mercoledì 3 febbraio 2010

La mia zuppa preferita

Finalmente è uscito il sole e le giornate si stanno allungando. La neve si scioglie sui tetti di Bologna, bianco e vermiglio, contro un cielo limpidissimo. La temperatura continua però a assere gelida. Alla mattina l'aria ghiaccia le guance e se durante il giorno si riesce quasi a sentite un vago sentore di primavera, le serate rimangono ancora freddissime. E giusto per coccolarsi un po' non c'è nulla di meglio che ricorrere ai fornelli, a quei sapori famigliari che fanno subito casa. Complici le verdure di stagione, che con le gelate di questo inverno sono venute una meraviglia, belle polpose e per nulla fibrose, mi è venuta voglia di cimentami in una ricetta un po' elaborata, ma che alla fine si dimostra uno di quei piatti che vorresti non finiscano mai. Dopo un po' di ricerche sul web, per capire quale fosse la ricetta originale, perdendomi fra le più svariate variazioni e le quantità di ingredienti da utilizzare sono giunta a questa versione, che mi ha davvero ricordato le ribollite mangiate in Toscana, ripiangendo di non essere nata in quella regione ;)

RIBOLLITA

IMG_5781

Ingredienti per 4/6 persone: 300 gr di cavolo nero/ 200 gr di pane toscano raffermo/ 200 gr di fagioli cannellini secchi/ 300 gr di bietola/ 200 gr di patate/ 1 carota/ 1 costa di sedano/ 1 cipolla/ 150 gr di prosciutto toscano/ 2 cucchiai abbondanti di concentrato di pomodoro/ un mazzetto di timo/ un mazzetto di rosmarino/ sale e pepe qb

Lasciate in ammollo i fagioli per una notte. Cuoceteli in una pentola di acqua calda leggermente salata per circa 40 min (devono risultare cotti ma ancora sodi). Nel frattempo lavate il cavolo nero e le bietole, mondatele dalle parti più dure e affettatele a pezzi grossolani. Sbucciate le patate e tagliate a dadini di circa un centimetro. Lavate gli aghi di rosmarino e il timo.
Con un mixer a immersione o un passaverdure riducete metà dei cannellini a purea diluendo con la loro acqua di cottura.
In una pentola dai bordi alti e dal fondo spesso preparate un soffritto con la cipolla, il sedano e la carota tritati sottilmente. Quando le verdure saronno imbiondite, aggiungete il prosciutto, precedentemente tritato a coltello, e lascite insaporire il tutto per un paio di minuti. A questo punto aggiungete il cavolo nero, le biete, le patate, il concentrato di pomodoro e la purea di fagioli. Mescolate bene per amalgamare gli ingredienti. Unite due bicchieri di acqua calda, mescolate nuovamente e aggiungete il timo e il rosmarino. Regolate di sale e di pepe. Coprite con un coperchio e fate sobbollire per almeno un ora. Unite i fagioli rimasti, mescolate bene e cuocete per altri dieci minuti, in modo che la zuppa si addensi completamente.
Per completare il piatto , disponete delle le fette di pane toscano in una zuppiera alternandole con alcuni mestoli di zuppa, fino a esaurire gli ingredienti. Fate riposare per almeno otto ore (sarebbe meglio una giornata intera).
A questo punto togliete dalla pentola la quantità di zuppa desiderata e mettetetela a riscaldare in un tegame di coccio, su fuoco medio, riparato da uno spagi fiamma. Servite con abbondante olio di oliva.

IMG_5781

Con questa torta partecipo alla raccolta di Vale del blog Mangia e Bevi, "Il Pane secco... Non si butta!"

lunedì 1 febbraio 2010

Pasticcini al Limone

Credo che tutti noi food-bloggers abbiamo uno chef preferito. Attraverso riviste, libri e trasmissioni televisive ci affezioniamo a certi cuochi in particolare, per la loro professionalità e passione per il loro lavoro. Potendo guardare Gambero Rosso Channel, mi sono davvero innamorata della precisione e della cura che Laura Ravaioli trasmette in ogni sua ricetta. Lei è uno chef davvero versatile, spazia dalla cucina internazionale a piatti tradizionali con una facilità incredibile. Seguo le sue puntate con una certa assiduità, trovando sempre spunti molto interessanti e ricette che e ricette che risultano sempre ottime. Purtroppo non sempre però è possibile riuscire a trascrive tutti i procedimenti, ma Laura è talmente carina da condividere le sue ricette anche su FB. Avendole domandato tramite FB la ricetta che non avevo fatto in tempo ad annotare di questi buonissimi pasticcini credevo che la mia richiesta sarebbe rimasta senza risposta, soffocata dai suoi impegni di lavoro. Invece lei mi ha lasciata piacevolmente stupita, rispondendomi in brevissimo tempo, regalandomi una ricetta davvero straordinaria. Ne sono venuti fuori dei pasticcini davvero intriganti, dalla testure molto particolare e da un profumo fresco e avvolgente davvero irresistibile. La crema al limone si presenta morbidissima e per nulla stucchevole e crea un piacevolissimo contrasto con la base di briciole di pasta frolla. Credo che potrebbe essere un'idea alternativa ai soliti dolci di Carnevale, magari arricchiti , come consiglia Luara,da una dolce meringa all'italiana

PASTICCINI AL LIMONE

Pasticcini al limone

Ingredienti per circa 32 pezzi: 245 gr di farina/ 80 gr di zucchero/ 30 gr di maizena/4 gr di sale/170 gr di burro/ 160 ml di succo di limone filtrato/ 80 ml di latte intero/ 4 gr di scorza di limone grattugiata ( circa 2 cucchiaini colmi) /200 gr di uova ( circa 4 uova grandi)/270 gr di zucchero/ 25 gr di farina/ 1 gr di sale

Imburrate una teglia da 23 x 33 cm circa, con due fogli di carta forno posti perpendicolarmente e imburrati anch’essi. In un mixer mescolate la farina, la maizena, lo zucchero e il sale quindi unite il burro freddo tagliato a dadini. Lavorate pochissimo, fino a ottenere delle briciole piuttosto grossolane. Disponetele sul fondo della teglia già preparata e con una forchetta o con le mani compattate fino ad ottenere uno strato omogeneo di circa mezzo centimetro. Fate raffreddare la base in frigorifero per almeno una mezz’ora, quindi infornate a 170°C fino ad avere un fondo dal colore bruno dorato ( per circa 20 minuti circa)
Con una frusta, mentre la base sta cuocendo in forno, mescolate insieme in una ciotola tutti gli ingredienti per la crema di limone. Quando la base è pronta versatevi sopra la crema di limone mentre è ancora caldissima. Fate cuocere il tutto per circa 20 minuti, fino a che la crema di limone non risulterà soda al tatto. Lasciate raffreddare il dolce copletamente e con l'aiuto di un coltello lungo a lama liscia ricavate le barrette tagliando il dolce prima verticalmente e poi orizzontalmente. Decorate poi a piacere con zucchero a velo o la meringa all'italiana, prendendo l''accortezza di lasciare riposare le barrette in freezer per qualche minuto prima di essere guarnite con meringa e gratinate.

venerdì 29 gennaio 2010

Novità!

Ci sono luoghi che hanno un fascino calamitante. Per me il Giappone rappresenta appieno quella sensazione di inammoramento. Fin da bambina il Paese del sol levante ha esercitato su di me un fascino incredibile. Tornata da scuola, dopo aver fatto i compiti, passavo le mie ore di svago guardando tutti i catoni animati che ODEON TV e Bim Bum Bam trasmettevano durante il pomeriggio. Rimanevo incantata davanti alle imprese di Lupin e Occhi di Gatto, rapita dalla dedizione allo sport di Mimi Ayuhara e di Holly e Benji, affascinata dal valore dell'Uomo Tigre. Poi sono arrivate le anime più moderne, i manga, la cinematografia di Miyazaki, i film di Takeshi Kitano e i libri di Haruki Murakami. Un intreccio di cultura millenaria, fatta di precisione e cura della bellezza, ma anche di spinta verso il futuro, che si concretizzano in città fatte di luci, tecnologia di avanguardia e cosplayers ma anche di angoli estremamente tradizionali, di templi, geishe e kimono.
D'accordo avete capito che il Giappone mi affascina mortalmente, e l'hanno capito anche le ragazze di Zen and the City, tanto da avermi chiesto una piccola collaborazione. Parte da oggi questa piccola rubrica di cucina, affacciata su due mondi così diversi ma allo stesso tempo
affascinanti.
Per iniziare ho scelto uno degli ingredienti più comuni e famosi che sta alla base di mille preparazioni della cucina giapponese. Gli udon sono spaghetti di grano duro, spesso preparati in brodo, ma io ho scelto di saltarli con verdure e gamberetti. Per la ricetta completa cliccate qui

UDON CON VERDURE E GAMBERETTI

Udon

martedì 26 gennaio 2010

La cucina della mia Nonna, Pollo alla Diavola

Non sono una grande amante della carne. Però ci sono profumi che mi trasportano direttamente all'infanzia. A quelle domeniche, in cui si poteva ancora dormire fino a tardi, ed era quel profumo inconfondibile, di rosmarino, salvia e carne ai ferri che mi faceva correre in cucina, ancora in pigiama e un po' assonnata a guardare la nonna cuocere il pollo che lei chiamava alla diavola. Mi ricordo distintamente la pelle croccante e la polpa aromatizzata dalla feschezza del limone. Questa ricetta è rimasta custodita nella mia mente, poi complice queste giornate grigie e fredde è ricomparsa all'improvviso. Ho apportato solo una piccola modifica. Al posto del peperoncino ho preferito sostituire alla sua piccantezza la nota più intensa e particolare dello zenzero. Un radice ricca di profumo che ultimamente arricchisce i miei piatti conferendogli un retrogusto davvero irresistibile.
E allora bando alle chiacchiere, procuratevi un bel pollo biologico e buona cena!

POLLO ALLA DIAVOLA

IMG_5753


Ingredienti: 1 pollo ruspante aperto a metà/ il succo di un limone/ 2 rametti di rosmarino/ 1 mazzetto di salvia/ 1 rametto di timo/ mezzo centimetro di radice di zenzero/ sale e pepe qb

Mettete sul fuoco una griglia da cucina e lasciatela diventare incandescente. Nel frattempo lavate e tritate finemente il rosmarino e le foglie di salvia e il timo. Con un pelapatate sbucciate lo zenzero grattugiato sottilmente. Mescolate insieme le erbe aromatiche, il sale, il pepe e lo zenzero e tenetele da parte.
Lavate il pollo, già pulito e aperto dal vostro macellaio di fiducia, sotto l'acqua corrente e fredda. Non asciugatelo, disponetelo su di un piatto e cospargetelo da entrambe le parti con il succo di limone. Massaggiatelo con il trito di erbe aromatiche e zenzero, in modo da distribuire gli odori su tutta la carne. A questo punto mettete il pollo sulla griglia bella calda, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma media per circa 30-40 minuti, avendo cura di girare il pollo a metà cottura.

domenica 24 gennaio 2010

Torta Salata con speck e noci

Scusate la piccola assenza, non sono sparita! Una bella influenza coi fiocchi unita alla maledizione di Montezuma, mi ha relegata a letto. Fra brodini per reintegrare i liquidi persi, verdurine e piatti leggeri, la voglia di cucinare non è passata! Così, pasticciando un pò' con gli ingredienti, è nata questa torta salata, molto saporita e invitante. L'idea del ripieno mi è venuta in mente seguendo il ricordo di quelle corroborati paste invernali, che vedono sposarsi alla perfezione la sapidità di un affettato di ottima qualità come lo speck, alla croccantezza delle noci. Il tutto legato alla perfezione dalla morbibezza della ricotta.
Insomma una ricetta davvero facile, ma molto gustosa, da servire bella calda in queste serate gelide o anche da portarsi nel lunch-box in ufficio, in alternativa al solito panino o insalata. Provatela, vi assicuro che non rimarrete delusi!

TORTA SALATA CON SPECK E NOCI

IMG_5744

Ingredienti:un rotolo di pasta sfoglia/ 250 gr di spinaci freschi/ 150 gr di speck/ 100 gr di noci sgusciate/ 250 gr di ricotta vaccina/ 1 uovo/ provola affumicata/ sale e pepe

Mondate e lavate gli spinaci. Poneteli in un'ampia padella antiaderente, insaporiteli con una presa di sale e cuoceteli coperti con un coperchio, a fuoco medio, per circa 15 minuti (le foglie devono risultare morbide). Toglieteli dal fuoco, scolateli bene e strizzateli dalla loro acqua di vegetazione. Tritateli sottilmente e teneteli da parte.
Nel frattempo tritate le noci e affettate lo speck in strisce sottili. In una ciotola lavorate la ricotta con una forchetta insieme al sale e al pepe, fino a renderla morbida e omogenea. Unitevi gli spinaci, lo speck, le noci e l'uovo leggermente sbattuto. Mescolate bene tutti gli ingredienti fino a ottenere un composto uniforme.
Rivestite con carta da forno una teglia rotonda di 20 cm di diametro, con cerniera apribile. Adagiatevi all'interno la pasta sfoglia e riempite con il ripieno di ricotta, speck e noci. Tagliate la provola affumicata in fettine sottili e copritene l'impasto. Ripiegate i bordi della pasta sfoglia all'interno.
Cuocete la torta salata in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti o fino a quando la torta non assume un aspetto dorato.

BUONA DOMENICA A TUTTI :D

mercoledì 20 gennaio 2010

L'insostenibile leggerezza...delle mie brioche

Ci sono alcuni libri di cucina di cui ti innamori follemente. E' stato così per me con il libro di Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi. Questi straordinari chef inglesi, ma di origine italiana e palestinese mi hanno letteralmente affascinata con le loro ricette dal sapore famigliare ma con quel tocco mediterraneo e orientale che rende tutti i loro piatti particolari e intriganti. In aggiunta ci sono anche sezioni dedicate a preparazioni di base davvero molto accurate e parti dedicate a spezie e ingredienti particolari spiegati con molta cura.

Così quando ho visto della raccolta di Laura, dedicata alle brioche sono corsa a sfogliare le pagine del loro libro, sicura che avrei trovato una ricetta ideale per partecipare a questo contest. E infatti ne sono uscite delle brioche davvero strepitose, con un interno morbidissimo, perfetamente arioso. Il profumo poi è qualcosa di irrisesistibile, leggermente caramellato e con una nota burrosa davvero piacevolissima. Si conservano perfettamente in frigorifero per almeno cinque giorni, basta scaldarle per pochi minuti in forno e riacquistano la loro fragranza originale. Un ottimo modo per iniziare la giornata in dolcezza, magari accompagnate da una marmellata un po' acida, tipo di mirtilli o con un velo di miele di castagno. Possono essere anche servite a fine pasto con una crema aromatizzata alla vaniglia. Insomma sono davvero molto versatili! Provare per credere :)

BRIOCHE

IMG_5735

Ingredienti per circa 7 brioche o per 500 gr di impasto: 2 cucchiai d’acqua tiepida (non più di 30°)/1 cucchiaino di lievito secco o 1 e ½ di lievito di birra/ 190 gr di farina manitoba /½ cucchiaino di sale/20 gr di zucchero/ 2 uova a temperatura ambiente + 1 uovo sbattuto per glassare/75 gr di burro freddo tagliato in cubetti di circa 2 cm

Mettete l’acqua tiepida e il lievito nel mixer (se usate il lievito secco lasciatelo a bagno per 10 minuti per attivarlo). Mescolate delicatamente con le dita fino a che il lievito non si dissolve. Aggiungete tutti gli altri ingredienti tranne il burro e iniziate a mescolarli con una spatola fino a che la farina non è incorporata. Azionate il mixer e lasciate lavorare per 3 minuti a velocità bassa. L’impasto deve diventare liscio ma ancora attaccarsi alla ciotola. Una volta raggiunto questo stadio, staccatelo dai bordi della ciotola, aumentate la velocità del mixer e iniziate ad aggiungere il burro a dadi. Fate questa operazione gradualmente, facendo attenzione che un dado di burro sia completamente incorporato prima di aggiungere il successivo. Una volta che tutto il burro è stato aggiunto, continuate a fare andare il tutto fino al momento in cui l’impasto risulterà lucido, senza grumi di burro e si staccherà naturalmente dai bordi della ciotola ( io l'ho fatto andare per circa 10 minuti).
Togliete l’impasto dal mixer, infarinatelo leggermente e mettetelo in un contenitore leggermente unto. Coprite con della pellicola e lasciatelo a temperatura ambiente per un’ ora. Dopo di che trasferite il contenitore in frigo per 14-24 ore prima di usare l’impasto.
Preparate 7 teglie da crostatina leggermente imburrate. Tirate fuori dal frigo l’impasto e poggiatelo su una superficie da lavoro infarinando lo leggermente. Usando le mani abbassate l’impasto e sgonfiatelo poi fate 7 palline del peso di circa 50 gr. Ricavate altre 7 palline più piccole e incollatele a quelle più grandi con il tuorlo di un uovo sbattuto e allungato con un goccio di latte. Copritele con la pellicola e lasciatele in un posto caldo per 2-3 ore, fino a che non saranno quasi raddoppiate.
Pre-riscaldate il forno a 170°, glassate leggermente la parte superiore degli impasti con l’uovo sbattuto tenuto da parte. Mettete le teglie su di una leccarda da forno e infornate. Dopo 15 minuti dovrebbero essere di color marrone scuro e completamente cotte. Fate la prova dello stecchino per assicurarvi che siano pronte. Trasferitele su una griglia di metallo e lasciatele raffreddare completamente.

lunedì 18 gennaio 2010

Il profumo della mia domenica

Era da un sacco di tempo che non giocavo con il mio blobbino. Era rimasto a dormire tristemente nel frigorifero, come un piccolo orso polare in letargo. Ma questa domenica ho deciso di mettere nuovamente le mani in pasta, complice un incursione dal mio spaccino di fiducia di granaglie e farine, da cui è saltata fuori un profumatissima farina integrale toscana, bella ruvida e corposa. Volevo realizzare un pane abbastanza rustico e saporito, ideala da accompagnare a della marmellata di arance, un po' acidula ma allo stesso tempo zuccherina, ma anche splendido abbinato a qualche fetta di spek, cetrilolini e formaggio morbido tipo brie

E così è nato questa pagnotta, davvero molto gustosa, l'unica piccola pecca è l'alveolatura che vorrei riuscire a rendere più ampia. Magari la prossima volta al posto della farina 00, userò la manitoba, per dare maggiore aria all'impasto. Il risultato è una pagnotta croccante che rivela un interno molto soffice e umido.


PANE SEMINTEGRALE

pane semintegrale


Ingredienti: 200 gr di farnia integrale di ottima qualità/ 200 gr di farina 00/ 100 gr di pasta madre rinfrescata/ 2 cucchiai di olio extravergine di oliva/ 200 gr di acqua tiepida/ 2 cucchiaini di sale

Nella ciotola dell'impastatrice o in una ciotola capiente unire le due farine e il sale. In un altra ciotola diluire la pasta madre con l'acqua tiepida. Unire la pasta madre diluita, l'olio extravergine di oliva alle farine e iniziare a impastare a bassa velocità. Impastare fino a che l'impasto non raggiunge la giusta incordatura. Se usate l'impastatrice l'impasto deve staccarsi naturalmente dalle pareti della ciotola. Ad ogni modo l'impasto deve risultare liscio ed elastico. Formate una palla e lasciate lievitare, coperto da pellicola alimentare, in un luogo tiepido per almeno otto ore

io tengo l'impasto nel forno spento con la luce di cortesia accesa durante l'inverno

Dopo questa prima levitazione, riprendete l'impasto, dategli le pieghe del secondo tipo e lasciateloo lievitare nuovamente fino al raddoppio (circa 4 ore). Formate una palla, incidetela a croce con un coltello affilato e lasciatela raddoppiare. Cuocete a forno statico e preriscaldato a 190° per circa 35/40 minuti (picchiando il fondo del pane il suono deve risultare vuoto). Lasciate riposare su una griglia per almeno 3 ore prima di affettare


pane semintegrale
LinkWithin Related Stories Widget for Blogs