lunedì 15 marzo 2010

Buon Blogcompleanno, in ritardo come al solito!

Questa settimana ho decisamente trascurato il mio blogghino. Purtroppo fra la ripresa degli allenamenti in vista della mezza maratona di Imola e alcuni impegni imprevisti il tempo per postare è stato davvero poco, ma il fatto di essermi completamente dimenticata che questo mese avrei festeggiato il mio secondo blogcompleanno è davvero imperdonabile! SHAME ON ME, per dirla all'americana ;). Inperdonabile perchè leggendo il mio primissimo post di cambiamenti riguardanti la mia vita e questo mio angolo virtuale ce ne ne sono stati tantissimi. Ero partita con l'idea di tenere un diario, dove annotare le cose interessanti che mi capitavano giorno dopo giorno. Ma alla fine questo blog si evoluto per proprio conto, trasformandosi mese per mese, crescendo con me, diventando rifugio per le mie passioni. Un melting pot a cui ogni ricetta è legata a un momento più o meno speciale della mia vita. E poi ci siete voi. quelli che ogni giorno passano di qui, lasciano un commento, mi scrivono una mail o semplicemente sono fonte di ispirazione e miglioramento. E' per questo che nonostante gli impegni che la vita reale impone, non mi stanco mai di trovare un po' di tempo per questo salottino dove vorrei invitare sempre più persone per un tè, due chiacchiere e magari una fetta di dolce ;). Le relazioni che si sono formate in questi anni, virtuali o reali mi hanno regalato nuovi interessi e amicizie. Non so davvero come ringraziarvi se non con un piccolo pensiero . Questa crostata è per voi , per festeggiare insieme il terzo compleanno di questo blog a cui tengo tantissimo. Un modo per ringraziarvi della vostra attenzione e del vostro affetto

CROSTATA CON MARMELLATA DI CACHI E CREMA AL CAFFE'

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Ingredienti per la pasta frolla: 160 gr di farina/ 80 gr di burro morbido/ 50 gr di zucchero semolato /1 tuorlo d’uovo + 1 uovo intero/ la scorza di un limone grattugiato biologico Impastate lentamente lo zucchero, il burro, le uova e metà della farina. Quando l’impasto inizia ad essere omogeneo aggiungete la restante farina e la scorza di limone, continuando a impastare. Lasciate riposare almeno 1 giorno prima dell’utilizzo.

Ingredienti per la marmellata di cachi: 4 kg di cachi vaniglia pesati prima della pulitura/ 3 mele/ 2 kg di zucchero/ 2 cucchiaini di semi di vaniglia

Pelate i cachi, dopo averli lavati accuratamente, ed eliminate il seme centrale, tagliate a dadini le mele e uniteli allo zucchero e ai semi di vaniglia in un tegame capiente e dai bordi alti.Lascite macinare per un'intera notte. A questo punto portate il tutto a ebollizione e cuocete fino a che la marmellata non avrà raggiunto la giusta consistenza ( per verificarla fate cadere una goccia del composto su un piattino. Il composto deve scivolare lentamente e risultare gelatinoso) Frullate con un frullatore a immersione e conservate in barattoli sterilizzati.

per le dosi mi sono rifatta alla ricetta di Onde99

Per la crema al caffè aggiungete due tazzine di caffè espresso o di moka alla mia ricetta della crema pasticcera

Composizione del dolce

Foderate con carte forno uno stampo per dolci con cerchio apribile e diametro di 18 cm. Tirate un disco di pasta frolla della dimensione della base dello stampo e dello spessore di circa mezzo millimetro,. Con il restante impasto formate un bordo alto circa un centimetro. Cospargete il fondo della crostata con un po' di pangrattato e riempite per metà con la marmellata di cachi. completate con la crema di caffè livellando bene con una spatola. Cuocete la crostata in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti o fino a che la crema non si sia rappresa. Servite decorando con zucchero a velo.

Con questo dolce partecipo alla bellissima iniziativa di Genny



AGGIORNAMENTO: su suggerimento di Elga partecipo con questa ricetta al concorso di Lavazza

Regolamento

Premio di beneficenza per Chefs Sans Frontières.

Tema: la miglior ricetta a base di caffè.

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Le 50 ricette più meritevoli saranno raccolte in un libro il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, all'associazione Chefs Sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo.

Per partecipare è necessario inviare una o più ricette all’indirizzo ricetta[at]neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta”. Le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione; devono prevedere l’utilizzo del caffè.

Premi per le migliori ricette:
• 1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza;

• 2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue;

• 3° premio: 300 cialde Espresso Point;

• Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontières;
• Per le prime 50 ricette: pubblicazione su libro, con ricavato donato in beneficenza.

Per informazioni sul concorso, sulle macchine per caffè e cialde lavazza in palio: NERONERO.it
Per informazioni sulla associazione no-profit cui saranno devoluti i ricavati: Chefs Sans Frontières

mercoledì 10 marzo 2010

Let it snow Let it snow Let it snow

Polvere soffice e ghiacciata continua a cadere su Bologna. L'inverno sembra non volere andarsene, una coperta che si fa ogni giorno più pesante su questa città e sui miei umori. La voglia di risentire il calore splendere sulla pelle è come un miraggio lontano che fa vagheggiare la mente verso luoghi remoti, dove il profumo di fiori e il sapore iodato dell'aria ricorda vacanze passate. Oggi mi sono svegliata guardando i tetti fuori dalla finestra, imbiancati da una coltre immacolata. I ciclamini facevano capolino, piccoli doni di luce violetta in quella lattiginosa perfezione.

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Mi muovo silenziosa in cucina, la macchina del caffè che manda il suo profumo inconfondibile, la weazel ancora a letto, ancora per pochi minuti, prima che la sveglia non suoni anche per lui. So che stasera farò tardi e preparo gli ingredienti per la cena. Ho voglia di coccolarmi e il pensiero cade su qualcosa di semplice e familiare. Un risotto reso un po' speciale grazie all'idea di un'amica bloggler. Io ho apportato alcune modifiche alla ricetta originale ma il risultato è stato davvero eccellente. Un piatto cremoso e delicato, una vera rivelazione, che si presta davvero a tantissime variazioni, l'importante è scegliere un vino di qualità. Spero che queste serate gelide finiscano presto ma sono una buona scusa per concedersi questi piatti ancora dal sapore invernale.

RISOTTO AL NEGROAMARO (per 2 persone)

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In un tegame dal fondo spesso fate rosolare una cipolla tritata finemente nel burro(circa 40 gr) Appena prendono colore, unite 200 grammi di riso carnaroli e fatelo tostare, poi sfumatelo con un bicchiere di Negroamaro (o un altro vino rosso a vostra scelta). Nel frattempo portate a ebollizione 500 ml di acqua salata. Continuate la cottura del riso alternando l'aggiunta di vino (io ho usato circa mezza bottiglia) all'acqua salata. Una volta che il riso sia cotto mantecate con abbondante parmigiano grattugiato e a piacere una noce di burro ;)

lunedì 8 marzo 2010

Foodies in Rome: una giornata da non dimenticare

Sabato è stata una giornata straordinaria. Grazie all'organizzazione di quatto incredibili food blogger Carolina Elisa, Giada, Juls, Sara, quaranta di questi folli appasionati di cibo e cucina si sono potuti incontrare a Roma per conoscersci e condividere alcune ore insieme, passeggiando per la capitale, chiacchierando e scherzando come vecchi amici. L'appuntamento è iniziato alla stazione Termini. Un piccolo gruppo riconoscibile da mestoli e cucchiai decorati da fiocchi rosa. Alcuni minuti per presentarci e riconoscerci fra vari aka e facce già viste e poi via, verso Pizzarium.

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Il locale è minuscolo, ma semplicemente irresistibile. Scaffali ripieni di farine speciali, teglie ricolme di pizze una più invogliante dell'altra. Il profumo che proviene dalla cucina è assolutamente invitante e Gabriele, il propietario ci coccola allestendo un piccolo banchetto di prelibatezze lungo la strada. Mi diverto a fotografare le varie portate, a gustare il sapore così particolare degli abbinamenti, a scambiare chiacchiere e scatti con gli altri ragazzi.

My creation

1. crostini all'olio 2. pizza con mortadella e puntarelle 3. supplì 4. pizza con coppa e crema di ceci al limone

La sensazione di trovarsi lì è davvero strana, un misto di terrore per la novità della cosa e la piacevole scoperta di sentirsi a proprio agio, fra amici.

La tappa successiva è Castroni. Qui non ci sono parole per descrivere la varietà di prodotti a disposizione per scatenare la fantasia culinaria. Mi aggiro fra gli scaffali rapita dall'odore di caffè e di spezie, cercando di comprare solo ciò che sono sicura di non poter trovare a Bologna. Ma la cosa più eccitante è parlare con gli altri partecipati a questo evento, scoprire tante piccole nuove cose su di loro, fare progetti per alcune interessantissime collaborazioni (qui devo ringraziare particolarmente Manuel e Jasmine per le loro eccezionali idee), avere conferme su quanto già avevo immaginato.

My creation

La giornata prosegue, una danza allegra fra un piccolo negozio di birre dove la weazel si è perso fra gli effluvi di luppolo e le spiegazioni accurate del propietario sulla provenienza e la produzione delle varie bottiglie e il negozio incantato di Peroni, dove fra stampi, cerchi di metallo e i più svariati articoli da cucina, il mio portafoglio è rimasto letteralmente prosciugato.

Che dire, alla fine si siamo incamminati nuovamente verso la stazione Termini, con la promessa di ripetere al più presto questa singolare e meravigliosa esperienza.

martedì 2 marzo 2010

Sicilia Mon Amour

I miei genitori hanno sempre amato fare le ferie fuori stagione, più precisamente visitare d’inverno, luoghi solitamente presenti nell’immaginario collettivo come località di vacanze estive e d’estate andare al nord o in località “fresche”. Per questo la prima volta che approdammo in Sicilia, fu durante le vacanze di Natale. Negli anni successivi grazie al tennis, agli amici e alla vita sono tornato tante volte nella regione più bella d’Italia, ma nonostante abbia ricordi stupendi delle vacanze di sport nel limoneto di Giardini per me la Sicilia rimarrà sempre quella dell’inverno 1993. La prima volta che vidi l’Etna, innevato, come sfondo di scena del Teatro Greco di Taormina, il mio primo vero cannolo, gli arancini…la pasta alla Norma, Siracusa e il barocco di Noto. Una meraviglia, tutta per noi, neanche un turista. Gli ultimi giorni del nostro viaggio decidemmo, visto il tempo primaverile, di andare a Lipari per fare un giro delle Isole. Appena arrivati il tempo cambiò, si alzò un vento fortissimo (non è un caso se si chiamano Eolie), che ci bloccò sull’isola per tre giorni perché i traghetti non potevano più navigare. I miei naturalmente erano piuttosto agitati, eravamo alla fine del viaggio, dovevamo tornare a Bologna e loro rientrare al lavoro….ma il vento sembrava non calare. Io, invece, assaporai una sensazione unica e irripetibile, quella di essere bloccati su un’isola alla fine del xx secolo. Per le vacanze la prof di Lettere ci aveva dato come compito, tra gli altri, la lettura dell’Iliade. Io la lessi quasi tutta in quei tre giorni, pieni di vento tra Lipari e Vulcano. Ancora adesso se qualcuno nomina Achille o Patroclo, io penso al molo ventoso di Lipari e alle onde schiumose che si schiantavano sui frangiflutti. E’ stato strano e bellissimo, perché quella volta, al contrario di molte altre, sapevo di vivere un momento irripetibile. Alla fine il vento e il mare si calmarono e noi riuscimmo a ripartire, ma per un po’(probabilmente a causa delle mie letture) sembrò che qualcuno volesse tenerci lì, come gli Dei dispettosi dell’epos omerico.

Ieri Fra mi ha cucinato una pasta buonissima che unisce terra e mare, come tanti piatti poveri ed eccezionali del nostro Mediterraneo. Penso che un piatto sia veramente buono quando ci porta ai ricordi di momenti piacevoli o addirittura unici. Io ieri per un po’ sono tornato a Lipari nel 1993

PASTA CON PAN GRATTATO AL RAGÙ DI POLIPO E CAVOLO ROMANO

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Questo piatto nasce dal ricordo di alcune vacanze siciliane. Il profumo di quella terra, i suoi prodotti, la sua cultura mi hanno da subito fatto innamorare. In questo peridio dove le giornate cominciano ad allungarsi e nell'aria c'è già quel sentore inconfondibile di primavera la voglia di riassaporare i gusti di quella regione si fa sempre più insistente. Spero che questi cannolicchi vi invitino ad altri e golosi abbinamenti ;) Fra

Ingredienti per due persone: 130 gr di cannolicchi di Gragnano/i fiori di mezzo cavolo romano cotto al vapore (potete anche usare dei broccoli)/ 100 gr di pan grattato/ 180 gr di ragù' di polipo (io ne avevo una confezione già pronta ma potete sostituirlo con delle sarde/ mezzo bicchiere di vino bianco/ olio e peperoncino qb

In un pentola di acqua bollente e salata cuocete i cannolicchi. Nel frattempo preparate il sugo. In un padellino tostate il pan grattato con circa 3 cucchiai di olio. In un'altra padella scaldate un paio di cucchiai di olio extra vergine di oliva e unitevi il ragù di polipo (o le sarde dopo averle lavate e private della testa, della lisca centrale e delle interiora). Unite il cavolo, precedentemente cotto al vapore. Sfumate con il vino, alzando la fiamma al massimo. Salate e condite a piacere con il peperoncino. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nel condimento di polipo e cavolo e infine aggiungete il pan grattato tostato. Condite con un filo di olio extra vergine.

venerdì 26 febbraio 2010

Tsukune, per un week end jap

Uff finalmente è finito questo venerdì. Questa settimana è stata davvero una massacrata, una corsa dietro l'altra. Sono ripresi gli allenamenti seri, in vista della mezza maratona di Pieve. L'obbiettivo è di smussare un po' il mio tempo, ma il programmino che mi ha dato la weazel è davvero spacca-gambe! Poi fra il lavoro e qualche piccolo impegno aggiuntivo il tempo da dedicare alla cucina è stato veramente poco. Però non potevo proprio esismermi dal pubblicare questa ricetta. Complice una cena tra amici, appassionati di cucina giapponese, e le polpette giapponesi viste sul blog di Precisina. Ho pensato che sarebbe stato amore a prima vista anche per quelli che passeranno di qui. Le tsukune sono tipiche polpettine di pollo, rese speciali dall'accostamento alla salsa teriyaki, una carammellatura dal retrogusto agrodolce che personalmente adoro. Il risultato è un piatto davvero molto delicato ma al tempo stesso saporito. Io ho apportato alcune modifiche alla ricetta di Precisina, ma sono comunque rimasta molto soddisfatta! Decidete voi quale metodo seguire, ma so che non rimarrete delusi ;)

TSUKUNE (polpette giapponesi)

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Ingredienti per 4 persone: 4oo gr di petto di pollo/ 1 cipolla di piccole dimensioni/ 1 cm circa di radice di zenzero/ 1 cucchiaino e 1/2 di zucchero/ 1 cucchiaino e 1/2 di salsa di soia/ farina di mais per la panatura/ 1 cucchiaio d'olio

per la salsa teriyaki: 2 cucchiai di sake (si può sostituire con del vino bianco secco)/ 2 cucchiai di zucchero/ 2 cucchiai di mirin (si può sostituire con dell'aceto di vino bianco)/ 2 cucchiai di salsa di soia

Riducete i petti di pollo in cubetti di circa un centimetro. Sbucciate la cipolla e tagliatela in pezzi grossolani. Pelate la radice di zenzero e affettatelo grossolanamente. Lavorate il pollo con l'uovo, la cipolla, lo zenzero, lo zucchero e la salsa di soia in un mixer da cucina fino a ottenre un macinato ben amalgamato (il risultato sarà ancora un po' appiccicoso). Inumiditevi le mani e dividete l'impasto in 12 piccole polpette e appiattitele un po' con il palmo della mano. Passatele quindi nella farina di mais, facendo attenzione a far aderire la panatura sull'intera superficie. Scaldate l'olio in una padella antiaderente, unite un po' alla volta le polpette e rosolate per 3 minuti a fiamma moderata o fino a quando non risulteranno ben sigillate. Girate sull'altro lato e ripetete l'operazione. Mescolate gli ingredienti per la salsa e versate nella padella e girate di tanto in tanto le polpette per ottenere una glassa omogenea. Servite ben calde ricoperte dalla salsa rimasta.

Credo che sia una ricetta davvero veloce e particolare da servire anche come finger food, se preparate in dimensioni più ridotte e come suggerisce Precisina infilzate su piccoli spiedini ;)

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BUON WEEK END A TUTTI

martedì 23 febbraio 2010

Cannelloni della domenica

La domenica spesso è uno di quei giorni in cui ci si riesce a concedere un po' di tempo libero da dedicare alla cucina. Soprattutto quando ero piccola, la domenica mattina significava svegliarsi accolti dal profumo di quei piatti trdizionali emiliani che ha sempre preparato mia nonna. Di alcune ricette vi ho già parlato qui e qui, ma questa domenica, complice il fatto di avere più tempo disponibile per cucinare e la voglia di preparare un pranzo un po' più elaborato per coccolare la weazel e il suo papà ho tirato fuori dai miei fogliettini volanti la ricetta dei cannelloni della nonna Maria. Per essere stato il primo tentativo sono rimasta davvero soddisfatta del risultato.
Ma basta chiacchiere vi lascio con il procedimento di questa eccellente pasta al forno, delicata che nonostante la sua lunga preparazione risulta davvero facile da preparare

CANNELLONI RICOTTA E SPINACI

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Ingredienti per circa 32 cannelloni (2 ruole)

Per la pasta: 6 uova /600 gr di farina
Su una spianatoia formate una fontana con la farina e al suo interno mescolate con una forchetta o con le dita le uova. Con delicatezza aggiungete la farina alle uova cominciando a impastare, fino a ottenetene un composto elastico e uniforme. Avvolgete l'impasto in pellicola da cucina e lasciatelo riposare in frigorifero

Per il ripieno: 750 di ricotta/7 cubetti di spinaci surgelati/ noce moscata qb/1 uovo - 120 gr di parmigiano grattugiato/ sale
Lessate gli spinaci in acqua bollente leggermente salata. Scolateli, strizzateli per bene e tritateli grossolanamente a coltello. In una ciotola capiente lavorate la ricotta con una forchetta per ammorbidirla, aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate bene per amalgamarli.

Per la besciamella: 90 gr di burro - 150 gr di farina - 900 ml di latte
In un tegame dal fondo spesso fate fondere il burro e aggiungete la farina tutta in una volta. Cominciate ad amalgamare il tutto con una spatola in silicone o un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto dorato che si stacchi dalle pareti del tegame. A questo punto iniziate ad aggiungere il latte a filo continuando a mescolare. Portare a bollore e cuocete fino a ottenere la giusta consistenza (la besciamella deve risultare cremosa e senza grumi, se questi dovessero formarsi usate un frullatore a immersione per eliminarli ;) )

Procedimento
Togliete la pasta dalla frigo e con un mattarello o la macchina apposita stendete una sfoglia di circa mezzo millimetro. Nel frattempo portate a ebollizione una pentola di acqua leggermente salata. Ricavate dalla sfoglia dei rettangoli di circa 3cm di larghezza x 8cm di lunghezza. Lessateli per circa 2 minuti nell'acqua in ebollizione, scolateli e asciugateli su uno strofinaccio di cotone. Distribuite il ripieno su ogni rettangolo, formando un vermicello sul lato lungo dell'impasto e ripiegate verso l'interno per formare il cannellone. Procedete così fino a terminare gli ingredienti.
Deponete i cannelloni, affiancati su due file, nelle teglie leggermente condite con un velo di besciamella. Formate due strati ricoprendo ciascuno strato con la besciamella. Completate con una spolverata di parmigiano grattugiato. Infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti o fino a che la superficie non risulta brunita (gli ultimi 5 minuti accendete il grill)

Spero di essere riuscita a spigarvi bene i vari passaggi, vi assicuro che è più facile farlo che leggerlo ;)

sabato 20 febbraio 2010

Un grissino per S. Donato

Qualche giorno fa, prendendo appuntamento per una visita medica presso uno studio dove non ero mai stato, la segretaria mi ha detto “Lo studio si trova in Via Casciarolo, è un po’ difficile da trovare, adesso le spiego…” “No non ce ne è bisogno” l’ho interrotta io, “Conosco la zona…abitavo lì una volta…” Ieri sono arrivato molto in anticipo rispetto all’appuntamento, era una bellissima giornata e mi sono messo a camminare in quell’angolo del quartiere dove ho passato tutta la mia infanzia. La strada dove si trova lo studio medico è proprio dietro al palazzo dove abitavo. Venticinque anni fa al di là di quella stradina c’era un grandissimo campo incolto, regno incontrastato di topi e insetti. Adesso hanno costruito un supermercato, svariati palazzi con garage e parcheggi, e un bel giardino. La strada è ormai soffocata tra il vecchio e il nuovo. Una stretta striscia d’asfalto con addirittura un dosso rallentatore all’altezza del supermercato. Un tempo non c’era neanche il cartello col nome della strada. Mi sono venute in mente le mattine d’inverno in cui mia madre, che doveva correre a scuola, mi vestiva come Messner, con la cuffia col pom-pom, che io odiavo, e mi caricava in fretta sulla 126 parcheggiata nella stradina tutte buche, per portarmi all’asilo. Poi l’asfaltarono e mio padre mi ci portava per imparare ad andare in bici senza rotelle, tanto non ci passava mai nessuno. Era la strada che facevo tutte le mattine per andare alle Elementari, con la mia amica d’infanzia. La strada che passava davanti al portone di un mio amico che adesso non c’è più. Lì, nelle sere di Luglio, si impacchettava la macchina per andare in campeggio in giro per l’Europa. Mi sono messo a guardare i campanelli. Molti cognomi non ci sono più, ne ho riconosciuti solo alcuni. Forse il quartiere è migliorato, di certo è diventato un dormitorio e un luogo di lavoro. Negli anni 80 c’erano molte famiglie, c’era anche tanta piccola criminalità e tanta droga. Comunque a me piaceva di più allora perché era più vero e mi è venuta una gran malinconia ripensando ad un’età felice e spensierata, al mio caschetto troppo lungo che mi faceva scambiare per una bambina, ai miei giovani genitori, ai miei amichetti e alle loro famiglie, ai mobili di Padre Marella in mezzo alla strada, agli anziani che non capivano il mio nome perché era “forestiero”.

Arrivato a casa, ho deciso di consolarmi preparando una cosa che mi piaceva tantissimo da bambino e che piace a tutti i bambini, i grissini. Era la prima volta che provavo a farli e secondo me sono venuti proprio bene. Sono simili ai Torinesi che spariscono subito quando si aspetta che ti vengano a prendere l’ordinazione in Trattoria, ma naturalmente più buoni e fragranti. Mentre ne assaggiavo uno mi sono venuti alla mente altri ricordi, quasi tutti belli, della mia gioventù in S.Donato.

GRISSINI CON PASTA MADRE

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(ricetta originale di birabira)

Ingredienti: 250 gr di farina 00/105 gr di acqua/ 75 gr di pasta madre/25r g di olio/ mezzo cucchiaino di malto/ mezzo cucchiaino di sale/ semola per spolverare

Impastate gli ingredienti, facendo attenzione a non far entrare in contatto il sale col lievito, fino a ottenere un impasto liscio, elastico e non appiccicoso. Impastate per almeno dieci minuti, battendo la pasta con le mani durante il procedimento. A impasto avvenuto, formate un filone lungo e stretto dalla forma più' regolare possibile e adagiatelo su una placca da forno rivestita con carta da forno e spolverata di semola. A questo punto, spennellare il filone d'olio (anche sui lati) e spolverarlo nuovamente con la semola. Fate lievitare il filone, coperto con un foglio di pellicola per alimenti e uno strofinaccio di cotone o una copertina di lana, al riparo dalle correnti d'aria (io lo tengo nel forno spento con la luce di cortesia accesa) per circa 6 ore. Trascorse questo tempo o fino a che non si è raggiunti il raddoppio dell'impasto, accendete il forno a 200°.
Riprendere l'impasto e tagliare dei bastoncini (dal lato corto del filone) dello grandezza di circa un centimetro e allungarli fino alla lunghezza della teglia che li conterrà' per la cottura. Se vengono più' lunghi, tagliare l'eccedenza e cuocerla così com'è, perché non si può rimpastare. Disponeteli distanziati nella teglia, rivestita un nuovo foglio di carta forno e infornateli subito. Cuocete i grissini per circa 18-20 minuti (devono risultare dorati).

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