Visualizzazione post con etichetta secondi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta secondi. Mostra tutti i post

martedì 26 luglio 2011

Day 21 - Faceless self-portrait

Sette fiori di ciliegio e uno di loto per proteggermi. Il tatuaggio più importante che posseggo, anche se penso non sarà l'ultimo

DAY 21 - FACELESS SELF-PORTRAIT

tatoo

Come promesso inizio a scrivervi le ricette delle robine portate alla grigliata organizzata per il compleanno della weazel. Iniziamo con qualcosa di veloce, ma che ha suscitato grande approvazione

FETA SOTT'OLIO
feta sott'olio
(per in barattolo da 1 litro)

Tagliate 500 gr formaggio feta a dadini di circa un cm per lato e diponeteli in un barattolo a chiusura ermetica. Aggiungete delle foglie di menta, di basilico e di timo fresche, qulache grano di pepe rosa, di pepe di Sichuan e di pepe lungo, uno spicchio d'aglio un pizzico di sale. Ricoprite il tutto con del buon olio di oliva, fino a raggiungere il bordo del barattolo. Chiudete e lasciate riposare in frigorifero per almeno un paio di giorni prima di utilizzare.

martedì 17 maggio 2011

To Change



Vorrei un mondo dove l'energia fosse pulita
Vorrei un mondo dove l'acqua fosse un bene comune e non un privilegio per pochi
Vorrei un mondo in cui le risorse fossero ditribuite in modo più intelligente ed equo
Vorrei un mondo dove le bellezze naturali e quelle costruite dall'uomo fossero salvaguardate e non sfruttate
Vorrei che l'idea che le prossime generazioni vivessero una condizione meno precaria della mia non fosse utopia pura
Vorrei dei programmi politici che non si limitassero a guardare sempre e solo al breve periodo ma avessero la lungimiranza di osservare i possibili scenari futuri, con uno sguardo più ampio e aperto
Vorrei che il guadagno non fosse più l'unica e sola religione di questo tempo
Vorrei che le persone guardassero alle piccole azioni quotidiane volte verso un miglioramento non solo come mera perdita di tempo
Vorrei che esistessero dei partirti verdi degni di questo nome e che facessero un minimo di differenza in questo scenario politico sconsolante
Vorrei non avere sempre la sensazione di essere presa in giro e anche col sorriso sulle labbra (o forse quello è il botox)
Vorrei che fosse più semplice comportarsi civilmente e che per questo un aiuto dall'alto non sarebbe per nulla male
Vorrei che semplici cambiamenti che mi sembrano così facili da realizzare fossero presi in considerazione anche dalle alte sfere (ultimamente mi sono venute in mente idee stranissime, come ad esempio la ridistribuzione più sensata del 13 per mille di cui ognuno di noi dispone)
Vorrei che non ci fossero più discussioni sterili ma progetti concreti
Forse quello che vorrei realmente è essere un po' meno utopista, ma dato che cambiare è difficile continuo a cercare ogni giorno di essere una persona un pochino migliore. In questi anni ho cercato di informarmi per cercare di rendere alcuni dei miei comportamenti il più ecosostenibili possibili. E tenendo questo blog ho avuto la possibilità di imparare alcune cose nuove e preziose. Sono diventata più sensibile nei confronti di quello che acquisto e consumo. Ed è per questo che partecipo con piacere all'iniziativa No-Cleare di Onde, Sara, Martina e Benedetta. Perchè per me è importante contribuire il più possibile a non rendere questo pianeta una discarica. Così il 12-13 andrò a votare, per fare sentire la mia voce di cittadino, di donna e di essere umano.


OMELETTE
(le dosi sono per una persona)



Scaldate molto bene una padella antiaderente, leggermente unta con dell'olio d'oliva. Nel frattempo, in una ciotola, sbattete 3 uova (biologiche o meglio ancora del contadino di fiducia), circa 50 gr di parmiggiano reggiano grattuggiato (quello vero non qualche brutta imitazione), sale e pepe a piacere. Non lavorate troppo a lungo il composto, ma solo il tempo necessario ad amalgamare gli ingredienti. Versate le uova nella padella rovente, mantenendo il fuoco vivace e fate rapprendere per circa un minuto. Con l'aiuto di una spatola staccate i bordi dell'omelette dalla padella e, inclinandola, lasciate che il composto ancora liquido scivoli sotto all'omelette. Lasciate cuocere per un altro minuto e ripetete questo procedimento fino a che l'omelette non sarà cotta. Considerate che la superficie rimarrà leggermente morbida. A questo punto spegnete il fuoco ma lasciate la padella sul bruciatore caldo e riempite l'omelette con il ripieno che più gradite. Io solitamente uso prociutto San Daniele e qualche sottiletta. Ripiegate l'omelette a metà, rigiratela sull'altro lato e lasciate riposare nella padella calda per altri due minuti circa. Impiattate e servite calda.




venerdì 29 aprile 2011

Bye Bye April

Aprile è volato via in un baleno. Capriccioso fra i suoi giorni di pioggia e temperature estive. Un up and down di sfumature e umori che si rispecchiano anche nella mia cucina dove al desiderio di preparazioni leggere a base di frutta e verdura, si accostano a piatti ancora coccolosi che però si arricchiscono grazie alla disponibilità di tenere primizie. Questo piatto che ho preparato alcune sere fa accosta sapori decisi alla delicatezza dei piccoli bacelli e al profumo di un piccolo bouquet garni (ispiratomi da Jul's) che lega tutto in modo impeccabile. Un ricetta semplice, senza dosi precise, da comporre a proprio gusto come un gioco divertente.

SALSICCIA CON PISELLI

_MG_8635

In una padella capiente fate riscaldare un filo di olio, aggiungete una porzione di salsiccia per due persone tagliata a dadini e lasciate colorire. Quando la carne sarà sigillata aggiungete un bicchiere abbondante di birra e lasciate sfumare per un paio di minuti a fiamma alta. A questo punto aggiungete il bouquet garni composto da rosmarino, salvia, menta e basilico e mezzo bicchiere di passata di pomodoro, sale e pepe, mescolate e lasciate cuorecere a fiamma media. Quando il sugo è ristretto aggiungete dei piselli precedentemente cotti al vapore e lasciate insaporire per qualche minuto.

giovedì 17 giugno 2010

Welcome Singha

Diventare genitori ci rende piuttosto ridicoli. Ci troviamo alle tre del mattino, stanchi, sudati, sentendoci incredibilmente inadeguati, a cercare una qualsiasi strategia per consolare i richiami malinconici della cucciola. Guardi i suoi grandi occhioni spaventati e ti chiedi se sarai mai in grado di essere abbastanza bravo per prenderti cura di lei. Cominci a parlare una lingua strana, fatta di vezzeggiativi e diminutivi affettuosi. Ogni pappa mangiata, cacchina "santa" pulita, ogni nuova scoperta del mondo che le sta attorno, le coccole, i grattini, le sgridate e i sensi di colpa per dover anche educarla diventano improvvisamente i punti centrali della tua vita. Chiami gli amici, già esperti, per farti rassicurare. Gli inviti a pranzo* per presentargli la nuova arrivata. Sei al settimo cielo quando improvvisamente ti stupisce facendo qualcosa di nuovo, e ti sembra la cosa più bella del mondo. Rimani ora a guardarla dormire e noti ogni più piccolo cambiamento nel suo aspetto ogni giorno che passa. Le parli come se potesse capire, anzi hai la certezza che comprenda ogni singola parola. Giocare per ore diventa un imperativo imprescindibile. Ok non sarà proprio come diventare genitori, ma da quando Singha è arrivata credo di essermi davvero rincretinita ;)

IMG_6570

PS. l'operazione è andata molto bene. Grazie a tutti quelli che sono passati di qui per un saluto!!! Per il momento il salottino rimane ancora chiuso perchè la vista non è ancora perfetta. Ma ogni giorno va meglio e spero di tornare a scrivere presto. Un abbraccio a tutti!

*AGNELLO KORMA

IMG_6560

Ingredienti per 4-6 persone: 1 pezzetto di 2,5 cm circa di radice di zenzero fresca, pelata e tritata/ un cucchiaino di aglio in polvere/ 3 cucchiai di olio di sesamo/ 1 bastoncino di cannella di 2,5 cm circa/ 3 chiodi di garofano/ 3 capsule di cardamomo schiacciate/ 1 pizzico di semi di anice/ 2 cipolle pelate e tritate/ 1 mazzetto di prezzemolo tritato/ un pizzico di curcuma macinata/ 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere/ 2 cucchiaini di passata di pomodoro/ 500 gr. di agnello disossato a cubetti/ 1 pizzico di pepe nero macinato.

Con il pestello e il mortaio, battete lo zenzero e l'aglio, fino ad ottenere un composto fine, quindi mettere da parte. Scaldate l'olio in una casseruola, aggiungete il bastoncino di cannella, i chiodi di garofano, il cardamomo, i semi di anice e le cipolle, saltate il tutto per 5 minuti, o finchè le cipolle non saranno passite (se necessario aggiungete un po' di acqua calda). Aggiungete la salsa di aglio e zenzero, il prezzemolo tritato, la curcuma, il peperoncino in polvere e la passata di pomodoro. Amalgamate bene e cuocete a fiamma bassa per 5 minuti, mescolando di tanto in tanto. Incorporate l'agnello, condite con il pepe e versate 150 ml. di acqua. Coprite e lasciate sobbollire a fuoco lento per 30 minuti, o quanto basta perchè la carne diventi tenera. Se necessario, togliete il coperchio alzate la fiamma e fate restringere il sugo a vostro piacimento.

Ringrazio la weazel per essere stata la mia vista per un po'

lunedì 29 marzo 2010

E' Primavera?!?!

Finalmente la primavera cominci a a farsi sentire! Sarà siamo tornati all'ora legale e adesso uscire dal lavoro non sembra entrare in un tunnel buio e freddo. Cambia stagione e cambiano le sensazioni, i ritmi. Sento che il corpo richiede nuove energie, nuovi stimoli. La mente si fa più distratta, spinta verso le imminenti vacanze. La voglia di stare dietro ai fornelli si è un po' ridotta, assorbita in gran parte da lunghe lievitazioni e esperimenti di glassatura. Però quando la weazel arriva a casa dopo un incursione al mercato con un chilo di alici freschissime e gli occhioni da gatto con gli stivali, l'unica cosa da fare è aprire il libro di cucina siciliana e preparare le

ALICI ALL'ARANCIA


IMG_6021

Ingredienti: 1 chilo di alici/ il succo di due arance/ 2 limoni biologici/ 1 bicchiere di vino secco/ 100 gr di pinoli/ timo, menta, alloro a piacere/ 150 gr di pan grattato

My creation

Private le alici della testa, delle interiora e della lisca centrale. Apritele a libro e sciacquatele sotto l'acqua corrente e tenetele da parte. Tagliate i limoni a fettine sottilissime dopo averli lavati bene. Tritate le erbe aromatiche e unitele al pan grattato e insaporite con una presa di sale. Rivestite una teglia con carta forno e fate uno strato con le fettine di limone. Fate uno strato con le alici. Coprite con metà emulsione ricavata dal succo delle arance e il vino. Coprite con 50 grammi di pinoli, distribuendoli in modo omogeneo. Completate con metà del composto di pan grattato aromatizzato e procedete a coprire il tutto con un altro stato di ingredienti (limoni, alici, pinoli, emulsione, pangrattato. Cuocete per circa 30 minuti in forno preriscaldato a 180° (gli ultimi 5 minuti passate in modalità grill, passando un filo d'olio sulla superficie del tortino)

mercoledì 17 marzo 2010

Bye Bye Winter

Un ultimo saluto all'inverno, perchè qui le gionate assolate, l'aria decisamente più primaverile, la luce che mi fa compagnia anche dopo uscita dal lavoro, mi fanno assaporare la voglia di qualcosa di più leggero. E non è solo un desiderio culinario (le prime fragole che fanno capolino sui banchi del mercato, una tentazione ancora troppo fuori stagione per i miei gusti e il mio portafoglio ;) ) ma qualcosa che sento come un formicolio sottopelle. E se questa era l'ultima immagine che vi avevo fatto ammirare del mio terrazzino, ora i giacinti fanno sentire il loro inconfondibile profumo, facendo capolino dalla terra scura come piccoli lance violette.

IMG_5993
IMG_5991

Credo (spero) che questa sia l'ultima ricetta dal sapore decisamente invernale. Preparata domenica scorsa per una cena fra amici, è risultata un vero successone. Certo è che andavo tranquilla dato che il procedimento seguito veniva direttamente da uno dei blog che seguo con più gusto! Grazie Onde per questo piatto dal sapore davvero particolare e intrigante (trovate la ricetta originale qui, per comodità ho ritrascritto anche qui, apportando alcune piccolissime modifiche)

SPEZZATINO DI CINGHIALE IN SALSA AL CIOCCOLATO

IMG_5982

Ingredienti per quattro persone: 1 Kg di spezzatino di cinghiale (io l'ho trovato dal mio macellaio di fiducia ma Onde l'ha reperito anche presso l'Esselunga o la Coop)
per la marinata: 1 cipolla/ 2 carote/ 4 foglie di alloro/ insaporitore caber per carne ( o aroma per arrosti a scelta)/ 5 bacche di ginepro/ 1 bicchiere di vino rosso/

per la cottura del cinghiale: 1 bicchiere scarso di vino rosso/3 cucchiai di aceto balsamico/ acqua bollente qb/ 1 cucchiaino di cannella/ 1 grattugiata di noce moscata/ insaporitore caber per carne qb (o aroma per arrosti a scelta)/sale/pepe/olio evo

per la salsa di cioccolato: 80 gr di fondente puro al 100%/ 3 cucchiai di grappa/2 manciate di noci tritate/1 manciata di uvetta tritata1 cucchiaio di polvere d'arancia

Procedimento

La sera prima tagliate il cinghiale a cubetti e mettetelo in un largo contenitore, insieme alla cipolla e alle carote grossolanamente affettate, all'insaporitore e alle bacche di ginepro pestate. Coprite il tutto con vino rosso e lasciate marinare almeno 12 ore, ma anche di più se possibile. Questa operazione è necessaria per lavare via dalla carne il sapore troppo pungente tipico della selvaggina, al quale il nostro palato non è più abituato. L'indomani, scolate la carne, le verdure e la foglia d'alloro dalla marinata e sciacquate il tutto brevemente. Recuperate gli ortaggi, tritateli e fateli soffriggere per circa 10 minuti in poco olio. Quindi aggiungete la carne, cospargetela ancora di preparato per arrosti e fatela rosolare. Quando tutti i bocconcini saranno "sigillati" unite l'alloro, la cannella e la noce moscata; versate il vino e fate sfumare. A questo punto versate l'aceto e fate evaporare anche quello. Aggiungete dell'acqua bollente fino a coprire la carne e fate cuocere per circa 25 minuti dal fischio se usate la pentola a pressione, per 45' dall'ebollizione in pentola tradizionale. In tal caso, versate l'acqua un po' alla volta durante la cottura.

Nel frattempo, preparate la salsa. Fate fondere il cioccolato con la grappa, quindi aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate bene. Quando il cinghiale sarà cotto, versate nella salsa di cioccolato 3-4 cucchiai del liquido di cottura.

Solo dopo questo passaggio, nel caso l'intingolo della carne risulti ancora troppo liquido, fatelo ritirare.

Quindi, riportate la salsa di cioccolato a ebollizione e versatela sulla carne. Mescolate bene e lasciate riposare qualche ora prima di servire.

Riscaldate al momento.

domenica 7 febbraio 2010

Un piatto per uomini veri!

Ieri è iniziato il torneo Sei Nazioni. Io non sono una grande esperta di rugby, ma mi piace molto la tradizione e l'emozione di questo sport. Grazie alla weazel, che invece ne capisce molto più di me, ho cominciato a seguire la nostra nazionale con un po' più di attenzione, imparando qualche regola e cominciando a riconoscere alcuni giocatori.
Il torneo Sei Nazioni è nato come Home Championship nel 1883 e disputato tra le quattro Nazionali delle Isole britanniche (Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia), divenne Cinque Nazioni nel 1910 con l'ingresso della Francia, per poi diventare l’attuale torneo con l’ammissione dell'Italia nel 2000. (da Wikipidia)
Ieri pomeriggio l'Italia ha sfidato la nazionale irlandese, a Dublino, aprendo così questa nuova edizione. Approffittando di questa occasione e del fatto che un nostro caro amico è un appassionato di questo sport e per un periodo ha addirittura vissuto in Irlanda, ho pensato che sarebbe stato carino organizzare una cena post- partita e allo stesso tempo cucinare un piatto a tema. Girettando sul web sono capitata su questo sito e ho deciso di preparare il piatto più tipico dell'isola verde, l'Irish Stew. E' un piatto semplice, poco elaborato ma molto gustoso e autentico, ottimo da mangiare in una piovosa giornata invernale, accompagnato da una birra scura e dal calore di tanti amici.

IRISH STEW

IMG_5832

Ingredienti per 4 persone: 1 kg di spalla di agnello/4 patate grandi/ 2 cipolle grandi/ 3-4 carote di grandezza media/ 2 tazze di acqua/un mazzetto di prezzemolo/ sale e pepe qb

Con un coltello ben affilato tagliate la carne a pezzi, a cubetti di circa 2 cm di spessore. Pelate le patate e le carote a fettine di circa mezzo cm. Sbucciate, tagliate la metà le cipolle e affettatele sottilmente. In un una pentola ampia e dai bordi alti disponete gli ingredienti a strati ,cominciando e finendo con le patate. Coprite con l'acqua, salate e pepate a piacimento (io ho iniziato con un paio di pugni di sale grosso e una macinata di pepe, regolandomi poi durante la cottura) Bollite a fuoco molto lento per quattro ore e mezza circa finché la carne non sarà tenera e le patate non avranno addensato l’acqua. Completate cospargendo con il prezzemolo tritato fine.

IMG_5828

P.S. Alla fine, come ampiamente pronosticato da tutti, l'Italia del rugby ha perso...ma con onore. Rispetto ai maestri d'oltremanica abbiamo ancora molto da imparare ma il movimento del rugby è in forte crescita grazie ai valori autentici di grande rispetto per l'avversario e massima sportivià che trasmette. Stadi senza barriere dove tifosi avversari siedono a fianco, bevono birre e cantano insieme e giocatori che si stringono la mano dopo aver combattuto nel fango e nel sangue. Noi ci siamo proprio divertiti...La prossima è Italia-Inghilterra Domenica 14 Febbraio, ore 14.30 - Roma.

martedì 26 gennaio 2010

La cucina della mia Nonna, Pollo alla Diavola

Non sono una grande amante della carne. Però ci sono profumi che mi trasportano direttamente all'infanzia. A quelle domeniche, in cui si poteva ancora dormire fino a tardi, ed era quel profumo inconfondibile, di rosmarino, salvia e carne ai ferri che mi faceva correre in cucina, ancora in pigiama e un po' assonnata a guardare la nonna cuocere il pollo che lei chiamava alla diavola. Mi ricordo distintamente la pelle croccante e la polpa aromatizzata dalla feschezza del limone. Questa ricetta è rimasta custodita nella mia mente, poi complice queste giornate grigie e fredde è ricomparsa all'improvviso. Ho apportato solo una piccola modifica. Al posto del peperoncino ho preferito sostituire alla sua piccantezza la nota più intensa e particolare dello zenzero. Un radice ricca di profumo che ultimamente arricchisce i miei piatti conferendogli un retrogusto davvero irresistibile.
E allora bando alle chiacchiere, procuratevi un bel pollo biologico e buona cena!

POLLO ALLA DIAVOLA

IMG_5753


Ingredienti: 1 pollo ruspante aperto a metà/ il succo di un limone/ 2 rametti di rosmarino/ 1 mazzetto di salvia/ 1 rametto di timo/ mezzo centimetro di radice di zenzero/ sale e pepe qb

Mettete sul fuoco una griglia da cucina e lasciatela diventare incandescente. Nel frattempo lavate e tritate finemente il rosmarino e le foglie di salvia e il timo. Con un pelapatate sbucciate lo zenzero grattugiato sottilmente. Mescolate insieme le erbe aromatiche, il sale, il pepe e lo zenzero e tenetele da parte.
Lavate il pollo, già pulito e aperto dal vostro macellaio di fiducia, sotto l'acqua corrente e fredda. Non asciugatelo, disponetelo su di un piatto e cospargetelo da entrambe le parti con il succo di limone. Massaggiatelo con il trito di erbe aromatiche e zenzero, in modo da distribuire gli odori su tutta la carne. A questo punto mettete il pollo sulla griglia bella calda, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma media per circa 30-40 minuti, avendo cura di girare il pollo a metà cottura.

martedì 12 gennaio 2010

Profumo di Oriente

Ho bisogno di un nuovo panorama.
Il profilo nero di un baobab contro un tramonto infuocato.
Il profumo sabbioso del deserto, sotto una volta celeste carica di stelle.
Passeggiare per un suk, odore di spezie e carne, sudore e incenso.
Sentire la sabbia bianca e fine di una spiaggia tropicale, mentre l'oceano si muove tumultuoso davanti a me.
Camminare lungo strade antiche, ammirarne i monumenti, stretti fra muri e cortili, fermarsi in un caffè per assaporare il dolce liquido bollente.
Attraversare la foresta, un intrico di verde e umidità, con lo zaino pesante sulle spalle, mentre le cascate ruggiano lontane dalla vista.
Vedere nuovi volti segnati da storie lontane e diverse, ascoltare racconti di persone così diverse da me.
Fissare la superficie ghiacciata di un lago, solo la neve come musica di sottofondo.
Immagini, fotografie, ricordi che mi portano lontano. Un'armonia leggera da ascoltare la mattina presto, quando è ancora tutto buio davanti a una tazza di tè fumante.
Oppure un piatto speziato, ma al contempo delicato, dal sapore del mio inverno, nato sulle ali di un viaggio fantastico

INVOLTINI DI VERZA CON POLLO E RISO SPEZIATI

IMG_5658

Ingredienti: una verza di medie dimensioni/ 1 cipolla/ 2 cucchiaini di curry/ 1 cucchiano di curcuma/ 1 cucciaino di zenzero/ 1 cucchiaino di cannella/ sale e pep qb/ olio extravergine di oliva/ 2 petti di pollo/ 1 bibbhierino da liquore di mirin/ 2 bicchierini da liquore di sakè/ 200 gr di riso jasmine / 280 gr di acqua


1. Eliminate le floglie più esterne della verza, lavatela e mondatela. Portatete a bollore una penrola di acqua leggermente salata e scottate le foglie di verza per circa 2-3 minuti. Colate la verza e fatela riposare su un panno di cotene.
2. Versate il riso in una pentola, copritelo con il 280 gr di acqua, salatelo leggermente con sale grosso e portatelo a cottura (l’acqua deve esse copletamente assorbita). Aggiungere al riso il mirin e mescolare affinchè il riso non si attacchi. Tenete da parte.
3. Tritate la cipolla finemente. Tagliate il petto di pollo in piccoli cubetti.. Scaldate quattro cucchiai di olio in una padella capiente e aggiungeteci tutte le spezie fino a che non saranno tostate. Unite la cipolla e fatela soffriggere per alcuni minuti. Aggiungete il pollo a pezzatti e, continuando a mescolare, fate sigillare lacarne. Sfumate con il sakè e cuocete a fuoco vivo, continuando a mescolare, fino a che tutto il sakè non siè ritirato. A questo punto inite il riso e fate saltare per un paio di minuti.
4. Spegnete il fuoco, prendete una foglia di verza, deponeteci al centro un cucchiaio di riso e pollo speziato e piegate le foglie all’interno per creare l’involtino. Chiudete con del filo da cucina o con un filo di erba cipollina. Procedete in questo modo fino ad avere esaurito gli ingredienti.
5. Cuocete gli involtini al vapore per 15 minuti.

PS scusate per la foto ma scattare con la luce elettrica di sera è davvero una tragedia

domenica 29 novembre 2009

Happy Thanksgiving...a little bit late

Arghhh il mio cervello si è completamente svuotato!!! Ho iniziato questo post già quattro volte, ma le idee scarseggiano e la frustrazione aumenta :( E' stata una settimana grigia come il tempo, ma il week end, devo ammettere è stato decisamente positivo. Alcune novità che hanno portato un po' di luce, qualcosa che mi ricorderà che ci sono legami che non si spezzano nonostante tutto. E poi oggi un piccolo regalo a una persona a cui voglio molto bene. Un pranzo in famiglia dal sapore decisamente americano. Un giorno del Ringraziamento un po' posticipato, studiato per ricreare sapori a me fino a oggi sconosciuti, ma visti talmente tante volte nei film da sembrare famigliari. E' stato divertente e interessante. Spero piaccia anche a voi!

STUFFED TURKEY BREAST

IMG_5473


Ingredienti: 1 petto di tacchino intero, tagliato a tasca/ 3 cucchiai di miele di castagno/ 1 bicchiere di olio extra-vergine d'oliva/ sale e rosmarino qb/ 200 ml di brodo vegetale

Ingredienti per il ripieno: 5 fette di pane in cassetta spesse circa un cm e vecchie di un giorno/ 100 gr di noci/ 1 cipolla/ 1 costa di sedano/ 60 gr di burro/ 1 mela/ 100 gr di uvetta/300 ml di brodo vegetale/ 1 mazzetto di prezzemolo/ 10 foglie di salvia/ sale e pepe qb

Mettete a marinare il petto di tacchino con l'olio, il sale e il rosmarino per almeno due ore.
Nel frattempo preparate il ripieno. Tagliate il pane a cubetti e fatelo tostare in una padella antiaderente, mescolando spesso affinché non bruci. Togliete il pane e tostate le noci, dopo averle tritate a coltello. Unitele al pane in una ciotola e tenete da parte.
Tritate la cipolla, affettate il sedano e fateli soffriggere con il burro in una padella molto capiente per una decina di minuti (se la cipolla dovesse iniziare a scurirsi aggiungete un paio di cucchiai di brodo). Unite il pane e le noci tritate e cuocete per un paio di minuti, continuando a mescolare. A questo punto unite la mela, precedentemente sbucciata e tagliata a cubetti, l'uvetta, il prezzemolo e la salvia tritati. Aggiungete un il brodo, abbassate la fiamma al minimo, coprite con un coperchio e cuocete fino a che la mela diventa morbida e il liquido sia completamente assorbito.
Accendete il forno a 150°. Farcite il tacchino con il ripieno (se dovesse avanzare potete servirlo come contorno) e sigillate l'apertura della tasca con del filo per alimenti o con degli stuzzicadenti. Mettete il tacchino in una taglia, cospargetelo con il miele, la marinata e il brodo caldo. Infornate per un'ora circa. Prima di tagliarlo eliminate il filo o gli stuzzicadenti e lasciatelo riposare alcuni minuti.

CRANBERRY CHUTNEY

IMG_5469

Ingredienti: 200 gr di cranberries disidratati/100 gr di datteri/ 100 gr di prugne secche denocciolate/ 1 cipolla/ ½ cup di sidro/ ½ di aceto di vino bianco/ 3 cucchiai di malto di mais/ ¾ cup di zucchero di canna/ ¾ cup di succo d'arancia/ un cucchiaino raso di senape in polvere/ un cucchiaino raso di zenzero in polvere/ una presa di sale

Lasciate rinvenire i cranberries nel sidro per circa mezz'ora. Unite tutti gli ingredienti in un tegame dal fondo spesso e portate a bollore. Abbassate la fiamma al minimo e lasciate sobbollire senza coperchio per 15/20 minuti ( il composto deve rapprendersi). Lasciate raffreddare e servite come salsa d'accompagnamento al tacchino

lunedì 23 novembre 2009

Mare

Arturo viveva sull'isola in una casa di assi bianche. Quando il vento proveniente da nord spirava sulla scura superficie del mare, increspandolo di onde spumeggianti, gli schizzi battevano come piccole dita sulla finestra della veranda. Arturo, allora, si sedeva sulla poltrona di vimini a fumare, mentre la Gatta gli si acciambellava in grembo. Il tè fumante leggermente corretto spandeva le sua volute balsamiche appannando i vetri.
Fuori le canne lacustri fischiavano la loro musica costante e atonale. Erano lunghi pomeriggi in cui la barca rimaneva al riparo, nella rimessa. Virgo, l'aveva chiamata, quella bagnarola scassata, pagata poco più che cento euro. Certo che la fatica spesa per rimetterla in sesto gli era costata molto di più. Ma durante i mesi spesi fra trucioli e vernici, pece e sartie, Arturo aveva iniziato ad amare ogni nodo dello scafo. Dipinta di azzurro e di bianco, l'aveva fatta, e in certe giornate quando il sole riverberava sul pelo dell'acqua gli sembrava quasi di stare cavalcando un gigantesco pesce.
Arturo aveva la pelle abbronzata, riarsa dai giorni passati in mare aperto, ma non era sempre stato così. Arturo era un broker, perennemente in giacca e cravatta, unghie curate, vacanze alle Maldive, macchine potenti e belle donne. Poi tutto, improvvisamente, era cambiato. Un investimento sbagliato, la crisi dei mercati e tutto ciò che aveva si era volatilizzato. Gli amici erano spariti, assieme al suo attico in centro, al porche e alle vacanze in luoghi esotici.
E così Arturo era emigrato, o meglio ritornato, all'isola dei suoi genitori. Quel luogo che aveva sentito raccontare migliaia di volte dalla voce di suo padre, mentre gli occhi gli si tingevano di una malinconia strana e profonda. Era tornata a quella vecchia casa ereditata alcuni anni prima e che non aveva mai visto. Triste, solo e profondamente arrabbiato con il mondo.
Ma il mare, si sa, è una medicina antichissima. Ti cattura l'anima parlando sottovoce. Ti strega con i suoi colori mutevoli, con il profumo del sale e della libertà. E poi c'erano le persone. Uomini e donne sempre indaffarati, ma mai troppo per negarti un sorriso o un caffè. Gente che amava la propria terra come qualcosa di vivo, custode della loro memoria e del loro sudore.
Arturo guardava il mare in attesa che la pioggia si calmasse. Ascoltava la vita scorrere, consapevole della sua esistenza. Presto sarebbe stato di nuovo in mare, fra le onde e l'immenso.

POLIPETTI MURATI

IMG_5464
(ricetta originale su kitchen qb)

Ingredienti: 1200 gr di polipetti (doppia fila di ventose)/ una scatola di pelati/ 1 cipolla/ 2 spicchi d'aglio/ 1 bicchiere di vino bianco/ olio evo qb/sale e peperoncino secco qb

In una pentola dal fondo spesso fate soffriggere con un po' d'olio la cipolla, tagliata sottile, e gli spicchio d'aglio spellati e interi. Bagnate con qualche cucchiaio di vino e aggiungete i pomodori pelati, salate e cuocete per 5 minuti. Unite i polipetti puliti e ben lavati e fate sfumare con il resto del vino a fiamma vivace. Unite il peperoncino, coprite e portate a cottura facendo stringere il sugo per un'ora e 30 circa sul fuoco più basso proteggendo la fiamma con uno spargifiamma. Durante la cottura non sollevate mai il coperchio (è per questo motivo che vengono chiamati murati). Quando i polipetti saranno cotti regolate di sale e servite con pane tostato.

venerdì 30 ottobre 2009

Voglia di andare...

Questo ottobre mi ha regalato giornate dorate. La nebbia mattutina si dirada per lasciare spazio ai raggi che attraversano le foglie e la voglia di partire bussa insistente alla mia porta. Desidero camminare nei boschi, sentire l'odore di terra bagnata, funghi e legna che brucia nei caminetti. Desidero guardare il mare, agitato e scuro che si arriccia in molteplici onde, la spiaggia deserta e il vento tagliente che alza mulinelli di sabbia. Vorrei passeggiare per le vie sconosciute, ammirare monumenti mai visti e rifugiarmi in qualche bar, al calar della sera, con le guance arrossate dal freddo e gustare un tè bollente con gli occhi ancora pieni delle meraviglie osservate durante il giorno.
Le dita battono sui tasti alla ricerca di nuove mete e sempre più spesso mi soffermo a leggere di questa terra che non ho mai avuto occasione di visitare. Mi sembra quasi di sentire il profumo antico e genuino dei suoi piatti tradizionali, di poter godere delle volute dei suoi edifici barocchi e svegliarmi alla mattina con il sole che si riflette sui trulli. Sui vostri blog ho letto tanto della Puglia, di come vi abbia catturato con i suoi paesaggi, i suoi sapori e la sua gente. E così alimento questo mio desiderio lanciandomi in una ricetta tipica, vista una sera su Gambero Rosso Channel e che mi ha rapito immediatamente per il suo sapore pieno e cremoso


PITTA LECCESE

IMG_5377


Ingredienti: 1100 gr di patate/ 5 grosse cipolle/ 100 gr di pecorino romano/3 scatolette di tonno sott'olio/500 gr di passata di pomodoro/ 1 uovo/ pan grattato/ olio evo/sale

Lavate e sbucciate le patate e mettetele a lessare in abbondante acqua leggermente salata. Una volta cotte, passatele con lo schiacciapatate in modo da ottenere una purea. Aggiungetevi l'uovo e il pecorino romano e lavorate con le mani fino a ottenere un composto liscio.
Nel frattempo sbucciate le cipolle e affettatele sottilmente, poi mettetele ad appassire in una larga padella con abbondante olio extra-vergine (la fiamma deve essere bassissima). Una volta appassite le cipolle unite la passata di pomodoro, salate leggermente, coprite con un coperchio e cuocete fino a che il sugo è stato completamente assorbito. Pochi minuti prima che le cipolle siano pronte aggiungete il tonno, scolato dall'olio di conservazione, e con un cucchiaio riducetelo a pezzi. Finite la cottura e tenete da parte.
Riprendete ora la purea di patate e imburrate una teglia spolverandola con poco pan grattato. Bagnatevi le mani con dell'acqua fredda, prelevate un po' di purea e appiattitela fra le mani. Mettetetela sul fondo della pirofila creando mano mano un primo strato di patate alto circa 1 centimetro e mezzo. Copritelo con le cipolle e il tonno. Ricopritelo con un altro strato di patate componendolo sempre con la purea appiattita fra le mani bagnate. Versate un paio di cucchiai d'olio sulla superficie della pitta e con il palmo della mano livellatela per bene. Spolverate con poco pangrattato e cuocete in forno già caldo a 180° per 30-40 min (la pitta deve colorirsi leggermente)

NB*: la ricetta originale prevede che al posto del tonno si uniscano alle cipolle un pugno di capperi e 250 gr di olive nere denocciolate, prima di versare la passata. Dato che la weazel detesta ambedue questi ingredienti ho trovato alcune versioni di pitta che prevedono l'utilizzo del tonno. Ora non vi resta che provare entrambe le versioni e decidere quella che preferite ;D

NB**: come dicevo la ricetta l'ho vista per la prima volta su Gambero Rosso Channel, ma non essendo riportate le dosi per preparare la pitta mi sono ispirata a questa ricetta

martedì 13 ottobre 2009

Gallina vecchia fa buon...tonno

Il brodo in casa mia è una faccenda seria. Ricordo enormi pentoloni fumanti, lasciati sul fuoco per ore e ore e poi messi a raffreddare in terrazza. Il vapore di quel liquido caldo e grasso saturava il piccolo ambiente, appannando i vetri. Le grandi chiazze dorate e viscose venivano rimosse con cura certosina a intervalli regolari, la garza ne catturava l'untuosità lasciando nella pentola un brodo sempre più chiaro e profumato. E io sentivo già nella memoria il suo sapore caldo e avvolgente, ne pregustavo il tocco morbido e delicato sul palato, immaginavo il gusto dei tortellini che ne avrebbero assorbito l'essenza. Ma come tutte le cose, il rito del brodo, aveva anche una parte poco piacevole. La sua preparazione significava infatti dover smaltire nei giorni seguenti la carne che l'aveva così sapientemente aromatizzato. E se per quanto riguardava il manzo lo stratagemma di affogarlo in ettolitri di salsa verde o senape riusciva a nasconderne la stopposità, quando toccava alla gallina, non c'era alcun modo per renderla gradevole. Per me era un supplizio mangiare quella carne sempre troppo filamentosa e con un vago retrogusto di cartone.Ma gli anni passano e può capitare, un giorno, di incappare nella soluzione che risolve ogni problema.

TONNO DI GALLINA

Tonno di Gallina
(ricetta originale su Sale&Pepe ottobre 2009)

Ingredienti: 1 gallina da un chilo pulita (la mia veniva direttamente dal contadino)/ una cipolla/ due carote/ 2 costole di sedano/ alloro/ salvia (io l'avevo solo secca, ma se l'avete usatela fresca)/ rosmarino/ bacche di ginepro/ 4 spicchi di aglio, pelati ma lasciati interi/ bacche di pepe rosa/ timo essiccato/ sale e pepe/ olio extra-vergine d'oliva q.b.

Sciacquate la gallina con cura sotto l'acqua corrente, sbucciate la cipolla, pelate le carote e lavate e spuntate le costole di sedano. Ponete la gallina e le verdure nella pentola a pressione* e copritele con 2 litri di acqua fredda, aggiungete una manciata di sale grosso e cuocete per 30 minuti da fischio.
Aprite la pentola a pressione dopo aver bagnato il coperchio con dell'acqua fredda e trasferite la gallina in una ciotola. Il brodo, una volta raffreddato e sgrassato, potete utilizzarlo come desiderate.
Una volta che la gallina si è freddata, privatela della pelle e spolpatela, tagliando la carne a pezzi piuttosto grandi. Lavate e asciugate le erbe aromatiche. In un barattolo di vetro da mezzo litro a chiusura ermetica fate uno strato con la carne di gallina, cercando si compattarla il più possibile. Ricoprite con le erbe aromatiche, le spezie, sale e pepe e procedete in questo modo fino ad aver terminato la carne. Aggiungete anche gli spicchi di aglio fra gli strati. Versate l'olio all'interno del vaso, in modo che ricopra la carne totalmente. Con le dita pressate la carne per far uscire eventuali bolle d'aria e chiudete il coperchio. Lasciate riposare il tonno di gallina per almeno due giorni in frigorifero. Si conserva a lungo (dopo 15 giorni è ancora buono)

*se non avete la pentola a pressione, mettete le verdure in una pentola con l'acqua fredda. Portate a ebollizione, salate e aggiungete la gallina. Cuocete, coperto, per circa 2 ore

Tonno di Gallina

Preparata in questo modo la gallina diventa ottima, perfetta per arricchire insalate o panini

mercoledì 30 settembre 2009

La ciccia

Qualche giorno Paoletta in questo post parlava di tagli e tipi di carne caduti un po' in disuso. Spesso è una questione di moda (il filetto è sicuramente più gettonato della trippa), a volte una questione di tempo di preparazione (la fettina di vitello si cuoce prima che un arrosto).
Io non sono una gran consumatrice di carne, se posso preferisco decisamente il pesce, ma ogni tanto la weazel carnivora vorrebbe affondare i denti in un bel pezzo succulento di ciccia. E così parte la spedizione dal macellaio di fiducia, dove sono sicura di trovare la qualità che desidero, carne proveniente da animali allevati come si deve senza utilizzo di antibiotici o mangimi che contengano sostanze chimiche. E davanti a una così splendida scelta mi viene voglia di sperimentare qualcosa di diverso dalla solita bistecca alla piastra. Così a volte nella busta della spesa finiscono cose un po' particolari...come una sella di coniglio.
Questo tipo di carne è piuttosto magra rispetto a quella di bovino e suino ed è molto più saporita del pollo. Nella mia famiglia il coniglio al sugo con le tigelle rappresenta uno di quei piatti della domenica in cui la nonna è la vera regina. Così volendo provare qualcosa di diverso, complice l'ultimo di Sale&Pepe ho preparato un arrosto. Il risultato è stato molto soddisfacente. Morbido e delicato con un ripieno saporito ma non invadente. La cottura è un po' lunga, ma la preparazione è piuttosto semplice, una ricetta da provare ve lo assicuro :) (la foto non rende per niente, sorry!)



SELLA DI CONIGLIO SPEZIATA AL LATTE

IMG_5255

(ricetta originale Sale&Pepe ottobre 2009)


Ingredienti: una sella di coniglio disossata/ 5 fette di prosciutto crudo San Daniele/ 10 pomodorini pachino secchi/ uno spicchio d'aglio/ mezza bustina di zafferano/ 40 gr di farina/ 40 gr di pan grattato/ una grattatina di noce moscata/un mazzetto di prezzemolo/ alloro/ una cipolla/ 1 litro di latte/ una noce di burro/ olio/ sale/ alcuni grani di pepe rosa

Rifilate la sella per darle una forma regolare, tenendo da parte i ritagli. Riducete quest'ultimi a bocconcini molto piccoli. Ricoprite l'interno della sella con il prosciutto e i ritagli del coniglio.

Mescolate la farina, il pan grattato e lo zafferano, unite anche la noce moscata e distribuitela all'interno della sella ricoprendo i ritagli di coniglio ridotti a bocconcini. Tritate il prezzemolo assieme ai pomodorini secchi e cospargeteli all'interno della sella. Salate, pepate e arrotolate. Legate l'arrosto con lo spago o gli appositi elastici e cospargete anche l'esterno con la miscela speziata rimasta.

Rosolate l'arrosto in una casseruola con il burro, l'aglio lasciato intero e la cipolla tritata e quando sarà ben dorato, bagnatelo con il latte. Unite i grani di pepe rosa, l'alloro, alzate la fiamma e portate a bollore. A questo punto coprite con un coperchio e trasferite la casseruola in forno già caldo a 140-150°. Cuocete per un'ora circa girando l'arrosto ogni quarto d'ora. Servite con il sugo di cottura frullato e leggermente addensato sulla fiamma


sabato 27 giugno 2009

Peperoni...e fa subito estate

Finalmente il sole ha bucato le nuvole. La pioggia è cessata e l'aria sa di pulito. Sembrava che l'estate non volesse più arrivare ma questo pomeriggio dorato fuga ogni dubbio. Domani magari sarà bello tutto il giorno, si potrà passeggiare fra i campi ancora umidi, guardare la campagna rigogliosa dove ormai il grano è maturo e le vacanze sembreranno ancora un pochino più vicine.

Intanto io metto il sole nei miei piatti, soddisfacendo la voglia di qualcosa di profumato e gustoso


POLLO E PEPERONI

IMG_4128

Ingredienti per 2 persone: 400 gr di petto di pollo/ mezza cipolla/ un peperone rosso e uno giallo non troppo grandi/ 1 cucchiaio di curry/ 1 cucchiaio di curcuma/ 1 cucchiaino di zenzero in polvere/ 1 limone biologico/ 1 cucchiaino di timo essiccato/ 10 foglie di menta/ un rametto di rosmarino/ prezzemolo qb

Tagliate il petto di pollo a striscioline. Lavate i peperoni, privateli del picciolo e dei semi e affettateli per il senso longitudinale. Affettate la cipolla e grattate la scorza del limone. In una padella piuttosto larga scaldate 3 cucchiai di olio e rosolatevi il pollo. Quando la carne è ben sigillata unite i peperoni, la scorza del limone e la cipolla, salate e cuocete a fiamma viva per un paio di minuti. Nel frattempo stemperate il curry, la curcuma e lo zenzero in un po' di acqua e poi versatele sul pollo e i peperoni, mescolate e coprite con un coperchio. Unite il succo di mezzo limone, abbassate la fiamma al minimo e cuocete per circa dieci minuti. Intanto lavate la menta, il rosmarino e il prezzemolo e sminuzzateli grossolanamente. Togliete il coperchio, aggiungete la menta, il rosmarino e il timo essiccato, mescolate bene e lasciate evaporare il liquido di cottura (ci vorranno circa 5 minuti). Impiattate e decorate con il prezzemolo fresco.

IMG_4127

mercoledì 24 giugno 2009

I need to go away....

E' estate ma il cielo è una coperta grigia e pesante. Squarci di un sole pallido rendono l'aria densa e umida. Conto i giorni che mi separano dalle vacanze, sembrano un'eternità. Ho bisogno di fuggire dalla quotidianità, di sentire parlare un'altra lingua, sconosciuta, senza capire il senso delle frasi, godendo solo della musicalità delle parole. Mi immagino il cielo portoghese che già una volta mi ha stregato con la sua profondità e mutevolezza.

Belem
(Torre di Belém, Lisbona)

Mi domando come sarà attraversare un paese che è ancora poco sviluppato, nei cui piccoli paesi le anziane vestono di nero e siedono davanti alla porta. In cui spesso per visitare una chiesa bisogna cercare il sacrestano perché apra le porte del tempio, una caccia al tesoro fatta di gesti per farsi comprendere.

Vecchietta e piccioni
(Alfama, Lisbona)

Queste immagini affiorano da ricordi non miei, si sono formate leggendo il diario di viaggio di chi in quella terra c'è nato, di chi, quella terra, la porta nel sangue e nel cuore.
Traccio le X rosse sul calendario e non vedo l'ora di trovarmi fra le montagne del Douro e le valli dell'Alentejo e magari soffermarmi sulle bianche spiagge dell'Algarve a osservare tramonti infuocati. Intanto conto i giorni e mi coccolo come posso

POLPETTINE DI PESCE

IMG_4110

Ingredienti per due persone: 400 gr di spinarolo/ un mazzetto di prezzemolo/ due fette di pan bauletto ai 5 cereali e soia/ un uovo/ un cucchiaino di curcuma/ la scorza di mezzo limone non trattato/un cucchiaino di timo/ una punta di cucchiaio di zenzero in polvere/ sale qb/ 2-3 cucchiai di pan grattato/ 15 pomodorini pachino/ mezza cipolla

Cuocete il pesce al vapore. Lasciatelo raffreddare e spinatelo (lo spinarolo ha una lisca centrale piuttosto grossa, quindi basterà incidere la polpa lungo la spina centrale e spingerla verso l'esterno). Tritate la polpa del pesce a coltello, il più finemente possibile e mettetelo in una ciotola. Tritate anche il prezzemolo e unitelo al pesce. Eliminate la crosta alle fette di pane e bagnatele brevemente in un goccio di latte. Strizzatele e unitele al pesce, assieme alle spezie e alla scorza del limone grattugiato. Aggiungete l'uovo, il sale, il pan grattato e impastate il tutto con le mani fino a ottenere un composto omogeneo, ma non troppo asciutto. Con le mani bagnate formate delle piccole polpette, passatele nella farina, e disponetele su un vassoio ricoperto di carta da forno. Mettete in frigorifero a riposare.
Nel frattempo lavate e tagliate a metà e pomodori. Stufate la cipolla tagliata a fettine in un goccio d'olio e quando sarà diventata trasparente unite le polpettine. Fate soffriggere per alcuni minuti, girandole di tanto in tanto molto delicatamente. Una volta che saranno ben sigillate sfumate con del vino bianco (io ho usato del Pignoletto). Fate evaporare e unite i pomodori. Coprite con un coperchio e cuocete per altri 10-15 minuti a fuoco medio, girando spesso le polpettine.

IMG_4109

mercoledì 10 giugno 2009

Profumi d'Oriente

Il mio primo approccio con la cucina etnica è avvenuto diversi anni fa, in un raffinato ristorante cinese del centro. Tovaglioli ripiegati a ventaglio, bacchette di bambù, mobilio in legno scuro laccato. Cameriere eteree che si spostavano silenziose da un tavolo all'altro, in uno svolazzo di raso e perfetti capelli lisci e neri. Il sapore salato e dolciastro della salsa di soia, il riso leggermente fritto, il connubio agrodolce della marinatura del maiale mi conquistarono.
A quella prima esperienza sono seguite nuove e interessante scoperte. L'amore per la cucina messicana, così sensualmente piccante, un'insana passione, soprattutto dal punto di vista economico per la cucina giapponese, in particolare per il sashimi e la salsa teryaki. I viaggi hanno poi alimentato questa curiosità. Le visite in paesi esteri si sono diventate occasione di ricerca della cucina locale, dei profumi e dei sapori dei mercati. Istanbul rimarrà per sempre legata al ricordo del dolce sapore delle spremute di melograno, la Croazia a quello deciso e agliato della carne alla griglia, la Thailandia ai curry piccanti, al pesce fresco mangiato in riva al mare e alla frutta così dolce da sembrare nettare.
Grazie a queste contaminazioni la mia cucina si è arricchita di spezie prima ignote, vasetti di polveri colorate che spesso fanno apparire la dispensa il ricettacolo di un alchimista. Ho scoperto che si può sostituire il sale con spezie che danno molto più carattere ai piatti e che giocando con gli aromi si possono trasformare anche le ricette più tradizionali in qualcosa di nuovo dal sapore vagamente esotico.

SPICY SPEZZATINO

IMG_4086

Ingredienti per 2 persone: 300 gr di spezzatino di vitello/ mezza cipolla/ 2 patate/ 300 gr di piselli sgranati/ 1 cucchiaio raso di curry/ 1 cucchiaio raso di curcuma/ 1 cucchiaino di zenzero in polvere/ un pizzico di cannella/ sale e pepe

Infarinate leggermente i pezzi di vitello. Lavate, sbucciate e tagliate a cubetti le patate.
Nella pentola a pressione fate soffriggere la cipolla con un goccio d’olio. Quando la cipolla è diventata trasparente, aggiungete lo spezzatino e cuocete per un paio di minuti, fino a quando la carne non è ben sigillata. Nel frattempo sciogliete le spezie in una tazza di acqua calda. Salate e pepate la carne, unite le patate, i piselli, e l’acqua con le spezie. Mescolate bene e fate insaporire per qualche minuto. A questo punto aggiungete nella pentola dell’acqua calda fino a coprire la carne e le verdure (se volete potete aggiungere anche del brodo). Chiudete la pentola a pressione e cuocete per 25/30 minuti dal fischio. Se una volta trascorso questo tempo il sugo di cottura dovesse risultare troppo liquido fate rapprendere sul fuoco vivo fino a che non avrà raggiunto la densità desiderata. Impiattate e decorate con prezzemolo fresco

IMG_4081

IMG_4083

Con estremo ritardo ringrazio Luca e Sabrina, che con la loro dolcezza mi hanno onorata con questi bei premi


martedì 19 maggio 2009

Cook&Book


Adesso i ciliegi sono in fiore. I petali fluttuano leggeri, nell'aria umida e profumata. Spirali rosa accarezzano le gambe nude delle ragazze, strette nelle loro divise scolastiche. I due ragazzi passeggiano, lei lo precede di alcuni passi. Tokyo pulsa, viva e frenetica, attorno a loro.
Toru guarda la schiena sottile di Naoko. Osserva la donna che ama camminare davanti a lui. Così vicina eppure irraggiungibile. E così l'attesa diventa quotidianità, la speranza dell'amore diviene il sentimento stesso. L'università, le amicizie, le altre ragazze diventano il contorno, la colonna sonora della sua vita, mentre il pensiero di Naoko è totalizzante.
Una prosa evocativa, ogni parola ispira un'immagine. La malinconia di ciò che potrebbe essere pervade tutto il racconto. L'amore è doloroso, ma necessario e inevitabile. Come la morte.

Norwegian Wood è un libro stupendo. Murakami sa rendere i suoi protagonisti vivi e dolorosamente reali. E concentra nel suo racconto temi come l'amicizia, l'amore, la malattia e la morte senza mai scadere nel dramma, senza mai eccedere.
E mentre sfoglio le ultime pagine, seduta al tavolo di cucina, osservo l'uomo della mia vita che cucina per me e mi sento immensamente fortunata

ABBACCHIO BRODETTATO

IMG_3986
(sale&pepe aprile 2009)

Ingredienti: 1,5 kg di pezzi di agnello/ mezza cipolla/ 50 gr di lardo/ mezzo bicchiere di vino bianco/ mezzo cucchiaio di farina/ 3 tuorli/ mezzo limone/ olio evo qb/ noce moscata qb/ sale e pepe qb
per la marinatura: olio evo/ succo di un limone/ menta e timo a piacere/ sale e pepe

Mettete i pezzi di agnello in una ciotola capiente. Nel mixer frullate gli ingredienti per la marinata e versate l'infusione sulla carne, massaggiandola in modo che il condimento si distribuisca uniformemente. Coprite la ciotola con una pellicola e lasciate riposare in frigorifero per una notte.
Scolate la carne dall'infusione. Tritate la cipolla con il lardo e soffriggete il battuto in un tegame con un filo di olio, poi rosolatevi la carne per qualche minuto. Bagnate con il vino alzando la fiamma per fare evaporare l'alcol, cospargete con la farina e mescolate. Salate, pepate e bagnate con un mestolo di acqua calda. Coprite e lasciate cuocere per 40 min.
Sbattete i tuorli con un pizzico di noce moscata e il succo del limone. Quando l'agnello è cotto , fuori dal fuoco, versateci sopra la crema di tuorli e mescolate. Rimettete sul fuoco a fiamma dolcissima fino a che l'uovo non inizia a rapprendersi.



martedì 14 aprile 2009

Profumi

Stamattina mi sono alzata e ho aperto la finestra. L'aria di primavera spingeva lievemente sui vetri. Odore salmastro nel vento, profumo di fiori e di vita nuova. La voglia di prolungare il fine settimana ancora di qualche giorno è forte. Il desiderio di prendere la macchina e imboccare l'autostrada che porta al mare diventa qualcosa di fisico che mi induce a sorseggiare il caffè direttamente sulla terrazza, lo sguardo rivolto verso est. Il sole è ormai alto e io rischio di essere in ritardo. Ma questa mattina è veramente troppo bella per affrettarsi. Ancora cinque minuti per sognare, ancora cinque minuti per ricordare il profumo di domenica, del pranzo in famiglia, delle

LINGUINE AL LIMONE E PEPE CON RAGU' DI AGNELLO

IMG_3865

Ingredienti per 4 persone: 500 gr di linguine al limone e pepe / un cosciotto di agnello di circa 600-700 gr / una piccola cipolla / una carota / una costa di sedano / 2 foglie di alloro/ un rametto di rosmarino/ un bicchiere di vino bianco / brodo vegetale qb /1 uovo /il succo di mezzo limone /100 gr di pecorino stagionato /prezzemolo qb

Disossate il cosciotto di agnello e tagliate la polpa in pezzi di circa due centimetri. Pulite la carota, la cipolla e il sedano e sminuzzateli finemente. Soffriggeteli poi in una padella, sufficientemente larga da contenere la carne d'agnello senza che si sovrapponga, con due cucchiai di olio e 30 grammi di burro. Dopo alcuni minuti aggiungete i pezzi di agnello, l'alloro e il rosmarino e lasciate cuocere mescolando spesso fino a che la carne non è ben sigillata (non devono vedersi parti rosee). Regolate di sale e sfumate con un bicchiere di vino bianco. Lasciate evaporare a fiamma alta. Una volta che il vino è sfumato aggiungete un mestolo di brodo, abbassate la fiamma al minimo e coprite la padella. Cuocete per circa tre ore e mezza, aggiungendo di tanto in tanto il brodo e spezzettando la carne con l'aiuto di una spatola di legno. Alla fine togliete le foglie di alloro e il rosmarino.
Una volta preparato il ragù portate a bollore l'acqua, salatela e cuocete le linguine. Nel frattempo in una ciotolina sbattete l'uovo con il succo di limone e il pecorino grattugiato. Colate la pasta al dente e fatela saltare con il ragù per circa un minuto. Spegnete il fuoco e aggiungete la crema di uovo, limone e pecorino, mescolando in modo che l'uovo non si coaguli troppo. Spolverizzate con il prezzemolo e servite ben caldo.

martedì 31 marzo 2009

Un'insalata per richiamare la primavera

La pioggia scende incessante sui vetri. Forma rivoli, mutevoli forme geometriche. Tutto è grigio, languidamente sonnolento.
Ho voglia di sole. Ho voglia di luce. Di togliermi strati di vestiti, di sentire il calore sulla pelle nuda. Ho voglia di rivedere il mare, lo specchio dorato sotto i raggi del mezzogiorno. Di godere della spiaggia vuota, non ancora invasa da schiere di ombrelloni e turisti. Di sentire la sabbia bagnata sotto i piedi scalzi. Di scavare pigramente cunicoli con la punta delle dita, mentre sdraiata osservo le nuvole rincorrersi all'orizzonte.
Ho voglia di sentire il profumo della primavera, quell'odore di terra ed erba appena tagliata. Di vedere le gemme brillare di un bel verde acceso, trasformarsi, diventare bocciolo, fiore.
Questa stagione si sta facendo desiderare, come un amante reticente, come una bambina dispettosa che gioca a nascondino.
E allora nell'attesa, inganno questo grigiore cercando di portare leggerezza e colore nei miei piatti. Una sorta di offerta, di richiamo per questa primavera capricciosa

INSALATA DI SALMONE AL MIELE

IMG_3711

Ingredienti per due persone: 2 tranci di salmone/ insalata mista a piacere (valeriana, radicchio, spinaci baby, lattughino) / 1 arancia grande/ 40 gr di pinoli
per il dressing: 1 cucchiaio abbondante di miele d'acacia (se non avete del miele d'acacia potete usare un qualsiasi miele fluido e delicato; vi sconsiglio invece quelli troppo decisi come quello di castagno)/ 2 cucchiai di olio delicato e leggermente fruttato (ligure o calabrese)/ 1 cucchiaio di limone/ 1 cm di radice di zenzero grattuggiata/ sale rosa dell'himalaya e pepe qb

Scaldate una padella e senza aggiungere grassi scottate i tranci di salmone (bastano pochi minuti per lato, la carne all'interno deve rimanere bella rosata). Togliete il pesce dal fuoco, eliminate la pelle esterna, l'osso centrale e le eventuali lische e tagliatelo a cubetti. Pelate l'arancia a vivo e tagliate anche questa a cubetti. Nella stessa padella in cui avete cotto il salmone fate tostare i pinoli, fino a che non diventano dorati. In una ciotolina emulsionate gli ingredienti per il dressing, sbattendo con una forchetta per alcuni minuti. In una ciotola disponete la misticanza, il salmone, l'arancia e i pinoli tostati e condite con l'emulsione di miele e olio

Con questa ricetta partecipo (sperando non sia già scaduta) alla ricetta di Susina


Un abbraccio speciale a Cielomiomarito e Luca&Sabrina che mi hanno fatto omaggio di questo bel premio.


A mia volta lo assegno a
Paoletta: perché per creare quei magnifici lievitati oltre che grande maestria ci vuole anche una geniale creatività
Onde99: amo il tuo modo di giocare con i colori e il tuo approccio creativo alla cucina francese
Virginia: ogni giorno riesci a stupirmi con le tue foto luminose e invitanti. Mi piace tantissimo come riesci a creare piatti straordinari utilizzando pochi e semplice ingredienti
Gio: perché la tua ironia e le tue analisi mi fanno riflettere sorridendo
LinkWithin Related Stories Widget for Blogs