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giovedì 12 novembre 2009

Dancing Boxes

Scatole. Scatole grandi che possono contenere un elefante o minuscole, che ti dimentichi dove averle nascoste. Scatole che custodiscono pezzetti di vita, ricordi che ingialliscono col tempo, pagine scritte a caratteri fitti che raccontano una storia che nessuno leggerà mai. Scatole di cartone, di latta, colorate o anonime, scatole che contengono la promessa di un amore eterno. Scatole per mettere ordine nel caos quotidiano, scatole dimenticate in fondo ad armadi, che quando vengono ritrovate splendono come tesori dei pirati. Scatole per regalare un pensiero, un sorriso, colme di piccole gioie, petali di fiori leggeri, profumi di infanzia. Scatole infiochettate, nella mente la persona a cui verranno donate. Le scatole sono mondi che vivono attraverso noi, che danzano al ritmo della nostra musica...
Io partecipo e voi?


E nell'attesa che riceviate le vostre scatole danzanti vi offro questo dolce profumato di mela e camomilla, incredibilmente soffice e umido, perfetto da servire con il tè del pomeriggio o come dopocena accompagnato da una crema inglese

CAKE DI MELE E CAMOMILLA

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Ingredienti: 3 uova medie/125 gr di zucchero/ 3mele fuji/ 100 gr di mandorle/ 250 gr di latte/ due cucchiai pieni di fiori di camomilla essiccati/ 180 gr di farina integrale/ mezza bustina di lievito per dolci/zucchero a velo per decorare


Sbucciate le mele e privatele del torso. Portate a bollore il latte e non appena inizia a fremere spegnete e aggiungete i fiori di camomilla. Lasciate in infusione per circa 30 minuti. Unite nel mixer le mele tagliate a cubetti, il latte con i fiori di camomilla e le mandorle e frullate il tutto fino a ottenere un composto omogeneo.
In una ciotola montate le uova con lo zucchero fino a che diventano bianche e spumose. Aggiungete il composto di mele e camomilla, mescolando dal basso verso l'alto con una spatola di silicone. Unite infine la farina e il lievito setacciati. Imburrate gli stampini e mettete nel forno spento. Accendete a 180° in modalità ventilata e cuocete per circa 20/25 min da quando raggiunge la temperatura (controllate la cottura infilando uno stuzzicadenti al centro del cake). Poco prima di servire spolverizzate con lo zucchero a velo

Ringrazio Luca e Sabrina per il premio che mi hanno assegnato


E ora passo a rispondere alle 10 domande che lo accompagnano

1) In quale animale ti reincarneresti? in un lupo...nonostante la loro pessima fama sono animali fedeli che si scelgono un compagno per la vita. Inoltre adoro il loro aspetto nobile e fiero
2)Di chi o di cosa non potresti fare a meno? della weazel, senza di lui non potrei esistere
3)Cosa apprezzi di più in una persona? la coerenza
4)Di che colore preferisci vestirti? nero e viola
5)Definisciti in tre parole: insicura, affidabile, silenziosa
6)Un viaggio che vorresti fare? troppi, per ora in cima alla mia topo list ci sono il Giappone e New York
7)Citazione preferita: ...
8)Cosa ti piacerebbe fare? avere più tempo da dedicare a ciò che amo, cambiare lavoro, essere più serena
9)Se non ti dedicheresti a quello che fai, cosa ti piacerebbe fare? scrivere una guida di viaggio
10)Qual è la tua stravaganza? semino le scarpe per la casa, rischiando di uccidere la weazel che ignaro ci inciampa sopra


Giro il giochino a Onde99, Daniela B., Pippi e Mirtilla.

lunedì 14 settembre 2009

E l'estate è volata via...

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Ed eccomi di nuovo qui...questa volta per molto molto tempo :( Questi cinque giorni in Sicilia sono stati magici, il tempo di sistemare le (migliaia) di foto che ho fatto e ci tedierò per benino con il mio racconto di viaggio e spero con qualche ricettina ispirata a questa terra magnifica! Intanto questa mattina ho girettato un po' nei vostri blog...ma quante cose sfiziose che avete postato, la mia agendina delle ricette da provare è cresciuta considerevolmente.

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Intanto colgo l'occasione di fare un po' di ringraziamenti...innanzi tutto Paoletta che oltre ad aver allietato la nostra estate col suo gioco goloso ha scelto la mia foto fra le menzioni d'onore...che dire non avrò vino nulla ma vedere il mio nome in mezzo a quello di bravissime foodblogger mi ha fatto un certo effetto!

Mentre Gio mi ha passato questo meme-premio...visto che dieci curiosità su di me ve le avevo rivelate dimezzo il giochino per non annoiarvi troppo e ve ne dico altre cinque ;D




1. adoro girare a piedi scalzi, per lo più mi limito a farlo in casa ma se mi si presenta l'occasione amo sentire l'erba soffice di un prato o i sassi caldi di una spiaggia a contatto con la pelle, mi trasmette un grande senso di libertà
2. non sono fissata con la tecnologia ma da quando è uscita questa signorina qui me la sogno di notte
3. per lunghissimo tempo pensavo che uno dei piaceri gastronomici assoluti fosse fare colazione con la pizza! Per questo io e mio padre ne ordinavamo sempre una in più da smezzarci la mattina successiva (ora potete vomitare!)
4. ho l'insana tendenza a chiudermi fuori di casa...se la weazel potesse mi attaccherebbe le chiavi al collo
5. vengo attirata da tutto ciò che è colorato e sbarluccicoso come una falena dalla luce...questo mi rende soggetta ad acquisti insensati e ripetitivi (ho cassetti pieni di post it, evidenziatori, quaderni....)


Io passo questo compitino a quelli che passano di qui e lasciano un commento...dai svelatemi una piccola curiosità!!! e intanto
BUONA SETTIMANA...ANCHE A CHI SOGNA GIA' LE PROSSIME VACANZE ;D

mercoledì 12 agosto 2009

Brioches per tutti

Ci sono sapori che rimangono impressi nella memoria. Sapori legati a un particolare ricordo o luogo che costituiscono la propria personale classifica gastronomica. Un piatto di spaghetti al pomodoro mangiato alle falde del Vesuvio, il profumo intenso del pomodoro e del basilico, la grana della pasta, la mozzarella filante. Oppure la pizza di Vico Equense, straordinariamente alta e croccante allo stesso tempo. Il gelato alla crema con frutti di bosco caldi del Walde, la rotondità della panna che si sposa perfettamente con l'acidità di more, mirtilli e lamponi. E poi ci sono le colazioni al Bar Lo Po a base di granite ai gelsi e brioche col tuppo. Un idillio. Forse il miglior modo in assoluto per iniziare una calda giornata di vacanze.
Così quando girettando fra i vari blog ho visto questa ricetta (chiedo scusa non mi ricordo esattamente da chi, quindi se riconoscete la ricetta fatevi avanti) mi sono tornate in mente quelle lente e brillanti mattine siciliane, il profumo dei limoni e la serenità che pervadeva quel piccolo rito quotidiano. Spero faccia lo stesso effetto anche a voi

BRIOCHE CON PASTA MADRE

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Ingredienti: 200 gr di pasta madre rinfrescata la sera precedente/ 300 gr di farina 00 + 100 gr di farina 0/ 100 gr di zucchero semolato/ 50 gr di burro morbido/ 200 ml di latte intero/ 3 tuorli d'uovo/ un pizzico di sale

Sciogliete la pasta madre nel latte tiepido. Aggiungete gradatamente la farina, lo zucchero, i tuorli e infine il sale e il burro. Impastate per circa 15 min fino a che l'impasto non risulta morbido e ben incordato. Trasferitelo in una ciotola, copritelo con una pellicola trasparente e un canovaccio e mettete a lievitare per due ore in un luogo tiep
ido. Trascorso questo tempo riprendete l'impasto, sgonfiatelo e lavoratelo velocemente per alcuni minuti (se dovesse risultare troppo appiccicoso aggiungete un altro po' di farina). Formate un filoncino, disponetelo su una leccarda rivestita di carta forno, coprite con la pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio (con queste alte temperature sono bastate 4 ore)

cheat: affinché durante la lievitazione l'impasto non si allarghi troppo ma cresca soprattutto in altezza ponete ai lati del filoncino due pacchi di spaghetti che fungano da fermi.

Una volta lievitato riprendete l'impasto e con un coltello ben infarinato tagliatelo in pezzi da circa 100 gr ciascuno. Con delicatezza formate delle palline con ciascun pezzo, disponeteli nuovamente sulla leccarda ricoperta da carta forno e lasciate lievitare, coperti con un panno, per altri 40 minuti.
Nel frattempo preriscaldate il forno a 200°. Trascorsi i 40 minuti spennellate la superficie delle brioche con un tuorlo d'uovo mescolato a un goccio di latte e decorate con granella di zucchero.
Infornate per 30 minuti, abbassando la temperatura a 170° dopo i primi dieci minuti di cottura. Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella.


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Volevo ringraziare anche Luca&Sabrina che mi hanno fatto omaggio di questo premio, che a mia volta assegno a tutti i bloggers che passano di qui in queste giornate vacanziere


E un abbraccio speciale a Franz che mi ha regalato questa dolcissima mongolfiera, con il compito di elencare 5 cose che amo fare


1) guardare il tramonto sul mare, quando si alza quella brezza salina che accarezza la pelle e i gabbiani intonano il loro malinconico richiamo
2) sfogliare le riviste di viaggi, che parlano di paesi lontani e culture diverse. Accarezzare quelle pagine e ammirare le splendide fotografie mi dà la sensazione di poter teletrasportarmi in quei luoghi
3) andare ai cinema all'aperto
4) fare il bagno. Quei momenti di relax, sdraiata nell'acqua calda e profumata di sali, con un buon libro e la musica di sottofondo, sono un piacere davvero irrinunciabile.
5) girettare per le librerie. E' come entrare nella stanza del tesoro. Passo ore a rimirare le copertine e segnarmi i titoli che vorrei acquistare

Passo il premio e il giochino a Marilì, Fiordilatte, Luca&Silvia, Saretta e Carolina.

mercoledì 10 giugno 2009

Profumi d'Oriente

Il mio primo approccio con la cucina etnica è avvenuto diversi anni fa, in un raffinato ristorante cinese del centro. Tovaglioli ripiegati a ventaglio, bacchette di bambù, mobilio in legno scuro laccato. Cameriere eteree che si spostavano silenziose da un tavolo all'altro, in uno svolazzo di raso e perfetti capelli lisci e neri. Il sapore salato e dolciastro della salsa di soia, il riso leggermente fritto, il connubio agrodolce della marinatura del maiale mi conquistarono.
A quella prima esperienza sono seguite nuove e interessante scoperte. L'amore per la cucina messicana, così sensualmente piccante, un'insana passione, soprattutto dal punto di vista economico per la cucina giapponese, in particolare per il sashimi e la salsa teryaki. I viaggi hanno poi alimentato questa curiosità. Le visite in paesi esteri si sono diventate occasione di ricerca della cucina locale, dei profumi e dei sapori dei mercati. Istanbul rimarrà per sempre legata al ricordo del dolce sapore delle spremute di melograno, la Croazia a quello deciso e agliato della carne alla griglia, la Thailandia ai curry piccanti, al pesce fresco mangiato in riva al mare e alla frutta così dolce da sembrare nettare.
Grazie a queste contaminazioni la mia cucina si è arricchita di spezie prima ignote, vasetti di polveri colorate che spesso fanno apparire la dispensa il ricettacolo di un alchimista. Ho scoperto che si può sostituire il sale con spezie che danno molto più carattere ai piatti e che giocando con gli aromi si possono trasformare anche le ricette più tradizionali in qualcosa di nuovo dal sapore vagamente esotico.

SPICY SPEZZATINO

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Ingredienti per 2 persone: 300 gr di spezzatino di vitello/ mezza cipolla/ 2 patate/ 300 gr di piselli sgranati/ 1 cucchiaio raso di curry/ 1 cucchiaio raso di curcuma/ 1 cucchiaino di zenzero in polvere/ un pizzico di cannella/ sale e pepe

Infarinate leggermente i pezzi di vitello. Lavate, sbucciate e tagliate a cubetti le patate.
Nella pentola a pressione fate soffriggere la cipolla con un goccio d’olio. Quando la cipolla è diventata trasparente, aggiungete lo spezzatino e cuocete per un paio di minuti, fino a quando la carne non è ben sigillata. Nel frattempo sciogliete le spezie in una tazza di acqua calda. Salate e pepate la carne, unite le patate, i piselli, e l’acqua con le spezie. Mescolate bene e fate insaporire per qualche minuto. A questo punto aggiungete nella pentola dell’acqua calda fino a coprire la carne e le verdure (se volete potete aggiungere anche del brodo). Chiudete la pentola a pressione e cuocete per 25/30 minuti dal fischio. Se una volta trascorso questo tempo il sugo di cottura dovesse risultare troppo liquido fate rapprendere sul fuoco vivo fino a che non avrà raggiunto la densità desiderata. Impiattate e decorate con prezzemolo fresco

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Con estremo ritardo ringrazio Luca e Sabrina, che con la loro dolcezza mi hanno onorata con questi bei premi


lunedì 8 giugno 2009

Primavera e Risvegli

Ci sono ricette che colpiscono immediatamente. Che si fissano nella memoria e non si scollano più. A me capita spesso con le preparazioni base. Così quando ho letto la ricetta della pasta da quiche di Felder su Cavoletto mi sono letteralmente innamorata. Poi l'ho vista fare da altre blogger e sembrava sempre perfetta. Così questo week end pensando a un dolce da preparare per la colazione, magari più fresco della solita ciambella o plumcake, mi è tornata in mente questo impasto. Per il ripieno volevo qualcosa di leggero e non troppo dolce. Una crema fresca, arricchita da delle frutta. Da queste idee è nata questa

QUICHE CON RICOTTA E FRAGOLE

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Ingredienti per la base (ricetta originale di Christophe Felder): 200 gr di farina/ 10 gr di zucchero vanigliato*/ 90 gr di burro morbido a pezzetti/ 1 uovo/ 20 gr di acqua/ la scorza grattuggiata di un limone bio
Ingredienti per la farcia: 400 gr di ricotta vaccina/ 75 gr di zucchero di canna/ dicei fragole piuttosto grosse/ 1 uovo

Lavorate la farina, lo zucchero e il burro in una ciotola, con le dita, fino a quando il burro è stato assorbito dalla farina. Aggiungete l’uovo, la scorza del limone e l’acqua e impastate. Quando la pasta sarà omogenea, avvolgetela nella pellicola e mettetela a riposare al frigo per 2 ore.
Nel frattempo lavorate in una ciotola la ricotta con lo zucchero fino a ottenere una crema morbida. Lavate le fragole, tagliatele a metà per il senso della lunghezza e poi tritatele a coltello. Unite le fragole sminuzzate alla crema di ricotta, aggiungete l'uovo e mescolate bene fino a quando gli ingredienti non saranno ben amalgamati.
Togliete l'impasto dal frigofifero e stendetelo allo spessore di 3 mm. Foderate una tortiera da 20 cm di diametro con la carta da forno e stendeteci dentro l'impasto. Livellate i bordi con un coltello, tenendoli alti almeno 3 cm. Riempite l'involucro di pasta con la crema di ricotta e ripiegate i bordi verso l'interno. Infornate in forno già caldo a 170° per circa 40-45 min (la pasta deve diventare leggermente dorata e il ripieno rapprendersi)

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Con una fetta di questa torta il risveglio diventa decisamente più dolce. Sì, perchè per me il momento in cui suona la sveglia è traumatico. Aprire gli occhi, abbandonare il rassicurante abbraccio del cuscino e della weazel è una violenza. Così più che un essere umano, sembro un troll delle caverne. Non posseggo l'uso della parola, mi esprimo a grugniti e mi aggiro per la casa, trascinando le ciabatte cercando di ritrovare il un barlume di dignità. Prima di una tazza gigantesca di caffè mordo e guai a cercare di iniziare una conversazione, si rischia il linciaggio. Quindi oserei dire che il mostricciattolo che mi è stato affidato da Antonella mi si addice molto. Il suo nome è Gigetto e io lo passo a Gio, Ester, Carolina, Alex ed Elga


ecco le regole dell'affidamento
Questo premio va assegnato ad almeno 5 blog e ognuno di coloro che lo riceverà sarà libero di dare un nome a questo "mostriciattolo" Non è obbligatorio, ma se qualcuno vuole, può raccontare la sua sveglia. Com'era, com'è, come la vorrebbe.

BUON LUNEDI'

lunedì 25 maggio 2009

Lunedì...spaghetti???

E' di nuovo lunedì e come già sapete bene questo per me è un giorno durissimo! Stamattina, dopo mezz'ora trascorsa sul divano cercando di convincermi che ero sveglia e viva, ho deciso di andare a piedi al lavoro. Ho scoperto che quella passeggiata mi mette di buon umore. Evito lo stress da traffico o da autobus e mi godo le strade semivuote del centro.
Voglio che il lunedì si trasformi da nemesi settimanale nella prospettiva di un nuovo inizio. Voglio continuare a godere degli strascichi del week-end, ricordare il sole sulla pelle nuda e il profumo dell'estate che ormai sembra scoppiata, esautorando questa primavera troppo capricciosa.
Oggi ricomincio gli allenamenti per la corsa. Dopo la maratona ho ridotto troppo gli allenamenti e ora ho deciso che è il momento di porsi nuovi obiettivi. Non ho ancora scelto la gara ma voglio abbassare il mio tempo nella mezza maratona.
E poi voglio ritornare a scrivere con più regolarità. Il lavoro si è fatto più intenso e il caldo mi ha fatto un po' passare la voglia di spignattare, ma ho alcune novità che vorrei condividere con voi. E poi ho visto un sacco di raccolte interessanti a cui mi piacerebbe partecipare.
Per oggi vi saluto e vi lascio con questo piatto di pasta. Protagoniste le verdure di stagione, saporite e croccanti. Ne risultato un primo leggero e molto gustoso.

SPAGHETTI AL LIMONE CON PISELLI E ASPARAGINA

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Ingredienti per 4 persone: 320 gr di spaghetti/ 300 gr di piselli/ 150 gr di asparagina/ 1 cipolla piccola/ 1 limone/ 1 cucchiaio di timo essiccato/1 uovo/ pecorino qb

Lessate in abbondante acqua salata l'asparagina mondata della parte finale per circa 10 minuti, scolatela con una schiumaiola e raffreddateli immediatamente sotto l'acqua ghiacciata. Conservate l'acqua di cottura al caldo
Rosolate in una padella, per dieci minuti scarsi a fuoco dolce, la cipolla tagliata finemente, insieme al timo e a un cucchiaio d'olio. Aggiungete i piselli e dopo 5 minuti l'asparagina. Salate e cuocete altri 5 minuti.
Sbucciate il limone, eliminate la parte interna bianca e amara, poi tritatene finemente un cucchiaino e affettate a strisce sottilissime il resto.
In una ciotolina sbattete l'uovo con abbondante pecorino grattugiato fino a ottenere una crema. Unite anche la scorza del limone tritata.
Lessate gli spaghetti nell'acqua di cottura dell'asparagina. Scolateli al dente e saltateli assieme ai piselli e all'asparagina. Togliete la padella dal fuoco e unite la crema di uovo e pecorino. Mescolate bene e rimettete sulla fiamma dolce fino a quando l'uovo non comincia a rapprendersi.
Distribuite gli spaghetti nei piatti e decorate con le striscioline di limone.


Alcuni giorni fa (e mi scuso per l'incredibile ritardo) Luca&Sabrina mi hanno omaggiato di questo carinissimo premio. Io lo dedico a tutti voi, grazie per seguirmi nei miei pasticci culinari e non ;D

giovedì 23 aprile 2009

Lazyness

Latito...sarà colpa di questo tempo pazzo che rende il mio umore instabile e volubile. O forse l'inizio di questa primavera umida e piovosa, che mi rende malinconica e languida come un autunno nebbioso. Mi sembra di essere caduta in letargo, una miriade di progetti e idee che mi si affollanno in testa ma nessuna voglia o energia per farle. Si cucina, ma cose semplici e veloci. E così questo mio piccolo salotto è trascurato. La polvere ha cominciato a depositarsi sui mobili, le finestre non vengono aperte da un po'. Però ci sono, vi leggo, sbircio nelle vostre cucine in cerca di ispirazione. Che tornerà presto, ne sono sicura. Ho solo bisogno che il sole rimanga a scaldarmi un po' più a lungo.
Nel frattempo volevo ringraziare alcune persone speciali. Alessia e Cata che mi hanno fatto un bellissimo regalo. Questo delizioso quadernino mi accompagnerà tutti i giorni, conserverà le mie idee e i miei pensieri. Adoro le pagine bianche mi danno la sensazione di poter cominciare ogni volta qualcosa di nuovo, ogni spazio che riempirò sarà la nascita di un piccolo mondo.

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E poi Luca e Sabrina che mi hanno donato questo splendido fiore. Un bellissimo regalo di primavera. Io a mia volta lo dedico a tutti voi che ogni giorno passando di qui mi dedicate un po' del vostro tempo.



Infine una ricettina veloce. Qualcosa di leggero e soffice. Profumato di fiori e dei primi ortaggi di stagione. Lo dedico a Elga e alla sua nuova raccolta



SFORMATINI DI ZUCCHINE E ASPARAGI

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Ingredienti per 5 persone: 200 gr di zucchine/ 200 gr di asparagi/ 2 uova/ 50 gr di parmigiano/ 2 cucchiai di olio evo / 2 cucchiai di misticanza di fiori*/ 5 foglie di menta/ 5 foglie di basilico/ un rametto di rosmarino
Lavate le verdure e le erbe aromatiche. Con il pelapatate eliminate la parte più fibrosa del gambo degli asparagi. Mettete nella pentola a pressione il cestello del vapore con 4 dl di acqua e cuocete le verdure per 6 minuti dopo il fischio. Trasferite le verdure cotte in una ciotola. Svuotate la pentola a pressione dall'acqua rimasta, riempitela nuovamente con 4 dl di acqua e riposizionate il cestello. Tagliate le verdure a tocchetti, aggiungete le uova, il parmigiano, la misticanza, le erbe aromatiche e l'olio e passate il tutto con il minipimer fino a ottenere una crema (se risultasse troppo soda aggiungete un altro po' di olio). Imburrate 5 stampini di alluminio e riempiteli con la crema di verdure lasciando mezzo centimetro dal bordo. Coprite ogni stampino con carta d'alluminio e posizionateli sul cestello del vapore. Cuocete per 12 minuti dal fischio.

*si può acquistare da Naturasì

martedì 31 marzo 2009

Un'insalata per richiamare la primavera

La pioggia scende incessante sui vetri. Forma rivoli, mutevoli forme geometriche. Tutto è grigio, languidamente sonnolento.
Ho voglia di sole. Ho voglia di luce. Di togliermi strati di vestiti, di sentire il calore sulla pelle nuda. Ho voglia di rivedere il mare, lo specchio dorato sotto i raggi del mezzogiorno. Di godere della spiaggia vuota, non ancora invasa da schiere di ombrelloni e turisti. Di sentire la sabbia bagnata sotto i piedi scalzi. Di scavare pigramente cunicoli con la punta delle dita, mentre sdraiata osservo le nuvole rincorrersi all'orizzonte.
Ho voglia di sentire il profumo della primavera, quell'odore di terra ed erba appena tagliata. Di vedere le gemme brillare di un bel verde acceso, trasformarsi, diventare bocciolo, fiore.
Questa stagione si sta facendo desiderare, come un amante reticente, come una bambina dispettosa che gioca a nascondino.
E allora nell'attesa, inganno questo grigiore cercando di portare leggerezza e colore nei miei piatti. Una sorta di offerta, di richiamo per questa primavera capricciosa

INSALATA DI SALMONE AL MIELE

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Ingredienti per due persone: 2 tranci di salmone/ insalata mista a piacere (valeriana, radicchio, spinaci baby, lattughino) / 1 arancia grande/ 40 gr di pinoli
per il dressing: 1 cucchiaio abbondante di miele d'acacia (se non avete del miele d'acacia potete usare un qualsiasi miele fluido e delicato; vi sconsiglio invece quelli troppo decisi come quello di castagno)/ 2 cucchiai di olio delicato e leggermente fruttato (ligure o calabrese)/ 1 cucchiaio di limone/ 1 cm di radice di zenzero grattuggiata/ sale rosa dell'himalaya e pepe qb

Scaldate una padella e senza aggiungere grassi scottate i tranci di salmone (bastano pochi minuti per lato, la carne all'interno deve rimanere bella rosata). Togliete il pesce dal fuoco, eliminate la pelle esterna, l'osso centrale e le eventuali lische e tagliatelo a cubetti. Pelate l'arancia a vivo e tagliate anche questa a cubetti. Nella stessa padella in cui avete cotto il salmone fate tostare i pinoli, fino a che non diventano dorati. In una ciotolina emulsionate gli ingredienti per il dressing, sbattendo con una forchetta per alcuni minuti. In una ciotola disponete la misticanza, il salmone, l'arancia e i pinoli tostati e condite con l'emulsione di miele e olio

Con questa ricetta partecipo (sperando non sia già scaduta) alla ricetta di Susina


Un abbraccio speciale a Cielomiomarito e Luca&Sabrina che mi hanno fatto omaggio di questo bel premio.


A mia volta lo assegno a
Paoletta: perché per creare quei magnifici lievitati oltre che grande maestria ci vuole anche una geniale creatività
Onde99: amo il tuo modo di giocare con i colori e il tuo approccio creativo alla cucina francese
Virginia: ogni giorno riesci a stupirmi con le tue foto luminose e invitanti. Mi piace tantissimo come riesci a creare piatti straordinari utilizzando pochi e semplice ingredienti
Gio: perché la tua ironia e le tue analisi mi fanno riflettere sorridendo

lunedì 26 gennaio 2009

Per non dimenticare...

Mosher Moskowitz era l'emblema della sfiga ebraica. Aveva un nasone grosso come una patata e adunco come il dito di una strega. I riccioli neri si congiungevano con una barbona arruffata e spelacchiata. Era basso e magro, e una leggera gobba gli conferiva un'aspetto intirizzito da pulcino bagnato. Mosher Moskowitz viveva in Polonia, ma dopo l'ennesimo pogrom, dopo aver visto amici e vicini massacrati e le loro case bruciate, dopo aver perso tutto ancora una volta, aveva deciso di fuggire. Sarebbe andato negli Stati Uniti, dove le strade erano lastricate d'oro e i bastoni erano usati per giocare a baseball. Così vendette tutto ciò che possedeva, comprò i biglietti di infimissima classe per tutta la sua famiglia e dopo sei settimane di navigazione vide la corona puntuta della Statua della Libertà. Mentre pidocchioso e sporco passava la sua quarantena a Ellis Island, Mosher si disperava al pensiero di come avrebbe mantenuto la sua numerosissima famiglia. Durante primo giorno di libertà si avviò mestamente, col suo caftano lurido, per tutti i drugstore che riuscì a incontrate cercando di vendere il suo spago super resistente. Il meglio che riuscì a racimolare fu Vattene sporco ebreo! Il giorno dopo mentre la sera calava Mosher si fermò davanti all'insegna dell'ultimo drugstore che aveva intenzione di visitare e si rivolse a Dio
Ti prego Dio fa che questa volta vada bene, ho finito i soldi e le scarpe strette di mio cugino mi stanno uccidendo
Così dicendo entrò sfoggiando il suo più accattivante sorriso (un'orribile ghigno che gli deturpava il viso).
Buona sera mio amico. Io ha un'offerta che tu no puoi rifiutare. Tuoi stupidi concorrenti hanno rifiutato ma tu no stupido tu uomo più intelligente e certamente comprerai mio ultraresistentissimo spago e presto diventerai ricco
La montagna umana che si trovava dietro al banco, rosso e sudato, squadrò il piccolo e sporco ebreo e sorridendo gli rispose
Sei fortunato oggi. Va bene comprerò il tuo spago
Mosher non poteva crederci e al settimo cielo chiese
Benebene...e quanti metri vuole lei?
Dalla punta di quel tuo enorme naso alla punta del tuo inutile pisellino
- disse ghignando il grasso americano
Mosher se ne andò saltellando nelle scarpe strette
Due settimane dopo, mentre guardava una mosca che gli ronzava sulla testa il sudato commerciante vide due enormi tir parcheggiare davanti al suo negozio e scaricare centinaia di casse di spago. Non riuscendo a spiccicare una parola rimase a fissare i facchini che depositavano la merce nel magazzino fino a quando un giovane alto biondo e abbronzato non gli si avvicinò e con fare spavaldo gli mise in mano un foglio di carta
Ecco qui CharlieBello ecco la tua fattura da 5000 dollari
CharlieBello recuperando la mandibola che gli era rotolata sopra i piedi aprì la fattura e lesse la nota scritta a mano riportata sotto l'astronomica cifra
Grazie e mille per l'acquisto
Distinti saluti
Mosher Moskowitz residente a New York circonciso a Varsavia


Questa storiella è liberamente tratta dallo spettacolo Oylem Goylem di Moni Ovadia. Rappresentazione storica dell'istrionico musicista, attore, comico, scrittore che per festeggiare i 15 anni di questo "cabaret yiddish" l'ha riproposto nel teatro che ne aveva visto la prima: l'Arena del Sole di Bologna. Uno spettacolo geniale, che parla di esilio e luoghi comuni, di tradizioni e paranoie. Il tutto accompagnato da una splendida colonna sonora fatta di musica gitana e canti tradizionali yiddish. Due ore e mezza di puro divertimento, di quello che oltre a svagare fa riflettere. Soprattutto in questi giorni. Dopo Gaza e vicino al giorno della Memoria. Per ricordare che l'odio e l'ignoranza sono i peggiori mali che possono colpire il nostro mondo. Che le facili banalizzazioni sono pericolose. Che etichettare buoni e cattivi in modo assoluto e cieco rende tutti più stupidi e livorosi. Per chi abbia la possibilità consiglio vivamente questo spettacolo e per quelli che non avranno questa fortuna lascio questo godibilissimo spezzone


Infine vi lascio con una ricetta ebraica che ho trovato da lei. Un dolce profumatissimo, il mio personale contributo alla memoria, perchè il cibo conserva tradizioni e supera barriere.

LEKACH

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Ingredienti per due torte piccole: un bicchiere di zucchero/ 1 bicchiere di acqua/ un bicchiere di olio di semi di mais / 3 uova medie / 1 cucchiaino raso di bicarbonato/ grammi 225 di miele (io ho usato in parte un millefiori e in parte quello di acacia) / 1 cucchiaino colmo di zenzero in polvere/ i semi pestati di quattro bacche di cardamomo / scorza di un limone grattuggiata/ farina/ 1 cucchiaio di cremor tartaro/ mele a fettine

Preriscaldate il forno a 180°. Ungete e infarinate due tortiere (meglio se rettangolari). Montate le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose. Unite tutti gli altri ingredienti mecolando bene prima di aggiungere il successivo e per ultima incorporate la farina setacciata col cremor tartaro, in quantità necessaria da ottenere un crema "che scrive" (facendo colare l'impasto da un cucchiaio questo non deve essere assorbito subito dal composto sottostante ma rimanere per un attimo in superficie). Versate l'impasto nelle tortiere e coprite con le mele tagliate a fettine sottili.
Infornate per circa 50 minuti, la superficie dovrà risultare soda ed elastica al tatto.
Togliete dal forno, lasciate riposare per circa 5 minuti, sformate e fate raffreddare sulla griglia del forno. A questo punto Sandra consiglia di impachettare le torte in carta stagnola e consumarle dopo qualche giorno...se riuscite a resistere...;D

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Ah! dimenticavo...ringrazio tantissimo Luca&Sabrina per questo premio, come al solito la vostra dolcezza mi ha lasciato senza fiato

venerdì 23 gennaio 2009

Ancora Toscana!

Sta per concludersi la terza settimana di allenamento. Un quarto di programma volato via. Poco più di due mesi alla maratona. 155 chilometri. Mi sto rendendo conto che la corsa spesso diventa un gioco matematico. Controlli la velocità, la distanza percorsa, stimi in quanto arriverai al prossimo chilometro, quanta strada farai entro la fine di Pink...Numeri che tengono impegnata la mente, che fanno sentire meno la fatica, che ti traghettano fino alla fine. Mi sto divertendo. Mi sto impegnando. Alla sera sono distrutta, ma il pensiero del giorno della gara, di tutta la gente che correrà con me, della gioia (speriamo!) di tagliare il traguardo e dirmi Ce l'ho fatta, mi da una grandissima forza. Domani è sabato: riposo. Domenica 25 chilometri. Spero non sia troppo freddo. Sento che il cerotto di Voltadol si tende sulla tibia. Oggi c'è il sole, stasera si corre. Io sorrido

Un grazie di cuore a Mara che mi ha passato questo meme-premio. Le regole:



1) scrivere 8 cose che ci prefiggiamo di fare nel 2009
2) nominare 8 blog che dovranno fare altrettanto
E i miei propositi:
*volermi molto più bene, perchè solo in questo modo posso sperare di essere una persona migliore
*approfondire le miei passioni, perchè mi arricchiscono e mi danno gioia
*essere meno ansiosa per non perdere di vista la giusta dimensione delle cose
*correre una maratona :D
*viaggiare il più possibile, perchè vedere il mondo e conoscere altre culture permette di comprendere meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo
*ridere di più, perchè ogni anno lo faccio meno
*andare più al cinema con la weazel perchè è una delle cose che amiamo fare insieme
*vedere più spesso i miei amici, loro sono la mia forza.

Assegno questo compitino a Vaniglia, Pasadena, Cielomiomarito, Sara, Tinuccia, Virginia, Camalyca, e Anja.
Un bacio grandissimo anche a Ester che invece mi regala questo premio



Infine un grazie speciale a Anto e Paoletta che hanno reso possibile la realizzazione di questo strabiliante pane!

PANE TOSCANO

Pane Toscano

Dopo avere rinfrescato bene la pasta madre (almeno 2/3 volte) ne ho prelevata 125gr e l'ho messa in ammollo con 425 ml circa di acqua e un cucchiaimo di zucchero per 20 min, in modo da farle perdere l'acidità. Poi ho impastato 750 gr di manitoba con l'acqua e la pasta madre per circa una decina di minuti, fino a quando l'impasto non è bello morbido ed elastico. Fate lievitare in luogo caldo fino al raddoppio (in questa stagione ci vogliono circa 6 ore).
Trascorso il tempo di lievitazione ho ripreso l'impasto, l'ho sgonfiato e l'ho diviso in due parti. Ho fatto le pieghe del secondo alle due pagnotte per due volte e le ho poi lasciate riposare coperte da un canovaccio per circa15/20 min.
Ho ripreso l'impasto e ne ho fatto due filoncini utilizzando la tecnica dei pollici
Qui il video (fermatevi prima di formare la palla e deponete i filoncini con la chiusura verso il basso).
Ho infarinato leggermente i filoncini, , posati su una teglia coperta di carta forno, coperti da un telo, e fatti lievitare ancora 1 ora e 45 minuti.
Nel frattempo ho portato il forno a 220°e ho abbassato subito a 200° non appena infornato i filoncini, ho cotto a questa temperatura per 10 minuti, poi abbassato di nuovo a 180° per 40 minuti circa.
Poi li ho messi di lato appoggiati alle pareti del forno e lasciati raffreddare a forno semiaperto e spento.

lunedì 19 gennaio 2009

Ricetta d'Amore

Girasole

Ci sono luoghi che ti incatenano il cuore. E dopo gli appartieni per sempre. La prima volta che visitai la Toscana avevo nove anni. Stavo preparando la ricerca per l'esame di quinta elementare e i miei genitori organizzarono un lungo giro di questa regione, per mostrarmi quello che fino a quel momento avevo sbirciato attraverso le fotagrafie dei libri. Firenze, Siena, Lucca, Arezzo, Pistoia, Grosseto e i piccoli borghi così squisitamente medievali si insinuarono dentro di me, come una melodia dolce e potente allo stesso tempo. In Toscana sono ritornata tantissime volte e ogni singolo momento passato in quella terra è stato un regalo. Quella natura così varia e intrisa di colori. L'oro delle crete senesi, il verde degli ulivi e dei vitigni nel Chianti, la terra rossa come il sangue e l'amore di chi la coltiva, i cipressi quasi blu, il giallo-arancio dei campi di girasoli, il luccichio metallico dell'Arno. La Toscana è un quadro impressionista, ogni pennellata regala un'emozione.
Nelle città poi vedere la magnificenza della storia. Le basiliche e i palazzi non soffocano il visitatore, ma gli raccontano i fasti e la cavalleria dei tempi che furono. Qui la tradizione è ancora viva. Lo si vede nei giochi, nelle fiere, nella cultura sincera e profonda del buon cibo e del buon vino. Tutti i sapori della Toscana sono vividi nella mia mente e sul mio palato. Piatti che hanno una storia, di cui puoi leggere nelle mani dei contadini e degli allevatori o negli annali medicei.
La Toscana è la mia poesia preferita

Old Door

CECINA

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(ricetta di Laura)

Ingredienti: 250 di farina di ceci/1 litro d’acqua/mezzo bicchiere d’olio evo/sale/pepe nero/ rosmarino tritato

Mescolate la farina di ceci con l’acqua fino a creare una pastella piuttosto liquida. Aggiungete l'olio di oliva, un pizzico di sale e una spolverata di pepe. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 3 ore. Unite il rosmarino sminuzzato e versate il composto in una teglia (di circa 24 cm di diametro) dai bordi bassi, precedentemente unta con dell'olio.Lo spessore della cecina non deve superare il 1/2 cm.Preriscaldate il forno a 250 ed infornare per 40 minuti circa sino a che non si formerà una crosticcina dorata.


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Ringrazio Astro che mi ha assegnato questo carinissimo premio. Ti abbraccio forte e ti prometto di andare a letto presto ;D



Io lo passo a Silvia, Daniela, i Cuochi di carta e Lety



BUON LUNEDI'!!!!

lunedì 12 gennaio 2009

Fabrizio 2009



Lui cantava di puttane e assassini, di donne ed emozioni, di vita e di sogni. Cantava la sua Genova, il mare, l'infinito che vi sta dietro. Cantava di lotte e rivoluzioni, di idee e politica. Cantava di guerra insegnando la pace. Poeta, cantautore, uomo. Ieri era l'anniversario della sua morte, ma in tutta Italia le manifestazioni in suo onore sapevano di gioia, di festa, di compleanno. Grandi nomi e gente comune cresciuta con le sue ballate. Un omaggio sincero a uno dei più importanti personaggi del XX secolo. Questa è la mia dedica per te, Fabrizio, perchè sulle tue note, sulle tue parole è possibile segnare una via e avere il coraggio di percorrerla.
E a voi che passate di qui chiedo un piccolo regalo, lasciate nei commenti la canzone di Fabrizio a cui siete più affezionati o che vi emoziona maggiormente.



Questa canzone la dedico a che mi ha assegnato questo premio. La tua motivazione mi ha commosso profondamente, grazie davvero di cuore! E un enorme e affettuoso abbraccio anche a Luca e Sabrina che hanno voluto farmi omaggio di questo bellissimo dono.



E a tutti quelli che mi fanno visita offro una fetta di questa morbidissima torta. Che addolcisca il vostro lunedì e illumini la vostra settimana :D

TORTA COCCO E RUM

Torta Cocco e Rum

Ingredienti: 2 vasetti (250ml) di yogurt bianco (io ho usato quello magro)/ 3 uova/ 1 vasetto di zucchero di canna/3 vasetti di farina di cocco/ 1 bustina di lievito per dolci/ 2-3 cucchiai di rum

Montate i tuorli con lo zucchero fino a che non diventeranno chiari e spumosi. Unite lo yogurt e continuate a montare con le fruste elettriche. Aggiungete la farina di cocco e il lievito setacciato e amalgamate bene il tutto, infine unite il rum. Montate a neve gli albumi e incorporateli al composto con movimenti dall'alto verso il basso in modo da non smontarli. Imburrate e cospargete di farina di cocco una tortiera di 22 cm. Versatevi il composto e infornate a 180° in forno già caldo per circa 25 min. (controllate la cottura con uno stuzzicadenti infilandolo nel centro della torta, se risulta asciutto il dolce è cotto).

mercoledì 12 novembre 2008

100

Era nata e cresciuta a Springwater. La memoria storica della città. Le sue forme sinuose la rendevano bella, un'attrazione, qualcosa da desiderare e possedere. Dalla collina vegliava sulla vita delle persone. Nei suoi corridoi erano passate generazioni di bambini. Le piaceva ascoltare le loro voci. Farsi scoprire dai loro occhi curiosi. Più di una famiglia aveva dormito, mangiato, amato nelle sue luminose stanze. Alcuni erano morti, altri se ne erano andati. Ma non si era mai sentita sola. Perché lei conservava i ricordi. Un triciclo dimenticato in un armadio, vecchie fotografie lasciate a ingiallire nei bauli, qualche abito abbandonato in soffitta...
Ma poi era successo quell'incidente. Avevano trovato la vecchia solo dopo molti giorni.
Penzolava dal grande lampadario dell'ingresso. Nessuno capì mai come avesse fatto a fare tutto da sola. Ma non c'erano segni di scasso o furto. Il caso venne archiviato come suicidio. Ma le voci cominciarono presto a circolare. Si diceva che un fantasma in vestaglia e bigodini si aggirasse sulla collina, in cerca di anime da divorare. I bambini si tenevano alla larga. Non giocavano più nei suoi giardini. Evitavano di fissare troppo i suoi porticati. Gli adulti lanciavano qualche fugace sguardo nella sua direzione ma poi acceleravano il passo.
E così il cartello di vendita divenne il suo unico compagno. La sua bellezza cominciò a guastarsi. Profonde rughe solcavano la facciata. I tubi erano vene varicose, trombotiche e arrugginite. Dimenticata. Sola. Inutile.
Fino alla mattina in cui un gruppo uomini in giacca e cravatta non le annunciarono il CAMBIAMENTO. Era euforica. Finalmente sarebbe tornata a far parte della vita di Springwater. Finalmente le sue stanza sarebbero ritornate palcoscenico di emozioni e gioia. Finalmente.
La tirarono, la ingrandirono, aggiunsero di qua e tolsero di là. Un'operazione al gran completo. Nessuno l'avrebbe più riconosciuta. Ora era scintillante, funzionale. Enorme. Aveva accettato tutto questo di buon grado, ripetendosi che era necessario. Che doveva cambiare per tornare a vivere.
Ora la gente camminava di nuovo nei suoi corridoi. Ma non c'era più gioia. amore. passione. Le persone passavano in fretta, chiuse, scontrose, incuranti. Le sue stanze non custodivano più memorie, ma solo oggetti. E quando la notte ricopriva ogni cosa non c'era il calore di una famiglia a confortarla. Solo vastissimi metri quadrati di nulla. E così chiudeva gli occhi e sognava il passato, mentre sul suo capo, a farle compagnia, il neon continuava a lampeggiare: Centro commerciale SPRINGWATER venite e sentitevi a casa!



E con questa storiellina festeggio il mio centesimo post!!!!!!! E a voi che passate di qui a leggere i miei deliri offro questa voluttuosa mousse.

MOUSSE AL CIOCCOLATO




Ingredienti: 50g di cioccolato fondente vaniglia bourbon della Stainer/ 50g di cioccolato fondente al 70% (io ho usato le sfoglie Perugina)/ 100ml di latte/ 200ml di panna fresca/ 50g di zucchero a velo/ la punta di un cucchiaino di agar agar
In un pentolino sciogliete l'agar agar nel latte. Unite lo zucchero a velo e mescolate bene per sciogliere eventuali grumi. Mettete il pentolino sul fuoco e portate a ebollizione. Fate bollire per 5 min rimescolando di tanto in tanto. Nel frattempo sciogliete il cioccolato spezzettato a bagnomaria. Passati i cinque minuti versate il composto di latte e zucchero sul cioccolato fuso e mescolate bene. Otterrete una crema piuttosto soda. Lasciatela raffreddare. Intanto montate la panna. Deve essere soda ma non fermissima. Quando la crema di cioccolato è fredda unitevi due cucchiaiate di panna montata. Mescolate velocemente senza paura di smontare la panna. Questo servirà a rendere il composto più fluido. Ora unite metà della panna montata e con movimenti dall'alto verso il basso incorporatela al cioccolato. Un volta che è ben amalgamata unite la panna restante e procedete nello stesso modo. Versate delicatamente la mousse nel continitore in cui avete deciso di presentarla (bicchierini, ciotoline, boulle...) e lasciate riposare in frigorifero per almeno un paio d'ore.

Inoltre vorrei ringraziare Luca&Sabrina per i premi che mi hanno assegnato!!! Vi meritate due cucchiaiate extra di questa delizia :D



domenica 9 novembre 2008

Profumo di premi e cannella

Ci sono persone che riescono a illuminarti. Ci sono persone che quando le rivedi dopo mesi basta un minuto per ristabilire quella magia che temevi potesse non esserci più. Maddy vive e lavora a Firenze da più di un anno. Eravamo abituate a vederci ogni giorno. Io arrivavo in aula con la sciarpa che svolazzava come un pipistrello impazzito, i capelli scarmigliati dal casco, immancabilmente inveendo contro qualche idiota motorizzato. E lei era già lì, a tenermi il posto, perfettamente truccata e vestita, col suo block notes e le penne già strategicamente disposte sul banco. Una grande la Maddy. Una delle persone più forti che abbia mai conosciuto. E anche una delle pù dolci. La nostra amicizia è nata come ogni altro grande amore della mia vita: la detestavo. Poi sono andata al di là degli occhiali di Dolce&Gabbana e ho scoperto una persona divertente e intelligente. La lontananza è sempre un ottimo banco di prova per i legami. Ieri quando l'ho vista venirmi in contro ho capito che sarà sempre presente nella mia vita. Perchè era come non essersi mai allontanate. Perchè ci capiamo ancora al volo. Perchè siamo ancora capaci di ascoltarci. Perchè le voglio davvero un mondo di bene!
E ora prima che vi venga il diabete per questa dichiarazione di amore incondizionato vi lascio con un dolcino assolutamente delizioso. La ricetta l'ho scopiazzata da qui e le variazioni che ho fatto sono davvero pochissime. Il risultato è divino.
Cinnamon Rolls



Per l’impasto
500 g di farina Manitoba/ 7 g di lievito disidratato/ 50 g di zucchero semolato/ 60 g di burro fuso raffreddato/1 uovo grande leggermente sbattuto (a temperatura ambiente)/ 250 ml di latte appena tiepido/1 pizzico di sale/
Per lo zucchero profumato alla cannella
100 g di zucchero di canna/ 1 cucchiaio colmo di cannella in polvere/ una manciata di uvetta lascita rinvenire in acqua tiepida
Versate la farina setacciata e il lievito in una ciotola, unite tutti gli altri ingredienti (il latte versatelo a filo in modo da poter eventualmente regolarne la quantità a seconda del potere di assorbimento della farina) e impastare fino a che l’impasto risulta morbido, liscio ed elastico. Versate l’impasto sulla spianatoia e lavoratelo a mano per qualche minuto; formate una palla con l’impasto, mettetela in un recipiente, coprite con pellicola e lasciar lievitare in un luogo tiepido per 1-2 ore, fino a quando il volume non sarà raddoppiato (io l'ho messo in forno spento, con solo la lucina accesa). Versate l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata, sgonfiatelo leggermente e stendetelo cercando di formare un quadrato spesso circa mezzo centimetro. In una ciotolina mescolate lo zucchero, la cannella e l'uva ben strizzata.Distribuite lo zucchero profumato alla cannella su tutto il quadrato (lasciate 1 bordo di un centimetro) e arrotolate l’impasto su se stesso. Sigillate il lato aperto aiutandovi con pochissima acqua e, con l’aiuto di un coltello affilato, ricavate dal rotolo delle fette spesse circa 1,5 cm (facendo attenzione a non far fuoriuscire tutto lo zucchero). Rivestite una teglia con carta forno e sistematevi le cinnamon rolls ben distanziate l’una dall’altra. Rimettete il tutto in un luogo tiepido e lasciate lievitare fino a quando le brioches non saranno raddoppiate (circa 1 ora). Infornate a 180°C fino a quando non saranno belle dorate. Sfornate e trasferire su una griglia di raffreddamento. Servite tiepide o fredde.

E ringrazio con una di queste deliziose briochine la mucchina più pazza del pianeta che mi ha donato questo premio...esplosivo. Grazie Camalyca!!!!!
Questo è un premio che riconosce i valori che ogni blogger dimostra ogni giorno nel suo impegno a trasmettere i valori culturali, etici, letterali e personali. In breve mostra la sua creatività in ogni cosa che fa'.

Regolamento
1) Accettare e visualizzare l'immagine del premio e far rispettare le regole. 2) Linkare il blog che ti ha premiato. 3) Premiare altri 15 blog e avvisarli del premio.
Io lo passo a Gio, Adryss, Aelys, Saretta, Sara, Niki, Enza, Fiordisale, Bocetta, Serena, La ciliegina sulla torta, Claudia, Katika, Panzallaria e Basilico, perchè con i loro blog arricchiscono la mia mente e le mie passioni!

martedì 7 ottobre 2008

7 e i muffin perfetti

Vivi , un secolo fa (perdono!) mi ha invitata a un meme. Sette cose personali che salverei e sette in generale. Compito arduo....ma ecco il risultato:

7 cose personali
1. Brian. Perchè è tutto il mio mondo. La ragione per cui mi sveglio ogni giorno
2. I ricordi e quindi tutte le mie foto. Perchè sono un'inguaribile romantica, perchè amo affondare le mani nel passato e assoporarne quel gusto dolce e un po' malinconico che il tempo conferisce alla vita
3. I viaggi. Un punto così importante della mia vita a cui non rinuncerei mai. Conoscere luoghi e persone lontane dalla mia cultura è un arricchimento potente ed essenziale
5. I libri. Il mio rifugio fantastico, uno splendido modo per perdersi fra le parole e le righe
6. I principi. Non mi fanno vivere meglio, ma mi permettono di credere di essere una persona decente
7. La curiosità. Perchè è una componente forte del mio carattere, uno sprone continuo, lo strumento attraverso cui scandaglio il mondo.

7 cose in generale.
1. La natura. I tramonti, le albe, gli oceani, gli immensi boschi, la potenza degli animali e la perfezione degli insetti. Il vento, i giochi di luce, la neve...quelle cose che ti fanno sentire piccolo e straordinario allo stesso tempo
2. L'arte. Nel senso più ampio del termine. Perchè è la dimostrazione che l'uomo è capace di opere divine.
3. Il sentire. In un mondo anestetizzato salvo la capacità di ascoltare ciò che ci gira attorno. La volontà di conoscere per migliorare. Di provare ancora rabbia e indignazione.
4. L'ironia. Perchè a prendersi troppo sul serio si rischia di cominciare a pensare di essere dio
5. La ricerca scientifica. Passi da gigante fatti nella giusta direzione, una via che non deve interrompersi mai.
6. Le tradizioni, chiave di volta di ciò che siamo e di ciò che saremo
7. I sogni, senza di loro mancherebbe la speranza.
Passo il testimone a Gio, Camomilla e Niki.

Inoltre ringrazio Sally che mi ha donato questo bellissimo premio. Grazie!!!!


E dato che siamo a metà settimana e ci vuole un'enorme dose di energia per arrancare fino a sabato godetevi questi muffin. Per me la ricetta definitiva, copiata dal libro di Ottolenghi. Rimangono morbidissimi e umidi, una festa per il palato



Ingredienti per 10-12 muffin: 480 g di farina/1 cucchiaino di lievito per dolci/ 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio/ 1 cucchiaino di cannella in polvere/ 1 pizzico di sale/ 180g di zucchero/2 uova/ 110 g di burro sciolto e raffreddato/ 280 ml di latte/ uvetta a piacere
per la composta di prugne: 10 prugne rosse, denocciolate e tagliate in quarti/ 30g di zucchero di canna/ 1/2 stecca di cannella

Come prima cosa preparate la composta. Preriscaldate il forno a 170°. Mettete le prugne in una pirofila, aggiungete lo zucchero e la stecca di cannellae e mescolate il tutto. Mettete in forno e cuocete per 10-20 minuti, fintanto che le prugne saranno morbide e la pelle inizierà a separarsi dalla polpa. Togliete la teglia dal forno e ponetela da parte a raffreddare.
In una ciotola mettete la farina, il lievito, il bicarbonato di sodio, la cannella e il sale. In un' altra ciotola più grande mettete lo zucchero e le uova e mescolateli insieme (non montateli!). Aggiungete il latte e il burro (facendo attenzione che non sia troppo caldo) e amalgamate il tutto con una frusta. Ammollate l'uvetta per una decina di minuti in 3 cucchiai di uzo (o un altro liquore) e due di acqua. Usando una spatola unite delicatamente l'impasto con la farina a quello umido (uova, latte e burro) e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo (potrebbero esserci ancora alcuni grumi e pezzetti di farina, ma è quello che vogliamo). Unite l'uvetta strizzata e mescolate. Riempite gli stampi da muffin, precedentemente imburrati, con il composto ottenuto. Pelate le prugne e aiutandovi con un cucchiaino versate un po' della composta nel centro di ciascun muffin. Infornate per 25-30 minuti, in forno già caldo a 170°. Non appena possibile togliete i muffin dallo stampo e lasciateli raffreddare su una griglia.
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