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mercoledì 29 giugno 2011

Clouds

DAY 3 - CLOUDS

day 3 - clouds - 20.06.2011

Vanno vengono ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo sembra che ti guardano con malocchio Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell’airone o della pecora o di qualche altra bestia ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema e gli animali si stanno zitti certe volte ti avvisano con rumore Vanno vengono ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai Vanno vengono per una vera mille sono finte e si mettono li tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

(De Andrè)


E dal blu del cielo passiamo a quello del mare e ai suoi deliziosi frutti. Una ricettina sciuè sciuè, ma che per me racchiude tutto il sapore dell'estate

BAVETTE ALLE VONGOLE
(per 2 persone)

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  • 500 gr di vongole
  • 200 gr di bavette
  • uno spicchio d'aglio
  • la punta di un cucchiaino di peperoncino secco
  • un mazzetto di prezzemolo
  • pepe qb
Lasciate le vongole a bagno in acqua fredda per circa sei ore, cambiando spesso l'acqua e lavandole ogni volta sotto l'acqua corrente.
Portate a bollore una pentola d'acqua e quando ha raggiunto il bollore salate e cuocetevi le bavette. Nel frattempo scolate le vongole, mettetele in una pentola capiente e ponetele sul fuoco a fiamma media, coperte, e lasciatele aprire. In una padella scaldate tre cucchiai di olio extra vergine di oliva, quando sarà ben caldo togliete la pentola dal fuoco e unite l'aglio schiacciato e il peperoncino. Mescolate per insaporire l'olio e mettete da parte. Quando le vongole saranno aperte trasferitele nella pentola con l'olio aromatizzato assieme al loro sughetto, unite anche le bavette cotte al dente e saltate sulla fiamma viva. Infine aggiungete il prezzemolo tritato e una spolverata di pepe e servite ben calde con un giro di olio a crudo.

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lunedì 9 maggio 2011

Esperimento N°1

Dopo lungo cogitare sono giunta alla conclusione che i tortiglioni sarebbero stati bene con un sugo delicato ma allo stesso tempo capace di bilanciare il retrogusto dolce della pasta. Inoltre devo ringraziare Dora per i suoi consigli che mi hanno giustamente ispirata. Questo è il primo di una serie di esperimenti in quanto ho deciso di trovare il miglior accompagnamento per questa pasta così particolare. Ovviamente qualsiasi suggerimento sarà bene accetto

TORTIGLIONI DI FARINA DI CASTAGNE CON BRIE ERBA CIPOLILLINA E SEMI DI PAPAVERO

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In una pentola portare a ebollizione abbondante acqua, salare e cuocere i tortiglioni (100 gr) per alcuni minuti (ho scoperto che la pasta fatta in casa ha una cottura molto rapida, basta aspettare che vengano a galla e la cottura è terminata). Nel frattempo preparate il sugo. In una padella piuttosto capiente sciogliete una noce di burro, aggiungete il brie (circa 80 gr) e fate fondere anche questo, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno o una spatola di silicone. Quando il formaggio sarà sciolto unite la pasta, un mazzetto di erba cipollina finemente tritata e una manciata abbondante di semi di papavero. Saltate per amalgamare bene ed infine aggiungete del parmigiano grattugiato (50 gr circa). Mescolate e servite ben caldi. Come tocco finale ho anche aggiunto un filo di salsa di saba che volendo potete sostituire con n po' di riduzione di aceto balsamico

*le dosi sono per una persona

Impressioni: la salsa non era abbastanza cremosa, probabilmente il brie nonostante come sapore si sposi molto bene con la farina di castagne non è si amalgama come avrei voluto. Inoltre mancava una punta di acidità.

martedì 3 maggio 2011

Gita fuori porta e pasta fatta in casa

Sabato. Ostaggio insieme alla weazel e ai due mici, in una stanza 4mX4m, di una falange armata di pennelli e secchi di tinta. La liberazione nel tardo pomeriggio non ha portato scenari di gioia ma un tour de force per risistemare una casa dove sembrava essere passato un simpatico diavolo di tasmania inferocito.
Però domenica, vedere la luce filtrare dalle finestre e riflettersi sui muri candidi, quella sensazione di pulito e di nuovo ripaga della giornata massacrante. La voglia di uscire mi assale. Maggio ha su di me questo effetto, se potessi ogni fine settimana sarebbe dedicato a una piccola fuga dalla città. Bologna in effetti ha il grande pregio di trovarsi in una posizione strategica per raggiungere sia località amene e dal sapore antico che si susseguono una dopo l'altra sugli Appennini tosco-romagnoli, sia la riviera che, anche se non avrà il mare più bello di Italia, ha per me un valore sentimentale enorme. Complice una veloce ricerca su internet che mi informa di una festa dei fiori a Castel del Rio, partiamo alla volta di questo piccolo e incantevole borgo medievale, rinomato per i suoi marroni DOP.
La strada si inerpica lentamente sul lato della montagna, sulla sinistra di apre la valle, verde nel rigoglio della primavera e in contrasto sullo sfondo, le ferite rosa-grigio dei calanchi. La cittadina è davvero piccola, ma il castello che ci accoglie all'entrata è imponente e molto ben conservato. Anche le case in pietra che si snodano lungo la via principale contribuiscono a creare un'atmosfera antica e magica.

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La mostra floreale non è niente di particolare, ma riesco comunque a uscirne con un bottino profumato da piantare sul terrazzo.

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Scovo anche alcuni prodotti tipici di questa cittadina: della inebriante farina di marroni e la saba.

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Un interruttore si è acceso nel mio cervellino da foodblogger e ieri sera con la complicità della weazel ho spianato la mia caccavella-accessiorio KA e ho prodotto questi magnifici maccheroni. Non vi dico il profumo. Ora non mi resta altro che ideare un degno condimento per esaltare il sapore particolare di questa pasta

TORTIGLIONI CON FARINA DI MARRONI E ROSMARINO

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Nella planetaria impastare 300 gr di farina di castagne. 2 uova e acqua fino a ottenere un inpasto liscio ed elastico. Avvolgere la pasta in pellicola da cucina e lasciare riposare per almeno 12 ore in frigorifero. A questo punto formare i tortiglioni utilizzando le trafile Artisan per la Kitchen Aid.

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NB la pasta deve essere lasciata asciugare copletamente stesa sul taglierie. Si conserva in seguito in un barattolo a chiusura ermetica


giovedì 14 aprile 2011

Ferie...

Ferie....questa parola mi vortica nella mente, un chiodo fisso che da alcune settimane mi perseguita incessantemente. Capita tutti gli anni, come un amico fedele, il desiderio di staccare, di partire, di visitare posti lontani e magari esotici, mi bracca come un segugio. Così mi ritrovo a sfogliare riviste, buttare giù itinerari, stare ore su internet a informarmi su bad&breakfast incastonati in luoghi da sogno, a sospirare alla vista di programmi intercettati sul satellite che parlano di paesi stranieri e di gite fuori porta. Guardo il cielo azzurro e perfetto che in questi giorni ha colorato Bologna pensando ai viaggi fatti gli scorsi anni, alle cupole brillanti nel tramonto di Santa Sofia a Istanbul, ai castelli di pietra centenari e alle monumentali cattedrali portoghesi, alle strade dalle mille luci di New York, ai passi polverosi percorsi sul cammino di Santiago e poi forte e intenso il ricordo di quelle spiagge, del cielo sconfinato sopra le risaie, del sorriso dei bambini, dell'umidità gocciolante della giungla, l'oro fulgido dei wat, il traffico caotico della capitale mi fa venire voglia di correre in cucina per preparare un piatto fumante di

PAD THAI

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ingredienti (fra parentesi le mie modifiche)

  • 4 cups di noodles di riso sottili lasciati in ammollo per 3 minuti (150 gr di udon di riso)
  • 50 gr di maiale tagliato in piccoli pezzi (2 lombatine di maiale)
  • 3 uova
  • 160 gr di tofu tagliato a cubetti piccolissimi
  • 180 gr di germogli di soia
  • 50 gr di erba cipollina tritata
  • 1 cucchiaio di scalogno tritato
  • 1 cucchiaio di aglio tritato
  • 3 cucchiai di zenzero fresco tritata (circa un cm di radice)
  • 1 cucchiaino di chili in polvere
  • 1/2 tazza di arachidi tostate non salate (1/2 tazza di anacardi tostati e non salati)
  • 4 cucchiai rasi di zucchero
  • 3 cucchiai di salsa di pesce
  • 1/4 di cup di acqua
  • 4 cucchiai di aceto o succo di tamarindo (1 cucchiaio di pasta di tamarindo)
  • 8 cucchiai di olio per cucinare (olio evo)
preparazione:

In un wok o in una padella molto grande soffriggere lo scalogno e l'aglio in 3 cucchiai di olio a fiamma media fino a che saranno dorati. Aggiungere i noodles (se usate gli udon cuoceteli prima in acqua salata e aggiungeteli a fine cottura insieme agli altri ingredienti facendoli saltare per qualche minuto) e l'acqua e mescolare fino a quando non si sono ammorbiditi. Condire con lo zucchero, la salsa di pesce e il succo di tamarindo. Saltare per bene poi spingere i noodlea al lato della padella/wok. Aggiungere altri 3 cucchiai di olio, poi il maiale, lo zenzero, il tofu e la polvere di chili. Lasciare cuocere finchè il maiale non è pronto. Rimescolare il tutto accuratamente e poi spingere di nuovo il tutto da un lato e aggiungere altri due cucchiai di olio. Rompere le uova, sbatterle leggermente e strapazzarle nella padella, rimescolare di nuovo con i noodles e aggiungere i germogli di soia e l'erba cipollina. Far saltare fino a che tutto non è cotto, trasferite in un piatto da portata e condite con le arachidi tostata.


pad thai

giovedì 7 aprile 2011

Di sogni e incubi

Le riviste hanno i colori brillanti della primavera. Ali di farfalla che sfoglio delicatamente con aria trasognata. Cataloghi di viaggi che mi fanno volare lontano. Immagini di mari smeraldini e spiagge dorate che evocano profumo di salsedine, di passeggiate in mezzo a boschi pieni di rigoglio, di tramonti infuocati e lunghissimi, aspettando che il sole scenda oltre il profilo dell'orizzonte in uno spettacolo pirotecnico. Magazine che parlano di giardinaggio, con perfetti angoli di boccioli colorati, erbe aromatiche e bellissimi alberi in fiore, attorniati da eleganti seggiole bianco latte, in ferro battuto, decorate come preziosi rami intrecciati, che mi fanno venire voglia di trasformare il mio terrazzino in un angolo di Provenza. Immagini scovate sul web, di interni da sogno, dove la luce si raccoglie come ambra fusa sulle pareti immacolate, spazi perfetti e accoglienti che cerco piano piano di copiare. Ma la dura realtà si presenta sottoforma di un omino in tuta di carta, armato di latte di vernice e pennelli...questo week end si imbianca!!! Terrore e raccapriccio! Spero solo di riuscire a corromperlo con un piatto di

LINGUINE ALLO ZAFFERANO, ZUCCHINE E BOTTARGA

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Ingredienti per due persone
  • 160 gr di linguine
  • 5 zucchine chiare tagliate a rondelle sottili
  • uno spicchio d'aglio
  • 1 bustina di zafferano
  • 20 pomodorini secchi tritati
  • 1 manciata di uvetta ammollata
  • 1 manciata di pinoli
  • 2 cucchiai di bottarga grattuggiata
In una padella capiente e dal fondo spesso fare soffriggere l'aglio in un paio di cucchiai di olio extra vergine. Quando l'aglio è imbiondito aggiungere gli zucchini e lasciare cuocere per una decina di minuti a fiamma media, mescolando spesso. Aggiungere lo zafferano precedentemente disciolto in un bicchiere di acqua calda, mescolare e unire i pomodori secchi e l'uvetta. Cuocere fino a quando il liquido non è completamente ristretto e per ultimi aggiungeri i pinoli e la botarga e cuocere per altri 2 minuti circa. Nel frattempo cuorecere le lingunine in abbondante acqua salata, scolarle al dente e condire con il sugo.

venerdì 14 maggio 2010

Go Crazy

Pioggia, sole, vento, nebbia, umidità. Mi sto preparando al mio personale Diluvio Universale. Guardo le nubi gravide aspettando da un momento all'altro che da uno squarcio escano figure scheletriche, incappucciate in una coltre fumosa e a cavallo dei loro Nazgûl. Passo da stati di letargia in cui svengo letteralmente su qualsiasi superficie orizzontale mi trovi a momenti di iperattività in cui vorrei avere 180 ore a disposizione per fare tutto ciò che ho in mente. Mi sento un po' come Homer Simpson solo che in questo caso il ritornello che ho ho in testa e NO SUN NO HEAT MAKE FRANESCA CRAZY! ;) Ho voglia di mare, di sentire i raggi dorati che mi scaldano la pelle, del profumo iodato che mi svuota la mente, del colore blu perfetto del cielo che catturi il mio sguardo. Per fortuna oggi è venerdì e anche se le previsioni non sono delle migliori questo fine settimana dovrebbe riservarmi alcune belle sorprese! Intanto mi consolo cercando di portare il sole nei piatti. La temperatura consente ancora di concedersi alcuni cibi dal sapore autunnale e per me nulla ha la capacità di coccolare come un buon risotto. Questa volta, complice un acquisto fatto in Sardegna, ho optato per una preparazione veramente molto classica. Il suo profumo, il colore dorato e la delicata cremosità di questo risotto però è qualcosa di assolutamente eccezionale e la cottura a pressione lo rende veramente un piatto semplice e gustoso. Vi auguro uno splendido e luminoso fine settimana!!!

RISOTTO ALLO ZAFFERANO (in pentola a pressione)

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Le proporzioni per la cottura del riso in pentola a pressione sono: 100 gr di riso per 300 ml di liquido (brodo).

Nella pentola a pressione scaldate dell'olio extra vergine di oliva. Aggiungete della cipolla tritata sottilmente e fate soffriggere per qualche minuto (se la cipolla tende a bruciarsi aggiungete un po' di acqua calda o di brodo). Aggiungete il riso e tostatelo, mescolando continuamente, fino a che i chicchi diventano traslucidi. Sfumate con del vino bianco e aggiungete il brodo caldo. Chiudete la pentola a pressione e cuocete per sette /otto minuti dal fischio. Fate uscire il vapore dalla valvola, aprite la pentola a pressione e aggiiungete dello zafferano (io ho usato quello sardo) precedentemente disciolto in un po' di acqua calda. Mantecate con del pecorino sardo o del parmigiano reggiano.

mercoledì 10 marzo 2010

Let it snow Let it snow Let it snow

Polvere soffice e ghiacciata continua a cadere su Bologna. L'inverno sembra non volere andarsene, una coperta che si fa ogni giorno più pesante su questa città e sui miei umori. La voglia di risentire il calore splendere sulla pelle è come un miraggio lontano che fa vagheggiare la mente verso luoghi remoti, dove il profumo di fiori e il sapore iodato dell'aria ricorda vacanze passate. Oggi mi sono svegliata guardando i tetti fuori dalla finestra, imbiancati da una coltre immacolata. I ciclamini facevano capolino, piccoli doni di luce violetta in quella lattiginosa perfezione.

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Mi muovo silenziosa in cucina, la macchina del caffè che manda il suo profumo inconfondibile, la weazel ancora a letto, ancora per pochi minuti, prima che la sveglia non suoni anche per lui. So che stasera farò tardi e preparo gli ingredienti per la cena. Ho voglia di coccolarmi e il pensiero cade su qualcosa di semplice e familiare. Un risotto reso un po' speciale grazie all'idea di un'amica bloggler. Io ho apportato alcune modifiche alla ricetta originale ma il risultato è stato davvero eccellente. Un piatto cremoso e delicato, una vera rivelazione, che si presta davvero a tantissime variazioni, l'importante è scegliere un vino di qualità. Spero che queste serate gelide finiscano presto ma sono una buona scusa per concedersi questi piatti ancora dal sapore invernale.

RISOTTO AL NEGROAMARO (per 2 persone)

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In un tegame dal fondo spesso fate rosolare una cipolla tritata finemente nel burro(circa 40 gr) Appena prendono colore, unite 200 grammi di riso carnaroli e fatelo tostare, poi sfumatelo con un bicchiere di Negroamaro (o un altro vino rosso a vostra scelta). Nel frattempo portate a ebollizione 500 ml di acqua salata. Continuate la cottura del riso alternando l'aggiunta di vino (io ho usato circa mezza bottiglia) all'acqua salata. Una volta che il riso sia cotto mantecate con abbondante parmigiano grattugiato e a piacere una noce di burro ;)

martedì 2 marzo 2010

Sicilia Mon Amour

I miei genitori hanno sempre amato fare le ferie fuori stagione, più precisamente visitare d’inverno, luoghi solitamente presenti nell’immaginario collettivo come località di vacanze estive e d’estate andare al nord o in località “fresche”. Per questo la prima volta che approdammo in Sicilia, fu durante le vacanze di Natale. Negli anni successivi grazie al tennis, agli amici e alla vita sono tornato tante volte nella regione più bella d’Italia, ma nonostante abbia ricordi stupendi delle vacanze di sport nel limoneto di Giardini per me la Sicilia rimarrà sempre quella dell’inverno 1993. La prima volta che vidi l’Etna, innevato, come sfondo di scena del Teatro Greco di Taormina, il mio primo vero cannolo, gli arancini…la pasta alla Norma, Siracusa e il barocco di Noto. Una meraviglia, tutta per noi, neanche un turista. Gli ultimi giorni del nostro viaggio decidemmo, visto il tempo primaverile, di andare a Lipari per fare un giro delle Isole. Appena arrivati il tempo cambiò, si alzò un vento fortissimo (non è un caso se si chiamano Eolie), che ci bloccò sull’isola per tre giorni perché i traghetti non potevano più navigare. I miei naturalmente erano piuttosto agitati, eravamo alla fine del viaggio, dovevamo tornare a Bologna e loro rientrare al lavoro….ma il vento sembrava non calare. Io, invece, assaporai una sensazione unica e irripetibile, quella di essere bloccati su un’isola alla fine del xx secolo. Per le vacanze la prof di Lettere ci aveva dato come compito, tra gli altri, la lettura dell’Iliade. Io la lessi quasi tutta in quei tre giorni, pieni di vento tra Lipari e Vulcano. Ancora adesso se qualcuno nomina Achille o Patroclo, io penso al molo ventoso di Lipari e alle onde schiumose che si schiantavano sui frangiflutti. E’ stato strano e bellissimo, perché quella volta, al contrario di molte altre, sapevo di vivere un momento irripetibile. Alla fine il vento e il mare si calmarono e noi riuscimmo a ripartire, ma per un po’(probabilmente a causa delle mie letture) sembrò che qualcuno volesse tenerci lì, come gli Dei dispettosi dell’epos omerico.

Ieri Fra mi ha cucinato una pasta buonissima che unisce terra e mare, come tanti piatti poveri ed eccezionali del nostro Mediterraneo. Penso che un piatto sia veramente buono quando ci porta ai ricordi di momenti piacevoli o addirittura unici. Io ieri per un po’ sono tornato a Lipari nel 1993

PASTA CON PAN GRATTATO AL RAGÙ DI POLIPO E CAVOLO ROMANO

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Questo piatto nasce dal ricordo di alcune vacanze siciliane. Il profumo di quella terra, i suoi prodotti, la sua cultura mi hanno da subito fatto innamorare. In questo peridio dove le giornate cominciano ad allungarsi e nell'aria c'è già quel sentore inconfondibile di primavera la voglia di riassaporare i gusti di quella regione si fa sempre più insistente. Spero che questi cannolicchi vi invitino ad altri e golosi abbinamenti ;) Fra

Ingredienti per due persone: 130 gr di cannolicchi di Gragnano/i fiori di mezzo cavolo romano cotto al vapore (potete anche usare dei broccoli)/ 100 gr di pan grattato/ 180 gr di ragù' di polipo (io ne avevo una confezione già pronta ma potete sostituirlo con delle sarde/ mezzo bicchiere di vino bianco/ olio e peperoncino qb

In un pentola di acqua bollente e salata cuocete i cannolicchi. Nel frattempo preparate il sugo. In un padellino tostate il pan grattato con circa 3 cucchiai di olio. In un'altra padella scaldate un paio di cucchiai di olio extra vergine di oliva e unitevi il ragù di polipo (o le sarde dopo averle lavate e private della testa, della lisca centrale e delle interiora). Unite il cavolo, precedentemente cotto al vapore. Sfumate con il vino, alzando la fiamma al massimo. Salate e condite a piacere con il peperoncino. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nel condimento di polipo e cavolo e infine aggiungete il pan grattato tostato. Condite con un filo di olio extra vergine.

martedì 23 febbraio 2010

Cannelloni della domenica

La domenica spesso è uno di quei giorni in cui ci si riesce a concedere un po' di tempo libero da dedicare alla cucina. Soprattutto quando ero piccola, la domenica mattina significava svegliarsi accolti dal profumo di quei piatti trdizionali emiliani che ha sempre preparato mia nonna. Di alcune ricette vi ho già parlato qui e qui, ma questa domenica, complice il fatto di avere più tempo disponibile per cucinare e la voglia di preparare un pranzo un po' più elaborato per coccolare la weazel e il suo papà ho tirato fuori dai miei fogliettini volanti la ricetta dei cannelloni della nonna Maria. Per essere stato il primo tentativo sono rimasta davvero soddisfatta del risultato.
Ma basta chiacchiere vi lascio con il procedimento di questa eccellente pasta al forno, delicata che nonostante la sua lunga preparazione risulta davvero facile da preparare

CANNELLONI RICOTTA E SPINACI

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Ingredienti per circa 32 cannelloni (2 ruole)

Per la pasta: 6 uova /600 gr di farina
Su una spianatoia formate una fontana con la farina e al suo interno mescolate con una forchetta o con le dita le uova. Con delicatezza aggiungete la farina alle uova cominciando a impastare, fino a ottenetene un composto elastico e uniforme. Avvolgete l'impasto in pellicola da cucina e lasciatelo riposare in frigorifero

Per il ripieno: 750 di ricotta/7 cubetti di spinaci surgelati/ noce moscata qb/1 uovo - 120 gr di parmigiano grattugiato/ sale
Lessate gli spinaci in acqua bollente leggermente salata. Scolateli, strizzateli per bene e tritateli grossolanamente a coltello. In una ciotola capiente lavorate la ricotta con una forchetta per ammorbidirla, aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate bene per amalgamarli.

Per la besciamella: 90 gr di burro - 150 gr di farina - 900 ml di latte
In un tegame dal fondo spesso fate fondere il burro e aggiungete la farina tutta in una volta. Cominciate ad amalgamare il tutto con una spatola in silicone o un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto dorato che si stacchi dalle pareti del tegame. A questo punto iniziate ad aggiungere il latte a filo continuando a mescolare. Portare a bollore e cuocete fino a ottenere la giusta consistenza (la besciamella deve risultare cremosa e senza grumi, se questi dovessero formarsi usate un frullatore a immersione per eliminarli ;) )

Procedimento
Togliete la pasta dalla frigo e con un mattarello o la macchina apposita stendete una sfoglia di circa mezzo millimetro. Nel frattempo portate a ebollizione una pentola di acqua leggermente salata. Ricavate dalla sfoglia dei rettangoli di circa 3cm di larghezza x 8cm di lunghezza. Lessateli per circa 2 minuti nell'acqua in ebollizione, scolateli e asciugateli su uno strofinaccio di cotone. Distribuite il ripieno su ogni rettangolo, formando un vermicello sul lato lungo dell'impasto e ripiegate verso l'interno per formare il cannellone. Procedete così fino a terminare gli ingredienti.
Deponete i cannelloni, affiancati su due file, nelle teglie leggermente condite con un velo di besciamella. Formate due strati ricoprendo ciascuno strato con la besciamella. Completate con una spolverata di parmigiano grattugiato. Infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti o fino a che la superficie non risulta brunita (gli ultimi 5 minuti accendete il grill)

Spero di essere riuscita a spigarvi bene i vari passaggi, vi assicuro che è più facile farlo che leggerlo ;)

venerdì 29 gennaio 2010

Novità!

Ci sono luoghi che hanno un fascino calamitante. Per me il Giappone rappresenta appieno quella sensazione di inammoramento. Fin da bambina il Paese del sol levante ha esercitato su di me un fascino incredibile. Tornata da scuola, dopo aver fatto i compiti, passavo le mie ore di svago guardando tutti i catoni animati che ODEON TV e Bim Bum Bam trasmettevano durante il pomeriggio. Rimanevo incantata davanti alle imprese di Lupin e Occhi di Gatto, rapita dalla dedizione allo sport di Mimi Ayuhara e di Holly e Benji, affascinata dal valore dell'Uomo Tigre. Poi sono arrivate le anime più moderne, i manga, la cinematografia di Miyazaki, i film di Takeshi Kitano e i libri di Haruki Murakami. Un intreccio di cultura millenaria, fatta di precisione e cura della bellezza, ma anche di spinta verso il futuro, che si concretizzano in città fatte di luci, tecnologia di avanguardia e cosplayers ma anche di angoli estremamente tradizionali, di templi, geishe e kimono.
D'accordo avete capito che il Giappone mi affascina mortalmente, e l'hanno capito anche le ragazze di Zen and the City, tanto da avermi chiesto una piccola collaborazione. Parte da oggi questa piccola rubrica di cucina, affacciata su due mondi così diversi ma allo stesso tempo
affascinanti.
Per iniziare ho scelto uno degli ingredienti più comuni e famosi che sta alla base di mille preparazioni della cucina giapponese. Gli udon sono spaghetti di grano duro, spesso preparati in brodo, ma io ho scelto di saltarli con verdure e gamberetti. Per la ricetta completa cliccate qui

UDON CON VERDURE E GAMBERETTI

Udon

giovedì 19 novembre 2009

Il ProSiutto

Ecco come mio solito arrivo sempre all'ultimo. E dire che la scadenza di questo contest me la sono segnata praticamente ovunque. Come scusa potrei addurre il fatto che i prodotti DOP dell'Emilia Romagna sono tutti eccezionalmente buoni. Così buoni che spesso vengono mangiati in purezza o usati per esaltare il sapore di un piatto. Così ho cominciato a pensare a una ricetta non troppo complessa, che mettesse in luce tutti i profumi e le note di gusto del prodotto che avevo scelto. Volevo qualcosa che si legasse alla tradizione gastronomica della mia regione, che risvegliasse l'immagine di sdaure alle prese fra i fornelli, della campagna piatta, circondata dalle colline. Desideravo un piatto senza pretese, da mangiare sulle trovagliette di carta paglia di alcune trattorie sperdute nelle nebbie o nei piatti di plastica durante una sagra di paese. Volevo un sapore pieno e rotondo, genuino, un gusto un po' antico, che sapesse di focolare e convivialità. Ed è così che mi è tornato in mente uno di quei piatti che ti rimangono dentro. Quelli che solo sentirne l'odore richiamano ricordi di tavolate allegre, di buon vino e ottimo cibo. Quello che ordini ogni volta, perché è come ritornare a casa.


Ecco questo è il mio piatto per Genny e La Compagnia del Cavatappi, un inno al prosciutto di Parma, un prodotto dalle origini antichissime, tanto che viene citato in alcuni scritti di Catone il Censore, nel III secolo a.C. La ricetta è di una semplicità imbarazzante, ma quando si hanno a disposizione delle materie prime eccellenti vale ancora di più il detto less is more


TAGLIATELLE AL PROSCIUTTO E CIPOLLA

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Ingredienti per 2 persone: 200 gr di tagliatelle all'uovo/ 120 gr di prosciutto di Parma in fette spesse mezzo centimetro/ una cipolla grande/ 40 gr di burro/ latte q.b./ pepe bianco q.b.

In una padella fate stufare a fuoco dolcissimo la cipolla, affettata fine, con il burro. Quando la cipolla è diventata morbida aggiungete il latte (circa 4 cucchiai) e lasciate cuocere fino a quando sarà completamente ritirato. In questo modo il sapore della cipolla diventerà molto meno invadente. Tagliate il prosciutto a fiammifero e una volta che il latte è stato assorbito aggiungetelo alla cipolla, alzate il fuoco e cuocete per circa 5 minuti (il prosciutto deve diventare leggermente scuro). Spolverate con il pepe bianco.
Nel frattempo lessate le tagliatelle in abbondante acqua salata. Colatele al dente e fatele saltare nel condimento al prosciutto. Servite subito con una generosa spolverata di parmigiano reggiano.

domenica 4 ottobre 2009

Ottobre

Settembre è volato via con le sue giornate piene di sole, ma anche ottobre sembra non voler cedere il passo alla nebbia e al freddo. Scrivo seduta alla scrivania, la finestra spalancata lascia entrare l'aria piacevolmente fresca. In strada la gente passeggia ancora in abiti leggeri, spingendo le carrozzine si avvia verso il centro per godere ancora di questo insolito bel tempo. Il cielo è di un blu perfetto, contro cui spiccano in incredibile contrasto i dolci profili delle colline.
Una domenica mattina pigra e silenziosa, in cui ci si concede di languire un po' più a lungo sotto le coperte, leggere un capitolo in più del libro, sorseggiare la tisana alla liquirizia guardando un film molto disimpegnato alla TV. La weazel è fuori a correre, io ho deciso di riprendere gli allenamenti lunedì. Niente di impegnativo, solo per rimettere un po' di chilometri sulle gambe in attesa delle gare della prossima primavera.
Intanto fra una parola e l'altra, un giro in internet alla ricerca di un cartamodello per fare un pupazzetto di totoro, comincio a preparare il pranzo. La torta salata cuoce già in forno, fra un po' sarà pronta, sento già il suo profumo irresistibile che si diffonde per la casa. La cipolla soffrigge lentamente nell'olio, dorata trasparenza sul fondo scuro della padella. Presto sarà il momento della salsiccia, morbida e profumata, le dita che affondano nella polpa, dividendola. Pochi semplici ingredienti andranno ad amalgamarsi fondendosi in un concerto di sapori e diventeranno...


PICI AROMATICI CON SALSICCIA CROCCANTE

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(ricetta originale Sale&Pepe ottobre 2009)


Ingredienti per 2 persone: 180 gr di pici/ 175 gr di polpa di salsiccia/ due cucchiai di rosmarino fresco tritato/ 1 cucchiaio di timo essiccato/1 cucchiaino di fiori di rosmarino essiccati/ 200 gr di patate/ olio, sale e pepe
Sbucciate le patate, lavatele accuratamente e tagliatele a tocchetti. Sbriciolate la polpa della salsiccia. In una pentola portate a ebollizione abbondante acqua salata, unitevi le patate e i pici e portate a cottura. Nel frattempo scaldate l'olio in una larga padella, trasferitevi la salsiccia e rosolatela bene. Regolate di sale e unite il timo. Scolate la pasta insieme alle patate, versateli nella padella con la salsiccia, insaporite con un abbondate spolverata di pepe e il rosmarino tritato. Fate saltare a fuoco vivace per qualche istante, aggiungete i fiori di rosmarino essiccati e servite subito con abbondante parmigiano grattugiato.

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Una piccola ma importantissima nota. Ottobre è il mese della Campagna Nastro Rosa, un'importante iniziativa di carattere internazionale nata per sensibilizzare tutte le donne sull'importanza della corretta prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, tra le più efficaci strategie contro questa patologia neoplastica. Durante questo periodo saranno organizzati diversi eventi per evidenziare quanto la prevenzione sia fondamentale e necessaria per contrastare questo tipo di tumori. Per approfondire l'argomento e vedere le iniziative promosse nella vostra città vi rimando al sito della LILT http://www.nastrorosa.it/.


martedì 8 settembre 2009

Toccata e fuga

Due giorni di rilassante apatia. Persa in una bolla di ozio fatta di lunghe ore passate a bordo piscina, per compagno un silenzio estatico e il rumore dell'acqua che lambisce le piastrelle di marmo bianco. Il tempo si dilata mentre il sole tiepido mi accarezza la pelle che mano mano assume il colore del caffè. Le parole diventano superflue e tutto ciò che desidero è rimanere sdraiata ancora un po' a osservare la luce che rende traslucide le foglie degli alberi, morbidi pezzi di vetro color smeraldo che riempono con la loro ombra splendente questo pigro pomeriggio.

Abano è piccola e ordinata. I negozi si accalcano sotto i portici immacolati e l'esplorazione diventa un gioco liberatorio. Un paio di orecchini neri di metallo, un libro di ricette, piccoli regali di carta si trasformano in un piccolo tesoro scovato fra gli scaffali strabordanti di cianfrusaglie.


My creation


Il fine settimana è fuggito così, coccolata dalla tiepida acqua sulfurea delle terme, fra passeggiate e caffè seduti al tavolino di un bar osservando i vecchietti tenersi per mano o improvvisare un valzer sulle note di "Soli".
Lunedì prendiamo la macchina per esplorare i dintorni. I colli Euganei sfilano al nostro fianco, morbidi e placidi come i fianchi una matrona. A Monselice è giorno di mercato. Nell'aria, mentre ci inerpichiamo verso il castello, si diffonde il profumo della frittura di pesce e degli innumerevoli ortaggi disposti ordinatamente sui banchi. Dal bel vedere una campagna ricca e verde ci strizza l'occhio, civettuola, brillante in questa giornata tersa.
My creation

Ci spostiamo di qualche chilometro e arriviamo ad Arquà Petrarca. Case in sasso e una distesa di alberi di giuggiole. I frutti maturi punteggiano il paesaggio con il loro arancione bruciato. La villa dell'immortale poeta si rivela chiusa, ma un piccolo negozio in cui compriamo fichi, uva e giuggiole ci rinfranca della salita appena affrontata.

My creation

Infine giungiamo a Padova. E' l'ora di pranzo ma prima di fermarci a magiare rinfranchiamo lo spirito visitando la Cappella degli Scrovegni. Rimango a fissare a bocca aperta la raffinatezza degli affreschi, i colori vibranti che conferiscono alle figure spessore e profondità. Alcuni riquadri sono di una perfezione assoluta e solo la campanella che annuncia la fine della visita mi distoglie dalla contemplazione di cotanta bellezza.

My creation

Una breve passeggiata per il centro, giusto il tempo per conservare negli occhi le bellezze architettoniche di questa splendida città e per rallegrare il corpo con un pranzo leggero e gustoso, in un piccolo locale che vorrei poter trasferire a Bologna.

E' ora di rientrare, ma per poche ore. Domani un aereo mi porterà finalmente nella mia amata Sicilia. Non vedo l'ora. La macchina fotografica è lì che aspetta sul letto, la valigia è quasi pronta...e per voi un'altra versione di cous cous (scusate sto diventando monomaniaca ;D)



COUS COUS COZZE E PATATE

Cous Cous Cozze e Patate

Ingredienti per 2 persone: 100 gr di cous cous/ 1 bustina di zafferano/ 1 piccola cipolla tropea/ 40 gr di burro/ 2 patate/ 1 confezione da 250 gr di cozze sgusciate congelate (se avete la possibilità di utilizzarle fresche fatelo, basta farle aprire a parte, sgusciarle e poi seguire la ricetta)/ mezzo bicchiere di vino bianco/ un mazzo abbondante di prezzemolo/ sale&pepe q.b.

Lavate, pelate e riducete a dadini le patate. Mettetele in una ciotola, ricopritele con acqua fredda e lasciatele riposare per almeno 10 min. Nel frattempo fate scorrere dell'acqua calda sulla confezione di cozze congelate fino a quando risulteranno morbide. Sbucciate la cipolla e tritatela finemente assieme al prezzemolo. In una padella piuttosto larga fate sciogliere il burro, aggiungete le patate dopo averle scolate e fate cuocere a fiamma dolce fino a quando le patate si saranno ammorbidite. Unite le cozze sgusciate, il trito di cipolla e prezzemolo, il sale e il pepe e sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco, alzate il fuoco e fate rapprendere tutto il liquido.Nel frattempo portate a ebollizione 200 ml di acqua. Mettete il cous cous in una ciotola. Quando l'acqua spicca il bollore salatela, prelevatene un paio di cucchiai e con questi diluite lo zafferano. Versate l'acqua bollente sul cous cous e lo zafferano diluito. Coprite con un coperchio o un piatto e lasciate riposare per 5-8 min (l'acqua deve essere stata assorbita completamente). Trascorso questo tempo sgranate il cous cous con una forchetta. Impiattate disponendo il cous cous al centro contornandolo con il condimento di cozze e patate


Ci sentiamo nuovamente lunedì prossimo e se qualche siciliano è in ascolto e ha voglia di consigliarmi qualche posticcino proprio da non mancare si faccia pure avanti. Un bacione a tutti!!

lunedì 24 agosto 2009

Voglia di...

Questo non è stato un week end riposante....a volte penso di essere stato un inquisitore in una vita passata, solo in questo modo riesco a spiegarmi certe botte di sfiga. così oggi cerco di aggrapparmi a pensieri positivi. Guardo le croci rosse sul calendario e fantastico sulle prossime ferie. Ancora alcune settimane e poi farò ritorno in uno di quei posti che amo profondamente. Mi sembra già di sentire il vento caldo che profuma di limoni e Africa che mi accarezza la pelle. Di ammirare i tramonti sul mare cristallino e camminare fra i vicoli che profumano di cibo e storia. E per rendere questa suggestione ancora più viva preparo questo piatto fresco, nell'attesa di assaggiare l'originale qui

COUS COUS CON INSALATA DI VERDURE

Cous cous con insalata di verdure

Ingredienti per due persone: 100 gr di cous cous/ 1 peperone verde/ 1 cipolla tropea/ 20 pomodori ciliegia/ 1 cetriolo/ fagioli borlotti (io ho usato quelli in scatola, ma se avete un po' di tempo usati quelli freschi ora che è stagione)/ 3 cucchiai di tahin/ 2 cucchiai di olio/ un mazzetto di basilico

Mettete a bollire 120 gr di acqua leggermente salata. Nel frattempo lavate e mondate le verdure. Affettate il peperone a listarelle e la cipolla a fettine e tagliate i pomodori e il cetriolo a dadini. Scolate i borlotti e lavateli sotto l'acqua cottente. Unite le verdure e i fagioli in una ciotola e conditele con il tahin, un cucchiaio d'olio e il basilico spezzettato. Mescolate bene in modo che tutte le verdure siano ben ricoperte di condimento (se necessario potete aggiungere un altro po' di olio e tahin).
Quando l'acqua bolle, mettete il cous cous in una ciotola e versateci sopra l'acqua bollente ( in generale l'acqua deve coprirlo completamente e superare il livello del cous cous di circa un centimetro. Coprite con un piatto e lasciate riposare per 5/8 minuti. Trascorso queso tempo l'acqua dovrebbe essere stata completamente assorbita. Versate un cucchiaio d'olio sul cous cous e sgranatelo con una forchetta. Aiutandovi con un coppapasta leggermente unto d'olio diponete il cous cous nei piatti di portata e ricopritelo con l'insalata preparata in precedenza.

La foto purtroppo non rende bene (piatto bianco sotto cous cous...arghhh) però il risultato mi ha soddisfatto molto, un piatto molto rinfrescante

lunedì 10 agosto 2009

v. 2.0 for Paoletta

Tutti in vacanza eh?!?! La blogosfera si sta lentamente spopolando, ma qualche povero bloggers ancora in attesa di ferie o purtroppo già ritornato dalle vacanze c'è ancora...me compresa...sigh :( e non solo, c'è chi addirittura nonostante il caldo che rischia di stroncare i miei poveri neuroni, si inventa anche delle intriganti raccolte. Ma quando si parla di Paoletta non c'è da stupirsi di nulla. Le sue linguine alla crema di zucchine mi aveva stuzzicato immediatamente. Un condimento leggero, delicato e comunque saporito. All'inizio avevo pensato di replicare la ricetta senza cambiare nulla ma poi...come si fa a resistere a quella vocetta birichina che continua a suggerirti "piccole" variazioni. Il risultato mi è piaciuto veramente tanto, ovviamente non si avvicina neanche lontanamente alla favolosa ricetta della cheffa ;D

SPAGHETTI ALLE ZUCCHINE E TONNO

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Ingredienti per 2 persone: 160 gr di spaghetti/ mezza cipolla bionda piccola/ 4 zucchine piccole/ 20 gr di mandorle pelate/ 15 pomodori ciliegia/ una scatoletta di tonno sott'olio/ un mazzetto di basilico/ un cucchiaino di timo essiccato

Lavate accuratamente le zucchine e tagliatele a strisce molto sottili aiutandovi con un pelapatate o una mandolina. Tritate la cipolla e fatela soffriggere con un goccio d'olio in una padella capiente. Unite le zucchine, abbassate la fiamma, regolate di sale e lasciate cuocere per circa10 min (devono ammorbidirsi ma non disfarsi). Trascorso questo tempo alzate la fiamma e aggiungete le mandorle precedentemente tritate fini, i pomodorini tagliati a metà e il tonno sgocciolato dal liquido di conservazione. Mescolate e cuocete per alcuni minuti in modo che i pomodorini si ammorbidiscano e il tonno si distribuisca bene. In
fine unite il basilico tritato e il timo.
Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Colatela e unitela al condimento. Fate saltare e servite aggiungendo una generosa spolverata di pepe.

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Ed è con questa variazione che partecipo a

lunedì 25 maggio 2009

Lunedì...spaghetti???

E' di nuovo lunedì e come già sapete bene questo per me è un giorno durissimo! Stamattina, dopo mezz'ora trascorsa sul divano cercando di convincermi che ero sveglia e viva, ho deciso di andare a piedi al lavoro. Ho scoperto che quella passeggiata mi mette di buon umore. Evito lo stress da traffico o da autobus e mi godo le strade semivuote del centro.
Voglio che il lunedì si trasformi da nemesi settimanale nella prospettiva di un nuovo inizio. Voglio continuare a godere degli strascichi del week-end, ricordare il sole sulla pelle nuda e il profumo dell'estate che ormai sembra scoppiata, esautorando questa primavera troppo capricciosa.
Oggi ricomincio gli allenamenti per la corsa. Dopo la maratona ho ridotto troppo gli allenamenti e ora ho deciso che è il momento di porsi nuovi obiettivi. Non ho ancora scelto la gara ma voglio abbassare il mio tempo nella mezza maratona.
E poi voglio ritornare a scrivere con più regolarità. Il lavoro si è fatto più intenso e il caldo mi ha fatto un po' passare la voglia di spignattare, ma ho alcune novità che vorrei condividere con voi. E poi ho visto un sacco di raccolte interessanti a cui mi piacerebbe partecipare.
Per oggi vi saluto e vi lascio con questo piatto di pasta. Protagoniste le verdure di stagione, saporite e croccanti. Ne risultato un primo leggero e molto gustoso.

SPAGHETTI AL LIMONE CON PISELLI E ASPARAGINA

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Ingredienti per 4 persone: 320 gr di spaghetti/ 300 gr di piselli/ 150 gr di asparagina/ 1 cipolla piccola/ 1 limone/ 1 cucchiaio di timo essiccato/1 uovo/ pecorino qb

Lessate in abbondante acqua salata l'asparagina mondata della parte finale per circa 10 minuti, scolatela con una schiumaiola e raffreddateli immediatamente sotto l'acqua ghiacciata. Conservate l'acqua di cottura al caldo
Rosolate in una padella, per dieci minuti scarsi a fuoco dolce, la cipolla tagliata finemente, insieme al timo e a un cucchiaio d'olio. Aggiungete i piselli e dopo 5 minuti l'asparagina. Salate e cuocete altri 5 minuti.
Sbucciate il limone, eliminate la parte interna bianca e amara, poi tritatene finemente un cucchiaino e affettate a strisce sottilissime il resto.
In una ciotolina sbattete l'uovo con abbondante pecorino grattugiato fino a ottenere una crema. Unite anche la scorza del limone tritata.
Lessate gli spaghetti nell'acqua di cottura dell'asparagina. Scolateli al dente e saltateli assieme ai piselli e all'asparagina. Togliete la padella dal fuoco e unite la crema di uovo e pecorino. Mescolate bene e rimettete sulla fiamma dolce fino a quando l'uovo non comincia a rapprendersi.
Distribuite gli spaghetti nei piatti e decorate con le striscioline di limone.


Alcuni giorni fa (e mi scuso per l'incredibile ritardo) Luca&Sabrina mi hanno omaggiato di questo carinissimo premio. Io lo dedico a tutti voi, grazie per seguirmi nei miei pasticci culinari e non ;D

sabato 16 maggio 2009

Riti della Domenica

La casa è avvolta nel silenzio. Fuori, dalle finestre aperte, scorre la città sotto una luna gravida e lattiginosa. A intervalli regolari lampeggianti punti di luce solcano la notte portando con con loro centinaia di vite, sogni e mete che si perdono nel tepore di questa primavera.
Sbuffi di farina si incollano alle guance accaldate. Il mattarello scivola deciso sul piano di legno. Sul fuoco l'acqua bolle, verdi cime che velocemente si ammorbidiscono, brillanti bacelli da sgusciare a uno a uno.
Uno strato dopo l'altro e la teglia è pronta per essere infornata. Presto la cucina sarà invasa dal suo profumo, quell'aroma che mi ricorda la mia infanzia, i pranzi della domenica. Ma ci sarà anche qualcosa di nuovo, un gusto più fresco e sorridendo mi chiedo cosa penserà la nonna ad assaggiare le mie

LASAGNE DI ASPARAGI E FAVE

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Ingredienti per 2 teglie 18x23 cm

Per la sfoglia: 300 gr di farina 00/ 3 tuorli/ 2 uova intere
Sulla spianatoia formate la fontana con la farina. Al centro unite i tuorli e con una forchetta iniziate a sbatterli incorporando lentamente la farina. Aggiungete poi un uovo alla volta e impastate fino ad ottenere un composto liscio, sodo ed elastico (se dopo il primo uovo l'impasto è sufficientemente umido non aggiunte il secondo). Avvolgete nelle pellicola da cucina e conservate in frigorifero

Per la besciamella: 50 gr di farina/ 50 gr di burro/ 500 ml di latte a temperatura ambiente
In un pentolino fate sciogliere il burro. Fuori dal fuoco aggiungete in un unica volta la farina e mescolate. Mettete nuovamente sul fornello e cuocete fino a che il roux non diventa leggermente ambrato. A questo punto unite il latte a filo continuando a mescolare. Regolate di sale e pepe e cuocete fino a ottenere la consistenza desiderata (io preferisco avere una besciamella cremosa e non troppo densa, deve scivolare dal cucchiaio)

Per la crema di fave:1 kg di fave ancora nel bacello/ olio qb
Sgusciate le fave. Portate a bollore una pentola di acqua leggermente salata e cuocetevi le fave per 15 min circa. Scolatele, passatele immediatamente sotto l'acqua fredda e privatele della pellicina esterna. Riducetele in purea con un frullatore a immersione aggiungendo l'olio necessario per ottenere una consistenza cremosa.

Composizione:
1. Scottate in acqua bollente per 5 minuti 25 asparagi, precedentemente lavati e privati della parte finale del gambo. Scolateli e passateli sotto l'acqua fredda. Tagliateli in quarti nel senso della lunghezza o a dadini (come preferite, io ne ho fatto una parte a strisce e una dadini e ho trovato che quest'ultima soluzione sia preferibile nel momento del porzionamento delle lasagne).
2. Grattugiate 300 gr di parmigiano e tenete da parte.
3. Unite alla besciamella la crema di fave, mescolate bene per far amalgamare i due composti. Regolate di sale e pepe
4. Portate a ebollizione dell'acqua leggermente salata in una pentola piuttosto capiente. Unite alla besciamella la crema di fave
5. Togliete la sfoglia dal frigo, lavoratela brevemente sulla spianatoia infarinata e tirate con il mattarello o la macchinetta a uno spessore di 2 mm. Ricavate dei rettangoli grandi circa come le teglie e lessateli per 1-2 minuti nell'acqua salata. Scolateli con una schiumaiola e adagiateli su uno strofinaccio di cotone pulito (procedete con pochi rettangoli per volta per non farli attaccare o eventualmente unite un goccio d'olio all'acqua).
6. Imburrate leggermente il fondo delle teglie e versateci un velo di besciamella alle fave. Disponete il rettangolo di sfoglia cotta, ricopritelo con la besciamella, disponete sulla superficie gli asparagi e completate con abbondante parmigiano grattugiato. Procedete con un altro strato (sfoglia, besciamella, asparagi, parmigiano) e ricoprite con un rettangolo di sfoglia. Ricoprite di parmigiano e fiocchetti di burro.
7. Cuocete le lasagne in forno preriscaldato a 160° per circa 20-25 min (deve formarsi una croccante crosta dorata)


Questo è stato uno dei piatti che ho servito domenica scorsa per pranzo. Devo dire che tutti, anche la nonna che è il genio delle lasagne, hanno molto apprezzato. Spero che possa allietare anche la vostra domenica ;D


Un piccolo appello: vi avevo già parlato dell'iniziativa di booksharing a cui sto partecipando. Mi mancherebbe ancora una persona da coinvolgere nello scambio...perciò, accetto volontari ;D


venerdì 20 febbraio 2009

Change

Ieri è stato un giorno importante. Quelli che possono cambiare la vita e che terrorizzano e che possono aprire nuove porte, battere nuove vie. Se tutto andrà bene inizierà un nuovo capitolo. Una scommessa sul futuro. Forse non porterà a nulla, forse alla fine mi ritroverò un nuovo titolo di studio in mano e alla ricerca di un altro lavoro. Ma quello che sto facendo ora non mi piace, mi prosciuga, mi avvilisce. E quindi forse è il momento di rischiare, di cominciare a muoversi nuovamente. Lunedì avrò il risultato del colloquio. Comunque vada cercherò con tutte le mie forze di realizzare un cambiamento, per realizzarmi maggiormente, per avere più rispetto di me stessa. E speriamo che il cielo di Orvieto mi porti fortuna.

E in tema di sperimentazioni, questo riso, estremamente profumato, è il mio primo approccio alla cucina nord africana. La cannella si sposa meravigliosamente con l'aroma del basmati, il tutto bilanciato dal gusto leggermente terroso delle lenticchie. La versione originale prevede come accompagnamento una salsa piccante di pomodoro. Io per mancanza di tempo l'ho omessa, ma credo sia perfetta per valorizzare il

KOSHERI

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Ingredienti per 4 persone: 300g di lenticchie verdi/ 200g di riso basmati/ 40 g di burro/ 400ml di acqua calda/ ½ cucchiaino di noce moscata/ 1 e ½ cucchiaino di cannella/ 1 e ½ cucchiaino di sale/ 1 e ½ cucchiaino di pepe nero/ 4 cucchiai di olio d'oliva/ 2 cipolle bianche tagliate a fettine sottili.

1. Mettete le lenticchie in uno scolapasta e lavatele sotto l'acqua corrente fredda. Trasferitele in un ampio tegame, copritele con molta acqua fredda e portate a ebollizione. Riducete la fiamma e fate sobbollire per 25 minuti. Le lenticchie dovranno essere tenere ma assolutamente non molli. Scolatele, salate a piacere, e tenetele da parte.
2. Scaldate l'olio d'oliva in una padella e fate soffriggere la cipolla per 20 minuti a fuoco
medio, fino a ottenere una colorazione bruno-scura. Asciugatele con della carta da cucina e tenetele da parte.
3. In una ciotola ricoprite il riso con acqua fredda, lavatelo e scolatelo bene. Sciogliete il burro in una padella piuttosto larga, a fuoco medio, aggiungete il riso scolato e mescolate bene finché non sarà ben amalgamato col burro. A questo punto aggiungete l'acqua , la noce moscata, la cannella, il sale e il pepe. Portate a bollore, coprite, riducete la fiamma al minimo e lasciate sobbollire per 12 minuti. Spegnete il fuoco, alzate il coperchio e coprite la padella con un telo pulito, dopodiché rimettete il coperchio.Lasciate riposare per 5 minuti
4. Prima di servire separate il riso delicatamente con una forchetta, poi aggiungete le lenticchie e la maggior parte delle cipolle, tenendone un po' da parte per guarnizione. Assaggiate per sentire il condimento e aggiustate a piacimento. Ponete tutto il riso in un piatto di portata e guarnitelo con le cipolle restanti. Servitelo caldo

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Ah! dimenticavo con questa ricetta contribuisco alla raccolta di Lety

sabato 13 dicembre 2008

Signori e Signore Vostra Maesta' il Tortellino...e altre storie

Regalo per mamma: 30 euro

Regalo per Anna: 23 euro

Regalo per la weazel: xxx euro

...Imparare a fare i tortellini dalla nonna...Priceless...


I TORTELLINI

questa foto partecipa a http://www.tredways.org/2008/11/25/december-photo-project-2008/


Per la sfoglia: il principio base è un uovo per ogni etto di farina. Solitamente noi facciamo impasti da 5 uova e 500g di farina

Su una spianatoia formate la fontana con la farina, sguscatevi al centro le uova e impastate fino a ottenere una pasta liscia (come il sedere di un bambino) ed elastica

Per il ripieno: 150g di polpa di vitello macinata/ 100g di polpa di maiale macinata/ 80 g di mortadella macinata/ 50g di polpa di tacchino macinata/ 40g di prosciutto (non troppo salato) macinato/ 2 tuorli/ 200g di parmigiano grattuggiato/ noce moscata a piacere

Scottate in una padella la polpa di vitello, quella di maiale e il tacchino con una noce di burro. Non appena la carne prende colore spegnete la fiamma e unite la mortadella e il prosciutto, mescolate bene e lasciate raffreddare. Trasferite il misto di carni in un mixer o nel frullatore e triturate il tutto molto finemente. Mettete il macinato in una ciotola e unite il parmigiano, i tuorli e la noce moscata. Amalgamate bene con le mani per circa dieci minuti

Stendete la sfoglia molto sottile (spessore di circa un millimetro - se avete la macchina fate due giri a 1 e poi un giro per ogni scatto fino al 6). Con uno sperone ritagliate la sfoglia in quadrati di circa 1 cm di lato e mettete un po' di ripieno al centro di ogni quadrato. Prendete un quadrato di sfoglia e piegatelo a metà, formando un triangolo. Fate aderire bene la pasta sui bordi. Ora schiacciate fra indice e pollice due angoli del vostro triangolo e fateli aderire formando un occhiello facendoli girare sulla punta del mignolo. Proseguite fino a esaurimento degli ingredienti.

Il tortellino viene cotto sempre nel brodo anche qualora vogliate condirlo con la panna!


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Io venerdì ho scioperato...E sono andata in piazza... Lo trovavo giusto...però...Però mancano le idee. Un sacco di simboli obsoleti...'Bella Ciao' che apre il dibattito. Nulla di nuovo, sempre uguale da 30 anni. E se invece di continuare a urlare che il Nano Malefico è cattivo (cosa vera e pericolosa) si cominciasse a dare alla gente delle alternative reali...


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