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martedì 25 novembre 2008

La Fabbrica del Cioccolato

Marco non aveva trovato un biglietto d'oro dentro una stecca di cioccolata. Se è per questo la sua famiglia non era neanche povera e non vivevano sicuramente in una cittadina industriale inglese fine ottocento. Ma allora - si chiedeva stringendo la mano nodosa e calda del nonno - dove caspita sono finito?
Si aggirava tra i banchi che racchiudevano luccicanti meraviglie con gli occhi sgranati, la bocca aperta e il naso pronto a carpire ogni profumo emanato da tutto quel tripudio di colori e consistenze differenti.
Devo stare sognando...è senz'altro così...stavo leggendo il mio libro...mi sono addormentato e ora mi ritrovo qui...solo che invece che in una Fabbrica sono in una specie di mercato...
Ma quei gusci croccanti, quelle tavolette di ogni forma, quelle sculture zuccherine e speziate erano pura magia. E Marco decise. Sarebbe diventato un mago anche lui.
Anni dopo, col suo bel cappello bianco sulla testa, Marco aveva realizzato il suo sogno. Ora era uno stregone, e dei più bravi. Maneggiava con maestria polveri e liquidi, dosava, pesava, dava vita a impasti informi che sotto il suo tocco diventavano opere d'arte. Ma la cosa che più gli dava piacere era l'effetto che la sua magia aveva sugli altri. Ogni tanto si affacciava alla porta del suo laboratorio per sbirciare quegli occhi estasiati, quelle labbra che si schiudevano, i denti che rompevano croste croccanti, spezzavano paste friabili, le guance risucchiate per poter godere ogni singola nota di sapore, l'espressione di pura estasi che si dipingeva sui volti e che si rinnovava a ogni morso. Marco era soddisfatto. Marco era felice. Marco era l'incantatore della Fabbrica di Cioccolato.



Sabato sono stata al CioccoShow. Piazza Maggiore profumava di cacao e cannella, incorniciata dada un abbacinante cielo terso. L'aria fredda invogliava ad avvicinarsi agli stand per godere del tepore che proveniva dalle cascate di cioccolata fusa.



Una bella manifestazione, nonostante la ressa, dove la maestria dei vari pasticceri e maitre chocolatier hanno dato vita delle opere d'arte. Unico tasto dolente: i prezzi davvero esorbitanti...però, ogni tanto, una follia ce la si può pure concedere. Vi lascio con alcune immagini nella speranza che riscaldino questo gelido martedì






lunedì 3 novembre 2008

I love Fall



L'autunno è la mia stagione preferita. Mi piacciono i colori caldi che incediano gli alberi. Un tripudio di rosso e oro. Il contrasto con la terra scura dei campi preparati per il riposo invernale. La vendemmia, quando, passando per la campagna osservi mani alacri staccare dai filari grappoli tondi e succosi. Mi piace l'odore della legna bruciata. La luce pigra che ricopre ogni cosa di una patina dorata, quasi fosse polvere di fata. Mi piace la nebbia alla mattina, quando mi sveglio e i palazzi sono avvolti in un mantello di ovatta. La sensazione di essere sola al mondo, mentre sorseggio un bicchiere di latte caldo.
Da metà ottobre all'inizio di dicembre i paesini attorno a Bologna ospitano manifestazioni enogastronimiche di ogni tipo, dove fra banchetti di artigianato, stand dove si può assaggiare ogni variazione dello gnocco fritto, la fanno da padrone maroni, funghi, tartufo e miele.



Sabato siamo andati alla Tartufesta di Sasso Marconi. Le bancarelle si estendevano per tutto il centro storico, efficientemente divise per prodotto. Un piccolo salone del gusto in terra emiliana. La merce esposta era di una bellezza sconvolgente. Forme di pecorino, formaggi all'amarone, affettati di ogni tipo, dal classico prosciutto toscano all'anduja calabrese occhieggiavano dagli stand riservati alle varie rappresentanze regionali. Tartufi e funghi erano invece i protagonisti e l'orgoglio dei vari produttori tosco-emiliani (mio padre, assiduo raccoglitore di funghi era diventato verdolino d'invidia). Camminando in questo paese delle meraviglie era possibile scovare anche piccoli tesori. Il veleno d'ape, per i dolori muscolari, miele al rosmarino e al ciliegio, olio essenziale di lavanda, sale di cervia aromatizzato...





Una manifestazione davvero ben organizzata, con venditori estremamente disponibili a raccontare la storia dei loro prodotti. Il tutto incorniciato da uno scenario estremamente grazioso, le colline sullo sfondo, la chiesa della piazza illuminata a giorno, negozi aperti, gente ovunque che assaggiava, chiacchierava e ovviamente acquistava. Un bel pomeriggio che ha fruttato alcuni piccoli regali. Mentre mi alambicco su come utilizzarli vi lascio con un primo semplicissimo. I colori sono quelli dell'autunno anche se il sapore... bè quello fa pensare all'estate appena passata.

Gnocchetti con Crema ai Peperoni



Ingrediente per 2 persone: 1 peperone rosso arrostito/ olio extravergine d'oliva/ 50g di parmigianograttuggiato/ 50g di pecorino sardo grattuggiato/ prezzemolo/ 160g di gnocchetti sardi

Passate il peperone sulla fiamma viva del fornello fino a che la pelle non si abbrustolisce . Pelatelo e tagliatelo a listarelle eliminando i semi e il picciolo. Ponetelo in un beker, salate, pepate e frullare aggiungendo a filo l'olio fino a che non otterrete una crema abbastanza fluida. Unite i fomaggi e il prezzemolo sminuzzato e mescolate per amalgamare. Se risulta troppo denso aggiungete un altro po' d'olio. Lessate la pasta in abbondante acqua salata e conditela con la crema di peperoni.



Buona settimana!!!!

Colgo l'occasione anche per fare i miei migliori auguri a un regista che amo. Un uomo che ha regalato al cinema italiano pellicole di grandissimo pregio. Un maestro che spesso, chi vive a Bologna, può scorgere in fondo alla sala buia, all'uscita dei suoi film. Sempre pronto a scambiare due parole, ad ascoltare impressioni e pareri. Auguri sign. Avati, con la mia più grande stima

giovedì 16 ottobre 2008

Profumo di Cose Antiche



Ci sono giornate in cui scopri nuovi aspetti della tua città. Basta una telefonata. E una mamma che adora stipare la casa di piccoli oggetti, possibilmente luccicanti e tendenzialmente kitch. E ti ritrovi la domenica pomeriggio a girare fra file di bancarelle disordinatamente disposte in Piazza Santo Stefano, osservando pezzi di antiquariato e modernariato. Semplice no?!?!?



Cornici, stampe, borsette, pizzi che sembrano usciti dal corredo della nonna, vecchie reflex e polaroid che ammiccano da un piccolo banchetto. La gente è allegra, chiacchiera, ride. Un gruppo di signore della Bologna bene, avvolte nei loro splendidi Chanel, in cerca di un'occasione; un servizio da tè, qualche bicchierino da liquore in cristallo per abbellire le credenze dei loro salotti monumentali



Resisto alla tentazione dell'acquisto compulsivo. Ho strategicamente evitato di fare il bancomat. Così mi accontento di volteggiare fra la merce esposta, scattando foto e godendomi l'euforia ordinata che trasforma il volto di questa bellissima piazza.





E dopo questa sfilata di antichità non c'è nulla di meglio che una bella fetta di CROSTATA DI MELE. Perfetta con un tè profumato, sa di cose buone, di tramonti la domenica pomeriggio, di casa, di coccole. La ricetta è quella collaudatissima di MarinaB, io ho solo diminuito la quantità di zucchero (150g). Vi riporto la ricetta per comodità
Ingredienti: 200 gr di farina 00/ 150 gr di zucchero/ 150 gr di burro morbido/ 2 uova intere + 1 tuorlo (sbattuti)/ scorza di limone grattugiata/ una bustina di cremor tartaro/ 1 pizzico di sale
Procedimento: Mescolare tutti gli ingredienti secchi e aggiungere la miscela di uova e infine il burro morbido. Ne risulta una crema densa. Versare in tortiera (24-26 cm) rivestita di carta forno o precedentemente imburrata.
Dopodiché ho decorato con spicchi di mela lasciati una mezz'ora a macerare con 2 cucchiai di zucchero e cannella. Infornare a 180 gradi per ca. 35-40 min.
Davvero un finale spettacolare per una bellissima domenica


E con questa semplicissima ricetta partecipo alla raccolta di Essenza di Vaniglia!
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