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lunedì 3 maggio 2010

Mexican Sunday

Domenica è stata una giornata davvero splendida! Nonostante la pioggia fantozziana che ha contraddistinto anche questo week-end rovinando i nostri progetti per la grigliata organizzata per il compleanno di un nostro caro amico, siamo riusciti comunque a divertirci improvvissando all'ultimo minuto un pranzo messicano. La fortuna di avere altre persone che condividono la tua stessa passione per la cucina è qualcosa di unico. Ognuno ha portato a casa di Riki e Dessy un piatto tipico messicano. Il risultato è stato una festa davvero allegra, trascorsa fta una quantità incredibile di buon cibo e tantissime chiacchiere, tanto che alle otto di sera avremmo potuto cenare con quello che era rimasto ;) I padroni di casa ci hanno accolti con una fantastiche tortillas, del pollo piccante e una zuppa che racchiudeva un misto di sapori davvero eccezionali. Dile si è presentata con lenticchie piccanti, un profumato pane ai semi di zucca e un delizioso arroz con leche. Yoshi ha difeso la tradizione italica travolgendoci con un dolce al croccante e zabaione (una favola!!!). E io...bè dopo lunghe ed estenuanti ricerche ho optato per portare

SALSA GUACAMOLE
(ricetta originale di Dario Bressanini)

Ingredienti: 2 avocado/ 1 cipolla rossa/ 2 pomodori maturi/ 1 limone/ sale/ 4 peperoncini verdi/ 1 mazzetto di prezzemolo
Prendete l’avocado maturo e con un coltello affilato praticate un solco completo lungo tutto il perimetro lungo un meridiano lungo. Dovete affondare la lama del coltello sino a sentire il seme. Il frutto si dividerà in due. Con un colpo netto affondate un poco il coltello nel seme. Ora, ruotando il coltello, dovreste riuscire ad estrarre il seme senza problemi. A questo punto tenendo l'avocado nel palmo di una mano una metà di avocado, scavatelo con un cucchiaino. Schiacciate l’avocado con una forchetta e aggiungete immediatamente il succo di limone, mescolando bene. Aggiungete poi i pomodori privati dai semi e dal liquido di vegetazione e tagliati a dadini il più piccoli possible, la cipolla tritata finemente, i peperoncini puliti dai loro semi e affettati a rondelle sottilissime e il prezzemolo tritato fine. Regolate di sale. Mescolate bene tutti gli ingredientiguacamole per eliminare il più possibile le sacche d’aria

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PICO DE GALLO
(ricetta originale di Un ingeniere in cucina)

Ingredienti: 2 pomodori/ 1 cipolla/ 1 spicchio d'aglio/ 2 limoni piccoli/ 1 peperoncino/ un mazzetto di prezzemolo

Tagliate a cubetti i pomodori, tritate la cipolla, l'aglio e il prezzemolo e tagliate a pezzi il peperoncino. Unite tutti gli ingredienti in una ciotola e condite con il succo dei limoni. Mescolate per amalgamare e lasciate riposare in frigorifero per qualche ora

PANE DI MAIS

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(ricetta originale tratta dal Buon Appetito America )

Ingredienti: 200 gr di farina/ 150 gr di farina di mais7 2 cucchiaini di lievito secco/ 1/4 cucchiaino di bicarbonato di sodio/ 1 cucchiaino di sale/ 2 cucchiai di zucchero di canna/ 100 gr di mais in scatola tritato finemente/ 125 gr di yogurt bianco/125 gr di panna/ il succo di mezzo limone/ 2 uova grandi/ 100 gr di burro fuso fatto raffreddare

Scaldate il forno a 200° e imburrate una pirofila quadrata di venti centimetri e mettete da parte.
Sbattete i primi cinque ingredienti in una ciotola media e mettete da parte. In un'altra ciotola sbattete lo zucchero, il mais, lo yogurt, la panna e il succo di limone. Unite le uova e sbattete finché sono ben amalgamate. Rimarranno alcuni grumi di mais. Incorporate delicatamente gli ingredienti umidi a quelli secchi usando una spatola di silicone e versate il burro fuso. Mescolate rapidamente fino a inumidire appena gli ingredienti secchi. Non lavorateli troppo, il composto rimmarrà grumoso. Versate nella pirofila preparata e lisciate la superficie con la spatola (consiglio di fare questo procedimento con le dita unte con un po' di olio di oliva).
Cuocete finché sarà ben dorato, per 25-30 minuti, o finchè uno stecchino infilzato al centro ne uscirà pulito. Lasciatelo raffreddare nello stampo per 10 minuti prima di servire.

lunedì 26 aprile 2010

Shortbread al cardamomo e la mia cucina

Eccoci di nuovo a un altro lunedì! Come la nuvoletta di Fantozzi il week end è trascorso sotto una fastidiosa pioggerellina e oggi, tornata al lavoro, un sole beffardo splende nel cielo! Vabbè non lamentiamoci troppo, in fondo questo fine settimana di brutto tempo mi ha costretto a starmene in casina e mi ha dato il tempo di occuparmi un po’ di più della mia cucina e di tutti quei lavoretti che rimandavo da qualche tempo. Innazitutto sono riuscita a scegliere finalmente la ricetta adeguata per partecipare alla raccolta di Sandra di Un Tocco di Zenzero in collaborazione con le Fattorie Fiandino.

Già lo scorso anno avevo partecipato a questa iniziativa, avendo modo di provare con enorme sorpresa gli splendidi prodotti caseari inviatimi. Quindi quando anche questa volta sono stata contattata per testare la nuova produzione di burro salato sono stata molto felice di accettare. Pensando a come poter esaltare al massimo il gusto così particolare di questo burro sono finita a impastare dei semplicissimi biscotti. Il risultato è stato assolutamente all’altezza delle aspettative. Poter disporre di un prodotto di così alta qualità è sempre una fortuna eccezionale. Il burro delle Fattorie Fiandino è decisamente diverso per sapore e consistenza da quelli distribuiti dalle grandi marche. Solitamente non sono il tipo da fare pubblicità, ma questa volta non potevo proprio esimermi da esprimere la mia soddisfazione per aver potuto disporre di questo burro. Ok penso di essermi dilungata a sufficienza ;) ecco la ricetta con cui partecipo

SHORTBREADS AL PISTACCHIO

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Ingredienti: 8 semi di cardamomo/ 200 gr di burro salato 1889 Fattorie Fiandino (l'ingrediente segreto)/ 25 gr di riso macinato finissimo/ 240 gr di farina 00/ 75 gr di zucchero/ 60 gr di pistacchi sgusciati non salati/ 1 rosso d'uovo leggermente sbattuto

Rimuovete le bucce dei semi di cardamomo e pestateli in un mortaio fino a ottenere una polvere fine. Usando un mixer elettrico, mescolate insieme il burro, il riso macinato, la farina, il sale, il cardamomo macinato e lo zucchero (non riscaldate troppo l'impasto usando l'accortezza di frullare a intervallo). Lavorate fino a ottenere una pasta omogenea.
Versate il composto su una spianatoia, infarinatelo leggermente e lavoratelo fino a ottenere un tronchetto di circa 3-4 cm di diametro. Arrotolatelo nella pellicola da cucina e lasciatelo raffreddare in frigorifero per almeno un'ora.
Mentre la pasta si raffredda, tritate i pistacchi finemente con un coltello affilato, in modo da ottenere una granella molto fine. Spargete i pistacchi su una leccarda o un foglio di carta da forno. Spennellate il tronchetto con l'uovo sbattuto e poi passatelo sulla granella di pistacchi. Riavvolgetelo poi nella pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per altri 30 minuti.
Preriscaldate il forno a 150°. Togliete il tronchetto dalla pellicola e tagliatelo in rondelle di 5 mm di spessore. Stendete le rondelle su una teglia rivestita da carta da forno, lasciando uno spazio di circa 2 cm l'uno dall'altro. Spolverizzate con zucchero vanigliato.
Cuocete i biscotti per circa 20 minuti. Si dovranno dorare senza colorarsi troppo in superficie. Lasciate raffreddare gli shortbread completamente prima di chiuderli in un contenitore emetico. Si conservano circa per una settimana

Sempre complice il brutto tempo ho scattato alcune fotografie dell'angolo che amo di più della mia casa: la cucina! E' qui che si svolge gran parte della mia giornata. Assonnata faccio i primi passi verso la macchina del caffè, gli unici rumori il canto dei merli, il tubare dei piccioni e i miei versi gutturali che indicano il mio solito malumore mattutino :) E' qui che mi piace fare la maggior part e delle cose che occupano il mio tempo. Oltre a cucinare, come è ovvio che sia, spesso mi ritrovo seduta al tavolo quadrato di legno scuro, che sa di olio per mobili, a leggere, a scrivere al computer o a guardare la tv. La luce entra diretta da due ampie finestre, una delle quali da sulla terrazza di casa. Qui la weazel coltiva il suo giardinetto, dove lo costringo a piantare piante aromatiche di ogni ti po. Con queste immagini partecipo al contest "Il cuore in cucina" di Fragola e Limone.


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lunedì 19 aprile 2010

Back Home

Eccomi tornata dalle vacanze. Oddio che shock! No ok non mi lamento, sarebbe veramente infame per chi ha passato questa settimana al lavoro o incastrati nel tempo ancora terribilmente variabile di Bologna. La Sardegna invece è stata una nuova e brillante scoperta. Ci ero già stata due volte ma sempre e solo durante il periodo estivo dove la calca di gente e il caldo che ti fiacca e ti costringe a cercare l'ombra in ogni angolo possibile la rende leggermente troppo caotica e arsa per i miei gusti. Ma questa volta la Sardegna mi ha lasciata estasiata. I suoi profumi, che oltre al quello del mirto che ricordavo bene, si sono uniti a quello intenso della mimosa e dei fiori di campo, dell'erba verde smeraldo dove greggi di pecore pascolavano placidamente dall'alba al tramonto, fra il rumore delle api e delle campane delle mucche dalla pelo bianco. E' diventato un quadro dei macchiaioli, un cielo dove galleggiavano banchi di colori intensi e abbacinanti. Ma quello che più mi ha colpito è stato il silenzio. Correre undici chilometri avendo come solo e unico compagno di corsa il sottofondo della natura. Una colonna sonora fatta di cinghuettii, fruscii, il rumore del vento che si confondeva alla risacca del mare. E poi il mio respiro, i suono ritmico dei mie passi, il sangue che pulsa nelle vene, il sapore del sale che si rapprende sulla pelle. Il fatto di non staccare completamente dalla tecnologia, niente TV, niente internet, solo la voglia di leggere e ritrovare un nuovo ritmo, più naturale, appunto. Una vacanza che è diventata anche occasione di riprendere contatto con me stessa. Di pensare al futuro. Di meditare su quello che voglio cambiare nella mia vita.
Oggi si ritorna alla normalità. Il lavoro mi ha aspettato al varco, così come il solito tran tran e la necessità di incastrare tutti i vari impegni. Però alcune cose che mi sono ripromessa di fare spero proprio di portarle a termine vedremo. Questo mio angolino sarà anche un modo per tenere il bilancio dei miei progressi. Intanto sono di nuovo qui e dato che mi piace sempre lasciarvi con una ricetta ecco quello che ho preparato al mio ritorno ;) . Grazie per i commenti che avete lasciato in questi giorni durante la mia assenza, le vostre parole sono sempre una sferzata per continuare a scrivere

CROSTATA SALATA AGLI ASPARAGI

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Ingredienti per la base: 300 gr di farina 00/ mezzo bicchiere di olio extra-vergine di oliva/ mezzo bicchiere di vino bianco secco/ la scorza di un limone biologico finemente grattugiata/ un mazzatto di rosmarino tritato finemente/ acqua tiepida qb

Ingredienti per il ripieno: 300 gr di asparagi precedentemente cotti al vapore o lessati/ 250 gr di ricotta/ 125 ml di panna/ 2 uova/ 100 gr di pecorino grattugiato/ 200 gr di scamorza affumicata

Nella ciotola della planetaria o in una bowl unite la farina, l'olio e il vino e iniziate a impastare a velocità moderata. Quando i liquidi saranno assorbiti dalla farina aggiungete acqua tiepida a sufficienza per ottenere un composto omogeneo ed elastico. A metà di questa operazione unite anche la scorza di limone e il rosmarino. A questo punto formate una palla e lasciate riposare il composto, avvolto in pellicola da cucina, nel frigorifero, per almeno 30 minuti.
Nel frattempo preparate il composto: in una bowl unite la ricotta, la panna, le uova, il pecorino e metà della scamorza tagliata a pezzettini piccolissimi. Mescolate bene per amalgamare il tutto.
Riprendete la base dal forno, stendetela a uno spessore di circa mezzo centimetro e rivestiste il fondo di una teglia a vostra scelta, ricavando un bordo alto circa un centimetro (potete dargli una forma rotonda per una teglia di circa 18 cm di dm o una forma rettangolare per una teglia di circa 35x15 cm). Ricoprite la base con uno strato di asparagi e poi con fettine sottili della restante scamorza affumicata. Finite ricoprendo con il composto di ricotta e panna. Cuocete a forno ventilato e preriscaldato a 180° per circa 30 minuti (la superficie deve rapprendersi e diventare leggermente dorata)

lunedì 5 aprile 2010

Buona Pasqua!!!!

E' stata una settimana intensa, per non parlare di questo week-end. Non so perché ma ogni volta che mi ritrovo con qualche giorno di festa a disposizione le giornate diventano un tour de force nella ricerca di fare quello che solitamente non riesco a organizzare durante una settimana normale. E così fra ore occupate a mettere a posto la libreria e i regali ricevuti sabato ( a proposito, grazie ragazzi siete stati fantastici!), cercare di allenarsi, cucinare per il pranzo di pasquetta con i miei genitori e risistemare il backup delle foto e magari anche scrivere qualcosa per il mio salottino virtuale mi sono resa conto che 24 ore non sono sufficienti. In tutto questo vittima della mia ansia del "dover fare" è stata la weazel. Poverina credo che questa volta la sua sopportazione abbia davvero raggiunto i limiti. Quindi pubblicamente chiedo venia per la brevità di questo post, ma ora scappo a fargli due coccole prima che decida di chiudermi in una stanza e scappare verso altri e meno incasinati lidi ;). Vi lascio con la ricetta di un piatto tipico che si prepara per le vacanze pasquali, qui in Emilia. In realtà è un piatto davvero molto versatile e saporito, che è possibile preparare velocemente e in anticipo. Lo vedo bene sia da servire come piatto unico, ma se fatto in piccole porzioni è davvero perfetto anche come finger food.

ERBAZZONE

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Ingredienti per uno stampo a cerniera di 18 cm

Per la pasta: 300 gr di farina 00/75 gr di olio (nella ricetta originale strutto)/ acqua tiepida qb/ sale e salvia essiccata qb
Per il ripieno: 1 kl di verdure miste (nella ricetta originale spinaci, bietola e cicoria, io ho usato un porro, cime di rapa e broccolo nero)/ un cucchiaio di lardo tritato/ 50 gr di parmigiano grattugiato/ 50 gr di pecorino grattugiato/ 4 uova grandi/ 1 cucchiaio di prezzemolo fresco/ sale, pepe e noce moscata qb

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Amalgamate la farina, l'olio, un pizzico di sale, la salvia e acqua fredda quanto basta (io ho usato la planetaria). Lasciate riposare la pasta nella pellicola trasparente almeno mezz'ora prima di adoperarla.
Nel frattempo preparate le verdure per farcire la torta salata. Pulite e lavate le verdure che preferite (vi consiglio di utilizzare delle verdure a foglia) e il porro. Tagliate le verdure a pezzetti grossolani e affettate il porro sottilmente. In un padella capiente sciogliete il lardo tritato e uniteci le verdure e il porro. Salate a piacere e cuocete con un coperchio, fino a che le verdure risulteranno tenere, ma non disfatte, avendo cura di mescolare di tanto in tanto e se necessario aggiungendo un filo di olio o un po' di acqua bollente.
Nel frattempo, in una ciotola, mescolate le uova, un po' di noce moscata, un cucchiaio di prezzemolo tritato i formaggi grattugiati. Condite il tutto con sale e pepe abbondante. Unite le verdure, che avrete lasciato raffreddare e mescolate per amalgamare il tutto.
Dividete in due pezzi (uno più grande dell'altro) la pasta. Con il pezzo più grande, tirato con il mattarello fino a ottenere un disco sottile circa mezzo millimetro, foderate la tortiera, rivestita precedentemente di carta forno, ricavando anche un bordo alto almeno un centimetro. Riempite la tortiera con il composto e ricopritelo con un disco ricavato dalla parte rimanente. Per far asciugare meglio l'interno, forate la superficie in più punti. Spennellate la superficie con un po' di olio extra-vergine e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 30-40 minuti (la superficie deve dorarsi leggermente). Servite freddo o leggermente tiepido.

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giovedì 1 aprile 2010

Quasi Pasqua!

Cielo irrequieto, un turbinio di blu e grigio piombo all'orizzonte contro stralci di ocra accecante. Il vento si incunea fra i palazzi, sospiri al sapore ferroso di iodio, che sanno di pioggia e di arcobaleni improvvisi. Una primavera che sembrava non arrivare più, ma per questo di un'intensità unica, che provoca un formicolio sotto pelle inspiegabile. La natura si manifesta viva, quasi violenta dopo il griogiore e il gelo di questo inverno infinito.

My creation

My creation

E' arrivato il momento di aprire il mio quaderno di ricette. La copertina a fiori rosa è l'ideale per richiamare il profumo dei giacinti che stanno spuntando sul terrazzino. Così come spero questa ricetta possa evocare lo stesso aroma che ha invaso la mia cucina durante la sua preparazione ;)

COLOMBA CON GOCCE DI CIOCCOLATO E ARANCE CANDITE

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Ingredienti per 2 colombe da 100 gr e 2 da 500 gr: 175 gr di pasta madre/ 125 gr di zucchero/ 100 gr di tuorli (circa 5)/ 190 gr di acqua/ 135 gr di burro morbido/ 500 gr di farina manitoba

Dopo aver compiuto due rinfreschi ravvicinati, sciogliete in una ciotola capiente o in quella della planetaria la pasta madre e l'acqua leggermente intiepidita (27-28°). Aggiungete poi lo zucchero e la metà dei tuorli e iniziate ad amalgamare. Dopo qualche minuto, quando i tuorli sono stati ben assorbiti aggiungete la farina. Lavorate l’impasto fino a che tutti gli ingredienti non siano ben amalgamati (l’impasto risulta piuttosto appiccicoso ma non aggiungete ulteriore farina). Unite i restanti tuorli e continuate a impastare. Quando il composto avrà assorbito i tuorli, lavoratelo fino a che diventi asciutto ed elastico. Unite il burro, ammorbidito e tagliato a dadini, all’impasto, un po’ alla volta, assicurandovi che si amalgami bene. Mettete la pasta a lievitare fino a quando non avrà triplicato il volume ( per circa 12 ore o più).

Ingredienti del secondo impasto: il primo impasto/ 125 gr di zucchero/ 10 gr di miele di acacia/ 50 gr di acqua/ 100 gr di tuorli/ 250 gr di farina 00/ 8 gr di sale/ 125 gr di burro fuso e raffreddato / 130 gr di gocce di cioccolato/ 150 gr di arance candite/ 100 gr di uvetta precedentemente ammollata in acqua caldaMettete il primo impasto in una ciotola o in quello della planetaria, aggiungete lo zucchero, il miele, l'acqua e metà dei tuorli. Lavorate il tutto alcuni minuti in modo che gli ingredienti si mescolino bene fra loro, poi aggiungete la farina. Impastate il tutto fino a che lìimpasto non risulterà ben amalgamato e incorporate i tuorli restanti. Lavorate ancora e quando l'impasto comincia a incordarsi e a risultare elastico, aggiungete il sale, il burro fuso, l’uvetta, le arance candite e le gocce di cioccolato. Dividete l'impasto nei vari stampi e lasciateli lievitare fino a che non abbia raddoppiato di volume (circa 4-5 ore), coperto da un canovaccio.

Ingredienti per la ghiaccia: 45 gr di mandorle spellate/ 150 gr di zucchero semolato/ albume q.b.
Macinate con un mixer le mandorle assieme allo zucchero fino a ottenere un composto molto fine. Aggiungete gli albumi fino a ottenere una pasta spalmabile.

Cottura


Trascorse le ore di lievitazione spalmate la superficie delle colomba con la ghiaccia e decoratele con della granella di zucchero. Cuocete in forno statico, già caldo, a 180°, per circa un'ora (se la superficie della colomba dovesse cominciare a scurirsi troppo copritela con carta d’alluminio)

Per la glassa al cioccolato (ricetta di Maurizio Santin)

Ingredienti: 300 gr di cioccolato al 55%/ 75 gr di burro/ 75 gr di acqua

Sminuzzate il cioccolato, raccogliendolo in una bacinella con il burro a pezzetti e fatelo fondere. Portate l'acqua a ebollizione, versatela caldissima sul cioccolato e frullate con un mixer a immersione, facendo attenzione a non incorporare aria, fino ad avere una crema liscia e lucida. Lasciate intiepidire, mescolando di tanto in tanto.

Composizione

Quando le colombe si saranno raffreddate completamente, trasferitele su una griglia di metallo e ricopritele con la glassa al cioccolato aiutandovi con il dorso di un cucchiaio inumidito o una spatola in silicone.

Questa colomba è per le ragazze di 99colombe

lunedì 29 marzo 2010

E' Primavera?!?!

Finalmente la primavera cominci a a farsi sentire! Sarà siamo tornati all'ora legale e adesso uscire dal lavoro non sembra entrare in un tunnel buio e freddo. Cambia stagione e cambiano le sensazioni, i ritmi. Sento che il corpo richiede nuove energie, nuovi stimoli. La mente si fa più distratta, spinta verso le imminenti vacanze. La voglia di stare dietro ai fornelli si è un po' ridotta, assorbita in gran parte da lunghe lievitazioni e esperimenti di glassatura. Però quando la weazel arriva a casa dopo un incursione al mercato con un chilo di alici freschissime e gli occhioni da gatto con gli stivali, l'unica cosa da fare è aprire il libro di cucina siciliana e preparare le

ALICI ALL'ARANCIA


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Ingredienti: 1 chilo di alici/ il succo di due arance/ 2 limoni biologici/ 1 bicchiere di vino secco/ 100 gr di pinoli/ timo, menta, alloro a piacere/ 150 gr di pan grattato

My creation

Private le alici della testa, delle interiora e della lisca centrale. Apritele a libro e sciacquatele sotto l'acqua corrente e tenetele da parte. Tagliate i limoni a fettine sottilissime dopo averli lavati bene. Tritate le erbe aromatiche e unitele al pan grattato e insaporite con una presa di sale. Rivestite una teglia con carta forno e fate uno strato con le fettine di limone. Fate uno strato con le alici. Coprite con metà emulsione ricavata dal succo delle arance e il vino. Coprite con 50 grammi di pinoli, distribuendoli in modo omogeneo. Completate con metà del composto di pan grattato aromatizzato e procedete a coprire il tutto con un altro stato di ingredienti (limoni, alici, pinoli, emulsione, pangrattato. Cuocete per circa 30 minuti in forno preriscaldato a 180° (gli ultimi 5 minuti passate in modalità grill, passando un filo d'olio sulla superficie del tortino)

mercoledì 24 marzo 2010

E' tardi E' tardi

Cavoli! sono già passati cinque giorni da quando non curo il mio salottino virtuale...mi sento sempre di più il bianconiglio di cui sopra, intento a urlare "È tardi, è tardi!". Avrei un sacco di cose da raccontarvi, ma il tempo a disposizione è sempre pochissimo. Vabbè cerchiamo di raccogliere le idee. Come direbbe la weazel il verbo è: PRIORITÀ' ;) Quindi inizio a ringraziare di tutto cuore Elga e Leone Verde Edizioni per il bellissimo regalo.


Non vedo l'ora di ricevere i bellissimi volumi messi in palio, credo che sarà davvero una golosa lettura. Ma questo non è il solo pacco che sto aspettando con trepidazione. Una colomba, infatti, sta volando dall'Abruzzo verso Bologna per rendere più dolce la mia Pasqua, con la speranza anche di aiutare chi in una notte di quasi 2 anni fa ha visto la sua vita cambiare dastricamente per colpa di un terremoto.Una catastrofe che ha colpito profondamente migliaia di persone, che ha sollevato questioni che mi hanno fatto arrabbiare e rattristare terribilmente. Così quando ho visto l'iniziativa organizzata da Mara mi sono attivata per fare il mio ordine.


Questo dolce artigianale, confezionato con amore e con cura, rallegrerà in modo speciale la mia tavola di Pasqua. Intanto domani comincerò a mettere le mani in pasta per preparare le mie colombe, saranno il mio regalo per amici e parenti. Il blobbino è già fuori dal frigo, pronto per essere massaggiato a dovere, intanto mi sto scervellando per trovare una giusta salsa d'accompagnamento in modo da partecipare a questo goloso contest. Il tempo è poco, ma spero davvero di riuscirercela a fare. Intanto questo dolce è per ringraziare queste persone, che con le loro iniziative accrescono ogni giorno di più la mia passione per la cucina e questo blog.

CHEESECAKE ALLO YOGURT

Cheese Cake

Ingredienti per uno stampo a cerniera da 18 cm diametro: 190 gr di biscotti al burro/ 150 gr di zucchero/ 55 gr di burro fuso/ 300 gr di yogurt bianco/ 300 gr di panna fresca/ 200 gr di latte intero/ 4 uova/ 1 cucchiaino di semi di vaniglia/ il succo di mezzo limone

Accendete il forno a 170°. Mescolate i biscotti, precedentemente sbriciolati in un mixer assieme a due cucchiai di zucchero,con il burro fuso. Stendete questo composto nello stampo dopo averlo rivestito bene da carta forno leggermente imburrata, premendo con la mano in modo che abbia uno spessore omogeneo. Mettete in forno per 10 minuti.
Nel mixer o in un robot da cucina, sbattete lo yogurt con lo zucchero, la panna e il latte. Aggiungete le uova una per volta,sbattendo sempre. Unite i semi di vaniglia e il succo del limone, e sbattete in modo da ottenere un composto omogeneo.
Tirate fuori lo stampo dal forno e versateli composto sulla base di biscotto. Infornate e cuocete per 45-55 minuti o fino a che il composto di yogurt non si sia ben rassodato. Tirate fuori il cheesecake dal forno e lasciatelo riposare per un ora. mettetelo in frigo per almeno 6 ore prima di sformarlo e servite accompagnando con dello zucchero a velo.

lunedì 15 marzo 2010

Buon Blogcompleanno, in ritardo come al solito!

Questa settimana ho decisamente trascurato il mio blogghino. Purtroppo fra la ripresa degli allenamenti in vista della mezza maratona di Imola e alcuni impegni imprevisti il tempo per postare è stato davvero poco, ma il fatto di essermi completamente dimenticata che questo mese avrei festeggiato il mio secondo blogcompleanno è davvero imperdonabile! SHAME ON ME, per dirla all'americana ;). Inperdonabile perchè leggendo il mio primissimo post di cambiamenti riguardanti la mia vita e questo mio angolo virtuale ce ne ne sono stati tantissimi. Ero partita con l'idea di tenere un diario, dove annotare le cose interessanti che mi capitavano giorno dopo giorno. Ma alla fine questo blog si evoluto per proprio conto, trasformandosi mese per mese, crescendo con me, diventando rifugio per le mie passioni. Un melting pot a cui ogni ricetta è legata a un momento più o meno speciale della mia vita. E poi ci siete voi. quelli che ogni giorno passano di qui, lasciano un commento, mi scrivono una mail o semplicemente sono fonte di ispirazione e miglioramento. E' per questo che nonostante gli impegni che la vita reale impone, non mi stanco mai di trovare un po' di tempo per questo salottino dove vorrei invitare sempre più persone per un tè, due chiacchiere e magari una fetta di dolce ;). Le relazioni che si sono formate in questi anni, virtuali o reali mi hanno regalato nuovi interessi e amicizie. Non so davvero come ringraziarvi se non con un piccolo pensiero . Questa crostata è per voi , per festeggiare insieme il terzo compleanno di questo blog a cui tengo tantissimo. Un modo per ringraziarvi della vostra attenzione e del vostro affetto

CROSTATA CON MARMELLATA DI CACHI E CREMA AL CAFFE'

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Ingredienti per la pasta frolla: 160 gr di farina/ 80 gr di burro morbido/ 50 gr di zucchero semolato /1 tuorlo d’uovo + 1 uovo intero/ la scorza di un limone grattugiato biologico Impastate lentamente lo zucchero, il burro, le uova e metà della farina. Quando l’impasto inizia ad essere omogeneo aggiungete la restante farina e la scorza di limone, continuando a impastare. Lasciate riposare almeno 1 giorno prima dell’utilizzo.

Ingredienti per la marmellata di cachi: 4 kg di cachi vaniglia pesati prima della pulitura/ 3 mele/ 2 kg di zucchero/ 2 cucchiaini di semi di vaniglia

Pelate i cachi, dopo averli lavati accuratamente, ed eliminate il seme centrale, tagliate a dadini le mele e uniteli allo zucchero e ai semi di vaniglia in un tegame capiente e dai bordi alti.Lascite macinare per un'intera notte. A questo punto portate il tutto a ebollizione e cuocete fino a che la marmellata non avrà raggiunto la giusta consistenza ( per verificarla fate cadere una goccia del composto su un piattino. Il composto deve scivolare lentamente e risultare gelatinoso) Frullate con un frullatore a immersione e conservate in barattoli sterilizzati.

per le dosi mi sono rifatta alla ricetta di Onde99

Per la crema al caffè aggiungete due tazzine di caffè espresso o di moka alla mia ricetta della crema pasticcera

Composizione del dolce

Foderate con carte forno uno stampo per dolci con cerchio apribile e diametro di 18 cm. Tirate un disco di pasta frolla della dimensione della base dello stampo e dello spessore di circa mezzo millimetro,. Con il restante impasto formate un bordo alto circa un centimetro. Cospargete il fondo della crostata con un po' di pangrattato e riempite per metà con la marmellata di cachi. completate con la crema di caffè livellando bene con una spatola. Cuocete la crostata in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti o fino a che la crema non si sia rappresa. Servite decorando con zucchero a velo.

Con questo dolce partecipo alla bellissima iniziativa di Genny



AGGIORNAMENTO: su suggerimento di Elga partecipo con questa ricetta al concorso di Lavazza

Regolamento

Premio di beneficenza per Chefs Sans Frontières.

Tema: la miglior ricetta a base di caffè.

Aiutaci a spargere la voce.

Condividi questo bando su Facebook e Twitter, o ripubblicalo sul tuo sito/blog.

Le 50 ricette più meritevoli saranno raccolte in un libro il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, all'associazione Chefs Sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo.

Per partecipare è necessario inviare una o più ricette all’indirizzo ricetta[at]neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta”. Le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione; devono prevedere l’utilizzo del caffè.

Premi per le migliori ricette:
• 1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza;

• 2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue;

• 3° premio: 300 cialde Espresso Point;

• Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontières;
• Per le prime 50 ricette: pubblicazione su libro, con ricavato donato in beneficenza.

Per informazioni sul concorso, sulle macchine per caffè e cialde lavazza in palio: NERONERO.it
Per informazioni sulla associazione no-profit cui saranno devoluti i ricavati: Chefs Sans Frontières

martedì 23 febbraio 2010

Cannelloni della domenica

La domenica spesso è uno di quei giorni in cui ci si riesce a concedere un po' di tempo libero da dedicare alla cucina. Soprattutto quando ero piccola, la domenica mattina significava svegliarsi accolti dal profumo di quei piatti trdizionali emiliani che ha sempre preparato mia nonna. Di alcune ricette vi ho già parlato qui e qui, ma questa domenica, complice il fatto di avere più tempo disponibile per cucinare e la voglia di preparare un pranzo un po' più elaborato per coccolare la weazel e il suo papà ho tirato fuori dai miei fogliettini volanti la ricetta dei cannelloni della nonna Maria. Per essere stato il primo tentativo sono rimasta davvero soddisfatta del risultato.
Ma basta chiacchiere vi lascio con il procedimento di questa eccellente pasta al forno, delicata che nonostante la sua lunga preparazione risulta davvero facile da preparare

CANNELLONI RICOTTA E SPINACI

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Ingredienti per circa 32 cannelloni (2 ruole)

Per la pasta: 6 uova /600 gr di farina
Su una spianatoia formate una fontana con la farina e al suo interno mescolate con una forchetta o con le dita le uova. Con delicatezza aggiungete la farina alle uova cominciando a impastare, fino a ottenetene un composto elastico e uniforme. Avvolgete l'impasto in pellicola da cucina e lasciatelo riposare in frigorifero

Per il ripieno: 750 di ricotta/7 cubetti di spinaci surgelati/ noce moscata qb/1 uovo - 120 gr di parmigiano grattugiato/ sale
Lessate gli spinaci in acqua bollente leggermente salata. Scolateli, strizzateli per bene e tritateli grossolanamente a coltello. In una ciotola capiente lavorate la ricotta con una forchetta per ammorbidirla, aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate bene per amalgamarli.

Per la besciamella: 90 gr di burro - 150 gr di farina - 900 ml di latte
In un tegame dal fondo spesso fate fondere il burro e aggiungete la farina tutta in una volta. Cominciate ad amalgamare il tutto con una spatola in silicone o un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto dorato che si stacchi dalle pareti del tegame. A questo punto iniziate ad aggiungere il latte a filo continuando a mescolare. Portare a bollore e cuocete fino a ottenere la giusta consistenza (la besciamella deve risultare cremosa e senza grumi, se questi dovessero formarsi usate un frullatore a immersione per eliminarli ;) )

Procedimento
Togliete la pasta dalla frigo e con un mattarello o la macchina apposita stendete una sfoglia di circa mezzo millimetro. Nel frattempo portate a ebollizione una pentola di acqua leggermente salata. Ricavate dalla sfoglia dei rettangoli di circa 3cm di larghezza x 8cm di lunghezza. Lessateli per circa 2 minuti nell'acqua in ebollizione, scolateli e asciugateli su uno strofinaccio di cotone. Distribuite il ripieno su ogni rettangolo, formando un vermicello sul lato lungo dell'impasto e ripiegate verso l'interno per formare il cannellone. Procedete così fino a terminare gli ingredienti.
Deponete i cannelloni, affiancati su due file, nelle teglie leggermente condite con un velo di besciamella. Formate due strati ricoprendo ciascuno strato con la besciamella. Completate con una spolverata di parmigiano grattugiato. Infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti o fino a che la superficie non risulta brunita (gli ultimi 5 minuti accendete il grill)

Spero di essere riuscita a spigarvi bene i vari passaggi, vi assicuro che è più facile farlo che leggerlo ;)

sabato 20 febbraio 2010

Un grissino per S. Donato

Qualche giorno fa, prendendo appuntamento per una visita medica presso uno studio dove non ero mai stato, la segretaria mi ha detto “Lo studio si trova in Via Casciarolo, è un po’ difficile da trovare, adesso le spiego…” “No non ce ne è bisogno” l’ho interrotta io, “Conosco la zona…abitavo lì una volta…” Ieri sono arrivato molto in anticipo rispetto all’appuntamento, era una bellissima giornata e mi sono messo a camminare in quell’angolo del quartiere dove ho passato tutta la mia infanzia. La strada dove si trova lo studio medico è proprio dietro al palazzo dove abitavo. Venticinque anni fa al di là di quella stradina c’era un grandissimo campo incolto, regno incontrastato di topi e insetti. Adesso hanno costruito un supermercato, svariati palazzi con garage e parcheggi, e un bel giardino. La strada è ormai soffocata tra il vecchio e il nuovo. Una stretta striscia d’asfalto con addirittura un dosso rallentatore all’altezza del supermercato. Un tempo non c’era neanche il cartello col nome della strada. Mi sono venute in mente le mattine d’inverno in cui mia madre, che doveva correre a scuola, mi vestiva come Messner, con la cuffia col pom-pom, che io odiavo, e mi caricava in fretta sulla 126 parcheggiata nella stradina tutte buche, per portarmi all’asilo. Poi l’asfaltarono e mio padre mi ci portava per imparare ad andare in bici senza rotelle, tanto non ci passava mai nessuno. Era la strada che facevo tutte le mattine per andare alle Elementari, con la mia amica d’infanzia. La strada che passava davanti al portone di un mio amico che adesso non c’è più. Lì, nelle sere di Luglio, si impacchettava la macchina per andare in campeggio in giro per l’Europa. Mi sono messo a guardare i campanelli. Molti cognomi non ci sono più, ne ho riconosciuti solo alcuni. Forse il quartiere è migliorato, di certo è diventato un dormitorio e un luogo di lavoro. Negli anni 80 c’erano molte famiglie, c’era anche tanta piccola criminalità e tanta droga. Comunque a me piaceva di più allora perché era più vero e mi è venuta una gran malinconia ripensando ad un’età felice e spensierata, al mio caschetto troppo lungo che mi faceva scambiare per una bambina, ai miei giovani genitori, ai miei amichetti e alle loro famiglie, ai mobili di Padre Marella in mezzo alla strada, agli anziani che non capivano il mio nome perché era “forestiero”.

Arrivato a casa, ho deciso di consolarmi preparando una cosa che mi piaceva tantissimo da bambino e che piace a tutti i bambini, i grissini. Era la prima volta che provavo a farli e secondo me sono venuti proprio bene. Sono simili ai Torinesi che spariscono subito quando si aspetta che ti vengano a prendere l’ordinazione in Trattoria, ma naturalmente più buoni e fragranti. Mentre ne assaggiavo uno mi sono venuti alla mente altri ricordi, quasi tutti belli, della mia gioventù in S.Donato.

GRISSINI CON PASTA MADRE

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(ricetta originale di birabira)

Ingredienti: 250 gr di farina 00/105 gr di acqua/ 75 gr di pasta madre/25r g di olio/ mezzo cucchiaino di malto/ mezzo cucchiaino di sale/ semola per spolverare

Impastate gli ingredienti, facendo attenzione a non far entrare in contatto il sale col lievito, fino a ottenere un impasto liscio, elastico e non appiccicoso. Impastate per almeno dieci minuti, battendo la pasta con le mani durante il procedimento. A impasto avvenuto, formate un filone lungo e stretto dalla forma più' regolare possibile e adagiatelo su una placca da forno rivestita con carta da forno e spolverata di semola. A questo punto, spennellare il filone d'olio (anche sui lati) e spolverarlo nuovamente con la semola. Fate lievitare il filone, coperto con un foglio di pellicola per alimenti e uno strofinaccio di cotone o una copertina di lana, al riparo dalle correnti d'aria (io lo tengo nel forno spento con la luce di cortesia accesa) per circa 6 ore. Trascorse questo tempo o fino a che non si è raggiunti il raddoppio dell'impasto, accendete il forno a 200°.
Riprendere l'impasto e tagliare dei bastoncini (dal lato corto del filone) dello grandezza di circa un centimetro e allungarli fino alla lunghezza della teglia che li conterrà' per la cottura. Se vengono più' lunghi, tagliare l'eccedenza e cuocerla così com'è, perché non si può rimpastare. Disponeteli distanziati nella teglia, rivestita un nuovo foglio di carta forno e infornateli subito. Cuocete i grissini per circa 18-20 minuti (devono risultare dorati).

lunedì 15 febbraio 2010

Un po' di romanticismo

Buon giorno a tutti! E' di nuovo lunedì e nonostante al mio risveglio mi sia trovata avvolta in un nebbione clamoroso (Pianura Padana style ;) ) il mio umore decisamente positivo non ne ha risentito. Merito di un week-end davvero speciale nella sua semplicità. Io non ho mai festeggiato San Valentino, credo che sia una festa estremamente commerciale, creata proprio per far spendere alla gente i pochi soldi che le rimangono. Sabato sera tutti i nostri amici
erano assenti per vari motivi e allora, sfatando la tradizione, la weazel mi ha portato fuori a cena nel nostro ristorante preferito, una piccola osteria molto intima dove si possono gustare piatti veramente particolari e di grande raffinatezza (un paio di cose voglio cercare di rifarle a casa al più presto). Un calice di Nero d’Avola, luci
soffuse, belle parole…insomma una serata davvero romantica.
Domenica mattina ero talmente carica che, dopo molti mesi, ho deciso di provare a correre di nuovo fuori. Complice l'allenamento settimanale della weazel, ho rispolverato la mia tenuta invernale, scarabattolando nei cassetti alla ricerca di alcune cose dimenticate. Il freddo, in contrasto con il respiro caldo che formava strascichi di fumo nell'aria. Il riflesso latteo che copriva i Colli ancora imbiancati. La sensazione di libertà che avevo ormai dimenticato e che a San Valentino ha rinnovato l’amore per questo sport, mi hanno davvero ispirata.
Tornati a casa, dopo una doccia bollente, ho deciso di fare questo cake, da mangiare a merenda accompagnato da un bel tè caldo. Davvero una coccola profumata per festeggiare in semplicità questo giorno. Ho aperto il frigorifero, ho unito due o tre ricette diverse e il risultato è stato eccellente. Un week- end così, non mi capitava da tempo e il fatto che fosse San Valentino è puramente casuale ;)


CAKE AL CIOCCOLATO BIANCO E TE' MATCHA

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Ingredienti: 150 gr di cioccolato bianco tritato a coltello/ 150 gr di burro/150 gr di zucchero a velo/ 25 gr di miele di castagno/ 3 uova intere/50 gr di latte/ 180 gr di farina passata al setaccio/ 10 gr di cremor tartaro o lievito per dolci/ due cucchiai di semi di papavero/ i semi macinati di quattro bacche di cardamomo/ 2 cucchiaini abbondanti di tè matcha

In una ciotola abbastanza capiente ammorbidite il burro, aggiungete lo zucchero a velo e miele mescolando delicatamente. Aggiungere poi le uova, una alla volta, sempre con molta cura per non dividere il composto. In una ciotolina, mischiare il tè matcha e versarlo nell'impasto. Mescolate bene e aggiungere la farina e il lievito passandoli a setaccio per evitare dei grumi nella preparazione. A questo punto aggiungete il cioccolato bianco e i semi di papavero e cardamomo, mescolando delicatamente. Disponete il composto nello in uno stampo da plum cake, leggermente imburrato o rivestito di carta forno. Cuocete per 10 minuti, in forno preriscaldato a 210°, poi abbassate la temperatura a 150° per il resto della cottura. Per controllare che sia cotto infilate nel centro del plum cake uno stuzzicadenti, attendere 2 secondi ed estrarlo controllando che esca completamente asciutto. Sformate il plum cake e aspettate che si raffreddi completamente prima di toglierlo dallo stampo. Servite decorando con zucchero a velo.


BUON INIZIO SETTIMANA A TUTTI!

venerdì 12 febbraio 2010

La sincerità del pane

Eccomi qui, alla fine la weazel è stata convinta a scrivere il suo primo post. A Bologna continua a nevicare, a volte smette e dopo alcune ore comincia a cadere una pioggia gelida. Il sole si è fatto vivo solo Sabato ed è sempre freddissimo. La corsa all’aria aperta è quindi sospesa e sono obbligato ad allenarmi in palestra, come un criceto alienato. E’ un periodo brutto. Proprio brutto. Ovunque mi volti non c’è nulla di cui essere allegri. I giovani sono trattati malissimo e devono accettare di tutto per lavorare, molti genitori di miei amici, alla soglia della pensione, sono in cassa integrazione, la mia città non ha più un Sindaco e sarà commissariata per un anno, i nostri governanti continuano a sollazzarsi con i nostri soldi. Grigio il cielo, grigio l’umore, grigio il futuro della mia città e del mio Paese. Così, per non assecondare questa spirale depressiva sono tornato, dopo una latitanza di qualche anno, alla mia grande passione per la cucina. Al contrario di Fra, che ama sperimentare cose nuove, accettare le sfide di piatti e tecniche difficili, io sono un tradizionalista. La cucina è sempre stato un rifugio, un modo per esprimere il mio amore per le persone importanti. Secondo me non è un caso che i miei cavalli di battaglia siano preparazioni lunghe, dove ci vuole pazienza, attenzione, cura. Il ragù, i risotti, il brodo…sono cose semplici da cucinare ma ci vuole grande dedizione per farli eccellenti. Da quando in casa c’è il lievito madre ho scoperto che si può applicare lo stesso concetto al pane. Il pane è la cosa più povera e più vera che ci sia. Se ti prendi cura del tuo impasto, se sei paziente e rispetti i tempi di lievitazione, se lo osservi mentre è nel forno perché non si bruci, lui sarà buonissimo e sincero. E allora ho adottato il “blobbino” e sono diventato il panettiere di casa. Impasto. Aspetto. Impasto di nuovo. Aspetto. Faccio le forme, le pieghe. Aspetto. Scaldo il forno. Aspetto. Cuocio il pane. Alla fine lo tiro fuori, l’odore ha invaso la casa, il colore è perfetto. Mi sento meno triste, meno grigio, con un po’ più di speranza. Non sempre si aspetta invano.


PANE DEL RINFRESCO

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Procedimento

Fate un primo rinfresco unendo 300 gr di pasta madre a 300 gr di farina (di cui 200 gr di farina 00 e 100 gr di Manitoba) e 150 ml di acqua a temperatura ambiente.
Impastate fino ad avere un composto omogeneo che andrà fatto lievitare per circa 3 ore
Procedete poi a un nuovo rinfresco dell’ impasto ottenuto (saranno circa 700 gr di pasta) con altrettanta farina 00 e metà peso di acqua (circa 325 ml)
Passate l'impasto su una spianatoia infarinata e dategli la forma che preferite ( io ho ricavato due filoncini). Rivestite una leccarda con carta forno, cospargetela con un po’ di farina di grano duro e adagiatevi sopra le pagnotte. Fate lievitare per altre 5 ore circa o comunque fino al raddoppio. Infornate a forno preriscaldato a 200° per 10 min, poi abbassate a 180° e proseguite la cottura per altri 15 min circa. Dopo questo tempo estraete rapidamente la teglia dal forno, sostituendola con la griglia e rimettete dentro il pane (questo serve a non farlo bruciare sotto). A questo punto calcolate altri 15 min di cui gli ultimi 5 col grill per farlo colorare ( le pagnotte dovranno apparire leggermente dorate e se picchiettate bussare a vuoto). I tempi sono indicativi e variano da forno a forno.

Le proporzioni degli ingredienti sono sempre le stesse: 300 gr del peso di pasta madre, 300 gr del peso di farina, 150 ml di acqua

martedì 9 febbraio 2010

Apple Pie

Sabato girettando fra gli scaffali di alcune librerie bolognesi mi sono concessa un piccolo regalo. Partendo con in mente l'idea di acquistare un libro di cucina giapponese, per approfondire meglio la mia curiosità sui piatti tradizionali del Sol Levante, curiosando fra gli innumerevoli volumi di gastronomia mi sono imbattuta in questo libro. Sarà che l'editore mi dava estrema fiducia, che le fotografie erano impeccabili, che gli aneddoti legati alle varie ricette descritte erano interessanti e realistici, che Buon appettito America è stato amore a prima vista. La cucina statunitense, così spesso relegata ai soli hamburgers e hot dogs, mi ha sempre molto affascinata e soprattutto dopo i mie due viaggi in America ho potuto apprezzare l'ecletticità di questa cucina. Sfogliando rapidamente le pagine mi sono meravigliata della tanta varietà di ricette, che cambiano in modo significativo da Stato a Stato. Le parole di Lauren, che descrivono ogni procedimento, raccontano della difficoltà di presentare la cucina statunitesense oltrepassando i luoghi comuni.
Sono uscita dalla libreria assolutamente soddisfatta del mio acquisto e come prima sperimentazione ho scelto una ricetta che credo che rievochi in ognuno di noi piacevoli ricordi di infanzia. Chi di voi non può dire di essere rimasti affascinati dalle immagini dei cartoni di Walt Dysney o dei giornali di Topolino dove Nonna Papera sfornava deliziose torte fumanti che lasciava raffreddare sulla finestra. Quella cupola croccante, leggermente brunita che racchiude un ripieno cremoso di mele profumate alla cannella mi ha subito rapita.
Vi lascio con alcune delle parole di Laurel che introducono la ricetta e che a mio avviso spiegano perfettamente quel fascino che gli Stati Uniti esercitano su noi italiani.

In Italia è nota come la torta di nonna Papera, ma per noi è la torta nazionale. Rappresenta l'essenza dei "vecchi tempi ". E' il più semplice, rassicurante e onesto di tutti i dessert. Ci permette di di sognare un' America più buona, un'America amorevole e innocente, gloriosa e genuina, un'America che forse non è mai esistita al di fuori di queste riflessioni da fine pasto, ma che desideriamo con tutto il cuore.

APPLE PIE

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Ingredienti per la pasta brisèe friabile

Tutti gli ingredienti devono essere freddi, per evitare che la pasta diventi dura. Mettere la farina in frigorifero per almeno trenta minuti. I pezzetti di burro andrebbero riposti in freezer per almeno 10 minuti prima dell'uso.

200 gr di farina /1/4 di cucchiaino di sale/ 1/4 di cucchiaino di lievito per dolci/ 200 gr di burro, freddo e tagliato a pezzetti di un cm/ 5-7 cucchi d'acqua gelata/ 1 cucchiaio di aceto/

Ingredienti per il ripieno di mele

8 mele (le Granny Smith vanno molto bene per le torte)/ 120 gr di zucchero (più un cucchiaio per a copertura)/ 1 di cucchiaio di succo di limone/ 1/4 di cucchiaino di sale/ 1 cucchiaino di cannella in polvere)/ 1/4 di cucchiaino di noce moscata in polvere / 1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano in polvere /1 cucchiaio e 1/2 di maizena / 30 gr di burro/ 1 uovo sbattuto leggermente con un cucchiaino di acqua

Procedimento
In un robot da cucina con la lama di metallo lavorate insieme brevemente la farina, il lievito e il sale. Unite il burro e azionate rapidamente il robot fino a ottenere un impasto di briciole grandi quanto piselli. Unite l'aceto e la minor quantità possibile di acqua ghiacciata e azionate rapidamente il robot. Il composto dovrà essere friabile ma rimanere attaccato se si pizzica tra le dita. Se necessario unite ancora un po' d'acqua. Trasferite in un sacchetto di plastica e impastate rapidamente attraverso il sacchetto finché il composto sta insieme. Dividetelo a metà e formate due palle di impasto, avvolgetele nella pellicola e appiattite a disco. Mettete in frigorifero per almeno 1 ora (meglio per una notte) prima di stendere la pasta.

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Stendete la pasta briseè friabile in un disco di 30 cm di diametro, a uno spessore di circa 3 mm o più sottile. trasferite in una tortiera di 22 cm, lasciando un bordo di circa 1 cm. Coprite con la pellicola e mettete in frigo per almeno 30 minuti.
Sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele in fette di 5 mm. Trasferitele in una ciotola capiente e mescolatele con lo zucchero, il succi di limone, il sale e le spezie. Lasciate marinare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti, poi scolatele raccogliendo i succhi. Versateli in un pentolino antiaderente su fuoco medio con il burro e fate bollire finchè il composto è sciropposo e leggermente carammellato, per circa 5 minuti, ruotando il pentolino ma senza mescolare.
Mescolate le mele con la maizena finché questa non è più visibile. Versate lo sciroppo sulle mele, mescolate e trasferite il ripieno nel guscio di pasta freddo, ammonticchiandolo al centro.
Stendete il secondo disco di pasta brisée e appoggiatelo sul ripieno. Rifilatelo a circa 1 cm dall'orlo della tortiera e premete il bordo su quello della della base. Ripiegatelo in sotto in modo che sia a livello del bordo della tortiera. Formate delle scanalature o premete con i rebbi della forchetta per sigillare bene. Praticate quattro tagli ad angolo retto sulla superficie. Mettete in frigorifero per 30 minuti. Scaldare il forno a 200°. Spennellate la superficie con l'uovo sbattuto e cospargete uniformamente con 1 cucchiaio di zucchero. Cuocete nella parte più bassa del forno per 40-45 minuti o finché i succhi ribollono e la superficie è molto dorata. Se si scurisce troppo rapidamente, coprite con un foglio di alluminio. Servite calda con gelato alla vaniglia ( io l'ho accompagnata con gelato alla crema fatta dalla weazel ;) )

lunedì 1 febbraio 2010

Pasticcini al Limone

Credo che tutti noi food-bloggers abbiamo uno chef preferito. Attraverso riviste, libri e trasmissioni televisive ci affezioniamo a certi cuochi in particolare, per la loro professionalità e passione per il loro lavoro. Potendo guardare Gambero Rosso Channel, mi sono davvero innamorata della precisione e della cura che Laura Ravaioli trasmette in ogni sua ricetta. Lei è uno chef davvero versatile, spazia dalla cucina internazionale a piatti tradizionali con una facilità incredibile. Seguo le sue puntate con una certa assiduità, trovando sempre spunti molto interessanti e ricette che e ricette che risultano sempre ottime. Purtroppo non sempre però è possibile riuscire a trascrive tutti i procedimenti, ma Laura è talmente carina da condividere le sue ricette anche su FB. Avendole domandato tramite FB la ricetta che non avevo fatto in tempo ad annotare di questi buonissimi pasticcini credevo che la mia richiesta sarebbe rimasta senza risposta, soffocata dai suoi impegni di lavoro. Invece lei mi ha lasciata piacevolmente stupita, rispondendomi in brevissimo tempo, regalandomi una ricetta davvero straordinaria. Ne sono venuti fuori dei pasticcini davvero intriganti, dalla testure molto particolare e da un profumo fresco e avvolgente davvero irresistibile. La crema al limone si presenta morbidissima e per nulla stucchevole e crea un piacevolissimo contrasto con la base di briciole di pasta frolla. Credo che potrebbe essere un'idea alternativa ai soliti dolci di Carnevale, magari arricchiti , come consiglia Luara,da una dolce meringa all'italiana

PASTICCINI AL LIMONE

Pasticcini al limone

Ingredienti per circa 32 pezzi: 245 gr di farina/ 80 gr di zucchero/ 30 gr di maizena/4 gr di sale/170 gr di burro/ 160 ml di succo di limone filtrato/ 80 ml di latte intero/ 4 gr di scorza di limone grattugiata ( circa 2 cucchiaini colmi) /200 gr di uova ( circa 4 uova grandi)/270 gr di zucchero/ 25 gr di farina/ 1 gr di sale

Imburrate una teglia da 23 x 33 cm circa, con due fogli di carta forno posti perpendicolarmente e imburrati anch’essi. In un mixer mescolate la farina, la maizena, lo zucchero e il sale quindi unite il burro freddo tagliato a dadini. Lavorate pochissimo, fino a ottenere delle briciole piuttosto grossolane. Disponetele sul fondo della teglia già preparata e con una forchetta o con le mani compattate fino ad ottenere uno strato omogeneo di circa mezzo centimetro. Fate raffreddare la base in frigorifero per almeno una mezz’ora, quindi infornate a 170°C fino ad avere un fondo dal colore bruno dorato ( per circa 20 minuti circa)
Con una frusta, mentre la base sta cuocendo in forno, mescolate insieme in una ciotola tutti gli ingredienti per la crema di limone. Quando la base è pronta versatevi sopra la crema di limone mentre è ancora caldissima. Fate cuocere il tutto per circa 20 minuti, fino a che la crema di limone non risulterà soda al tatto. Lasciate raffreddare il dolce copletamente e con l'aiuto di un coltello lungo a lama liscia ricavate le barrette tagliando il dolce prima verticalmente e poi orizzontalmente. Decorate poi a piacere con zucchero a velo o la meringa all'italiana, prendendo l''accortezza di lasciare riposare le barrette in freezer per qualche minuto prima di essere guarnite con meringa e gratinate.

venerdì 18 dicembre 2009

Quiet

E' freddissimo. Sui tetti la neve caduta nei giorni scorsi splende bianca contro un cielo color zucchero filato. Vorrei poter stare tutto il giorno sotto le coperte, una buona tazza di tè e un bel libro come compagni, e invece ho un sacco di cose da fare! Al lavoro si è scatenato l'inferno e alla sera torno a casa con l'unico desiderio di accoccolarmi sul fianco della weazel e farmi fare tantissimi grattini. Ho voglia di tranquillità, di cose semplici, di profumo di biscotti e risate in compagnia degli amici. E cosa c'è di meglio per rilassarsi che impastare. Gli ingredienti che si mescolano perfettamente, l'impasto liscio ed elastico. L'attesa davanti al forno, mentre il pane cresce e si forma quella crosticcina che sai già sarà una meraviglia addentarla. E poi quel profumo travolgente che invade tutta la casa. Queste ciabattine sono davvero la fine del mondo, croccanti fuori e con un'alveolatura interna incredibile. Provare per credere ;)



CIABATTINE

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Ingredienti: 300 gr di acqua/ 1 cucchiaino di zucchero/ 1 cucchiaino di malto / 75 gr di pasta madre rinfrescata/ 500 gr di farina manitoba/ 10 gr di sale
Versate sulla spianatoia la farina a fontanta. In una ciotola sciogliete la pasta madre in 200 gr di acqua (in inverno io la faccio intiepidire per 20 secondi in forno a micronde). Versate la pasta madre al centro della fontana, unite lo zucchero, il malto e il sale e iniziate a impastare, aggiungendo l'acqua rimanenente poco per volta fino a ottenere un impasto elastico e liscio. Mettere l'impasto in una ciotola, coptrite con un panno di cotone inumidito e lasciate lievitare per 12 ore nel forno spento.
Sgonfiate l'impasto, lavoratelo brevemente, dividetelo in tre parti dello stesso peso dello stesso peso e formate dei filoncini. Mettete i filoni su una leccarda rivestita di carta forno e lasciate lievitare per circa 2 ore.
Riprendete i filoni, piegate le due estremità verso il centro e rimetteteli lievitare per un'altra ora coprendoli con carta forno inumidita. Spolverateli con farina di grano duro e cuoceteli in forno preriscaldato a 220° per 15 minuti e per altri 20 minuti a 180°

venerdì 30 ottobre 2009

Voglia di andare...

Questo ottobre mi ha regalato giornate dorate. La nebbia mattutina si dirada per lasciare spazio ai raggi che attraversano le foglie e la voglia di partire bussa insistente alla mia porta. Desidero camminare nei boschi, sentire l'odore di terra bagnata, funghi e legna che brucia nei caminetti. Desidero guardare il mare, agitato e scuro che si arriccia in molteplici onde, la spiaggia deserta e il vento tagliente che alza mulinelli di sabbia. Vorrei passeggiare per le vie sconosciute, ammirare monumenti mai visti e rifugiarmi in qualche bar, al calar della sera, con le guance arrossate dal freddo e gustare un tè bollente con gli occhi ancora pieni delle meraviglie osservate durante il giorno.
Le dita battono sui tasti alla ricerca di nuove mete e sempre più spesso mi soffermo a leggere di questa terra che non ho mai avuto occasione di visitare. Mi sembra quasi di sentire il profumo antico e genuino dei suoi piatti tradizionali, di poter godere delle volute dei suoi edifici barocchi e svegliarmi alla mattina con il sole che si riflette sui trulli. Sui vostri blog ho letto tanto della Puglia, di come vi abbia catturato con i suoi paesaggi, i suoi sapori e la sua gente. E così alimento questo mio desiderio lanciandomi in una ricetta tipica, vista una sera su Gambero Rosso Channel e che mi ha rapito immediatamente per il suo sapore pieno e cremoso


PITTA LECCESE

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Ingredienti: 1100 gr di patate/ 5 grosse cipolle/ 100 gr di pecorino romano/3 scatolette di tonno sott'olio/500 gr di passata di pomodoro/ 1 uovo/ pan grattato/ olio evo/sale

Lavate e sbucciate le patate e mettetele a lessare in abbondante acqua leggermente salata. Una volta cotte, passatele con lo schiacciapatate in modo da ottenere una purea. Aggiungetevi l'uovo e il pecorino romano e lavorate con le mani fino a ottenere un composto liscio.
Nel frattempo sbucciate le cipolle e affettatele sottilmente, poi mettetele ad appassire in una larga padella con abbondante olio extra-vergine (la fiamma deve essere bassissima). Una volta appassite le cipolle unite la passata di pomodoro, salate leggermente, coprite con un coperchio e cuocete fino a che il sugo è stato completamente assorbito. Pochi minuti prima che le cipolle siano pronte aggiungete il tonno, scolato dall'olio di conservazione, e con un cucchiaio riducetelo a pezzi. Finite la cottura e tenete da parte.
Riprendete ora la purea di patate e imburrate una teglia spolverandola con poco pan grattato. Bagnatevi le mani con dell'acqua fredda, prelevate un po' di purea e appiattitela fra le mani. Mettetetela sul fondo della pirofila creando mano mano un primo strato di patate alto circa 1 centimetro e mezzo. Copritelo con le cipolle e il tonno. Ricopritelo con un altro strato di patate componendolo sempre con la purea appiattita fra le mani bagnate. Versate un paio di cucchiai d'olio sulla superficie della pitta e con il palmo della mano livellatela per bene. Spolverate con poco pangrattato e cuocete in forno già caldo a 180° per 30-40 min (la pitta deve colorirsi leggermente)

NB*: la ricetta originale prevede che al posto del tonno si uniscano alle cipolle un pugno di capperi e 250 gr di olive nere denocciolate, prima di versare la passata. Dato che la weazel detesta ambedue questi ingredienti ho trovato alcune versioni di pitta che prevedono l'utilizzo del tonno. Ora non vi resta che provare entrambe le versioni e decidere quella che preferite ;D

NB**: come dicevo la ricetta l'ho vista per la prima volta su Gambero Rosso Channel, ma non essendo riportate le dosi per preparare la pitta mi sono ispirata a questa ricetta
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