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lunedì 12 settembre 2011

New Project

Apatia...apatia canaglia!!! Vorrei iniziare questa settimana sotto un altro mood. Non so se sia il tempo o il bisogno che quei benedetti giorni di ferie arrivino al più presto ma è qualche settimana che il mio umore è più ballerino di un danzatore di tip tap.
Detto ciò la smetto subito di lamentarmi, nuovo proposito del mese di settembre è di non trasformare il mio salottino in quello di uno di uno psichiatra, perciò sarà meglio che racconti di quello che di bello sto progettando in questo periodo. Dato che mi è piaciuto molto l'esperimento di fotografia che ho seguito per un mese (potete vedere lo sviluppo sotto il tag 31 days) e il fatto che mi abbia spronato a essere più creativa e a rendere questo spazio il più eclettico possibile mi è venuto in mente un altro progettino. L'idea è di postare a inizio settimana una sorta di tema a cui mi atterrò fino al venerdì successivo. Non è detto che posti tutti i giorni, anche perché diventerebbe troppo stressante e impegnativo ed è per questo che se vi va potrete aiutarmi anche voi lasciando un link nei commenti relativi appunto al tema di cui si sta parlando. A fine settimana se la cosa è piaciuta e avrò qualche immagine da aggiungere alle mie farò una carrellata di ciò che ho raccolto su queste pagine. Allora che ne dite giocate con me per un po'?

FIRST THEME : BREAD/PANE

TORTA DI PANE ALLE SPEZIE, UVETTA E CRANBERRIES


per uno stampo da 24 cm (la ricetta è un mix fra quelle trovate qui e qui)
  • 500 gr di pane raffermo
  • 500 ml di latte
  • 50 ml di nocino + 1 bicchierino di  cointreau 
  • 50-80 gr di burro fuso (io l'ho aggiunto per ammorbidire ulteriormente il pane perchè il mio era veramente molto secco)
  • 120-150 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di uvetta + 50 gr di canberries
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 3 uova piccole
  • cannella e vaniglia in polvere a piacere
Spezzare il pane e metterlo in ammollo con il latte e i liquori fino a che non avrà raggiunto la consistenza di una pappetta, mescolando spesso per facilitare l'operazione e aggiungendo mano mano il burro se è necessario. Unire le spezie, le uova leggermente sbattute, lo zucchero, l'uvetta, i cranberries e il lievito e mescolare energicamente fino a che gli ingredienti sono ben amalgamati. Trasferire il composto nello stampo precedentemente imburrato e infarinato e cuocere nel forno già caldo a 200°, in modalità statica, per 40-50 min. Trascorso questo tempo lasciar raffreddare completamente il dolce prima di toglierlo dallo stampo.

lunedì 5 settembre 2011

When September comes

E' arrivato settembre e con lui quella voglia familiare di cambiamento...non so come mai ma da sempre questo periodo per me si lega a una voglia incontrollabile di novità. E così mi ritrovo la mente presa in un vortice di progetti, propositi e idee da realizzare. Spesso però tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e molti dei miei piani rimangono fumosi sogni a volte trascritti su una fantomatica e dimenticata lista di cose da fare a volte si perdono semplicemente fra gli impegni e le scadenze quotidiane. Però quest'anno sento la necessità di portare a termine alcuni di questi programmi. Sento il bisogno impellente di realizzare qualcosa di concreto, che non rimanga solo l'ennesimo progetto rimasto a impolverarsi nel cassetto. Lo desidero fortemente e mi imporrò che la mia continua ansia da prestazione non trasformi tutto in una grande bolla di agitazione. Spero, così, che questo mio salottino si riempa piano piano di nuove esperienze.
Per il momento però rimango sul classico, su qualcosa di strettamente legato a questo mese. Una ricetta golosa, il cui risultato ti fa venire voglia di sporcarti le mani con il succo zuccherino del frutto simbolo di questo periodo!

SCHIACCIATA CON UVA FRAGOLA

schiacciata con uva gragola

la ricetta originale l'ho presa da Juls, chi meglio di lei poteva ispirarmi con una bontà così toscana; per comodità vi riporto qui il procedimento con le mie piccole variazioni

Ingredienti
  • 400 gr di farina tipo 0
  • una bustina di lievito di birra in polvere
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • uva fragola qb (circa 3/4 grappoli)
  • zucchero semolato e di canna
  • 1 bicchiere e mezzo circa di acqua (dipende da quanto assorbe la vostra farina)
Versate la farina nella palnetaria o a fontana su una spianatoia. Unite il lievito sciolto in qualche cucchiaio di acqua, l'olio di oliva. Cominciate a impastare con le mani, aggiungendo pochi cucchiai di acqua tiepida per volta, a seconda di quanto è duro e bricioloso l’impasto, e continutea ad impastare fino a che non diventa una palla elastica e non più appiccicosa. Se usate la planetaria procedete allo sesso modo aggiungendo mano mano l'acqua necessaria. A questo punto trasferite l'impasto in una ciotolina coperta con un panno e fatela lievitare per circa un’ora. Trascorso questo tempo (o quando l'impasto non sarà raddoppiato di volume) lavorate di nuovo la pasta con un cucchiaio di olio, dividetela in due parti uguali e stendetene una in una teglia tonda dai bordi abbastanza alti, del diamestro di circa 26 cm. Coprite la pasta con metà dei chicchi d’uva ben lavati, premendoli bene e spolverateli con lo zucchero di canna. Stendete la rimanente pasta e coprite con l'uva rimasta cospargendo con lo zucchero bianco e sigillando bene i bordi. Ungete con un filo d'olio la superfice e fate lievitare ancora un’ora. Infornate a forno caldo a 180°C per almeno 30 minuti, fino a che non diventa dorata e lucida sopra.

mercoledì 24 agosto 2011

Fughe mentali e the last day

DAY 30 - SELF-PORTRAIT

me


Ci sono mattine che mi assale la voglia incontrollabile di bigiare. Sarà che in questi giorni il centro di Bologna di prima mattina è deserto, che l'aria non è ancora diventata insopportabilmente calda, che le colline sono proprio lì davanti a me a ricordarmi quei giorni lontani quando invece di andare a scuola si andava a Villa Ghigi a fare fuga, fatto sta che oggi avrei tanto voluto prendere una coperta, sdraiarmi sotto l'ombra di un albero, leggere un libro, guardare il cielo macchiato da qualche nuvola, magari sgranocchiando qualche tarallino fatto l'altra sera ;) .

CIAMBELLINE ALLA CIPOLLA
(ricetta originale La Pasta Madre)

ciambelline alla cipolla

Ingredienti per 50-60 ciambelline da circa 10 gr/2 cerchi da 5 e 3 cm ø
  • 220 gr di farina 0
  • 100 gr di acqua
  • 90 gr di pasta madre rinfrescata
  • 4 g di miele
  • 7 gr di sale (anche qualcosina di più)
  • 20 gr di olio extravergine di oliva
  • 90 gr di cipolla tropea (nella ricetta viene usata quella bianca)
  • 1 cucchiaino di origano essiccato
  • paprika dolce a piacere
Mettete la pasta madre nella ciotola della planetaria o in una ciotola capiente, aggiungete l'acqua tiepida e mescolando (se usate la planetaria utilizzate il gancio K e velocità 1) sciogliete il lievito. Aggiungete il miele, la farina, il sale e mescolate. Aggiungete l'olio emulsionato con un paio di cucchiai di acqua presi dal totale della ricetta, la cipolla finemente tritata, l'origano e iniziate a impastare (se usate la planetaria mantenete una velocità piuttosto bassa per poi aumentare quando l'impasto risulta già ben incordato). Lavorate fino a quando l'impasto risulta liscio e omogeneo. Formate una palla, coprite con la pellicola trasparente e lasciate riposare 2 ore lontano da correnti di aria, dopodichè sgonfiate l'impasto in modo da ottenere un rettangolo e fate una serie di pieghe di secondo tipo.
Lasciate riposare per 1 ora

variazione: dopo le pieghe era troppo tardi per procedere con la ricetta così ho messo l'impasto a lievitare in frigo per circa 24 h poi ho proceduto come da ricetta.

Formate una palla con l'impasto lievitato e spianatela con il mattarello fino a raggiungere lo spessore di 5 mm. Ritagliate gli anelli e adagiateli su due teglie rivestite di carta forno.

variazione: sempre per motivi di tempo invece di ritagliare gli anelli ho preso 10 gr circa di impasto e ho formato dei cordoncini che poi ho chiuso a cerchio; ho proceduto in questo modo fino alla fine dell'impasto

Coprite le teglie con della pellicola trasparente e lasciate lievitare 2-3 ore. Cuocete in modalità statica nel forno preriscaldato a 210° per 10-12 min o fino a che le ciambelline non risultano dorate. Sfornate e lasciate raffreddare su una griglia prima di servire. Si conservano in un contenitore a chiusura ermetica o in una scatola di latta.

martedì 26 luglio 2011

Day 21 - Faceless self-portrait

Sette fiori di ciliegio e uno di loto per proteggermi. Il tatuaggio più importante che posseggo, anche se penso non sarà l'ultimo

DAY 21 - FACELESS SELF-PORTRAIT

tatoo

Come promesso inizio a scrivervi le ricette delle robine portate alla grigliata organizzata per il compleanno della weazel. Iniziamo con qualcosa di veloce, ma che ha suscitato grande approvazione

FETA SOTT'OLIO
feta sott'olio
(per in barattolo da 1 litro)

Tagliate 500 gr formaggio feta a dadini di circa un cm per lato e diponeteli in un barattolo a chiusura ermetica. Aggiungete delle foglie di menta, di basilico e di timo fresche, qulache grano di pepe rosa, di pepe di Sichuan e di pepe lungo, uno spicchio d'aglio un pizzico di sale. Ricoprite il tutto con del buon olio di oliva, fino a raggiungere il bordo del barattolo. Chiudete e lasciate riposare in frigorifero per almeno un paio di giorni prima di utilizzare.

mercoledì 13 luglio 2011

Curry di ceci e spinaci

DAY 13 - ME WITH 13 THINGS

13 things


Con un pestello e un mortaio macinate finemente il chilly con un po' di zenzero, aggiungendo un cucchiaio di acqua per amalgamare meglio. Mettete da parte.
Scaldate l'olio in uangrande padella. Unite un paio di spicchi di aglio affettati sottilmente e fate saltare per 30 secondi, quindi aggiungete la cipolla, anch'essa affettata e fate soffriggere, mescolando costantemente per cinque minuti circa o fino a che i bordi della cipolla non cominceranno a imbiondire. Incorporate il peperoncino in polvere (dosate la quantità a piacere) un pizzico di curcuma, mezzo cucchiaino di coriandolo macinato, il composto di zenzero e chilly e circa quindici pomodorini tagliati a metà e saltate per circa 2 minuti. Versate 300 ml di acqua nella padella e portate a bollore. Incorporate gli spinaci e i ceci, precedentemente lessati, con un pizzico di sale. Fate cuocere per cinque minuti mescolando di tanto in tanto. Servite caldo e accompagnato a piacere da pane indiano.

curry di ceci e spinaci

Se contate gli ingredienti più la foto del piatto finale sono tredici cose assieme a me ;)

giovedì 7 luglio 2011

Memories

DAY 10 - CHILDHOOD MEMORY

day 10 - childhood memory

Confidenti da ormai molti anni, cambiano le copertine e la forma delle parole, ma ciò che sono è custodito su quei fogli. Immagini, biglietti del cinema, disegni, sogni, pensieri, appuntamenti, numeri telefonici, ricette scarabocchiate velocemente, appunti, racconti...i miei diari sono il ricettacolo dei momenti più intimi e profondi della mia vita. Non posso immaginare di non scrivere, di non fissare ciò che mi passa per la mente su un foglio di carta. Perchè rivedersi attraverso quelle righe, a distanza di anni, mi provoca una sensazione allo stesso tempo rassicurante e spaventosa. Osservare che nonostante il tempo trascorso e tutto ciò che mi ha reso una persona diversa, le difficoltà, le gioie, le scoperte che ognuno vive giorno dopo giorno, lì, fissa su quelle pagine, ci sono sempre e immutabilmente io.

E sul filo dei ricordi ecco una ricetta che viene dalla mia infanzia, uno di quei comfort food che rimangono nel cuore e di cui basta sentire il profumo per tornare bambina

LA CIAMBELLA DI NONNA MARIA

ciambella

  • 300 gr di farina 00
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 3 uova
  • 125-150 gr di zucchero
  • 1 bicchiere di latte
  • la scorza grattuggiata di un limone
questa volta ho aggiunto anche un paio di cucchiai abbondanti di cocco rapè...un abbinamento davvero ottimo

Accendete il forno a 180°. In una ciotola o nella planetaria montate le uova con lo zucchero fino a che il composto sarà gonfio e chiaro. Aggiungete poco alla volta la farina e il lievito setacciati e il cocco rapè. Unite il bicchiere di latte e la scorza del limone. Continuate a lavorare fino a ottenere un composto omogeneo (lasciando cadere una cucchiaiata di impasto dentro la ciotola si deve avere l'effetto che si possa "scrivere" sulla superficie del composto). Imburrate e infarinate una teglia di circa 16-18 cm di diametro e infornate per 20-30 minuti (vale la prova stecchino). Sfornate la ciambella e lasciate raffreddare. Servite con del gelato al fiordilatte o come facevo io da piccola accompagnata da una tazza di latte freddo.

giovedì 7 aprile 2011

Di sogni e incubi

Le riviste hanno i colori brillanti della primavera. Ali di farfalla che sfoglio delicatamente con aria trasognata. Cataloghi di viaggi che mi fanno volare lontano. Immagini di mari smeraldini e spiagge dorate che evocano profumo di salsedine, di passeggiate in mezzo a boschi pieni di rigoglio, di tramonti infuocati e lunghissimi, aspettando che il sole scenda oltre il profilo dell'orizzonte in uno spettacolo pirotecnico. Magazine che parlano di giardinaggio, con perfetti angoli di boccioli colorati, erbe aromatiche e bellissimi alberi in fiore, attorniati da eleganti seggiole bianco latte, in ferro battuto, decorate come preziosi rami intrecciati, che mi fanno venire voglia di trasformare il mio terrazzino in un angolo di Provenza. Immagini scovate sul web, di interni da sogno, dove la luce si raccoglie come ambra fusa sulle pareti immacolate, spazi perfetti e accoglienti che cerco piano piano di copiare. Ma la dura realtà si presenta sottoforma di un omino in tuta di carta, armato di latte di vernice e pennelli...questo week end si imbianca!!! Terrore e raccapriccio! Spero solo di riuscire a corromperlo con un piatto di

LINGUINE ALLO ZAFFERANO, ZUCCHINE E BOTTARGA

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Ingredienti per due persone
  • 160 gr di linguine
  • 5 zucchine chiare tagliate a rondelle sottili
  • uno spicchio d'aglio
  • 1 bustina di zafferano
  • 20 pomodorini secchi tritati
  • 1 manciata di uvetta ammollata
  • 1 manciata di pinoli
  • 2 cucchiai di bottarga grattuggiata
In una padella capiente e dal fondo spesso fare soffriggere l'aglio in un paio di cucchiai di olio extra vergine. Quando l'aglio è imbiondito aggiungere gli zucchini e lasciare cuocere per una decina di minuti a fiamma media, mescolando spesso. Aggiungere lo zafferano precedentemente disciolto in un bicchiere di acqua calda, mescolare e unire i pomodori secchi e l'uvetta. Cuocere fino a quando il liquido non è completamente ristretto e per ultimi aggiungeri i pinoli e la botarga e cuocere per altri 2 minuti circa. Nel frattempo cuorecere le lingunine in abbondante acqua salata, scolarle al dente e condire con il sugo.

lunedì 4 aprile 2011

Amabili tuberi

Questa ricetta è di una semplicità disarmante, ve lo anticipo. Però ci sono diversi motivi per cui vale la pena pubblicarla. Prima di tutto alzi la mano chi non adora le patate. Ecco io credo di potermi definire una fan di questo tubero (e nessuno osi immaginarmi avvolta da una vestaglia viola alla Hugh Hefner). Sono sicura che potrei vivere tranquillamente su un'isola deserta alimentandomi solo di patate! In secondo luogo questa che vi propongo è una preparazione davvero veloce e quando si parla di tempi di cottura delle patate questo aspetto credo non possa essere ignorato. Perché, diciamolo, buone sono buone ma sicuramente non sono il cibo che si cucina più velocemente. E così spesso mi ritrovo con la mia spettacolare bistecca o pesciolino al forno già cotto e il mio contorno di patate che assomiglia a un agglomerato di marmo. Ecco perché ho trovato molto allettante questa ricetta. In più l'ho ripescata da un bellissimo libro di ricette tradizionali inglesi e il suo nome un po' esotico mi ha fatto subito venire in mente quelle cucine smaltate con il forno a gas in cui cuociono perennemente pastries e roast beef e sui divani sono appesi centrini fatti a mano. Beh direi che ho finito le argomentazioni, passo a illustrarvi il procedimento per preparare una deliziosa porzione di

PAN HAGGERTY



per quattro persone
  • 60 ml di olio
  • 450 gr di patate affettate sottilmente
  • 1 cipolla grande affettata sottilmente
  • 115 gr di parmigiano grattugiato
  • sale e pepe quanto basta
Riscaldare l'olio in una padella larga e dal fondo spesso. Togliere la padella dal fuoco e aggiungere, alternandoli, uno strato di patate, uno di cipolle e una di formaggio, iniziando e finendo con le patate e condendo ogni strato con sale e pepe. Rimettere la padella sul fuoco molto basso.
Cuocere per 30 minuti, fino a quando le patate sono soffrici e croccanti nella parte inferiore. Nel frattempo accendere il grill del forno. Mettere la padella sotto il grill per 5-10 minuti, fino a che le patate non prendono colore. Servire le patate su un piatto da servizio riscaldato (o direttamente nella padella!)

sabato 2 aprile 2011

I'm back

Credo di aver scritto questo post un migliaio di volte nella mia mente. E' difficile spiegare un'assenza così lunga. Ci sono così tanti motivi per cui ho tenuto chiuso il mio salottino per quasi un anno. Mancanza di idee, tempo, ispirazione. La sensazione di avere perso originalità. La voglia di ridipingere i muri, cambiare le tende, disporre i mobili i modo diverso senza trovare il modo per farlo. Non ho la pazienza le le competenze per mettere mano al layout. Il fatto di cercare di essere originale, trovare sempre nuove idee per presentare in modo carino il nuovo post da pubblicare era diventata fonte di stress più che un divertente passatempo. Così ho smesso. Una pausa, mi dicevo. Poi i mesi sono passati e le parole non tornavano, la voglia di fotografare quello che cucinavo si riduceva sempre di più. Però ho continuato a seguirvi e piano piano il desiderio di non essere più uno spettatore silente è tornata. Così eccomi qui. Credo che il momento sia adeguato. La primavera bussa alle finestre e sento il bisogno di riniziare. Magari con ritmi diversi, con meno ansia da prestazione. Voglio che questo spazio rimanga qualcosa di accogliente, che mi dia gioia. E credo che da adesso in poi soffocherò la vocina dell'isterico bianconiglio che ripete incessantemente "è tardi, è tardi". Così mettetevi comodi, vi offro una tazza di tè e una fetta di torta per inaugurare un nuovo inizio


TORTA LEMON COCCO

<cake lemon cocco

(ricetta originale di sigrid)

  • 210 gr di farina + altri tre cucchiai circa
  • 210 gr di kefir e panna fresca (in proporzione 2:1)
  • 150 gr di zucchero
  • 125 gr di fecola
  • 225 ml di latte di cocco in scatola
  • 75 gr di cocco rapè
  • il succo di due limoni e 2 cucchiaini di polvere di limone o di scorza grattuggiata
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 1 bicchierino di rum
Lavorare nella planetaria con il gancio a frusta (o una ciotola con una spatola) il kefir, la panna e lo zucchero fino a ottenere una crema pallida. Aggiungere il latte di cocco, sempre mescolando, il succo dei limoni e la polvere, la farina setacciata insieme al lievito, il cocco grattuggiato e la fecola. Maescolare giusto abbastanza per ottenere un composto omogeneo. Foderare una tortiera di 22 cm di diametro con della carta forno e versarci il composto, livellarlo e infornare in forno già caldo in modalità statico a 160° per circa 50 minuti. Lasciar raffreddare su uan griglia e quando la torta sarà fredda decorare con la glassa

Ingredienti per la glassa
  • 150 gr di zucchero a velo
  • 2 cucchiai di latte di cocco
  • qualche goccia di succo di limone (circa un cucciaio)
Mettere in uan ciotola lo zucchero a velo, aggiungere il limone, poi quanto basta di latte di cocco, mescolanndo di continuo fino ad avere una glassa molto densa. Versare la glassa sulla torta e lasciar rapprendere a temperatuta ambiente. Non mettere la torta in frigo in quanto l'umidità rovinerebbe la consistenza della glassa


martedì 2 marzo 2010

Sicilia Mon Amour

I miei genitori hanno sempre amato fare le ferie fuori stagione, più precisamente visitare d’inverno, luoghi solitamente presenti nell’immaginario collettivo come località di vacanze estive e d’estate andare al nord o in località “fresche”. Per questo la prima volta che approdammo in Sicilia, fu durante le vacanze di Natale. Negli anni successivi grazie al tennis, agli amici e alla vita sono tornato tante volte nella regione più bella d’Italia, ma nonostante abbia ricordi stupendi delle vacanze di sport nel limoneto di Giardini per me la Sicilia rimarrà sempre quella dell’inverno 1993. La prima volta che vidi l’Etna, innevato, come sfondo di scena del Teatro Greco di Taormina, il mio primo vero cannolo, gli arancini…la pasta alla Norma, Siracusa e il barocco di Noto. Una meraviglia, tutta per noi, neanche un turista. Gli ultimi giorni del nostro viaggio decidemmo, visto il tempo primaverile, di andare a Lipari per fare un giro delle Isole. Appena arrivati il tempo cambiò, si alzò un vento fortissimo (non è un caso se si chiamano Eolie), che ci bloccò sull’isola per tre giorni perché i traghetti non potevano più navigare. I miei naturalmente erano piuttosto agitati, eravamo alla fine del viaggio, dovevamo tornare a Bologna e loro rientrare al lavoro….ma il vento sembrava non calare. Io, invece, assaporai una sensazione unica e irripetibile, quella di essere bloccati su un’isola alla fine del xx secolo. Per le vacanze la prof di Lettere ci aveva dato come compito, tra gli altri, la lettura dell’Iliade. Io la lessi quasi tutta in quei tre giorni, pieni di vento tra Lipari e Vulcano. Ancora adesso se qualcuno nomina Achille o Patroclo, io penso al molo ventoso di Lipari e alle onde schiumose che si schiantavano sui frangiflutti. E’ stato strano e bellissimo, perché quella volta, al contrario di molte altre, sapevo di vivere un momento irripetibile. Alla fine il vento e il mare si calmarono e noi riuscimmo a ripartire, ma per un po’(probabilmente a causa delle mie letture) sembrò che qualcuno volesse tenerci lì, come gli Dei dispettosi dell’epos omerico.

Ieri Fra mi ha cucinato una pasta buonissima che unisce terra e mare, come tanti piatti poveri ed eccezionali del nostro Mediterraneo. Penso che un piatto sia veramente buono quando ci porta ai ricordi di momenti piacevoli o addirittura unici. Io ieri per un po’ sono tornato a Lipari nel 1993

PASTA CON PAN GRATTATO AL RAGÙ DI POLIPO E CAVOLO ROMANO

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Questo piatto nasce dal ricordo di alcune vacanze siciliane. Il profumo di quella terra, i suoi prodotti, la sua cultura mi hanno da subito fatto innamorare. In questo peridio dove le giornate cominciano ad allungarsi e nell'aria c'è già quel sentore inconfondibile di primavera la voglia di riassaporare i gusti di quella regione si fa sempre più insistente. Spero che questi cannolicchi vi invitino ad altri e golosi abbinamenti ;) Fra

Ingredienti per due persone: 130 gr di cannolicchi di Gragnano/i fiori di mezzo cavolo romano cotto al vapore (potete anche usare dei broccoli)/ 100 gr di pan grattato/ 180 gr di ragù' di polipo (io ne avevo una confezione già pronta ma potete sostituirlo con delle sarde/ mezzo bicchiere di vino bianco/ olio e peperoncino qb

In un pentola di acqua bollente e salata cuocete i cannolicchi. Nel frattempo preparate il sugo. In un padellino tostate il pan grattato con circa 3 cucchiai di olio. In un'altra padella scaldate un paio di cucchiai di olio extra vergine di oliva e unitevi il ragù di polipo (o le sarde dopo averle lavate e private della testa, della lisca centrale e delle interiora). Unite il cavolo, precedentemente cotto al vapore. Sfumate con il vino, alzando la fiamma al massimo. Salate e condite a piacere con il peperoncino. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nel condimento di polipo e cavolo e infine aggiungete il pan grattato tostato. Condite con un filo di olio extra vergine.

sabato 20 febbraio 2010

Un grissino per S. Donato

Qualche giorno fa, prendendo appuntamento per una visita medica presso uno studio dove non ero mai stato, la segretaria mi ha detto “Lo studio si trova in Via Casciarolo, è un po’ difficile da trovare, adesso le spiego…” “No non ce ne è bisogno” l’ho interrotta io, “Conosco la zona…abitavo lì una volta…” Ieri sono arrivato molto in anticipo rispetto all’appuntamento, era una bellissima giornata e mi sono messo a camminare in quell’angolo del quartiere dove ho passato tutta la mia infanzia. La strada dove si trova lo studio medico è proprio dietro al palazzo dove abitavo. Venticinque anni fa al di là di quella stradina c’era un grandissimo campo incolto, regno incontrastato di topi e insetti. Adesso hanno costruito un supermercato, svariati palazzi con garage e parcheggi, e un bel giardino. La strada è ormai soffocata tra il vecchio e il nuovo. Una stretta striscia d’asfalto con addirittura un dosso rallentatore all’altezza del supermercato. Un tempo non c’era neanche il cartello col nome della strada. Mi sono venute in mente le mattine d’inverno in cui mia madre, che doveva correre a scuola, mi vestiva come Messner, con la cuffia col pom-pom, che io odiavo, e mi caricava in fretta sulla 126 parcheggiata nella stradina tutte buche, per portarmi all’asilo. Poi l’asfaltarono e mio padre mi ci portava per imparare ad andare in bici senza rotelle, tanto non ci passava mai nessuno. Era la strada che facevo tutte le mattine per andare alle Elementari, con la mia amica d’infanzia. La strada che passava davanti al portone di un mio amico che adesso non c’è più. Lì, nelle sere di Luglio, si impacchettava la macchina per andare in campeggio in giro per l’Europa. Mi sono messo a guardare i campanelli. Molti cognomi non ci sono più, ne ho riconosciuti solo alcuni. Forse il quartiere è migliorato, di certo è diventato un dormitorio e un luogo di lavoro. Negli anni 80 c’erano molte famiglie, c’era anche tanta piccola criminalità e tanta droga. Comunque a me piaceva di più allora perché era più vero e mi è venuta una gran malinconia ripensando ad un’età felice e spensierata, al mio caschetto troppo lungo che mi faceva scambiare per una bambina, ai miei giovani genitori, ai miei amichetti e alle loro famiglie, ai mobili di Padre Marella in mezzo alla strada, agli anziani che non capivano il mio nome perché era “forestiero”.

Arrivato a casa, ho deciso di consolarmi preparando una cosa che mi piaceva tantissimo da bambino e che piace a tutti i bambini, i grissini. Era la prima volta che provavo a farli e secondo me sono venuti proprio bene. Sono simili ai Torinesi che spariscono subito quando si aspetta che ti vengano a prendere l’ordinazione in Trattoria, ma naturalmente più buoni e fragranti. Mentre ne assaggiavo uno mi sono venuti alla mente altri ricordi, quasi tutti belli, della mia gioventù in S.Donato.

GRISSINI CON PASTA MADRE

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(ricetta originale di birabira)

Ingredienti: 250 gr di farina 00/105 gr di acqua/ 75 gr di pasta madre/25r g di olio/ mezzo cucchiaino di malto/ mezzo cucchiaino di sale/ semola per spolverare

Impastate gli ingredienti, facendo attenzione a non far entrare in contatto il sale col lievito, fino a ottenere un impasto liscio, elastico e non appiccicoso. Impastate per almeno dieci minuti, battendo la pasta con le mani durante il procedimento. A impasto avvenuto, formate un filone lungo e stretto dalla forma più' regolare possibile e adagiatelo su una placca da forno rivestita con carta da forno e spolverata di semola. A questo punto, spennellare il filone d'olio (anche sui lati) e spolverarlo nuovamente con la semola. Fate lievitare il filone, coperto con un foglio di pellicola per alimenti e uno strofinaccio di cotone o una copertina di lana, al riparo dalle correnti d'aria (io lo tengo nel forno spento con la luce di cortesia accesa) per circa 6 ore. Trascorse questo tempo o fino a che non si è raggiunti il raddoppio dell'impasto, accendete il forno a 200°.
Riprendere l'impasto e tagliare dei bastoncini (dal lato corto del filone) dello grandezza di circa un centimetro e allungarli fino alla lunghezza della teglia che li conterrà' per la cottura. Se vengono più' lunghi, tagliare l'eccedenza e cuocerla così com'è, perché non si può rimpastare. Disponeteli distanziati nella teglia, rivestita un nuovo foglio di carta forno e infornateli subito. Cuocete i grissini per circa 18-20 minuti (devono risultare dorati).

venerdì 12 febbraio 2010

La sincerità del pane

Eccomi qui, alla fine la weazel è stata convinta a scrivere il suo primo post. A Bologna continua a nevicare, a volte smette e dopo alcune ore comincia a cadere una pioggia gelida. Il sole si è fatto vivo solo Sabato ed è sempre freddissimo. La corsa all’aria aperta è quindi sospesa e sono obbligato ad allenarmi in palestra, come un criceto alienato. E’ un periodo brutto. Proprio brutto. Ovunque mi volti non c’è nulla di cui essere allegri. I giovani sono trattati malissimo e devono accettare di tutto per lavorare, molti genitori di miei amici, alla soglia della pensione, sono in cassa integrazione, la mia città non ha più un Sindaco e sarà commissariata per un anno, i nostri governanti continuano a sollazzarsi con i nostri soldi. Grigio il cielo, grigio l’umore, grigio il futuro della mia città e del mio Paese. Così, per non assecondare questa spirale depressiva sono tornato, dopo una latitanza di qualche anno, alla mia grande passione per la cucina. Al contrario di Fra, che ama sperimentare cose nuove, accettare le sfide di piatti e tecniche difficili, io sono un tradizionalista. La cucina è sempre stato un rifugio, un modo per esprimere il mio amore per le persone importanti. Secondo me non è un caso che i miei cavalli di battaglia siano preparazioni lunghe, dove ci vuole pazienza, attenzione, cura. Il ragù, i risotti, il brodo…sono cose semplici da cucinare ma ci vuole grande dedizione per farli eccellenti. Da quando in casa c’è il lievito madre ho scoperto che si può applicare lo stesso concetto al pane. Il pane è la cosa più povera e più vera che ci sia. Se ti prendi cura del tuo impasto, se sei paziente e rispetti i tempi di lievitazione, se lo osservi mentre è nel forno perché non si bruci, lui sarà buonissimo e sincero. E allora ho adottato il “blobbino” e sono diventato il panettiere di casa. Impasto. Aspetto. Impasto di nuovo. Aspetto. Faccio le forme, le pieghe. Aspetto. Scaldo il forno. Aspetto. Cuocio il pane. Alla fine lo tiro fuori, l’odore ha invaso la casa, il colore è perfetto. Mi sento meno triste, meno grigio, con un po’ più di speranza. Non sempre si aspetta invano.


PANE DEL RINFRESCO

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Procedimento

Fate un primo rinfresco unendo 300 gr di pasta madre a 300 gr di farina (di cui 200 gr di farina 00 e 100 gr di Manitoba) e 150 ml di acqua a temperatura ambiente.
Impastate fino ad avere un composto omogeneo che andrà fatto lievitare per circa 3 ore
Procedete poi a un nuovo rinfresco dell’ impasto ottenuto (saranno circa 700 gr di pasta) con altrettanta farina 00 e metà peso di acqua (circa 325 ml)
Passate l'impasto su una spianatoia infarinata e dategli la forma che preferite ( io ho ricavato due filoncini). Rivestite una leccarda con carta forno, cospargetela con un po’ di farina di grano duro e adagiatevi sopra le pagnotte. Fate lievitare per altre 5 ore circa o comunque fino al raddoppio. Infornate a forno preriscaldato a 200° per 10 min, poi abbassate a 180° e proseguite la cottura per altri 15 min circa. Dopo questo tempo estraete rapidamente la teglia dal forno, sostituendola con la griglia e rimettete dentro il pane (questo serve a non farlo bruciare sotto). A questo punto calcolate altri 15 min di cui gli ultimi 5 col grill per farlo colorare ( le pagnotte dovranno apparire leggermente dorate e se picchiettate bussare a vuoto). I tempi sono indicativi e variano da forno a forno.

Le proporzioni degli ingredienti sono sempre le stesse: 300 gr del peso di pasta madre, 300 gr del peso di farina, 150 ml di acqua

mercoledì 3 febbraio 2010

La mia zuppa preferita

Finalmente è uscito il sole e le giornate si stanno allungando. La neve si scioglie sui tetti di Bologna, bianco e vermiglio, contro un cielo limpidissimo. La temperatura continua però a assere gelida. Alla mattina l'aria ghiaccia le guance e se durante il giorno si riesce quasi a sentite un vago sentore di primavera, le serate rimangono ancora freddissime. E giusto per coccolarsi un po' non c'è nulla di meglio che ricorrere ai fornelli, a quei sapori famigliari che fanno subito casa. Complici le verdure di stagione, che con le gelate di questo inverno sono venute una meraviglia, belle polpose e per nulla fibrose, mi è venuta voglia di cimentami in una ricetta un po' elaborata, ma che alla fine si dimostra uno di quei piatti che vorresti non finiscano mai. Dopo un po' di ricerche sul web, per capire quale fosse la ricetta originale, perdendomi fra le più svariate variazioni e le quantità di ingredienti da utilizzare sono giunta a questa versione, che mi ha davvero ricordato le ribollite mangiate in Toscana, ripiangendo di non essere nata in quella regione ;)

RIBOLLITA

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Ingredienti per 4/6 persone: 300 gr di cavolo nero/ 200 gr di pane toscano raffermo/ 200 gr di fagioli cannellini secchi/ 300 gr di bietola/ 200 gr di patate/ 1 carota/ 1 costa di sedano/ 1 cipolla/ 150 gr di prosciutto toscano/ 2 cucchiai abbondanti di concentrato di pomodoro/ un mazzetto di timo/ un mazzetto di rosmarino/ sale e pepe qb

Lasciate in ammollo i fagioli per una notte. Cuoceteli in una pentola di acqua calda leggermente salata per circa 40 min (devono risultare cotti ma ancora sodi). Nel frattempo lavate il cavolo nero e le bietole, mondatele dalle parti più dure e affettatele a pezzi grossolani. Sbucciate le patate e tagliate a dadini di circa un centimetro. Lavate gli aghi di rosmarino e il timo.
Con un mixer a immersione o un passaverdure riducete metà dei cannellini a purea diluendo con la loro acqua di cottura.
In una pentola dai bordi alti e dal fondo spesso preparate un soffritto con la cipolla, il sedano e la carota tritati sottilmente. Quando le verdure saronno imbiondite, aggiungete il prosciutto, precedentemente tritato a coltello, e lascite insaporire il tutto per un paio di minuti. A questo punto aggiungete il cavolo nero, le biete, le patate, il concentrato di pomodoro e la purea di fagioli. Mescolate bene per amalgamare gli ingredienti. Unite due bicchieri di acqua calda, mescolate nuovamente e aggiungete il timo e il rosmarino. Regolate di sale e di pepe. Coprite con un coperchio e fate sobbollire per almeno un ora. Unite i fagioli rimasti, mescolate bene e cuocete per altri dieci minuti, in modo che la zuppa si addensi completamente.
Per completare il piatto , disponete delle le fette di pane toscano in una zuppiera alternandole con alcuni mestoli di zuppa, fino a esaurire gli ingredienti. Fate riposare per almeno otto ore (sarebbe meglio una giornata intera).
A questo punto togliete dalla pentola la quantità di zuppa desiderata e mettetetela a riscaldare in un tegame di coccio, su fuoco medio, riparato da uno spagi fiamma. Servite con abbondante olio di oliva.

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Con questa torta partecipo alla raccolta di Vale del blog Mangia e Bevi, "Il Pane secco... Non si butta!"

venerdì 29 gennaio 2010

Novità!

Ci sono luoghi che hanno un fascino calamitante. Per me il Giappone rappresenta appieno quella sensazione di inammoramento. Fin da bambina il Paese del sol levante ha esercitato su di me un fascino incredibile. Tornata da scuola, dopo aver fatto i compiti, passavo le mie ore di svago guardando tutti i catoni animati che ODEON TV e Bim Bum Bam trasmettevano durante il pomeriggio. Rimanevo incantata davanti alle imprese di Lupin e Occhi di Gatto, rapita dalla dedizione allo sport di Mimi Ayuhara e di Holly e Benji, affascinata dal valore dell'Uomo Tigre. Poi sono arrivate le anime più moderne, i manga, la cinematografia di Miyazaki, i film di Takeshi Kitano e i libri di Haruki Murakami. Un intreccio di cultura millenaria, fatta di precisione e cura della bellezza, ma anche di spinta verso il futuro, che si concretizzano in città fatte di luci, tecnologia di avanguardia e cosplayers ma anche di angoli estremamente tradizionali, di templi, geishe e kimono.
D'accordo avete capito che il Giappone mi affascina mortalmente, e l'hanno capito anche le ragazze di Zen and the City, tanto da avermi chiesto una piccola collaborazione. Parte da oggi questa piccola rubrica di cucina, affacciata su due mondi così diversi ma allo stesso tempo
affascinanti.
Per iniziare ho scelto uno degli ingredienti più comuni e famosi che sta alla base di mille preparazioni della cucina giapponese. Gli udon sono spaghetti di grano duro, spesso preparati in brodo, ma io ho scelto di saltarli con verdure e gamberetti. Per la ricetta completa cliccate qui

UDON CON VERDURE E GAMBERETTI

Udon

martedì 26 gennaio 2010

La cucina della mia Nonna, Pollo alla Diavola

Non sono una grande amante della carne. Però ci sono profumi che mi trasportano direttamente all'infanzia. A quelle domeniche, in cui si poteva ancora dormire fino a tardi, ed era quel profumo inconfondibile, di rosmarino, salvia e carne ai ferri che mi faceva correre in cucina, ancora in pigiama e un po' assonnata a guardare la nonna cuocere il pollo che lei chiamava alla diavola. Mi ricordo distintamente la pelle croccante e la polpa aromatizzata dalla feschezza del limone. Questa ricetta è rimasta custodita nella mia mente, poi complice queste giornate grigie e fredde è ricomparsa all'improvviso. Ho apportato solo una piccola modifica. Al posto del peperoncino ho preferito sostituire alla sua piccantezza la nota più intensa e particolare dello zenzero. Un radice ricca di profumo che ultimamente arricchisce i miei piatti conferendogli un retrogusto davvero irresistibile.
E allora bando alle chiacchiere, procuratevi un bel pollo biologico e buona cena!

POLLO ALLA DIAVOLA

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Ingredienti: 1 pollo ruspante aperto a metà/ il succo di un limone/ 2 rametti di rosmarino/ 1 mazzetto di salvia/ 1 rametto di timo/ mezzo centimetro di radice di zenzero/ sale e pepe qb

Mettete sul fuoco una griglia da cucina e lasciatela diventare incandescente. Nel frattempo lavate e tritate finemente il rosmarino e le foglie di salvia e il timo. Con un pelapatate sbucciate lo zenzero grattugiato sottilmente. Mescolate insieme le erbe aromatiche, il sale, il pepe e lo zenzero e tenetele da parte.
Lavate il pollo, già pulito e aperto dal vostro macellaio di fiducia, sotto l'acqua corrente e fredda. Non asciugatelo, disponetelo su di un piatto e cospargetelo da entrambe le parti con il succo di limone. Massaggiatelo con il trito di erbe aromatiche e zenzero, in modo da distribuire gli odori su tutta la carne. A questo punto mettete il pollo sulla griglia bella calda, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma media per circa 30-40 minuti, avendo cura di girare il pollo a metà cottura.

domenica 24 gennaio 2010

Torta Salata con speck e noci

Scusate la piccola assenza, non sono sparita! Una bella influenza coi fiocchi unita alla maledizione di Montezuma, mi ha relegata a letto. Fra brodini per reintegrare i liquidi persi, verdurine e piatti leggeri, la voglia di cucinare non è passata! Così, pasticciando un pò' con gli ingredienti, è nata questa torta salata, molto saporita e invitante. L'idea del ripieno mi è venuta in mente seguendo il ricordo di quelle corroborati paste invernali, che vedono sposarsi alla perfezione la sapidità di un affettato di ottima qualità come lo speck, alla croccantezza delle noci. Il tutto legato alla perfezione dalla morbibezza della ricotta.
Insomma una ricetta davvero facile, ma molto gustosa, da servire bella calda in queste serate gelide o anche da portarsi nel lunch-box in ufficio, in alternativa al solito panino o insalata. Provatela, vi assicuro che non rimarrete delusi!

TORTA SALATA CON SPECK E NOCI

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Ingredienti:un rotolo di pasta sfoglia/ 250 gr di spinaci freschi/ 150 gr di speck/ 100 gr di noci sgusciate/ 250 gr di ricotta vaccina/ 1 uovo/ provola affumicata/ sale e pepe

Mondate e lavate gli spinaci. Poneteli in un'ampia padella antiaderente, insaporiteli con una presa di sale e cuoceteli coperti con un coperchio, a fuoco medio, per circa 15 minuti (le foglie devono risultare morbide). Toglieteli dal fuoco, scolateli bene e strizzateli dalla loro acqua di vegetazione. Tritateli sottilmente e teneteli da parte.
Nel frattempo tritate le noci e affettate lo speck in strisce sottili. In una ciotola lavorate la ricotta con una forchetta insieme al sale e al pepe, fino a renderla morbida e omogenea. Unitevi gli spinaci, lo speck, le noci e l'uovo leggermente sbattuto. Mescolate bene tutti gli ingredienti fino a ottenere un composto uniforme.
Rivestite con carta da forno una teglia rotonda di 20 cm di diametro, con cerniera apribile. Adagiatevi all'interno la pasta sfoglia e riempite con il ripieno di ricotta, speck e noci. Tagliate la provola affumicata in fettine sottili e copritene l'impasto. Ripiegate i bordi della pasta sfoglia all'interno.
Cuocete la torta salata in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti o fino a quando la torta non assume un aspetto dorato.

BUONA DOMENICA A TUTTI :D

mercoledì 20 gennaio 2010

L'insostenibile leggerezza...delle mie brioche

Ci sono alcuni libri di cucina di cui ti innamori follemente. E' stato così per me con il libro di Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi. Questi straordinari chef inglesi, ma di origine italiana e palestinese mi hanno letteralmente affascinata con le loro ricette dal sapore famigliare ma con quel tocco mediterraneo e orientale che rende tutti i loro piatti particolari e intriganti. In aggiunta ci sono anche sezioni dedicate a preparazioni di base davvero molto accurate e parti dedicate a spezie e ingredienti particolari spiegati con molta cura.

Così quando ho visto della raccolta di Laura, dedicata alle brioche sono corsa a sfogliare le pagine del loro libro, sicura che avrei trovato una ricetta ideale per partecipare a questo contest. E infatti ne sono uscite delle brioche davvero strepitose, con un interno morbidissimo, perfetamente arioso. Il profumo poi è qualcosa di irrisesistibile, leggermente caramellato e con una nota burrosa davvero piacevolissima. Si conservano perfettamente in frigorifero per almeno cinque giorni, basta scaldarle per pochi minuti in forno e riacquistano la loro fragranza originale. Un ottimo modo per iniziare la giornata in dolcezza, magari accompagnate da una marmellata un po' acida, tipo di mirtilli o con un velo di miele di castagno. Possono essere anche servite a fine pasto con una crema aromatizzata alla vaniglia. Insomma sono davvero molto versatili! Provare per credere :)

BRIOCHE

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Ingredienti per circa 7 brioche o per 500 gr di impasto: 2 cucchiai d’acqua tiepida (non più di 30°)/1 cucchiaino di lievito secco o 1 e ½ di lievito di birra/ 190 gr di farina manitoba /½ cucchiaino di sale/20 gr di zucchero/ 2 uova a temperatura ambiente + 1 uovo sbattuto per glassare/75 gr di burro freddo tagliato in cubetti di circa 2 cm

Mettete l’acqua tiepida e il lievito nel mixer (se usate il lievito secco lasciatelo a bagno per 10 minuti per attivarlo). Mescolate delicatamente con le dita fino a che il lievito non si dissolve. Aggiungete tutti gli altri ingredienti tranne il burro e iniziate a mescolarli con una spatola fino a che la farina non è incorporata. Azionate il mixer e lasciate lavorare per 3 minuti a velocità bassa. L’impasto deve diventare liscio ma ancora attaccarsi alla ciotola. Una volta raggiunto questo stadio, staccatelo dai bordi della ciotola, aumentate la velocità del mixer e iniziate ad aggiungere il burro a dadi. Fate questa operazione gradualmente, facendo attenzione che un dado di burro sia completamente incorporato prima di aggiungere il successivo. Una volta che tutto il burro è stato aggiunto, continuate a fare andare il tutto fino al momento in cui l’impasto risulterà lucido, senza grumi di burro e si staccherà naturalmente dai bordi della ciotola ( io l'ho fatto andare per circa 10 minuti).
Togliete l’impasto dal mixer, infarinatelo leggermente e mettetelo in un contenitore leggermente unto. Coprite con della pellicola e lasciatelo a temperatura ambiente per un’ ora. Dopo di che trasferite il contenitore in frigo per 14-24 ore prima di usare l’impasto.
Preparate 7 teglie da crostatina leggermente imburrate. Tirate fuori dal frigo l’impasto e poggiatelo su una superficie da lavoro infarinando lo leggermente. Usando le mani abbassate l’impasto e sgonfiatelo poi fate 7 palline del peso di circa 50 gr. Ricavate altre 7 palline più piccole e incollatele a quelle più grandi con il tuorlo di un uovo sbattuto e allungato con un goccio di latte. Copritele con la pellicola e lasciatele in un posto caldo per 2-3 ore, fino a che non saranno quasi raddoppiate.
Pre-riscaldate il forno a 170°, glassate leggermente la parte superiore degli impasti con l’uovo sbattuto tenuto da parte. Mettete le teglie su di una leccarda da forno e infornate. Dopo 15 minuti dovrebbero essere di color marrone scuro e completamente cotte. Fate la prova dello stecchino per assicurarvi che siano pronte. Trasferitele su una griglia di metallo e lasciatele raffreddare completamente.

lunedì 18 gennaio 2010

Il profumo della mia domenica

Era da un sacco di tempo che non giocavo con il mio blobbino. Era rimasto a dormire tristemente nel frigorifero, come un piccolo orso polare in letargo. Ma questa domenica ho deciso di mettere nuovamente le mani in pasta, complice un incursione dal mio spaccino di fiducia di granaglie e farine, da cui è saltata fuori un profumatissima farina integrale toscana, bella ruvida e corposa. Volevo realizzare un pane abbastanza rustico e saporito, ideala da accompagnare a della marmellata di arance, un po' acidula ma allo stesso tempo zuccherina, ma anche splendido abbinato a qualche fetta di spek, cetrilolini e formaggio morbido tipo brie

E così è nato questa pagnotta, davvero molto gustosa, l'unica piccola pecca è l'alveolatura che vorrei riuscire a rendere più ampia. Magari la prossima volta al posto della farina 00, userò la manitoba, per dare maggiore aria all'impasto. Il risultato è una pagnotta croccante che rivela un interno molto soffice e umido.


PANE SEMINTEGRALE

pane semintegrale


Ingredienti: 200 gr di farnia integrale di ottima qualità/ 200 gr di farina 00/ 100 gr di pasta madre rinfrescata/ 2 cucchiai di olio extravergine di oliva/ 200 gr di acqua tiepida/ 2 cucchiaini di sale

Nella ciotola dell'impastatrice o in una ciotola capiente unire le due farine e il sale. In un altra ciotola diluire la pasta madre con l'acqua tiepida. Unire la pasta madre diluita, l'olio extravergine di oliva alle farine e iniziare a impastare a bassa velocità. Impastare fino a che l'impasto non raggiunge la giusta incordatura. Se usate l'impastatrice l'impasto deve staccarsi naturalmente dalle pareti della ciotola. Ad ogni modo l'impasto deve risultare liscio ed elastico. Formate una palla e lasciate lievitare, coperto da pellicola alimentare, in un luogo tiepido per almeno otto ore

io tengo l'impasto nel forno spento con la luce di cortesia accesa durante l'inverno

Dopo questa prima levitazione, riprendete l'impasto, dategli le pieghe del secondo tipo e lasciateloo lievitare nuovamente fino al raddoppio (circa 4 ore). Formate una palla, incidetela a croce con un coltello affilato e lasciatela raddoppiare. Cuocete a forno statico e preriscaldato a 190° per circa 35/40 minuti (picchiando il fondo del pane il suono deve risultare vuoto). Lasciate riposare su una griglia per almeno 3 ore prima di affettare


pane semintegrale

venerdì 8 gennaio 2010

E' arrivata la Befana e tutte le feste si porta via

Ancora biscotti!!! Però giuro che dopo questi non vene propino ancora per almeno tre mesi ;) Anche questi sono finiti in alcune calze della Befana...e che dire sono piaciuti moltissimo. Simili ai miei preferiti crincle coockies, ma un po' più croccanti visto la presenza delle noci. Rimangono morbidissimi e avvolgenti, con la loro rotondità cioccolatosa. Da provare assolutamente, in accompagnamento a una calda tisana speziata, magari allo zenzero o alla liqurizia. Se poi volete rendere il vostro pomeriggio ancora più goloso vi suggerisco una morbidissima tazza si cappucino, che con il suo aroma di caffè ci sta a meraviglia.

Ma basta ciacchiere...ecco a voi la ricetta



BISCOTTI CON DOPPIO CIOCCOLATO E NOCI

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Ingredienti per circa 24 biscotti: 100 gr di avena per muesli/ 140 gr di farina 00/ ½ cucchiaino di lievito/ ½ cucchiaino di bicarbonato di sodio/ 85 gr di zucchero di canna /200 gr di cioccolato fondente spezzettato/ 115 gr di burro morbido/ 1 uovo grande, sbattuto/ 100 gr di noci

Raccogliete l'avena nel mixer, unite la farina bianca, il lievito, il bicarbonato di sodio, li zucchero di canna e metà del cioccolato a pezzetti. Azionate il mixer fino a ottenere un composto unico. Mettete il burro morbido, l'uovo sbattuto, le noci tritate finemente a coltello e il cioccolato rimasto in una ciotola capiente. Unite il composto del mixer e amalgamate bene con un cucchiaio di legno e nella ciotola della planetaria fino a formare un impasto compatto. Con le mani ricavate delle palline di impasto grandi quanto una noce, disponetele sulle placche imburrate o rivestite di carta forno, distanziandole bene tra loro e appiattitele lievemente con il dorso di una forchetta. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 10-12 muniti. Lasciate raffreddare i biscotti sulle placche per almeno 2 minuti e poi trasferiteli su una griglia di metallo a raffreddare completamente.

lunedì 4 gennaio 2010

Profumo d'Arance

Ci sono profumi che evocano ricordi, immagini precise, lucententi e dolcissime. Per me l'inverno ha il profumo di arancia. Un colore intenso, rotondo, che sa di serate passate in cucina con la mamma e la nonna, fra chiacchiere e film e le mani che pelano quella buccia porosa e un po' unta. E il sapore salato delle arachidi, piccolo regalo delle feste natalizie appena trascorse. E la mamma che raccoglieva tutte le scorze rimaste e le metteva su un vassoio di cartone e poi sui termosifoni. Quel profumo dolce e un po' speziato, carico di luce degli addobbi dell'albero, avvolgente come le feste di Natale, Capodanno e poi di corsa verso l'Epifania.
Quel profumo che sa di infanzia, di regali, di scorpacciate intorno a tavole imbandite.
Quest'anno quel piacevolissimo profumo che allacciava tutte le stanze della mia casa sì è trasformato in polvere magica, impalpabile, ragghiusa in piccoli barattolini, da trasportare con tutta la sua atmosfera attraverso questo nuovo 2010.
Spero che questo profumo vi raggiunga e grazie per essere sempre così presenti nella mia quotidianità

POLVERE D'ARACIA

polvere d'aranca



Questo è proprio un lavoraccio, come aveva detto Alex. Però ne vale davvero la pena. La polvere che otterrete è davvero un ambrosia. Gli abbinamenti che potete ottenere sono tantissimi: potrete utilizzarla per condire insalate, come insaporitore per carne o pesce, per arricchire salse dolci e non.

Scegliete delle belle arance, non trattate. Dopo aver lavato e sbucciato le arance e tolto la parte bianca in eccesso, basta distribuire uniformemente le scorze su una placca da forno ed infornarle a ca. 70°-80° gradi (forno ventilato) per 4-5 ore
Oppure lasciate le scorze ad essiccare sui termosifone fino a guado non sono dure e si spezzano facilmente. Lasciatele raffreddare completamente prima di macinarle. Io le ho macinate nel mixer e le conservo in un luogo fresco e asciutto e possibilmente al riparo dalla luce diretta.

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