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lunedì 9 novembre 2009

Vita da foodblogger

Ieri ho convinto la weazel ad andare a vedere Julie&Julia. In realtà è stato tutto merito dell'invinto di suo padre, sant'uomo, a cui non si poteva mica dire di no ;)
Il film ve lo consiglio vivamente, non solo per la magistrale interpretazione di Meryl Streep, che veste magnificamente i panni di Julia Child, descrivendo una donne energica e volitiva, ma anche di una leggerezza esilarante. Ve lo consiglio soprattutto perchè troverete gran parte delle manie che contraddistinguono noi foodblogger nel racconto di Julie, giovane impiegata governativa, con un marito e un gatto che decide di replicare tutte le ricette contenute in Mastering the Art of French Cooking nell'arco di un anno. E di raccontare la sua impresa attraverso internet.
Così fra i tentativi di uccidere le aragoste, un boeuf bourguignonne completamente bruciato e dulcis in fundo il disossamento di un'anatra, emergono anche tutte quelle ansie da prestazione e deadline autoinflitte che avviluppano l'anima e la vita di una foodblogger e dei suoi conviventi.
In conclusione il film è godibilissimo, anche per i fidanzati/mariti vessati dal nostro hobby, e sono sicura che uscirete dal cinema con la speranza che prima o poi anche a voi capiti la magica telefonata della vita!


E dopo questa recensione vi lascio una ricetta non proprio originale ma assolutamente favolosa. Io ho seguito il procedimento descritto da Sigrid e per essere la prima volta che preparavo i falafel sono rimasta estasiata

FALAFEL

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Ingredienti per circa 35 falafel: 300 gr ceci ammollati/ 1 cipolla/ 2 spicchi di aglio/ 1 cucchiaio di bicarbonato/ un pugnetto di prezzemolo fresco/ 1 cucchiaino di cumino in polvere/ 1 cucchiaino di coriandolo in polvere 1 cucchiaino/ semi di sesamo/ olio di semi per friggere

Tritate grossolanamente la cipolla e l’aglio, metteteli nel mixer con i ceci (messi a bagno dalla sera precedente, scolati e non lessati) e il prezzemolo. Frullate fino a ottenere una pasta densa. Mettete il composto in una ciotola, condite con sale, pepe, il cumino e il coriandolo in polvere, aggiungete il bicarbonato*, mescolate bene e formare delle polpettine da passare velocemente nei semi di sesamo (non devono essere ricoperte completamente). Scaldate dell’abbondante olio per friggere e buttateci le polpette, poche per volta, finché saranno dorate (si dorano in fretta). Fatele sgocciolare su della carta da cucina e servire con la salsa che preferite (io ho unito crema di sesamo, succo di limone, foglie di menta e un po' di acqua)

* se preparate il composto dei falafel, ma non li cuocete subito non unite il bicarbonato, ma aggiungetelo solo poco prima di friggere.

lunedì 2 novembre 2009

Riflessi(oni) di Novembre

I colli bolognesi si sono vestiti d'oro, come se vivessero un secondo risveglio prima del lungo riposo invernale. Un risveglio più delicato e morbido rispetto a quello primaverile. I colori sono caldi, soffusi, sfumati dal vapore che sale dalla terra, come un sospiro. L'Eremo di Tizzano, domina un colle calvo, dove la terra scura e grassa è ancora coperta dal manto verde dell'erba. La strada si inerpica fra filari di viti dove ormai i grappoli sono solo un profumato ricordo e le foglie hanno assunto sfumature incredibili, gioielli traslucidi. Il vento è frizzante e passando fra le fronde crea vortici dorati, una nevicata autunnale che riempe l'aria di voci crepitanti.

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Giro il viso verso i raggi tiepidi del sole, la natura parla in mezzo a tutto questo silenzio. Ha una storia da raccontare, lunga quanto l'età del mondo, duramente poetica. Un racconto fatto di stagioni che si susseguono, che plasmano, creano e mutano. Affondo le dita nell'erba corta, bagnata dall'umidità, gli occhi che si soffermano su prismi colorati, sulle variazioni di luce e cercano di abbracciare questo paesaggio ondulato. La frenesia della quotidianità è lontana, un ricordo opaco soffocato da questa incredibile bellezza. Le giornate si accorciano, presto i campi diventeranno un uniforme manto bruno, le zolle rivoltate, gli alberi spogli volgeranno i rami verso il cielo plumbeo dell'inverno. Qui forse cadrà la neve, bianco fantasma a ricoprire ogni cosa. Come possiamo distruggere tutto questo con la leggerezza della nostra indifferenza? Come possiamo noi folli insetti che infestano questo pianeta, avvelenandolo ogni giorno di più, uccidere questo incanto senza neanche soffermarci a pensare? E se nel nostro piccolo, ogni giorno, cerchiamo di rispettare questa nostra Terra, è il momento di fare sentire la nostra indignazione, il nostro coro di protesta. Anche attraverso un click.




Scaricate la canzone che troverete seguendo il link, varrà come firma alle richieste che verranno presentate a Copenaghen. Un modo per non restare in silenzio.


E ora dopo questo piccolo appello vi offro uno stuzzichino, preparato sabato sera per la cena di halloween.

CHIPS DI POLENTA CON MOUSSEDI PORCINI

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(ricetta originale Sale&Pepe novembre 2009)

Ingredienti per le chips: 500 gr di polenta gialla fredda (io l'ho comprata dal panificio ma voi potete farla in casa ;D) / 200 gr di farina di mais / olio di semi di mais

Ingredienti per la mousse: 200 gr di porcini già puliti/ 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva/ uno spicchio d'aglio/ un albume/ 100 gr di crème fraiche (l'ho trovata da Naturasì)/ un cucchiaio di erba cipollina essiccata/ sale

Tagliate i porcini a fette e fateli rosolare in una padella con l'olio d'oliva e lo spicchio d'aglio sbucciato e tagliato a metà. Cuocete fino a quando risultano asciutti e dorati. Eliminate l'aglio, salateli leggermente e tritateli fini. Mescolate i porcini con la crème fraiche e l'erba cipollina. Montate l'albume a neve ferma e incorporatelo al composto di funghi. Regolate di sale e tenete da parte.

Tagliate la polenta a fettine spesse circa 2 mm, passatele nella farina di mais e friggetele in abbondante olio di semi finchè risuteranno dorate e croccanti. Sgocciolate le chips cu carta da cucina e servite accompagnate dalla mousse

NB: la ricetta originale consiglia di servirle le chips calde. Io non volendo friggere all'ultimo minuto le ho cotte alla mattina, sgocciolate benissimo e passate al grill poco prima di servire. Le abbiamo trovate ottime.

lunedì 28 settembre 2009

Bruschettiamo!

La teoria dei sei gradi di separazione è un'ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari. Se però abiti in una città come Bologna impari che i gradi di separazione si riducono drasticamente. Così spesso si verificano strabilianti "carrambate". Perfetti sconosciuti che fino a tre secondi prima giureresti non aver mai visto in vita tua si trasformano dopo dieci minuti di conversazione nel fratello di una tua compagna di scuola, in un vicino di casa con cui giocavi da bambino e che avevi perso di vista o nella fidanzata del ragazzo che si allena con te in palestra. E capita anche che incontrando una blogger anche su facebook ci si renda conto che fra i suoi contatti c'è anche la tua storica compagna di università. Quella che hai visto tutte le mattine per 4 anni, con cui hai condiviso interminabili ore di studio e di cui hai conosciuto anche la famiglia. E alla domanda "Scusa ma come mai conosci M.?" ti senti rispondere che è la sorella del suo compagno, blogger anche lui. Ma che dico, loro sono la coppia più bella di questo mondo virtuale e io Luca l'ho incontrato più di una volta!!! Solo che dalle foto non l'avevo riconosciuto! (chiedo scusa ma sono una pessima fisionomista :D). Così per celebrare questo RE-incontro ecco una ricetta che partecipa al contest organizzato da Luca&Sabrina. Una bruschetta che ha tutto il sapore delle vacanze appena trascorse e del piccolo tesoro che mi sono riportata a casa come souvenir





CAPONATA CATANESE
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(ricetta originale su La Cucina Siciliana di M.A. Di Leo)


Ingredienti: 2 melanzane grandi/ 1 peperone rosso/ 1 scatola di pomodori pelati/ 1 cipolla/ 150 gr di olive taggiasche/ mezzo bicchiere di aceto di vino bianco/ 100 gr di uva passa/ uno spicchio d'aglio/ olio, sale, pepe
In un tegame soffriggete lo spicchio d'aglio, unite i pomodori pelati, regolate di sale e pepe e lasciate addensare una decina di minuti. A parte friggete le melanzane tagliare a tocchetti, dopo averle lasciate in acqua e sale per circa mezz'ora. In un tegame soffriggete la cipolla e unite il peperone tagliato a dadini, condite con sale e pepe e lasciate appassire. Nel tegame con la salsa pronta unite il peperone appassito, le melanzane fritte, aggiungete le olive e l'uva passa. Mescolate il tutto, ponete su fiamma vivace e sfumate con l'aceto, regolate di sale e pepe se occorre e lasciate insaporire per una decina di minuti

NB: la ricetta originale prevedeva anche l'aggiunta di un cuore di sedano e di un cucchiaio di capperi che io ho omesso per gusto personale, sostituendoli con l'uva passa comprata a Palermo (a differenza di quella che si trova nei comuni supermercati ha chicchi più piccoli e scuri e particolarmente aromatici)

Ponete la caponata raffreddata su fette di pane toscano leggermente abbrustolito.


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Volevo ringraziare tutti per i bellissimi commenti al post precedente, anche da parte del mio nonno :)

mercoledì 24 giugno 2009

I need to go away....

E' estate ma il cielo è una coperta grigia e pesante. Squarci di un sole pallido rendono l'aria densa e umida. Conto i giorni che mi separano dalle vacanze, sembrano un'eternità. Ho bisogno di fuggire dalla quotidianità, di sentire parlare un'altra lingua, sconosciuta, senza capire il senso delle frasi, godendo solo della musicalità delle parole. Mi immagino il cielo portoghese che già una volta mi ha stregato con la sua profondità e mutevolezza.

Belem
(Torre di Belém, Lisbona)

Mi domando come sarà attraversare un paese che è ancora poco sviluppato, nei cui piccoli paesi le anziane vestono di nero e siedono davanti alla porta. In cui spesso per visitare una chiesa bisogna cercare il sacrestano perché apra le porte del tempio, una caccia al tesoro fatta di gesti per farsi comprendere.

Vecchietta e piccioni
(Alfama, Lisbona)

Queste immagini affiorano da ricordi non miei, si sono formate leggendo il diario di viaggio di chi in quella terra c'è nato, di chi, quella terra, la porta nel sangue e nel cuore.
Traccio le X rosse sul calendario e non vedo l'ora di trovarmi fra le montagne del Douro e le valli dell'Alentejo e magari soffermarmi sulle bianche spiagge dell'Algarve a osservare tramonti infuocati. Intanto conto i giorni e mi coccolo come posso

POLPETTINE DI PESCE

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Ingredienti per due persone: 400 gr di spinarolo/ un mazzetto di prezzemolo/ due fette di pan bauletto ai 5 cereali e soia/ un uovo/ un cucchiaino di curcuma/ la scorza di mezzo limone non trattato/un cucchiaino di timo/ una punta di cucchiaio di zenzero in polvere/ sale qb/ 2-3 cucchiai di pan grattato/ 15 pomodorini pachino/ mezza cipolla

Cuocete il pesce al vapore. Lasciatelo raffreddare e spinatelo (lo spinarolo ha una lisca centrale piuttosto grossa, quindi basterà incidere la polpa lungo la spina centrale e spingerla verso l'esterno). Tritate la polpa del pesce a coltello, il più finemente possibile e mettetelo in una ciotola. Tritate anche il prezzemolo e unitelo al pesce. Eliminate la crosta alle fette di pane e bagnatele brevemente in un goccio di latte. Strizzatele e unitele al pesce, assieme alle spezie e alla scorza del limone grattugiato. Aggiungete l'uovo, il sale, il pan grattato e impastate il tutto con le mani fino a ottenere un composto omogeneo, ma non troppo asciutto. Con le mani bagnate formate delle piccole polpette, passatele nella farina, e disponetele su un vassoio ricoperto di carta da forno. Mettete in frigorifero a riposare.
Nel frattempo lavate e tagliate a metà e pomodori. Stufate la cipolla tagliata a fettine in un goccio d'olio e quando sarà diventata trasparente unite le polpettine. Fate soffriggere per alcuni minuti, girandole di tanto in tanto molto delicatamente. Una volta che saranno ben sigillate sfumate con del vino bianco (io ho usato del Pignoletto). Fate evaporare e unite i pomodori. Coprite con un coperchio e cuocete per altri 10-15 minuti a fuoco medio, girando spesso le polpettine.

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mercoledì 3 giugno 2009

La leggerezza dell'ozio

E' di nuovo lunedì...opsss...no no oggi è MERCOLEDI'. Che bello rendersi conto che mancano solo altri due giorni al week-end. Questo è sicuramente il lato positivo di un giorno festivo durante la settimana. Spezza l'odiosa routine, ricarica e ti consente di dedicare del tempo a quelle cose che rimandi da secoli. Tipo riordinare il computer e le foto. Così ieri mattina ho trasportato il mio laptop vicino al pc della weazel, abbiamo spalancato tutte le finestre e abbiamo trascorso la giornata in pigiama godendo di ore di puro ozio (fancazzismo suona brutto ;D). Per pranzo un'insalata veloce e fresca accompagnata da una piccola golosità. Questi bocconcini stupendamente fragranti li ho visti da Onde e subito mi sono sembrati un'ottima soluzione per terminare il prosciutto di cinghiale che avevo acquistato in una delle mie gite toscane. La base è ottima per qualsiasi cake salato a cui si può aggiungere tutto ciò che la fantasia suggerisce per renderlo ancora più goloso. Il risultato è assolutamente fantastico, l'esterno è croccante mentre dentro rimane morbido e fragrante. Insomma da provare!

BOCCONCINI RUSTICI

Bocconcini rustici

Ingredienti: 180 gr di farina 00/ 100 gr di pecorino grattugiato/ un pizzico di sale/ 1 cucchiaino raso di lievito istantaneo/ 3 uova/ 100 ml di olio di semi di mais/ 100 ml di latte
a questa base ho aggiunto
100 gr di parmigiano grattugiato/ 100 gr di prosciutto di cinghiale

Mescolate in una ciotola gli ingredienti secchi. In un'altra ciotola unite gli ingredienti liquidi e mescolate. Versate gli ingredienti liquidi su quelli secchi e mescolate fino a che non si vede più la farina. Aggiungete il parmigiano e il prosciutto e mescolate per amalgamare. Non lavorate l'impasto troppo a lungo e non preoccupatevi se rimangono dei grumi. Imburrate 10 stampini da muffin e distribuitevi il composto. Infornate a freddo, a 170° e cuocete fino a che la superficie non è ben dorata (circa 30 min dal raggiungimento della temperatura)

Bocconcini rustici
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