). Quando i polipetti saranno cotti regolate di sale e servite con pane tostato.
venerdì 30 ottobre 2009
Voglia di andare...
Le dita battono sui tasti alla ricerca di nuove mete e sempre più spesso mi soffermo a leggere di questa terra che non ho mai avuto occasione di visitare. Mi sembra quasi di sentire il profumo antico e genuino dei suoi piatti tradizionali, di poter godere delle volute dei suoi edifici barocchi e svegliarmi alla mattina con il sole che si riflette sui trulli. Sui vostri blog ho letto tanto della Puglia, di come vi abbia catturato con i suoi paesaggi, i suoi sapori e la sua gente. E così alimento questo mio desiderio lanciandomi in una ricetta tipica, vista una sera su Gambero Rosso Channel e che mi ha rapito immediatamente per il suo sapore pieno e cremoso
PITTA LECCESE
Ingredienti: 1100 gr di patate/ 5 grosse cipolle/ 100 gr di pecorino romano/3 scatolette di tonno sott'olio/500 gr di passata di pomodoro/ 1 uovo/ pan grattato/ olio evo/sale
martedì 13 ottobre 2009
Gallina vecchia fa buon...tonno
Preparata in questo modo la gallina diventa ottima, perfetta per arricchire insalate o panini
mercoledì 30 settembre 2009
La ciccia
Io non sono una gran consumatrice di carne, se posso preferisco decisamente il pesce, ma ogni tanto la weazel carnivora vorrebbe affondare i denti in un bel pezzo succulento di ciccia. E così parte la spedizione dal macellaio di fiducia, dove sono sicura di trovare la qualità che desidero, carne proveniente da animali allevati come si deve senza utilizzo di antibiotici o mangimi che contengano sostanze chimiche. E davanti a una così splendida scelta mi viene voglia di sperimentare qualcosa di diverso dalla solita bistecca alla piastra. Così a volte nella busta della spesa finiscono cose un po' particolari...come una sella di coniglio.
Questo tipo di carne è piuttosto magra rispetto a quella di bovino e suino ed è molto più saporita del pollo. Nella mia famiglia il coniglio al sugo con le tigelle rappresenta uno di quei piatti della domenica in cui la nonna è la vera regina. Così volendo provare qualcosa di diverso, complice l'ultimo di Sale&Pepe ho preparato un arrosto. Il risultato è stato molto soddisfacente. Morbido e delicato con un ripieno saporito ma non invadente. La cottura è un po' lunga, ma la preparazione è piuttosto semplice, una ricetta da provare ve lo assicuro :) (la foto non rende per niente, sorry!)
SELLA DI CONIGLIO SPEZIATA AL LATTE
Ingredienti: una sella di coniglio disossata/ 5 fette di prosciutto crudo San Daniele/ 10 pomodorini pachino secchi/ uno spicchio d'aglio/ mezza bustina di zafferano/ 40 gr di farina/ 40 gr di pan grattato/ una grattatina di noce moscata/un mazzetto di prezzemolo/ alloro/ una cipolla/ 1 litro di latte/ una noce di burro/ olio/ sale/ alcuni grani di pepe rosa
Rifilate la sella per darle una forma regolare, tenendo da parte i ritagli. Riducete quest'ultimi a bocconcini molto piccoli. Ricoprite l'interno della sella con il prosciutto e i ritagli del coniglio.
Mescolate la farina, il pan grattato e lo zafferano, unite anche la noce moscata e distribuitela all'interno della sella ricoprendo i ritagli di coniglio ridotti a bocconcini. Tritate il prezzemolo assieme ai pomodorini secchi e cospargeteli all'interno della sella. Salate, pepate e arrotolate. Legate l'arrosto con lo spago o gli appositi elastici e cospargete anche l'esterno con la miscela speziata rimasta.
Rosolate l'arrosto in una casseruola con il burro, l'aglio lasciato intero e la cipolla tritata e quando sarà ben dorato, bagnatelo con il latte. Unite i grani di pepe rosa, l'alloro, alzate la fiamma e portate a bollore. A questo punto coprite con un coperchio e trasferite la casseruola in forno già caldo a 140-150°. Cuocete per un'ora circa girando l'arrosto ogni quarto d'ora. Servite con il sugo di cottura frullato e leggermente addensato sulla fiamma
sabato 27 giugno 2009
Peperoni...e fa subito estate
Intanto io metto il sole nei miei piatti, soddisfacendo la voglia di qualcosa di profumato e gustoso
Tagliate il petto di pollo a striscioline. Lavate i peperoni, privateli del picciolo e dei semi e affettateli per il senso longitudinale. Affettate la cipolla e grattate la scorza del limone. In una padella piuttosto larga scaldate 3 cucchiai di olio e rosolatevi il pollo. Quando la carne è ben sigillata unite i peperoni, la scorza del limone e la cipolla, salate e cuocete a fiamma viva per un paio di minuti. Nel frattempo stemperate il curry, la curcuma e lo zenzero in un po' di acqua e poi versatele sul pollo e i peperoni, mescolate e coprite con un coperchio. Unite il succo di mezzo limone, abbassate la fiamma al minimo e cuocete per circa dieci minuti. Intanto lavate la menta, il rosmarino e il prezzemolo e sminuzzateli grossolanamente. Togliete il coperchio, aggiungete la menta, il rosmarino e il timo essiccato, mescolate bene e lasciate evaporare il liquido di cottura (ci vorranno circa 5 minuti). Impiattate e decorate con il prezzemolo fresco.
mercoledì 24 giugno 2009
I need to go away....
Mi domando come sarà attraversare un paese che è ancora poco sviluppato, nei cui piccoli paesi le anziane vestono di nero e siedono davanti alla porta. In cui spesso per visitare una chiesa bisogna cercare il sacrestano perché apra le porte del tempio, una caccia al tesoro fatta di gesti per farsi comprendere.
Queste immagini affiorano da ricordi non miei, si sono formate leggendo il diario di viaggio di chi in quella terra c'è nato, di chi, quella terra, la porta nel sangue e nel cuore.
Traccio le X rosse sul calendario e non vedo l'ora di trovarmi fra le montagne del Douro e le valli dell'Alentejo e magari soffermarmi sulle bianche spiagge dell'Algarve a osservare tramonti infuocati. Intanto conto i giorni e mi coccolo come posso
Cuocete il pesce al vapore. Lasciatelo raffreddare e spinatelo (lo spinarolo ha una lisca centrale piuttosto grossa, quindi basterà incidere la polpa lungo la spina centrale e spingerla verso l'esterno). Tritate la polpa del pesce a coltello, il più finemente possibile e mettetelo in una ciotola. Tritate anche il prezzemolo e unitelo al pesce. Eliminate la crosta alle fette di pane e bagnatele brevemente in un goccio di latte. Strizzatele e unitele al pesce, assieme alle spezie e alla scorza del limone grattugiato. Aggiungete l'uovo, il sale, il pan grattato e impastate il tutto con le mani fino a ottenere un composto omogeneo, ma non troppo asciutto. Con le mani bagnate formate delle piccole polpette, passatele nella farina, e disponetele su un vassoio ricoperto di carta da forno. Mettete in frigorifero a riposare.
Nel frattempo lavate e tagliate a metà e pomodori. Stufate la cipolla tagliata a fettine in un goccio d'olio e quando sarà diventata trasparente unite le polpettine. Fate soffriggere per alcuni minuti, girandole di tanto in tanto molto delicatamente. Una volta che saranno ben sigillate sfumate con del vino bianco (io ho usato del Pignoletto). Fate evaporare e unite i pomodori. Coprite con un coperchio e cuocete per altri 10-15 minuti a fuoco medio, girando spesso le polpettine.
mercoledì 10 giugno 2009
Profumi d'Oriente
A quella prima esperienza sono seguite nuove e interessante scoperte. L'amore per la cucina messicana, così sensualmente piccante, un'insana passione, soprattutto dal punto di vista economico per la cucina giapponese, in particolare per il sashimi e la salsa teryaki. I viaggi hanno poi alimentato questa curiosità. Le visite in paesi esteri si sono diventate occasione di ricerca della cucina locale, dei profumi e dei sapori dei mercati. Istanbul rimarrà per sempre legata al ricordo del dolce sapore delle spremute di melograno, la Croazia a quello deciso e agliato della carne alla griglia, la Thailandia ai curry piccanti, al pesce fresco mangiato in riva al mare e alla frutta così dolce da sembrare nettare.
Grazie a queste contaminazioni la mia cucina si è arricchita di spezie prima ignote, vasetti di polveri colorate che spesso fanno apparire la dispensa il ricettacolo di un alchimista. Ho scoperto che si può sostituire il sale con spezie che danno molto più carattere ai piatti e che giocando con gli aromi si possono trasformare anche le ricette più tradizionali in qualcosa di nuovo dal sapore vagamente esotico.
Infarinate leggermente i pezzi di vitello. Lavate, sbucciate e tagliate a cubetti le patate.
Nella pentola a pressione fate soffriggere la cipolla con un goccio d’olio. Quando la cipolla è diventata trasparente, aggiungete lo spezzatino e cuocete per un paio di minuti, fino a quando la carne non è ben sigillata. Nel frattempo sciogliete le spezie in una tazza di acqua calda. Salate e pepate la carne, unite le patate, i piselli, e l’acqua con le spezie. Mescolate bene e fate insaporire per qualche minuto. A questo punto aggiungete nella pentola dell’acqua calda fino a coprire la carne e le verdure (se volete potete aggiungere anche del brodo). Chiudete la pentola a pressione e cuocete per 25/30 minuti dal fischio. Se una volta trascorso questo tempo il sugo di cottura dovesse risultare troppo liquido fate rapprendere sul fuoco vivo fino a che non avrà raggiunto la densità desiderata. Impiattate e decorate con prezzemolo fresco
Con estremo ritardo ringrazio Luca e Sabrina, che con la loro dolcezza mi hanno onorata con questi bei premi
martedì 19 maggio 2009
Cook&Book

Toru guarda la schiena sottile di Naoko. Osserva la donna che ama camminare davanti a lui. Così vicina eppure irraggiungibile. E così l'attesa diventa quotidianità, la speranza dell'amore diviene il sentimento stesso. L'università, le amicizie, le altre ragazze diventano il contorno, la colonna sonora della sua vita, mentre il pensiero di Naoko è totalizzante.
Una prosa evocativa, ogni parola ispira un'immagine. La malinconia di ciò che potrebbe essere pervade tutto il racconto. L'amore è doloroso, ma necessario e inevitabile. Come la morte.
Norwegian Wood è un libro stupendo. Murakami sa rendere i suoi protagonisti vivi e dolorosamente reali. E concentra nel suo racconto temi come l'amicizia, l'amore, la malattia e la morte senza mai scadere nel dramma, senza mai eccedere.
E mentre sfoglio le ultime pagine, seduta al tavolo di cucina, osservo l'uomo della mia vita che cucina per me e mi sento immensamente fortunata
Ingredienti: 1,5 kg di pezzi di agnello/ mezza cipolla/ 50 gr di lardo/ mezzo bicchiere di vino bianco/ mezzo cucchiaio di farina/ 3 tuorli/ mezzo limone/ olio evo qb/ noce moscata qb/ sale e pepe qb
per la marinatura: olio evo/ succo di un limone/ menta e timo a piacere/ sale e pepe
Mettete i pezzi di agnello in una ciotola capiente. Nel mixer frullate gli ingredienti per la marinata e versate l'infusione sulla carne, massaggiandola in modo che il condimento si distribuisca uniformemente. Coprite la ciotola con una pellicola e lasciate riposare in frigorifero per una notte.
Scolate la carne dall'infusione. Tritate la cipolla con il lardo e soffriggete il battuto in un tegame con un filo di olio, poi rosolatevi la carne per qualche minuto. Bagnate con il vino alzando la fiamma per fare evaporare l'alcol, cospargete con la farina e mescolate. Salate, pepate e bagnate con un mestolo di acqua calda. Coprite e lasciate cuocere per 40 min.
Sbattete i tuorli con un pizzico di noce moscata e il succo del limone. Quando l'agnello è cotto , fuori dal fuoco, versateci sopra la crema di tuorli e mescolate. Rimettete sul fuoco a fiamma dolcissima fino a che l'uovo non inizia a rapprendersi.
martedì 14 aprile 2009
Profumi
Disossate il cosciotto di agnello e tagliate la polpa in pezzi di circa due centimetri. Pulite la carota, la cipolla e il sedano e sminuzzateli finemente. Soffriggeteli poi in una padella, sufficientemente larga da contenere la carne d'agnello senza che si sovrapponga, con due cucchiai di olio e 30 grammi di burro. Dopo alcuni minuti aggiungete i pezzi di agnello, l'alloro e il rosmarino e lasciate cuocere mescolando spesso fino a che la carne non è ben sigillata (non devono vedersi parti rosee). Regolate di sale e sfumate con un bicchiere di vino bianco. Lasciate evaporare a fiamma alta. Una volta che il vino è sfumato aggiungete un mestolo di brodo, abbassate la fiamma al minimo e coprite la padella. Cuocete per circa tre ore e mezza, aggiungendo di tanto in tanto il brodo e spezzettando la carne con l'aiuto di una spatola di legno. Alla fine togliete le foglie di alloro e il rosmarino.
Una volta preparato il ragù portate a bollore l'acqua, salatela e cuocete le linguine. Nel frattempo in una ciotolina sbattete l'uovo con il succo di limone e il pecorino grattugiato. Colate la pasta al dente e fatela saltare con il ragù per circa un minuto. Spegnete il fuoco e aggiungete la crema di uovo, limone e pecorino, mescolando in modo che l'uovo non si coaguli troppo. Spolverizzate con il prezzemolo e servite ben caldo.
martedì 31 marzo 2009
Un'insalata per richiamare la primavera
Ho voglia di sole. Ho voglia di luce. Di togliermi strati di vestiti, di sentire il calore sulla pelle nuda. Ho voglia di rivedere il mare, lo specchio dorato sotto i raggi del mezzogiorno. Di godere della spiaggia vuota, non ancora invasa da schiere di ombrelloni e turisti. Di sentire la sabbia bagnata sotto i piedi scalzi. Di scavare pigramente cunicoli con la punta delle dita, mentre sdraiata osservo le nuvole rincorrersi all'orizzonte.
Ho voglia di sentire il profumo della primavera, quell'odore di terra ed erba appena tagliata. Di vedere le gemme brillare di un bel verde acceso, trasformarsi, diventare bocciolo, fiore.
Questa stagione si sta facendo desiderare, come un amante reticente, come una bambina dispettosa che gioca a nascondino.
E allora nell'attesa, inganno questo grigiore cercando di portare leggerezza e colore nei miei piatti. Una sorta di offerta, di richiamo per questa primavera capricciosa
per il dressing: 1 cucchiaio abbondante di miele d'acacia (se non avete del miele d'acacia potete usare un qualsiasi miele fluido e delicato; vi sconsiglio invece quelli troppo decisi come quello di castagno)/ 2 cucchiai di olio delicato e leggermente fruttato (ligure o calabrese)/ 1 cucchiaio di limone/ 1 cm di radice di zenzero grattuggiata/ sale rosa dell'himalaya e pepe qb
Scaldate una padella e senza aggiungere grassi scottate i tranci di salmone (bastano pochi minuti per lato, la carne all'interno deve rimanere bella rosata). Togliete il pesce dal fuoco, eliminate la pelle esterna, l'osso centrale e le eventuali lische e tagliatelo a cubetti. Pelate l'arancia a vivo e tagliate anche questa a cubetti. Nella stessa padella in cui avete cotto il salmone fate tostare i pinoli, fino a che non diventano dorati. In una ciotolina emulsionate gli ingredienti per il dressing, sbattendo con una forchetta per alcuni minuti. In una ciotola disponete la misticanza, il salmone, l'arancia e i pinoli tostati e condite con l'emulsione di miele e olio
Con questa ricetta partecipo (sperando non sia già scaduta) alla ricetta di Susina


Paoletta: perché per creare quei magnifici lievitati oltre che grande maestria ci vuole anche una geniale creatività
Onde99: amo il tuo modo di giocare con i colori e il tuo approccio creativo alla cucina francese
Virginia: ogni giorno riesci a stupirmi con le tue foto luminose e invitanti. Mi piace tantissimo come riesci a creare piatti straordinari utilizzando pochi e semplice ingredienti
Gio: perché la tua ironia e le tue analisi mi fanno riflettere sorridendo