sabato 11 luglio 2009

Holiday

buone ferie

-1...domani un aereo mi porterà in terra lusitana. So che saranno 15 giorni magici, ho grandi aspettative :D Però non potevo non salutarvi con un piccolo dolcino. Un muffin ultra-cioccolatoso in cui la leggera acidità delle ciliege bilancia meravigliosamente il sapore del avvolgente del cacao. L'idea è nata vedendo gli splendidi muffin di Paoletta e seguendo i consigli di Diletta

CHOCOLAT&CHERRIES MUFFIN

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Ingredienti secchi: 155 gr di farina di riso/ 100 gr di cacao amaro/1 bustina di lievito per dolci/ mezzo cucchiaino di sale/ 125 gr di zucchero vanigliato (io uso quello fatto in casa aggiungendo allo zucchero semolato una stecca di vaniglia)
Ingredienti liquidi: 1 uovo/ 240 ml di latte/ 85 gr di burro fuso e intiepidito
Per completare: 85 gr di cioccolato fondente tritato (o gocce di cioccolato)/ 30 ciliege (con nocciolo e picciolo)
Con queste dosi ho ottenuto 10 muffin
Setacciate gli ingredienti secchi in una ciotola. In un'altro contenitore sbattete leggermente l'uovo, aggiungete il latte e il burro fuso. Sbattete per amalgamare e poi versate gli ingredienti liquidi sopra quelli secchi. Mescolate con una spatola fino a che il composto è ben amalgamato, ma non troppo a lungo. non preoccupatevi se ci sono alcuni grumi. Unite il cioccolato tritato e amalgamate per distribuirlo uniformemente nell'impasto. Trasferite il composto negli stampini da muffin precedentemente imburrati. Decorate ciascun muffin con 3 ciliege, facendole affondare leggermente nell'impasto. Infornate a forno freddo e cuocete a 190° per circa 30 minuti (vale la prova stecchino)

Ecco il mio dolce saluto e se qualcuno di voi ha qualche consiglio dell'ultimo minuto su posti da visitare o locali dove fermarsi assolutamente sarò felicissima di appuntarmerlo sul mio quadernino da viaggio

BUONE VACANZE!!!

mercoledì 8 luglio 2009

Favolose Dolomiti

Arriviamo a Sesto al tramonto, mentre il sole gioca con le cime delle Dolomiti tingendo il paesaggio di una calda luce dorata. L'aria è incredibilmente fresca e pulita e le distese verdi dei campi e dei boschi riempono gli occhi con la loro placida presenza.
Ci sistemiamo in una delle tante pensioni del paese. Muri rivestiti in legno chiaro, un ampio balcone che si apre sulla valle, vasi di splendidi fiori che inondano la stanza con il loro lieve profumo. E il silenzio, quella pace che è impossibile trovare vivendo in città, che ti entra dentro spazzando via qualsiasi pensiero.
Gustiamo una cena leggera nella grande sala dell'albergo, servita dalla Signora Elga, elegantemente fasciata in uno splendido abito tirolese. Non posso fare a meno di pensare ai cartoni della mia infanzia e non mi meraviglierei se a servire il dolce fossero Haidi o Annette.

My creation

La mattina successiva si parte presto per il trekking. La meta saranno le Tre Cime di Lavaredo. Attraversiamo boschi, inerpicandoci su per il fianco della montagna. La vegetazione è rigogliosa, splendidi fiori gialli, rosa e azzurri decorano il paesaggio roccioso, mentre nell'aria si diffonde il fresco e balsamico odore dei pini.

My creation

Il sole scalda la pelle e si riflette abbacinante sui ghiaioni candidi, memoria di una frana di qualche decennio prima.

My creation

La neve non si è ancora sciolta completamente e in alcuni punti disegna meravigliose architetture. Ponti di ghiaccio, gorgoglianti cascate, laghi che mostrano incredibili scale cromatiche. E' affascinante affondare la mano in quella materia bianca e gelata mentre attorno l'estate è esplosa in un tripudio di colori.

My creation

Raggiungiamo il rifugio Comici, lasciandoci alle spalle la parte più impegnativa della passeggiata. Abbiamo coperto un dislivello di circa 800 metri e ci sediamo per qualche minuto godendo della straordinaria vista. Picchi brulli si stagliano contro il cielo. La loro geometria sfiora la perfezione, come se una mano ne avesse smussato le linee, cesellato i contorni. In alcuni punti i depositi ferrosi screzia le cime di un rosa pallido, splendide signore dalle guance imbellettate.

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La seconda tappa è il rifugio Pian di Cengia, incastonato in una forcella riparata dai venti. Bandierine di preghiera buddiste ci danno il benvenuto e il piccolo edificio di legno con gli scuri rossi ci sembra un ottimo posto dove fermarsi a pranzare. Ci sediamo a uno dei tavoli della terrazza e la Frost ghiacciata scivola delicatamente in gola. Una leggera brezza mitiga i raggi del sole, appoggio la testa contro il muro lasciando che un delizioso torpore mi attraversi il corpo. La mente è libera di volteggiare come i gracchi che solcano il cielo, senza soffermarsi su nulla in particolare. Le conversazioni dei miei compagni, le loro risate fanno da perfetta colonna musicale.

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Ci rimettiamo in marcia. Ora la strada è leggermente in discesa e in breve raggiungiamo il rifugio Locatelli.

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Le Tre Cime di Lavaredo sono uno spettacolo straordinario. Tre costoni di roccia grigia e rosa che svettano imponenti, sulle cime la neve non ha ancora ceduto alle lusinghe dell'estate. Si percepisce l'antichità di questo luogo, come la natura nei secoli abbia creato questo scenario, granello dopo granello. Queste montagne c'erano già molto prima che io nascessi e ci saranno ancora dopo la mia morte. sono una parte della nostra memoria, osservano dalla loro altezza noi piccole formiche andare e venire, con i nostri fardelli di gioie e dolori. La natura, la nostra terra è l'anello che ci unisce tutti quanti e davanti a tanta maestosità, a questi leviatani di pietra, sento di dovergli rispetto.

My creation

Attorno a noi si cominciano a radunare gruppi di ragazzi. Domani circa 6000 persone stringeranno in un grande abbraccio queste montagne. Una manifestazione in favore dell'Africa e contro la povertà. mi piacerebbe rimanere ad assistere alla formazione di questo anello, prendere per mano la weazel per urlare ai potenti quanto sia insensato lo sfruttamento sistematico di persone e risorse, ma è tempo di tornare verso casa. Lascio su quelle cime un pezzetto di me e affronto la discesa ringraziando di aver potuto vivere questa esperienza.
Anche il secondo giorno la sveglia suona presto, ma la stanchezza che mi ha attanagliato in questi giorni è sparita. Affittiamo alcune biciclette e da San Candido ci dirigiamo verso Lienz. La ciclabile costeggia il fiume attraversando la val Pusteria. I fiori di cardo spiccano con il loro viola intenso fra il verde dell'erba, e ci divertiamo come bambini ad affrontare alcune discese a tutta velocità. Ripiegati sui manubri, il vento che sibila nelle orecchie ci sentiamo tutti dei provetti Girardengo.

My creation

Ritorniamo a San Candido nel primo pomeriggio, la giornata è quasi terminata. Una breve passeggiata fra le vie animate da numerose bande locali e poi è il momento di tornare a Bologna.

My creation

Le Dolomiti mi hanno rapito, giganti buoni che conservano un fascino ancestrale e che regalano una tranquillità che profuma di pulito

lunedì 6 luglio 2009

Madre del Riso

Un libro della memoria. Un diario in cui si intrecciano le voci dissonanti di una famiglia.
Malaysia, inizio novecento. E' Lakshmi a cominciare il racconto. Il suo matrimonio, l'inganno, l'inizio di una nuova vita lontana dalla madre adorata. Ma lei è forte, lei diventerà un diamante duro e brillante, pericolosamente tagliente, contro cui si infrangeranno le avversità, ma che spezzerà anche amori e amicizie. Alla sua voce si alternano quelle di suo marito Ayah e dei suoi figli. Parole che raccontano esistenze difficili, segnate dalla guerra e dal lutto. Perché sarà proprio la morte a mescolare le carte del destino e a tingere la sorte di questa famiglia di una disperazione che li terrà inevitabilmente legati l'uno all'altro. Catene fatte di colpe e accuse, ma anche di un amore malato, denso come il sangue che scorre nelle loro vene.
E mentre le pagine scorrono e i ricordi si accumulano sui nastri registrati da Anna si rimane profondamente intrappolati in questa atmosfera che profuma di manghi e cocco. Nella mente si materializzano i colori dei sari, sgargianti come piume di uccelli, delle spezie e due splendidi occhi verdi che ci accompagnano lungo il racconto. E mentre la storia si dipana, tassello dopo tassello ricomponendo il quadro spezzato, ci sentiamo come Nisha, ultima discendente di Lakshmi, depositaria di tutte queste memorie, ma priva di ricordi propri. Attraverso le registrazioni fatte dall zia, Nisha, e noi con lei, si riappropria della sua storia e della sua vita. Perché senza il passato non ci può essere futuro.

Madre del Riso è una storia così profonda da fare male. Grazie Eniko per questo regalo straordinario.


Oggi niente ricetta. Sono tornata ieri sera da un favoloso fine settimana, spero di riuscire al più presto a postare alcune foto per poter condividere un po' della pace che si respira attraversando le Dolomiti. Per il momento vi ringrazio per i vostri commenti, come sempre siete riusciti a commuovermi. Un bacione e

BUON LUNEDI'

venerdì 3 luglio 2009

Bye

E oggi si parte per questo posto incantevole.


Speriamo che il tempo sia buono. Ci si rivede lunedì con la recensione del primo libro che ho letto fra quelli ricevuti tramite il booksharing. Un bacione a tutti e buon week-end!

martedì 30 giugno 2009

To be green...

La connessione della weazel è saltata e così lui ha usocapito il mio laptop, mentre quella dell'ufficio ha deciso che è troppo caldo per funzionare e viaggia alla velocità di un bradipo narcolettico. L'insonnia mi fa compagnia da due settimane e ormai assomiglio a uno zombi, quelli di Romero però, non quelli fighi e super pompati di Resident Evil. La cosa positiva è che ho un sacco di tempo per leggere. Sotto la finestra del salottino mentre la luna fa in tempo a sorgere e tramontare mi immergo in quelle pagine ruvide, vivendo vite avventurose o tristi. E la mattina arriva troppo in fretta. Mi trascino in cucina e vorrei che la weazel mi riportasse a letto e mi tenesse stretta forte, cullandomi in un sonno privo di sogni. Invece mi faccio un'endovena di caffè e parto per la nuova giornata. Per fortuna venerdì si stacca. Un weekend in montagna, in mezzo alla natura silenziosa e ristoratrice. Un balsamo per me, un'amica che mi accoglierà a braccia aperte. Non vedo veramente l'ora di arrampicarmi lungo i sentieri, solo la terra e il cielo e il vento a sostituire la voce dei miei pensieri. Un preludio alle vacanze sempre più vicine :D
La cucina per il momento è un po' in stand by, piatti leggeri e poco complicati. Veloci da preparare. Così oggi vi propongo una ricettina fatta qualche tempo fa. So che gli asparagi non sono più di stagione ma magari qualcuno di voi ne ha lungimirantemente congelato qualche mazzo. Un ottimo contorno, perfetto da accompagnare a una succulenta grigliata o come ho fatto io a un petto di tacchino ben aromatizzato.

INSALATA DI VERDURE GRIGLIATE CON SALSA AL BASILICO

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Ingredienti per 4 persone: 350 gr di pomodori ciliegia/ olio extravergine di oliva/ 24 asparagi/ 2 zucchine grandi/ 25 gr di rucola/ sale e pepe qb
per la salsa al basilico: 75 ml di olio extravergine di oliva/ uno spicchio d'aglio tritato/ 25 gr di foglie di basilico/ un pizzico di sale e di pepe

1. Riscaldate il forno a 170°. Lavate i pomodori, tagliateli a metà e conditeli con 3 cucchiai di olio di oliva, sale e pepe. Disponeteli su di una leccarda rivestita con la carta forno con il taglio rivolto verso l'alto. Cuoceteli per circa 50 min, poi toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare.
2. Lavate gli asparagi e eliminate la parte più dura del gambo. Portate a bollore una pentola d'acqua e lessatevi gli asparagi per 4 minuti. Scolateli e raffreddateli immediatamente sotto l'acqua fredda in modo che conservino il loro colore verde brillante. Scolateli nuovamente e metteteli in una ciotola di vetro. Conditeli con 2 cucchiai di olio, sale e pepe.
3. Lavate bene le zucchine e con un pelapatate affettatele sottilmente per la lunga. Conditele con un cucchiaio di olio, sale e pepe
4. Riscaldate sulla fiamma alta una griglia di ghisa per alcuni minuti, fino a che diventi incandescente.Grigliate le zucchine e gli asparagi per qualche minuto su entrambe i lati. Devono rimanere abbastanza croccanti. Toglieteli dalla griglia e lasciateli raffreddare.
5.Mettete tutti gli ingredienti per la salsa in un frullatore e mixate fino ad ottenere un composto vellutato.
6. Disponete nei piatti la rucola, adagiatevi sopra le zucchine, i pomodori e gli asparagi e condite con la salsa al basilico

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sabato 27 giugno 2009

Peperoni...e fa subito estate

Finalmente il sole ha bucato le nuvole. La pioggia è cessata e l'aria sa di pulito. Sembrava che l'estate non volesse più arrivare ma questo pomeriggio dorato fuga ogni dubbio. Domani magari sarà bello tutto il giorno, si potrà passeggiare fra i campi ancora umidi, guardare la campagna rigogliosa dove ormai il grano è maturo e le vacanze sembreranno ancora un pochino più vicine.

Intanto io metto il sole nei miei piatti, soddisfacendo la voglia di qualcosa di profumato e gustoso


POLLO E PEPERONI

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Ingredienti per 2 persone: 400 gr di petto di pollo/ mezza cipolla/ un peperone rosso e uno giallo non troppo grandi/ 1 cucchiaio di curry/ 1 cucchiaio di curcuma/ 1 cucchiaino di zenzero in polvere/ 1 limone biologico/ 1 cucchiaino di timo essiccato/ 10 foglie di menta/ un rametto di rosmarino/ prezzemolo qb

Tagliate il petto di pollo a striscioline. Lavate i peperoni, privateli del picciolo e dei semi e affettateli per il senso longitudinale. Affettate la cipolla e grattate la scorza del limone. In una padella piuttosto larga scaldate 3 cucchiai di olio e rosolatevi il pollo. Quando la carne è ben sigillata unite i peperoni, la scorza del limone e la cipolla, salate e cuocete a fiamma viva per un paio di minuti. Nel frattempo stemperate il curry, la curcuma e lo zenzero in un po' di acqua e poi versatele sul pollo e i peperoni, mescolate e coprite con un coperchio. Unite il succo di mezzo limone, abbassate la fiamma al minimo e cuocete per circa dieci minuti. Intanto lavate la menta, il rosmarino e il prezzemolo e sminuzzateli grossolanamente. Togliete il coperchio, aggiungete la menta, il rosmarino e il timo essiccato, mescolate bene e lasciate evaporare il liquido di cottura (ci vorranno circa 5 minuti). Impiattate e decorate con il prezzemolo fresco.

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mercoledì 24 giugno 2009

I need to go away....

E' estate ma il cielo è una coperta grigia e pesante. Squarci di un sole pallido rendono l'aria densa e umida. Conto i giorni che mi separano dalle vacanze, sembrano un'eternità. Ho bisogno di fuggire dalla quotidianità, di sentire parlare un'altra lingua, sconosciuta, senza capire il senso delle frasi, godendo solo della musicalità delle parole. Mi immagino il cielo portoghese che già una volta mi ha stregato con la sua profondità e mutevolezza.

Belem
(Torre di Belém, Lisbona)

Mi domando come sarà attraversare un paese che è ancora poco sviluppato, nei cui piccoli paesi le anziane vestono di nero e siedono davanti alla porta. In cui spesso per visitare una chiesa bisogna cercare il sacrestano perché apra le porte del tempio, una caccia al tesoro fatta di gesti per farsi comprendere.

Vecchietta e piccioni
(Alfama, Lisbona)

Queste immagini affiorano da ricordi non miei, si sono formate leggendo il diario di viaggio di chi in quella terra c'è nato, di chi, quella terra, la porta nel sangue e nel cuore.
Traccio le X rosse sul calendario e non vedo l'ora di trovarmi fra le montagne del Douro e le valli dell'Alentejo e magari soffermarmi sulle bianche spiagge dell'Algarve a osservare tramonti infuocati. Intanto conto i giorni e mi coccolo come posso

POLPETTINE DI PESCE

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Ingredienti per due persone: 400 gr di spinarolo/ un mazzetto di prezzemolo/ due fette di pan bauletto ai 5 cereali e soia/ un uovo/ un cucchiaino di curcuma/ la scorza di mezzo limone non trattato/un cucchiaino di timo/ una punta di cucchiaio di zenzero in polvere/ sale qb/ 2-3 cucchiai di pan grattato/ 15 pomodorini pachino/ mezza cipolla

Cuocete il pesce al vapore. Lasciatelo raffreddare e spinatelo (lo spinarolo ha una lisca centrale piuttosto grossa, quindi basterà incidere la polpa lungo la spina centrale e spingerla verso l'esterno). Tritate la polpa del pesce a coltello, il più finemente possibile e mettetelo in una ciotola. Tritate anche il prezzemolo e unitelo al pesce. Eliminate la crosta alle fette di pane e bagnatele brevemente in un goccio di latte. Strizzatele e unitele al pesce, assieme alle spezie e alla scorza del limone grattugiato. Aggiungete l'uovo, il sale, il pan grattato e impastate il tutto con le mani fino a ottenere un composto omogeneo, ma non troppo asciutto. Con le mani bagnate formate delle piccole polpette, passatele nella farina, e disponetele su un vassoio ricoperto di carta da forno. Mettete in frigorifero a riposare.
Nel frattempo lavate e tagliate a metà e pomodori. Stufate la cipolla tagliata a fettine in un goccio d'olio e quando sarà diventata trasparente unite le polpettine. Fate soffriggere per alcuni minuti, girandole di tanto in tanto molto delicatamente. Una volta che saranno ben sigillate sfumate con del vino bianco (io ho usato del Pignoletto). Fate evaporare e unite i pomodori. Coprite con un coperchio e cuocete per altri 10-15 minuti a fuoco medio, girando spesso le polpettine.

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