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lunedì 12 settembre 2011

New Project

Apatia...apatia canaglia!!! Vorrei iniziare questa settimana sotto un altro mood. Non so se sia il tempo o il bisogno che quei benedetti giorni di ferie arrivino al più presto ma è qualche settimana che il mio umore è più ballerino di un danzatore di tip tap.
Detto ciò la smetto subito di lamentarmi, nuovo proposito del mese di settembre è di non trasformare il mio salottino in quello di uno di uno psichiatra, perciò sarà meglio che racconti di quello che di bello sto progettando in questo periodo. Dato che mi è piaciuto molto l'esperimento di fotografia che ho seguito per un mese (potete vedere lo sviluppo sotto il tag 31 days) e il fatto che mi abbia spronato a essere più creativa e a rendere questo spazio il più eclettico possibile mi è venuto in mente un altro progettino. L'idea è di postare a inizio settimana una sorta di tema a cui mi atterrò fino al venerdì successivo. Non è detto che posti tutti i giorni, anche perché diventerebbe troppo stressante e impegnativo ed è per questo che se vi va potrete aiutarmi anche voi lasciando un link nei commenti relativi appunto al tema di cui si sta parlando. A fine settimana se la cosa è piaciuta e avrò qualche immagine da aggiungere alle mie farò una carrellata di ciò che ho raccolto su queste pagine. Allora che ne dite giocate con me per un po'?

FIRST THEME : BREAD/PANE

TORTA DI PANE ALLE SPEZIE, UVETTA E CRANBERRIES


per uno stampo da 24 cm (la ricetta è un mix fra quelle trovate qui e qui)
  • 500 gr di pane raffermo
  • 500 ml di latte
  • 50 ml di nocino + 1 bicchierino di  cointreau 
  • 50-80 gr di burro fuso (io l'ho aggiunto per ammorbidire ulteriormente il pane perchè il mio era veramente molto secco)
  • 120-150 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di uvetta + 50 gr di canberries
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 3 uova piccole
  • cannella e vaniglia in polvere a piacere
Spezzare il pane e metterlo in ammollo con il latte e i liquori fino a che non avrà raggiunto la consistenza di una pappetta, mescolando spesso per facilitare l'operazione e aggiungendo mano mano il burro se è necessario. Unire le spezie, le uova leggermente sbattute, lo zucchero, l'uvetta, i cranberries e il lievito e mescolare energicamente fino a che gli ingredienti sono ben amalgamati. Trasferire il composto nello stampo precedentemente imburrato e infarinato e cuocere nel forno già caldo a 200°, in modalità statica, per 40-50 min. Trascorso questo tempo lasciar raffreddare completamente il dolce prima di toglierlo dallo stampo.

mercoledì 24 agosto 2011

Fughe mentali e the last day

DAY 30 - SELF-PORTRAIT

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Ci sono mattine che mi assale la voglia incontrollabile di bigiare. Sarà che in questi giorni il centro di Bologna di prima mattina è deserto, che l'aria non è ancora diventata insopportabilmente calda, che le colline sono proprio lì davanti a me a ricordarmi quei giorni lontani quando invece di andare a scuola si andava a Villa Ghigi a fare fuga, fatto sta che oggi avrei tanto voluto prendere una coperta, sdraiarmi sotto l'ombra di un albero, leggere un libro, guardare il cielo macchiato da qualche nuvola, magari sgranocchiando qualche tarallino fatto l'altra sera ;) .

CIAMBELLINE ALLA CIPOLLA
(ricetta originale La Pasta Madre)

ciambelline alla cipolla

Ingredienti per 50-60 ciambelline da circa 10 gr/2 cerchi da 5 e 3 cm ø
  • 220 gr di farina 0
  • 100 gr di acqua
  • 90 gr di pasta madre rinfrescata
  • 4 g di miele
  • 7 gr di sale (anche qualcosina di più)
  • 20 gr di olio extravergine di oliva
  • 90 gr di cipolla tropea (nella ricetta viene usata quella bianca)
  • 1 cucchiaino di origano essiccato
  • paprika dolce a piacere
Mettete la pasta madre nella ciotola della planetaria o in una ciotola capiente, aggiungete l'acqua tiepida e mescolando (se usate la planetaria utilizzate il gancio K e velocità 1) sciogliete il lievito. Aggiungete il miele, la farina, il sale e mescolate. Aggiungete l'olio emulsionato con un paio di cucchiai di acqua presi dal totale della ricetta, la cipolla finemente tritata, l'origano e iniziate a impastare (se usate la planetaria mantenete una velocità piuttosto bassa per poi aumentare quando l'impasto risulta già ben incordato). Lavorate fino a quando l'impasto risulta liscio e omogeneo. Formate una palla, coprite con la pellicola trasparente e lasciate riposare 2 ore lontano da correnti di aria, dopodichè sgonfiate l'impasto in modo da ottenere un rettangolo e fate una serie di pieghe di secondo tipo.
Lasciate riposare per 1 ora

variazione: dopo le pieghe era troppo tardi per procedere con la ricetta così ho messo l'impasto a lievitare in frigo per circa 24 h poi ho proceduto come da ricetta.

Formate una palla con l'impasto lievitato e spianatela con il mattarello fino a raggiungere lo spessore di 5 mm. Ritagliate gli anelli e adagiateli su due teglie rivestite di carta forno.

variazione: sempre per motivi di tempo invece di ritagliare gli anelli ho preso 10 gr circa di impasto e ho formato dei cordoncini che poi ho chiuso a cerchio; ho proceduto in questo modo fino alla fine dell'impasto

Coprite le teglie con della pellicola trasparente e lasciate lievitare 2-3 ore. Cuocete in modalità statica nel forno preriscaldato a 210° per 10-12 min o fino a che le ciambelline non risultano dorate. Sfornate e lasciate raffreddare su una griglia prima di servire. Si conservano in un contenitore a chiusura ermetica o in una scatola di latta.

martedì 26 aprile 2011

My Easter

I quadrati delle finestre incorniciano un cielo pumbleo. Qui seduta su questa sedia, ascoltando le lamentele incessanti, sopportando questo ronzio continuo e fastidioso cerco di aggrapparmi al ricordo lieve e confortante di questi ultimi giorni di vacanza.
Il chiacchiericcio degli amici radunati attorno allo stesso tavolo, sommerso da ogni ben di Dio. Il piacere dei raggi del sole, inaspettati, che accarezzano il viso, mentre sul terrazzo cerchiamo di riprenderci dopo il lauto pranzo.

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(la ricetta la trovate qui)

La domenica di Pasqua, passata come tradizione a casa dei miei genitori. Le uova decorate dalla mamma, tenui punti di colore che spezzano il candore della tovaglia. La morbidezza della colomba che si scioglie in bocca, assieme a un pezzettino di cioccolato fondente, peccato di gola a cui non so rinunciare. Poi di nuovo lunedì, via, lontano dalla città.

My creation
(la ricetta della colomba la trovate qui)

Gli Appennini Imolesi ci accolgono, sembra di entrare in un racconto di Tolkien tanto è brillante il verde dei prati e degli alberi. Il ristorante in cui mangiamo è una sorpresa, non solo per il cibo delizioso dalle contaminazioni tosco-romagnole, ma soprattutto per lo splendido luogo in cui si trova. Il caminetto in pietra all'esterno è un piccolo capolavoro fiabesco, con i vasi di fiori brillanti messi lì in bella mostra. Glicine ovunque, profumato e dal colore lilla così delicato che sembra un acquerello. La sera si conclude con a visione di Poetry, film delicato e toccante, l'ultimo bel ricordo di questi indimenticabili giorni.

sabato 20 febbraio 2010

Un grissino per S. Donato

Qualche giorno fa, prendendo appuntamento per una visita medica presso uno studio dove non ero mai stato, la segretaria mi ha detto “Lo studio si trova in Via Casciarolo, è un po’ difficile da trovare, adesso le spiego…” “No non ce ne è bisogno” l’ho interrotta io, “Conosco la zona…abitavo lì una volta…” Ieri sono arrivato molto in anticipo rispetto all’appuntamento, era una bellissima giornata e mi sono messo a camminare in quell’angolo del quartiere dove ho passato tutta la mia infanzia. La strada dove si trova lo studio medico è proprio dietro al palazzo dove abitavo. Venticinque anni fa al di là di quella stradina c’era un grandissimo campo incolto, regno incontrastato di topi e insetti. Adesso hanno costruito un supermercato, svariati palazzi con garage e parcheggi, e un bel giardino. La strada è ormai soffocata tra il vecchio e il nuovo. Una stretta striscia d’asfalto con addirittura un dosso rallentatore all’altezza del supermercato. Un tempo non c’era neanche il cartello col nome della strada. Mi sono venute in mente le mattine d’inverno in cui mia madre, che doveva correre a scuola, mi vestiva come Messner, con la cuffia col pom-pom, che io odiavo, e mi caricava in fretta sulla 126 parcheggiata nella stradina tutte buche, per portarmi all’asilo. Poi l’asfaltarono e mio padre mi ci portava per imparare ad andare in bici senza rotelle, tanto non ci passava mai nessuno. Era la strada che facevo tutte le mattine per andare alle Elementari, con la mia amica d’infanzia. La strada che passava davanti al portone di un mio amico che adesso non c’è più. Lì, nelle sere di Luglio, si impacchettava la macchina per andare in campeggio in giro per l’Europa. Mi sono messo a guardare i campanelli. Molti cognomi non ci sono più, ne ho riconosciuti solo alcuni. Forse il quartiere è migliorato, di certo è diventato un dormitorio e un luogo di lavoro. Negli anni 80 c’erano molte famiglie, c’era anche tanta piccola criminalità e tanta droga. Comunque a me piaceva di più allora perché era più vero e mi è venuta una gran malinconia ripensando ad un’età felice e spensierata, al mio caschetto troppo lungo che mi faceva scambiare per una bambina, ai miei giovani genitori, ai miei amichetti e alle loro famiglie, ai mobili di Padre Marella in mezzo alla strada, agli anziani che non capivano il mio nome perché era “forestiero”.

Arrivato a casa, ho deciso di consolarmi preparando una cosa che mi piaceva tantissimo da bambino e che piace a tutti i bambini, i grissini. Era la prima volta che provavo a farli e secondo me sono venuti proprio bene. Sono simili ai Torinesi che spariscono subito quando si aspetta che ti vengano a prendere l’ordinazione in Trattoria, ma naturalmente più buoni e fragranti. Mentre ne assaggiavo uno mi sono venuti alla mente altri ricordi, quasi tutti belli, della mia gioventù in S.Donato.

GRISSINI CON PASTA MADRE

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(ricetta originale di birabira)

Ingredienti: 250 gr di farina 00/105 gr di acqua/ 75 gr di pasta madre/25r g di olio/ mezzo cucchiaino di malto/ mezzo cucchiaino di sale/ semola per spolverare

Impastate gli ingredienti, facendo attenzione a non far entrare in contatto il sale col lievito, fino a ottenere un impasto liscio, elastico e non appiccicoso. Impastate per almeno dieci minuti, battendo la pasta con le mani durante il procedimento. A impasto avvenuto, formate un filone lungo e stretto dalla forma più' regolare possibile e adagiatelo su una placca da forno rivestita con carta da forno e spolverata di semola. A questo punto, spennellare il filone d'olio (anche sui lati) e spolverarlo nuovamente con la semola. Fate lievitare il filone, coperto con un foglio di pellicola per alimenti e uno strofinaccio di cotone o una copertina di lana, al riparo dalle correnti d'aria (io lo tengo nel forno spento con la luce di cortesia accesa) per circa 6 ore. Trascorse questo tempo o fino a che non si è raggiunti il raddoppio dell'impasto, accendete il forno a 200°.
Riprendere l'impasto e tagliare dei bastoncini (dal lato corto del filone) dello grandezza di circa un centimetro e allungarli fino alla lunghezza della teglia che li conterrà' per la cottura. Se vengono più' lunghi, tagliare l'eccedenza e cuocerla così com'è, perché non si può rimpastare. Disponeteli distanziati nella teglia, rivestita un nuovo foglio di carta forno e infornateli subito. Cuocete i grissini per circa 18-20 minuti (devono risultare dorati).

venerdì 12 febbraio 2010

La sincerità del pane

Eccomi qui, alla fine la weazel è stata convinta a scrivere il suo primo post. A Bologna continua a nevicare, a volte smette e dopo alcune ore comincia a cadere una pioggia gelida. Il sole si è fatto vivo solo Sabato ed è sempre freddissimo. La corsa all’aria aperta è quindi sospesa e sono obbligato ad allenarmi in palestra, come un criceto alienato. E’ un periodo brutto. Proprio brutto. Ovunque mi volti non c’è nulla di cui essere allegri. I giovani sono trattati malissimo e devono accettare di tutto per lavorare, molti genitori di miei amici, alla soglia della pensione, sono in cassa integrazione, la mia città non ha più un Sindaco e sarà commissariata per un anno, i nostri governanti continuano a sollazzarsi con i nostri soldi. Grigio il cielo, grigio l’umore, grigio il futuro della mia città e del mio Paese. Così, per non assecondare questa spirale depressiva sono tornato, dopo una latitanza di qualche anno, alla mia grande passione per la cucina. Al contrario di Fra, che ama sperimentare cose nuove, accettare le sfide di piatti e tecniche difficili, io sono un tradizionalista. La cucina è sempre stato un rifugio, un modo per esprimere il mio amore per le persone importanti. Secondo me non è un caso che i miei cavalli di battaglia siano preparazioni lunghe, dove ci vuole pazienza, attenzione, cura. Il ragù, i risotti, il brodo…sono cose semplici da cucinare ma ci vuole grande dedizione per farli eccellenti. Da quando in casa c’è il lievito madre ho scoperto che si può applicare lo stesso concetto al pane. Il pane è la cosa più povera e più vera che ci sia. Se ti prendi cura del tuo impasto, se sei paziente e rispetti i tempi di lievitazione, se lo osservi mentre è nel forno perché non si bruci, lui sarà buonissimo e sincero. E allora ho adottato il “blobbino” e sono diventato il panettiere di casa. Impasto. Aspetto. Impasto di nuovo. Aspetto. Faccio le forme, le pieghe. Aspetto. Scaldo il forno. Aspetto. Cuocio il pane. Alla fine lo tiro fuori, l’odore ha invaso la casa, il colore è perfetto. Mi sento meno triste, meno grigio, con un po’ più di speranza. Non sempre si aspetta invano.


PANE DEL RINFRESCO

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Procedimento

Fate un primo rinfresco unendo 300 gr di pasta madre a 300 gr di farina (di cui 200 gr di farina 00 e 100 gr di Manitoba) e 150 ml di acqua a temperatura ambiente.
Impastate fino ad avere un composto omogeneo che andrà fatto lievitare per circa 3 ore
Procedete poi a un nuovo rinfresco dell’ impasto ottenuto (saranno circa 700 gr di pasta) con altrettanta farina 00 e metà peso di acqua (circa 325 ml)
Passate l'impasto su una spianatoia infarinata e dategli la forma che preferite ( io ho ricavato due filoncini). Rivestite una leccarda con carta forno, cospargetela con un po’ di farina di grano duro e adagiatevi sopra le pagnotte. Fate lievitare per altre 5 ore circa o comunque fino al raddoppio. Infornate a forno preriscaldato a 200° per 10 min, poi abbassate a 180° e proseguite la cottura per altri 15 min circa. Dopo questo tempo estraete rapidamente la teglia dal forno, sostituendola con la griglia e rimettete dentro il pane (questo serve a non farlo bruciare sotto). A questo punto calcolate altri 15 min di cui gli ultimi 5 col grill per farlo colorare ( le pagnotte dovranno apparire leggermente dorate e se picchiettate bussare a vuoto). I tempi sono indicativi e variano da forno a forno.

Le proporzioni degli ingredienti sono sempre le stesse: 300 gr del peso di pasta madre, 300 gr del peso di farina, 150 ml di acqua

lunedì 18 gennaio 2010

Il profumo della mia domenica

Era da un sacco di tempo che non giocavo con il mio blobbino. Era rimasto a dormire tristemente nel frigorifero, come un piccolo orso polare in letargo. Ma questa domenica ho deciso di mettere nuovamente le mani in pasta, complice un incursione dal mio spaccino di fiducia di granaglie e farine, da cui è saltata fuori un profumatissima farina integrale toscana, bella ruvida e corposa. Volevo realizzare un pane abbastanza rustico e saporito, ideala da accompagnare a della marmellata di arance, un po' acidula ma allo stesso tempo zuccherina, ma anche splendido abbinato a qualche fetta di spek, cetrilolini e formaggio morbido tipo brie

E così è nato questa pagnotta, davvero molto gustosa, l'unica piccola pecca è l'alveolatura che vorrei riuscire a rendere più ampia. Magari la prossima volta al posto della farina 00, userò la manitoba, per dare maggiore aria all'impasto. Il risultato è una pagnotta croccante che rivela un interno molto soffice e umido.


PANE SEMINTEGRALE

pane semintegrale


Ingredienti: 200 gr di farnia integrale di ottima qualità/ 200 gr di farina 00/ 100 gr di pasta madre rinfrescata/ 2 cucchiai di olio extravergine di oliva/ 200 gr di acqua tiepida/ 2 cucchiaini di sale

Nella ciotola dell'impastatrice o in una ciotola capiente unire le due farine e il sale. In un altra ciotola diluire la pasta madre con l'acqua tiepida. Unire la pasta madre diluita, l'olio extravergine di oliva alle farine e iniziare a impastare a bassa velocità. Impastare fino a che l'impasto non raggiunge la giusta incordatura. Se usate l'impastatrice l'impasto deve staccarsi naturalmente dalle pareti della ciotola. Ad ogni modo l'impasto deve risultare liscio ed elastico. Formate una palla e lasciate lievitare, coperto da pellicola alimentare, in un luogo tiepido per almeno otto ore

io tengo l'impasto nel forno spento con la luce di cortesia accesa durante l'inverno

Dopo questa prima levitazione, riprendete l'impasto, dategli le pieghe del secondo tipo e lasciateloo lievitare nuovamente fino al raddoppio (circa 4 ore). Formate una palla, incidetela a croce con un coltello affilato e lasciatela raddoppiare. Cuocete a forno statico e preriscaldato a 190° per circa 35/40 minuti (picchiando il fondo del pane il suono deve risultare vuoto). Lasciate riposare su una griglia per almeno 3 ore prima di affettare


pane semintegrale

venerdì 18 dicembre 2009

Quiet

E' freddissimo. Sui tetti la neve caduta nei giorni scorsi splende bianca contro un cielo color zucchero filato. Vorrei poter stare tutto il giorno sotto le coperte, una buona tazza di tè e un bel libro come compagni, e invece ho un sacco di cose da fare! Al lavoro si è scatenato l'inferno e alla sera torno a casa con l'unico desiderio di accoccolarmi sul fianco della weazel e farmi fare tantissimi grattini. Ho voglia di tranquillità, di cose semplici, di profumo di biscotti e risate in compagnia degli amici. E cosa c'è di meglio per rilassarsi che impastare. Gli ingredienti che si mescolano perfettamente, l'impasto liscio ed elastico. L'attesa davanti al forno, mentre il pane cresce e si forma quella crosticcina che sai già sarà una meraviglia addentarla. E poi quel profumo travolgente che invade tutta la casa. Queste ciabattine sono davvero la fine del mondo, croccanti fuori e con un'alveolatura interna incredibile. Provare per credere ;)



CIABATTINE

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Ingredienti: 300 gr di acqua/ 1 cucchiaino di zucchero/ 1 cucchiaino di malto / 75 gr di pasta madre rinfrescata/ 500 gr di farina manitoba/ 10 gr di sale
Versate sulla spianatoia la farina a fontanta. In una ciotola sciogliete la pasta madre in 200 gr di acqua (in inverno io la faccio intiepidire per 20 secondi in forno a micronde). Versate la pasta madre al centro della fontana, unite lo zucchero, il malto e il sale e iniziate a impastare, aggiungendo l'acqua rimanenente poco per volta fino a ottenere un impasto elastico e liscio. Mettere l'impasto in una ciotola, coptrite con un panno di cotone inumidito e lasciate lievitare per 12 ore nel forno spento.
Sgonfiate l'impasto, lavoratelo brevemente, dividetelo in tre parti dello stesso peso dello stesso peso e formate dei filoncini. Mettete i filoni su una leccarda rivestita di carta forno e lasciate lievitare per circa 2 ore.
Riprendete i filoni, piegate le due estremità verso il centro e rimetteteli lievitare per un'altra ora coprendoli con carta forno inumidita. Spolverateli con farina di grano duro e cuoceteli in forno preriscaldato a 220° per 15 minuti e per altri 20 minuti a 180°

venerdì 16 ottobre 2009

World Bread Day

Per me entrare in panetteria è sempre stata una gioia. Quel profumo inconfondibile e avvolgente ha il potere di rasserenarmi. Ricordo che quando il sabato mattina andavo a fare la spesa con i miei genitori il momento più bello era la fermata al panificio, quelle forme ancora calde e fragranti, la crosta che si spezzava con un suono inconfondibile, le dita che scavavano la mollica così morbida che si scioglieva in bocca, lasciando un retrogusto stupendamente zuccherino. Il rischio di arrivare a casa con il sacchetto praticamente vuoto era altissimo.
Adesso da qualche tempo ho scoperto il piacere di fare il pane in casa. Questo è stato il dono più bello che questo mio salotto virtuale mi ha regalato. Incantata dalla maestria di alcune di voi, dai vostri tentativi ed esperimenti, mi sono lasciata travolgere dalla magia di avere "le mani in pasta". Poi un giorno, dentro un pacchettino spedito dalla dolcissima Anto, è arrivata LEI. La pasta madre, un blobbino vispo e arzillo, e bisognoso di cure. Da quel momento la mia curiosità è a dir poco lievitata :D e ormai rinfreschi e panificazione sono diventati riti settimanali che hanno coinvolto persino la weazel. E non c'è momento più bello di quello in cui incollata al vetro del forno osservo il mio nuovo pane crescere, chiedendomi se l'interno sarà sufficientemente alveolato e la superficie abbastanza croccante.
E' proprio per questa sensazione di creare ogni volta qualche cosa di nuovo e irripetibile che oggi sono molto felice di partecipare al

world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)

FOUGASSE

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Ingredienti: 400 gr di farina manitoba + 100 di farina 0/ 300 ml di acqua tiepida/ 200 gr di pasta madre rinfrescata/ 1 cucchiaio abbondante di miele di castagno/ 1 cucchiaino di sale/ olio di oliva qb

In una ciotola formate la fontana con le farine. Sciogliete la pasta madre in circa metà dell'acqua e versate il tutto nel centro della fontana. Incorporate la farina al liquido con un cucchiaio inizialmente, poi iniziate a impastare a mano versando lentamente l'acqua rimanente. Aggiungete anche il miele e quando l'impasto ha già preso una certa trama unite anche il sale. Continuate a impastare per circa 15 min. Inizialmente il composto risulta abbastanza colloso, ma non aggiungete altra farina, impastando diventerà sempre più elastico e meno appiccicoso.
Ungete abbondantemente con l'olio di oliva una ciotola, date la forma di una palla all'impasto, trasferitelo all'interno della ciotola, coprite con la pellicola da cucina e mettete a lievitare fino al raddoppio in un luogo tiepido (ci vorranno almeno 3 ore).
Trascorso questo tempo, mettete l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e lavoratelo energicamente, in modo da sgonfiarlo bene. Foderate due leccarde di carta forno e infarinatele bene. Dividete in due l'impasto e allargate con le mani entrambe i pezzi fino a ottenere due dischi oblunghi. Con un coltello affilato incideteli in modo da replicare le venature di una foglia (io ho seguito questo tutorial).


Spolverate la superfice delle fougasse con della semola, coprite con un panno e lasciate lievitare ancora per circa 1 ora e mezza.
Preriscaldate il forno a 220°. Trascorso il tempo di lievitazione, spennellate le fougasse con l'olio d'oliva e insaporitele con i semi o gli odori che preferite (io ho usato i semi di papavero, ma vanno altrettanto bene quelli di sesamo o degli aghi di rosmarino tritati).
Infornate le fougasse e cuocete per circa 20 minuti, devono dorarsi leggermente.

Risulta un pane molto croccante fuori ma con un interno morbido e dall'aspetto molto scenografico. Non si conserva a lungo, ma riscaldandolo in forno riacquista parte della sua fragranza. La ricetta l'ho sicuramente trovata su un blog ma non ricordo quale; se il legittimo propietario dovesse riconoscerla me lo dica, sarò felicissima di indicare il link

mercoledì 7 ottobre 2009

My Jewish Part

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San Francisco è un ricordo geometrico nella mente. Lo skyline, una successione di parallelepipedi e piramidi fatti di vetro e acciaio che assorbono la luce infuocata del tramonto, mentre nella baia le vele spiegate delle barche sembrano gabbiani intenti a ritornare al nido. Le strade si srotolano in una scacchiera sinusoidale, più in basso la linea netta del Fisherman's Wharf dai cui salgono i vapori dei ristoranti che vendono la zuppa di granchio.

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San Francisco è il profumo speziato di China Town, i festoni multicolor attaccati ai fili elettrici in ricordo dell'appena trascorso capodanno, i negozi bui e vagamente inquietanti con le vetrine polverose colme di vasi di vetro dal misterioso contenuto.

San Francisco sono le case vittoriane di Russian Hill, dai colori pastello e le tende immacolate alle finestre, l'Opera House con il cartellone de I Pagliacci, le luci dorate che illuminano tuxedo e abiti da sera.


San Francisco è il cibo kosher mangiato nella sala addobbata a festa di un grande hotel, è il profumo acre delle candele in sinagoga, è vedere la weazel con la kippah e suo padre cantare in yiddish, è conoscere la sua famiglia americana riunita per il Bar Mitzwa di sua cugina, nomi e volti da ricordare, il mio inglese stentato che mi ha permesso di osservare con più attenzione quel nuovo mondo che mi danzava attorno.
San Francisco è un ricordo prezioso, di cui a volte mi assale una profonda nostalgia. San Francisco è i chocolate chip cookies mangiati sul divano guardando gli scoiattoli che giocano sugli alberi in giardino, è la steak che si caramella nella soia in forno, i galloni di latte in un frigorifero grande come una cabina armadio, è il suono della crosta della kallah che si spezza la sera dello shabbath

KALLAH

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ingredienti per il poolish: 125 gr di farina 0/ 125 gr di acqua/ 67 gr di pasta madre liquida proveniente da un doppio rinfresco consecutivo

ingredienti per la kallah: 40 gr di olio di semi/ 45 gr di miele di arancio (io usato del miele d'acacia)/ 2 uova grandi/ 10 gr di sale/ 375 gr di farina 0/ 1 uovo e semi di sesamo per la superficie

Procedimento
Dopo aver rinfrescato la pasta madre liquida per due volte consecutive, prelevatene 67 gr e in una ciotola mescolateli a 125 gr di farina 0 e a 125 gr di acqua. Coprite il poolish con della pellicola da cucina e lasciate lievitare in un luogo riparato per una notte intera
La mattina successiva trasferite il poolish, che nel frattempo avrà assunto una consistenza quasi spumosa, in una ciotola più ampia. Unite la farina e l'acqua e iniziate a impastare, prima con un cucchiaio e poi a mano. Aggiungete il sale e le uova e per ultimo l'olio. Lavorate l'impasto a lungo, deve risultare piuttosto soffice ed elastico ma non appiccicoso (se fosse necessario potete aggiungere un po' di acqua). A questo punto coprite l'impasto con una pellicola, rimettetelo in una ciotola e ponetela nel forno spento. Lasciate lievitare fino al raddoppio (circa 6 ore). A metà di questa lievitazione, riprendete l'impasto, sgonfiatelo, fate le pieghe del secondo tipo e rimettete a lievitare.Trascorse le sei ore mettete l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato, dividetelo in sei parti uguali e formate dei cordoncini della stessa lunghezza. Disponeteli paralleli fra loro e seguendo questo tutorial formate la treccia.


Mettete la kallah su una teglia rivestita da carta da forno, copritela con un panno umido e lasciate lievitare fino a che è raddoppiata di volume. Sbattete l'uovo in una ciotolina, diluitelo con un goccio d'acqua e spennellatelo sulla superficie della kallah. Inumidite un dito nell'uovo, passatelo nei semi di sesamo e decorate con questi le varie sezioni della treccia.Infornate in forno fià caldo a 190° per circa 30-35 minuti.

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Il risultato è un pane morbido e profumato, molto adatto per la colazione. Si conserva per un paio di giorni, se però prevedete di non finirlo si può tranquillamente congelare tagliato a fette

Ringrazio Izn per i suoi fantastici post sulla pasta madre!

mercoledì 5 agosto 2009

Come trasformare il blob in una crema disciplinata

Adoro la mia pasta madre. Però questo blobbino è una creatura piuttosto vivace e arzilla. Spesso la ritrovo a scorrazzare allegramente per il frigorifero, incurante del fatto di essere stata rinchiusa accuratamente dentro un barattolo. Ho provato a minacciarla, dicendole che avrei iniziato a tenerla a stecchetto, niente più farina e acqua a farla ingrassare. Ma quella niente, ha fatto orecchie da mercante e nonostante le due settimane di dieta forzata causa vacanze al primo rinfresco a ricominciato a gonfiarsi e a invadere i ripiani del frigorifero. In più, sarà il caldo che non invoglia ad accendere il forno, l'idea malsana di trascorrere parte delle domeniche a mettere in ordine casa o la voglia di cibi più leggeri che riduce il nostro consumo di pane, ma ogni settimana mi ritrovo con un quantitativo di blobbino sempre più esorbitante che mi vedo costretta a buttare via. Così quando sono incappata nell'esperimento di Izn per trasformare la pasta madre in una cremina meno bisognosa di attenzione e molto più educata ho deciso di provare. Il procedimento è un po' lungo, ma molto facile da seguire e il risultato mi è sembrato molto soddisfacente. Per comodità vi riporto qui i vari passaggi, ma se volete potete andare anche a sbirciare qui

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Utilizzate farina 0 per i vari rinfreschi. Occorreranno 5 passaggi per passare a un'idratazione del 50% a una al 100%, che andranno ripetuti ogni 8 ore (6 ore se li fate in questo periodo molto caldo, di cui 3 in frigo e tre fuori)

primo passaggio:
Prendete 100 grammi di pasta madre e mescolateli con 100 grammi di farina 0 e 60 grammi d’acqua. Mettete nel solito vasetto e lasciate fermentare otto ore.

secondo passaggio:
Prendete 100 grammi della pasta madre (un po’ meno solida) ottenuta. aggiungete di nuovo 100 grammi di farina 0 e 70 grammi d’acqua. Solito vasetto, solite ore.

terzo passaggio:
Prendete 100 grammi di pasta madre e aggiungete altri 100 grammi di farina 0 e 80 grammi d’acqua. Solito vasetto, solite ore.

quarto passaggio:
100 grammi di pasta madre, 100 grammi di farina 0, 90 grammi d’acqua. Solito vasetto, solite ore.

quinto passaggio:
100 grammi pasta madre, 100 grammi farina, 100 grammi acqua. Solito vasetto, solite ore.

Per i primi passaggi la consistenza dell'impasto sarà ancora solida e quindi vi toccherà impastare i vari ingredienti, mentre per i successivi basterà amalgamarli con l'aiuto di un cucchiaio. Per quanto riguarda i tempi di attesa fra un passaggio e l'altro io non sono riuscita a essere precisissima, ma ciò non ha inficiato il risultato. Alla fine otterrete un impasto cremoso, sulla cui superficie si formeranno numerose bollicine. Si conserva in frigo in un barattolo di vetro e va rinfrescata circa una volta ogni mese e mezzo e con particolari accorgimenti anche ogni tre mesi (facendo due rinfreschi consecutivi una volta al mese - cioè rinfrescate, lasciate fermentare otto ore, poi rinfrescate di nuovo, aspettate 3 o 4 ore per far ricominciare la fermentazione senza farla completare e poi rimettete in frigo). Inoltre per rinfrescarlo non è necessaria l’impastatrice ma bastano 4 minuti di fruste elettriche.
E ora non resta che provare a utilizzarla ricordandosi che il quantitativo da usare rispetto al peso della farina utilizzata per preparare il pane deve essere pari al 10% (10 gr di pasta madre liquida per 100 gr di farina)

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E ora vi torturo un altro po' con un meme che mi ha passato la dolcissima Ester. Raccontare 10 cose di me...mumble, mumble...allora vediamo un po':
1) mi piace addormentarmi sul divano, soprattutto se qualcuno mi sta facendo i grattini
2) tendo a usare il forno in modo maniacale. Lo accendo anche con 50° all'ombra, incurante degli improperi della weazel
3) ho una passione per i bracciali, in particolare quelli d'argento molto lavorati. E' praticamente l'unico tipo di gioiello che indosso
4) vengo attirata in modo incontrollabile dalle felpe della weazel. Nonostante ne possegga un numero cospicuo trovo che le sue mi stiano molto meglio ;P
5) mi mangio le unghie
6) vorrei tanto comprarmi un micio
7) ho una miriade di quaderni, block notes, diari dove appunto quello che mi passa per la testa, gli appuntamenti o cose che voglio ricordare
8) in Portogallo mi sono fatta fare una treccina viola fra i capelli in un mercatino hippy. La adoro
9) a fine estate vorrei farmi il secondo tatuaggio
10) ho il passo leggerissimo e spesso entro nelle stanze senza essere sentita. Da quando conviviamo, per non far morire di infarto la weazel annuncio la mia presenza tossicchiando o saltellando come un coniglio.

Passo il testimone a Enza, Gio, Alex e Francesca

mercoledì 25 marzo 2009

Pane e ancora pane

Vi ho già parlato della mia passione per la panificazione. Ormai fare il pane è diventato il rito del week end. Amo quel fantastico odore che pervade tutta la casa, riempendomi di quella gioia infantile che mi assale ogni volta che passo daventi a una panetteria. Da quando poi Anto mi ha regalato un pezzo del suo arzillissimo lievito madre il piacere di mettere le mani in pasta è cresciuto esponenzialmente. Il primo approccio col blobbino non è stato dei migliori. Oltre ad avermi più volte invaso il frigofero dopo essere riuscito a divelgere il tappo del barattolo dove l'avevo amorevolmente riposto, il pane risultava sempre un po' acido e troppo compatto. Ma con l'andare del tempo il nostro rapporto è diventato amore incondizionato. E l'ultimo esperimento è stato davvero eccezionale. A detta della weazel il miglior pane che abbia mai fatto.
Ora vorrei provare a cimentarmi in qualche dolcino tipo questo e magari qualche grissino

PANE AI SETTE CEREALI

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Ingredienti: 550 gr circa di farina ai sette cereali Molino Spadoni/ 100 gr di pasta madre/ 280 gr di acqua a temperatura ambiente

Dopo aver rinfrescato la pasta madre, prelevatene 100 gr e mettetela a bagno nell'acqua con un cucchiaino di zucchero per circa 20 min. In questo modo perde gran parte della sua acidità (stratagemma mutuato dalla mitica mucca pazza). Trascorso questo tempo unite 500 gr di farina e cominciate a impastare con l'aiuto di un cucchiaio. Trasferite il composto sulla spianatoia e se risulta molto appiccicoso unite la restante farina (l'impasto rimane comunque abbastanza colloso, quindi non aggiungetene troppa) Impastate per circa un quarto d'ora, poi trasferite l'impasto in una ciotola, coprite con un panno e lasciate lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio (io lascio lievitare per tutta la notte, nel forno spento). Sgonfiate l'impasto, lavoratelo brevente e fate le pieghe del secondo tipo per due volte. Lasciate lievitare per altri 40 minuti. Sgonfiate nuovamente l'impasto e suddividetelo in sei parti della stessa dimensione. Ungete uno stampo da plum cake con dell'olio d'oliva e sistemate i pezzi di impasto affiancandoli a due a due (grazie Alex). Pennellate la superficie dell'impasto con un po' di olio e coprite con un panno. Lasciate lievitare per almeno 4 ore. Preriscaldate il forno a 220° (statico) e infornate il pane. Dopo 10 minuti abbassate la temperatura a 180° e cuocete per altri 30 minuti

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lunedì 16 marzo 2009

Profumo di Pane

Fa caldo al paese. Il sole d'agosto incendia le pietre delle case, arroventa l'acciottolato delle strade. Lei scosta una ciocca nera dalla fronte. Goccioline di sudore le evaporano lungo la schiena mentre nella penombra della cucina impasta il pane. I bambini sono fuori, al fiume, a giocare. E lei ha cominciato la sua danza personale. Le dita si muovono veloci, sicure. Pizzicano, tirano, affondano, instancabili. Sbuffi di semola le truccano il viso abbronzato, come quelle bambole che aveva visto a Napoli in viaggio di nozze. I movimenti si fanno più lenti, la prima pagnotta è pronta. Un soffice cuscino inciso a croce, amorevolmente posto sotto al panno di lana. Ora tocca al pane per la vicina. L'uso del forno in cambio di un pezzo di croccante paradiso. La danza riprende, una lama di luce polverosa illumina il tavolo, le mani volteggiano, ballerine sul palcoscenico.
Il lavoro è finito. Le pagnotte sono state riposte nel cesto. Lei si guarda nel piccolo specchio dell'ingresso. Le decorazioni in ferro battuto incorniciano il volto fiero, il naso dritto, gli occhi grandi e neri. Lei si avvolge il fazzoletto attorno al capo, i ricci spariscono sotto la stoffa a fiori. Poi esce nel vento caldo che le avvolge le gambe nude come calze di seta, la cesta sotto il braccio. Ci sarà tempo per un caffè e qualche chiacchiera, pensa avviandosi su per le stradine strette e roventi. Nell'aria profumo di fichi d'india, di polvere, di estate a cui presto si unirà quello del pane appena cotto

PANE INTEGRALE

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Ingredienti: 500 gr di farina integrale/ 250 gr di manitoba/ 150 di pasta madre/ 50 gr di fiocchi d'avena/ 200 gr di latte/ 200 gr di acqua/ 2 cucchiai di olio

Mettete a bagno la pasta madre in 150 gr di acqua a temperatura ambiente e aggiungete un cucchiaino di zucchero. Lasciate in ammollo per circa 20 minuti. Trascorso questo tempo, unite in una ciotola, la pasta madre con l'acqua d'ammollo, i restanti 50 gr di acqua, il latte e le due farine. Mescolate con una forchetta per amalgamare gli ingredienti, quindi unite i fiocchi d'avena e l'olio. Impastate per qualche minuto, poi trasferite su di un piano di lavoro leggermente infarinato e continuate a lavorare la pasta per circa 15 minuti, fino a quando l'impasto non risulta sodo ed elastico. Formate una palla e mettetela a lievitare per 4/6 ore dentro a una ciotola coperta con un panno (l'impasto deve raddoppiare). A questo punto prendete l'impasto, sgonfiatelo e dividetelo in due parti. Lavoratele brevemente e poi fate per entrambe le pagnotte le pieghe del secondo tipo, belle strette e per due volte consecutive. Lasciate riposare per 40 minuti. A questo punto sgonfiate nuovamente l'impasto e formate i filoncini (io stendo solitamente l'impasto con le dita fino a formare un rettangolo che poi arrotolo sul lato corto). Incidete la superficie con la punta di un coltello, riponete su una teglia rivestita di carta forno e lasciate lievitare nuovamente, coperti da un panno per altre due ore. Riscaldate a 200° il forno (non ventilato) e trascorse le due ore infornate i filoncini. Dopo 10 minuti abbassate la temperatura a 180° e cuocete per altri trenta minuti.

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Questo pane è molto fragrante. Ideale da mangiare a colazione con burro e marmellata o da accompagnare con burro salato e salmone

BUON LUNEDI' A TUTTI

venerdì 23 gennaio 2009

Ancora Toscana!

Sta per concludersi la terza settimana di allenamento. Un quarto di programma volato via. Poco più di due mesi alla maratona. 155 chilometri. Mi sto rendendo conto che la corsa spesso diventa un gioco matematico. Controlli la velocità, la distanza percorsa, stimi in quanto arriverai al prossimo chilometro, quanta strada farai entro la fine di Pink...Numeri che tengono impegnata la mente, che fanno sentire meno la fatica, che ti traghettano fino alla fine. Mi sto divertendo. Mi sto impegnando. Alla sera sono distrutta, ma il pensiero del giorno della gara, di tutta la gente che correrà con me, della gioia (speriamo!) di tagliare il traguardo e dirmi Ce l'ho fatta, mi da una grandissima forza. Domani è sabato: riposo. Domenica 25 chilometri. Spero non sia troppo freddo. Sento che il cerotto di Voltadol si tende sulla tibia. Oggi c'è il sole, stasera si corre. Io sorrido

Un grazie di cuore a Mara che mi ha passato questo meme-premio. Le regole:



1) scrivere 8 cose che ci prefiggiamo di fare nel 2009
2) nominare 8 blog che dovranno fare altrettanto
E i miei propositi:
*volermi molto più bene, perchè solo in questo modo posso sperare di essere una persona migliore
*approfondire le miei passioni, perchè mi arricchiscono e mi danno gioia
*essere meno ansiosa per non perdere di vista la giusta dimensione delle cose
*correre una maratona :D
*viaggiare il più possibile, perchè vedere il mondo e conoscere altre culture permette di comprendere meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo
*ridere di più, perchè ogni anno lo faccio meno
*andare più al cinema con la weazel perchè è una delle cose che amiamo fare insieme
*vedere più spesso i miei amici, loro sono la mia forza.

Assegno questo compitino a Vaniglia, Pasadena, Cielomiomarito, Sara, Tinuccia, Virginia, Camalyca, e Anja.
Un bacio grandissimo anche a Ester che invece mi regala questo premio



Infine un grazie speciale a Anto e Paoletta che hanno reso possibile la realizzazione di questo strabiliante pane!

PANE TOSCANO

Pane Toscano

Dopo avere rinfrescato bene la pasta madre (almeno 2/3 volte) ne ho prelevata 125gr e l'ho messa in ammollo con 425 ml circa di acqua e un cucchiaimo di zucchero per 20 min, in modo da farle perdere l'acidità. Poi ho impastato 750 gr di manitoba con l'acqua e la pasta madre per circa una decina di minuti, fino a quando l'impasto non è bello morbido ed elastico. Fate lievitare in luogo caldo fino al raddoppio (in questa stagione ci vogliono circa 6 ore).
Trascorso il tempo di lievitazione ho ripreso l'impasto, l'ho sgonfiato e l'ho diviso in due parti. Ho fatto le pieghe del secondo alle due pagnotte per due volte e le ho poi lasciate riposare coperte da un canovaccio per circa15/20 min.
Ho ripreso l'impasto e ne ho fatto due filoncini utilizzando la tecnica dei pollici
Qui il video (fermatevi prima di formare la palla e deponete i filoncini con la chiusura verso il basso).
Ho infarinato leggermente i filoncini, , posati su una teglia coperta di carta forno, coperti da un telo, e fatti lievitare ancora 1 ora e 45 minuti.
Nel frattempo ho portato il forno a 220°e ho abbassato subito a 200° non appena infornato i filoncini, ho cotto a questa temperatura per 10 minuti, poi abbassato di nuovo a 180° per 40 minuti circa.
Poi li ho messi di lato appoggiati alle pareti del forno e lasciati raffreddare a forno semiaperto e spento.

martedì 16 dicembre 2008

Favola di Natale

C'era una volta una piccola fiammiferaia....mmmm mi sa che l'ha già scritta qualcuno.....
C'era una volta un principe e un povero....anche questa mi suona familiare....
C'era una volta un vecchio avaro....mannaggia anche questa è nota.
Dai riproviamo: C'era una volta una bambina, con occhi grandi e scuri e mani piccole e sottili. La bambina viveva in un paese lontano lontano, in un palazzo alto e antico. Aveva un animaletto da compagnia di indefinibile razza che amava più di ogni cosa al mondo. Ogni mattina la bambina si svegliava che faceva ancora buio, si avvoltolava nella sua gigantesca sciarpa di lana e si avventurava per le fredde strade della città. Nel periodo natalizio le lucine degli addobbi creavano complicate geometrie sul suo faccino pallido. La bambina ogni mattina si recava in un luogo buio e freddo, che in quel periodo dell'anno diventava ancora più buio e freddo. Si destreggiava fra aliti mefitici, arteriosclerosi galoppanti, ringhiosi goul e streghe in gonnella. La bambina si proteggeva dal gelo e dall'attacco dei mostri ingurgitando litri di tè caldo e facendo appello ai suoi bei ricordi. Pensava al suo splendido alberello di natale pieno di nastrini e cuoricini colorati, al pelo morbido dell'animaletto domestico, al calore del caminetto scoppiettante che allietava la cucina in quelle sere invernali. Pensava al profumo del pane appena sfornato, alla fragranza dei biscotti che invadeva le stanze. E un po' di buio fuggiva via. Alla sera poi tornava a casa, stanca e frustata, e a volte il buio la seguiva. La bambina aveva paura di non riuscire più a scrollarsi di dosso quelle tenebre, ma poi un giorno, svegliandosi si accorse di un cerchietto rosso sul calendario. Quei due numerini incorniciati la misero subito di buon umore. Svegliò l'animaletto domestico, che assonnato e brontolante la accompagnò in cucina. E mise le mani in pasta. Mescolò, tagliuzzò, affettò, infornò per ore e ore, senza sosta. Stese la tovaglia candida, sistemò il centrotavola dorato, accese le candele. E quella sera, quando raccolti attorno al tavolo vide i suoi cari affondare i denti in quei panini soffici e nelle pietanze preparate, sentì che le ombre se ne erano andate, completamente, almeno per una notte. E con questa favola comincio a postare le ricette che compariranno sulla mia tavola la notte di Natale

Panini al latte
(ricetta originale di Adriano)
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Ingredienti per circa 8 panini: 500g di manitoba/ 350g di latte intero/ 30g di burro/ mezzo cucchiaio di strutto/ mezzo cucchiaio di zucchero/ 10g di lievito di birra/ 1 cucchiaino di miele/ latte per pennellare
Mescolate in una ciotola metà del latte tiepido con il malto, il lievito e 250g di farina. Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per circa 90 min. Quando avrà raddoppiato di volume uniate il resto del latte, metà della farina rimanente e cominciate a impastare. Aggiungete il sale e, dopo poco, quasi tutta la farina rimanente. Quando si sarà staccato dalla ciotola, ma non ancora incordato, uniate il burro non troppo morbido, lo strutto e lo zucchero. Unite l'ultimo spolvero di farina e continuate a impastare fino a che tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati e l'impasto non risulterà ben incordato (mi raccomando non aggiungete più farina di quella prevista, l'impasto risulta inizialmente appiccicoso ma durante la lavorazione si rassoda e aquista elasticità) Coprite con un canovaccio e trasferite la ciotola in un luogo tiepido (a circa 28° - io l'ho messo nel forno con la luce di cortesia accesa). Quando avrà raddoppiato di volume (circa 90 min.), rovesciate l'impasto su di un piano infarinato e date le pieghe del secondo tipo. Coprite l'impasto con la ciotola e lasciate lievitare per circa 60 min. Trascorso questo tempo dividete l'impasto in pezzi da 100g e dategli la forma di una sfera o di un filoncino, evitando possibilmente di utilizzare farina. Disponete le pagnotte su una teglia ricoperta da carta da forno distanziandole per bene, coprite con la pellicola o un canovaccio e lasciate riposare per circa una mezz'ora. A ¾ di lievitazione pennellate con il latte. A lievitazione completata pennellate nuovamente con il latte e infornate a 180° per 18 min (il pane si deve solo leggermente dorare e se picchiettato sotto deve suonare vuoto).

domenica 15 giugno 2008

Produzioni Domenicali

Lazy Sunday ...passata nel cazzeggio più totale per ricaricarsi un po'. La mente vaga e produce storie assurde, le mani impastano, un sorriso ebete sulle labbra


Serpente, maiale e tartaruga passeggiavano per il bosco, discutendo di come si fossero complicate le loro vite da animale.
Le manguste sono sul piede di guerra - si lamentava serpente - non possiamo strisciare fuori dalla tana che quelle si avventano su di noi con i loro artiglietti letali. Si appostano, ci inseguono e non ne hanno mai abbastanza.
Guarda non me ne parlare, le aquile sembrano impazzite - disse sconsolata tartaruga - Piombano su di noi neanche fossimo delle Saint Honorè, ci ribaltano e poi....Ieri sono state assalite due mie amiche. Ormai viviamo nel terrore
Oh come vi compatisco - sentenziò maiale - non vorrei essere nei vostri panni. Vedete, voi, sempre a parlare di quanto eravate fortunate a vivere in libertà nei boschi, senza nessun padrone a controllarvi...e ora queste sono le conseguenze. Nessuno che vi difende, nessuno che si prende cura di voi. Mentre io sì che sono fortunato. Il fattore mi ama. Mi accudisce. Proprio ieri , mentre mi versava il pastone nel trogolo, mi raccontava di aver costruito un rifugio apposta per me, nel caso ci fosse pericolo.
Davvero - esclamarono serpente e tartaruga con una punta di invidia nelle loro voci
Certo...aspettate ha anche un nome, un bellissimo nome altisonante....il fattore l'ha chiamato FORNO


PANINI MORBIDI

Ingredienti per circa 8 panini: 200g di farina 00/ 100g di farina integrale/ 250g di farina di forza per pane/ 350g di ricotta/ 250ml di latte/ 1 cucchiaio raso di sale/ un cucchiaino di zucchero/ una bustina di lievito di birra secco (7g)/ 2 cucchiai di olio di oliva/ semi di sesamo

Mescolate in una ciotola capiente le farine e il lievito. Unite alle farine il latte leggermente intiepidito, la ricotta, il sale, lo zucchero e l'olio. Mischiate il tutto e poi impastate fino ad ottenere un impasto liscio (risulterà un po' colloso ma non aggiungete farina). Formate una palla e riponetela in una ciotola coperta con della pellicola. Lasciate lievitare almeno due ore. Trascorso questo tempo riprendete l'impasto, sgonfiatelo e formate otto panini. Passate la superficie nei semi di sesamo e disponeteli nella placca da forno rivestita di carta e leggermente unta. Infornate a trenta gradi e lasciate lievitare per un'altra ora. Togliete la placca da forno e alzate la temperatura a 200°. Quando il forno è caldo infornate e cuocete per circa 30 min.



mercoledì 30 aprile 2008

Pane...la mia prima volta

Nel post precedente accennavo a una sorpresa. Anzi a una SorpresaSorpresa. In realtà il mio esperimento non ha nulla di così fenomenale. Molti di voi si sono già cimentati nell'impresa con ottimi risultati, proponendo variazioni, girando addirittura filmati. Quindi forse il termine sorpresa non era il più adatto. Però è stato una sorpresa per me. Gli ingredienti con cui ho eseguito la ricetta infatti non erano proprio proprio di primissima qualità e soprattutto era la mia prima volta. Nonostante questo cibo sia stato fondamentale per la mia sopravvivenza infantile (nel senso che mangiavo solo quello, latte e plasmon) non avevo mai avuto il coraggio di provare a prepararlo in casa. Poi questo sabato, vuoi il tempo, vuoi un bellissimo libriccino allegato a Sale&Pepe ho deciso che era arrivata l'ora di tentare il colpaccio e PANIFICARE. Ok ora non mettetevi a ridere.


La ricetta che ho scelto è quella base anche se gli ho apportato qualche piccola modifica. Il risultato sono state due pagnotte abbastanza morbide all'interno e con una bella crosticcina, simile a un toscano. La mollica è venuta un po' troppo soda, mi piacerebbe ci fossero più buchetti in modo che il pane risulti meno pesante e 'lievitoso'. Comunque sono stata piuttosto soddisfatta, il sapore e la consistenza erano buoni. E poi mi sono divertita come una matta. Stavo lì in adorazione a guardare l'impasto gonfiarsi e poi diventare bello croccante...sono da ricovero, lo so!
E ora bando alle ciance; questa qui sotto è la ricetta che ho seguito e scusate se la mia SorpresaSorpresa si è rivelata qualcosa di semplicesemplice :)

PANE SEMPLICE



Ingredienti: 750g di farina 00 / 50g di farina integrale/ 2 cucchiai di sale/ 425 ml di acqua minerale naturale tiepida/1 bustina (7g) di lievito in polvere

Unite le farine, il sale e il lievito in una ciotola formando la classica fontana. Versateci l'acqua tiepida e iniziate a lavorare l'impasto fino a quando non comincerà a staccarsi dalle pareti. Deve assumere una consistenza abbastanza soda. Trasferite l'impasto su un piano leggermente infarinato e lavoratelo bene per circa dieci minuti.

cheat: se avete a disposizione una weazel muscolosa schivizzatela e fatele maltrattare la pasta per benino. In questo modo il glutine contenuto nella farina si allunga e rende l'impasto più leggero.

Rimettete l'impasto nella ciotola, che avrete pulito e asciugato bene. Copritela con al pellicola e lasciate lievitare finché l'impasto non ha raddoppiato il suo volume (circa 1 e 1/2). Non prolungate troppo i tempi di lievitazione se non l'impasto tende a indurirsi. Sgonfiate, lavorate per qualche minuto e rimettete a lievitare nuovamente. Quando l'impasto avrà raddoppiato il proprio volume, sgonfiate, dividetelo in due palle e dategli la forma che più vi piace. Non lavoratele troppo se no l'aria contenuta nell'impasto esce e il pane si indurisce. Incidete la superficie delle pagnotte con la punta di un coltello affilato e adagiatele su una teglia precedentemente unta con un po' d'olio. Infornate in forno preriscaldato a 220° per 35 min. Per capire se il pane è cotto giratelo e battete con le nocche sul fondo: deve suonare vuota. Se così non fosse cuocete per altri cinque min.

domenica 27 aprile 2008

Piadinificazione

Bologna è strategicamente vicino al mare. E come per tutti i bolognesi, quando arriva la bella stagione, il sabato passato sulla riviera Romagnola è d'obbligo. Sin da piccola ho trascorso gran parte delle mie estati a Rimini o ai Lidi ferraresi, assieme ai miei nonni, mentre papà e mamma ci raggiungevano per il week end. Di queste vacanze e di quelle che sono seguite quando già ero più grandina conservo bellissimi ricordi. Anche se l'acqua del mare somiglia a quella di uno stagno e al spiaggia è larga quanto un asse da stiro, il calore della gente, i tramonti sulla spiaggia, il gelato, i bomboloni appena sfornati la mattina, le sale giochi, le migliaia di libri letti sotto all'ombrellone hanno un posto speciale nel mio cuore. Quelli... e la piadina. Così qualche giorno fa in piena crisi da tempo schifoso e primavera straritardataria ho deciso che avevamo bisogno di una ventata di romagnolità, per spazzare via il grigiore di queste giornate!


PIADINA SEMPLICE SEMPLICE (su ricetta di Adrenalina, graziegraziegrazie!!!!)




Ingredienti per 4 piadine:250g di farina (io ho usato la 00)/120g di acqua tiepida/ 3 cucchiai di olio evo/ un cucchiaino di sale


In una ciotola mescolate la farina con il sale. Aggiungete un po' alla volta l'acqua tiepida e l'olio. Impastate velocemente fino ad ottenere un un composto liscio e omogeneo. Dividetelo parti uguali e stendetelo con il mattarello in dischi sottili con un diametro di circa 20 cm (a me personalmente piace abbastanza altina ma voi potete stenderla anche più sottile aumentandone il diametro). Mettete i dischi di pasta in una padella antiaderente calda e fatele cuocere per circa 2 minuti per lato, bucherellando le bolle d'aria che si formano durante la cottura. Farcite con quello che più vi piace o usatele in sostituzione del pane.
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