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lunedì 9 maggio 2011

Esperimento N°1

Dopo lungo cogitare sono giunta alla conclusione che i tortiglioni sarebbero stati bene con un sugo delicato ma allo stesso tempo capace di bilanciare il retrogusto dolce della pasta. Inoltre devo ringraziare Dora per i suoi consigli che mi hanno giustamente ispirata. Questo è il primo di una serie di esperimenti in quanto ho deciso di trovare il miglior accompagnamento per questa pasta così particolare. Ovviamente qualsiasi suggerimento sarà bene accetto

TORTIGLIONI DI FARINA DI CASTAGNE CON BRIE ERBA CIPOLILLINA E SEMI DI PAPAVERO

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In una pentola portare a ebollizione abbondante acqua, salare e cuocere i tortiglioni (100 gr) per alcuni minuti (ho scoperto che la pasta fatta in casa ha una cottura molto rapida, basta aspettare che vengano a galla e la cottura è terminata). Nel frattempo preparate il sugo. In una padella piuttosto capiente sciogliete una noce di burro, aggiungete il brie (circa 80 gr) e fate fondere anche questo, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno o una spatola di silicone. Quando il formaggio sarà sciolto unite la pasta, un mazzetto di erba cipollina finemente tritata e una manciata abbondante di semi di papavero. Saltate per amalgamare bene ed infine aggiungete del parmigiano grattugiato (50 gr circa). Mescolate e servite ben caldi. Come tocco finale ho anche aggiunto un filo di salsa di saba che volendo potete sostituire con n po' di riduzione di aceto balsamico

*le dosi sono per una persona

Impressioni: la salsa non era abbastanza cremosa, probabilmente il brie nonostante come sapore si sposi molto bene con la farina di castagne non è si amalgama come avrei voluto. Inoltre mancava una punta di acidità.

domenica 29 novembre 2009

Happy Thanksgiving...a little bit late

Arghhh il mio cervello si è completamente svuotato!!! Ho iniziato questo post già quattro volte, ma le idee scarseggiano e la frustrazione aumenta :( E' stata una settimana grigia come il tempo, ma il week end, devo ammettere è stato decisamente positivo. Alcune novità che hanno portato un po' di luce, qualcosa che mi ricorderà che ci sono legami che non si spezzano nonostante tutto. E poi oggi un piccolo regalo a una persona a cui voglio molto bene. Un pranzo in famiglia dal sapore decisamente americano. Un giorno del Ringraziamento un po' posticipato, studiato per ricreare sapori a me fino a oggi sconosciuti, ma visti talmente tante volte nei film da sembrare famigliari. E' stato divertente e interessante. Spero piaccia anche a voi!

STUFFED TURKEY BREAST

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Ingredienti: 1 petto di tacchino intero, tagliato a tasca/ 3 cucchiai di miele di castagno/ 1 bicchiere di olio extra-vergine d'oliva/ sale e rosmarino qb/ 200 ml di brodo vegetale

Ingredienti per il ripieno: 5 fette di pane in cassetta spesse circa un cm e vecchie di un giorno/ 100 gr di noci/ 1 cipolla/ 1 costa di sedano/ 60 gr di burro/ 1 mela/ 100 gr di uvetta/300 ml di brodo vegetale/ 1 mazzetto di prezzemolo/ 10 foglie di salvia/ sale e pepe qb

Mettete a marinare il petto di tacchino con l'olio, il sale e il rosmarino per almeno due ore.
Nel frattempo preparate il ripieno. Tagliate il pane a cubetti e fatelo tostare in una padella antiaderente, mescolando spesso affinché non bruci. Togliete il pane e tostate le noci, dopo averle tritate a coltello. Unitele al pane in una ciotola e tenete da parte.
Tritate la cipolla, affettate il sedano e fateli soffriggere con il burro in una padella molto capiente per una decina di minuti (se la cipolla dovesse iniziare a scurirsi aggiungete un paio di cucchiai di brodo). Unite il pane e le noci tritate e cuocete per un paio di minuti, continuando a mescolare. A questo punto unite la mela, precedentemente sbucciata e tagliata a cubetti, l'uvetta, il prezzemolo e la salvia tritati. Aggiungete un il brodo, abbassate la fiamma al minimo, coprite con un coperchio e cuocete fino a che la mela diventa morbida e il liquido sia completamente assorbito.
Accendete il forno a 150°. Farcite il tacchino con il ripieno (se dovesse avanzare potete servirlo come contorno) e sigillate l'apertura della tasca con del filo per alimenti o con degli stuzzicadenti. Mettete il tacchino in una taglia, cospargetelo con il miele, la marinata e il brodo caldo. Infornate per un'ora circa. Prima di tagliarlo eliminate il filo o gli stuzzicadenti e lasciatelo riposare alcuni minuti.

CRANBERRY CHUTNEY

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Ingredienti: 200 gr di cranberries disidratati/100 gr di datteri/ 100 gr di prugne secche denocciolate/ 1 cipolla/ ½ cup di sidro/ ½ di aceto di vino bianco/ 3 cucchiai di malto di mais/ ¾ cup di zucchero di canna/ ¾ cup di succo d'arancia/ un cucchiaino raso di senape in polvere/ un cucchiaino raso di zenzero in polvere/ una presa di sale

Lasciate rinvenire i cranberries nel sidro per circa mezz'ora. Unite tutti gli ingredienti in un tegame dal fondo spesso e portate a bollore. Abbassate la fiamma al minimo e lasciate sobbollire senza coperchio per 15/20 minuti ( il composto deve rapprendersi). Lasciate raffreddare e servite come salsa d'accompagnamento al tacchino

lunedì 2 novembre 2009

Riflessi(oni) di Novembre

I colli bolognesi si sono vestiti d'oro, come se vivessero un secondo risveglio prima del lungo riposo invernale. Un risveglio più delicato e morbido rispetto a quello primaverile. I colori sono caldi, soffusi, sfumati dal vapore che sale dalla terra, come un sospiro. L'Eremo di Tizzano, domina un colle calvo, dove la terra scura e grassa è ancora coperta dal manto verde dell'erba. La strada si inerpica fra filari di viti dove ormai i grappoli sono solo un profumato ricordo e le foglie hanno assunto sfumature incredibili, gioielli traslucidi. Il vento è frizzante e passando fra le fronde crea vortici dorati, una nevicata autunnale che riempe l'aria di voci crepitanti.

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Giro il viso verso i raggi tiepidi del sole, la natura parla in mezzo a tutto questo silenzio. Ha una storia da raccontare, lunga quanto l'età del mondo, duramente poetica. Un racconto fatto di stagioni che si susseguono, che plasmano, creano e mutano. Affondo le dita nell'erba corta, bagnata dall'umidità, gli occhi che si soffermano su prismi colorati, sulle variazioni di luce e cercano di abbracciare questo paesaggio ondulato. La frenesia della quotidianità è lontana, un ricordo opaco soffocato da questa incredibile bellezza. Le giornate si accorciano, presto i campi diventeranno un uniforme manto bruno, le zolle rivoltate, gli alberi spogli volgeranno i rami verso il cielo plumbeo dell'inverno. Qui forse cadrà la neve, bianco fantasma a ricoprire ogni cosa. Come possiamo distruggere tutto questo con la leggerezza della nostra indifferenza? Come possiamo noi folli insetti che infestano questo pianeta, avvelenandolo ogni giorno di più, uccidere questo incanto senza neanche soffermarci a pensare? E se nel nostro piccolo, ogni giorno, cerchiamo di rispettare questa nostra Terra, è il momento di fare sentire la nostra indignazione, il nostro coro di protesta. Anche attraverso un click.




Scaricate la canzone che troverete seguendo il link, varrà come firma alle richieste che verranno presentate a Copenaghen. Un modo per non restare in silenzio.


E ora dopo questo piccolo appello vi offro uno stuzzichino, preparato sabato sera per la cena di halloween.

CHIPS DI POLENTA CON MOUSSEDI PORCINI

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(ricetta originale Sale&Pepe novembre 2009)

Ingredienti per le chips: 500 gr di polenta gialla fredda (io l'ho comprata dal panificio ma voi potete farla in casa ;D) / 200 gr di farina di mais / olio di semi di mais

Ingredienti per la mousse: 200 gr di porcini già puliti/ 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva/ uno spicchio d'aglio/ un albume/ 100 gr di crème fraiche (l'ho trovata da Naturasì)/ un cucchiaio di erba cipollina essiccata/ sale

Tagliate i porcini a fette e fateli rosolare in una padella con l'olio d'oliva e lo spicchio d'aglio sbucciato e tagliato a metà. Cuocete fino a quando risultano asciutti e dorati. Eliminate l'aglio, salateli leggermente e tritateli fini. Mescolate i porcini con la crème fraiche e l'erba cipollina. Montate l'albume a neve ferma e incorporatelo al composto di funghi. Regolate di sale e tenete da parte.

Tagliate la polenta a fettine spesse circa 2 mm, passatele nella farina di mais e friggetele in abbondante olio di semi finchè risuteranno dorate e croccanti. Sgocciolate le chips cu carta da cucina e servite accompagnate dalla mousse

NB: la ricetta originale consiglia di servirle le chips calde. Io non volendo friggere all'ultimo minuto le ho cotte alla mattina, sgocciolate benissimo e passate al grill poco prima di servire. Le abbiamo trovate ottime.

giovedì 23 ottobre 2008

Pesto di Corsa

L'ambulatorio è di un bianco che fa male agli occhi. Camici candidi si muovono lungo il corridoio, mimetizzandosi con le pareti. Sembra che le teste fluttuino nell'aria, prive di un corpo su cui poggiare. Sono decisamente la persona più giovane in sala d'aspetto. Registro questo dato con un certo disappunto. I minuti scorrono lenti, dilatati. Un bolla di noia all'odore di disinfettante. Leggo qualche pagina del libro che ho portato, ma non sono attenta. I miei occhi accarezzano le parole, riconoscono i contorni delle lettere, ma il mio cervello si rifiuta di assimilare i concetti. E' troppo impegnato a figurarsi scenari apocalittici, a ricordare il dolore della riabilitazione, a sentire vecchie aderenza che si sbriciolano.
Una suora con circa un migliaio di anni si trascina verso la guardiola. La sua schiena disegna un improbabile angolo retto. Distrattamente mi chiedo se in questo reparto di ortopedia non ci sia nessuno in grado di darle una raddrizzata. Poi mi rispondo che magari quella naturale genuflessione le è utile nel suo "lavoro". Cattiva, pensiero poco nobile dettato dall'attesa snervante.
Finalmente arriva il mio turno. Il medico è gentile. Mi fa accomodare nel suo studio. La lavagna luminosa conferisce all'ambiente un bagliore alieno, freddo. Si ricorda di me, nonostante siano passati più di due anni.
Si è operata d'estate....Sì....E mi ricordo che faceva un qualche tipo di arte marziale...Esatto, faccio muay thai...Bene, bene si tolga pure i pantaloni e si sdrai sul lettino.
Detto così sembra una proposta indecente e invece afferra la mia gamba saldamente e comincia a tirare, torcere, piegare. Temo che la tibia si stacchi dal resto del corpo, come quando da bambina mi dilettavo a torturare le Barbie. E invece il ginocchio regge.
Perfetto, un po' lasso, ma tutto nella norma data l'operazione. Il medico mi guarda, sorride compiaciuto e decreta il verdetto: Signorina, lei può tranquillamente prepararsi per la MARATONA!

Ebbene sì ho il via libera per tentare l'impresa. Sarà un percorso lungo e faticoso. Spero davvero di riuscire a portare a termine questa avventura. La weazel mi sarà vicina, per darmi la costanza e lo sprone nei momenti più duri. Festeggio la buona notizia con un regalo. Fiordisale...questo è per te!

Pesto ai Broccoli



Ingredienti: broccoli (solo le cime più tenere)/ un mazzetto di basilico/ 50g di mandorle/ parmigiano e pecorino grattugiati/ olio evo di ottima qualità (io ho utilizzato un olio pugliese)

Saltate le cimette dei broccoli in una padella con un goccio di olio uno spicchio d'aglio tagliato a metà, sale e una presa di peperoncino. Dopo qualche minuto aggiungete mezzo bicchiere di acqua calda, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma media per circa 15 minuti o fino a che i broccoli non sono diventati teneri. Scolateli e lasciateli raffreddare. Nel frattempo triturate le mandorle a coltello fino a ottenere una granella (non usate il minipimer o il frullatore, in quanto ridurrebbero le mandorle in polvere. Se avete un mortaio potete utilizzare quello). Ponete i broccoli raffreddati e le foglie di basilico in un baker e aggiungete l'olio (io ho usato circa mezzo bicchiere). Con il minipimer a immersione frullate gli ingredienti fino ad ottenere una crema abbastanza fluida. Unite le mandorle triturate e i formaggi grattugiati. Mescolate per amalgamare bene gli ingredienti e se necessario aggiungete altro olio.

Concorso Pesto 2008

giovedì 22 maggio 2008

Sinfonia bolognese

Il ragù è un concerto, una sinfonia di sapori, profumi e colori. Bilanciamento è la parola chiave. Nessun ingrediente deve predominare sull'altro, ma deve avvenire una sorta di sublimazione del gusto. Il battuto ne è l'overture: il coltello che affetta e sminuzza, colpi decisi sul tagliere, mentre l'olio si scalda nella casseruola. Lo sfrigolare del soffritto e l'odore pungente della cipolla che si lega a quello più dolce della carota e del sedano. Si continua con un crescendo: ecco il macinato. La carne cambia colore, assume un tono grigiastro in contrasto con la brillantezza traslucida delle verdure. Si sala, si pepa e poi si versa al vino. Una nuvola d'alcol inonda la casa con la sua soffice acidità. Il borbottio è acuto, la fiamma brucia viva sotto al tegame. Si attende che ogni liquido si sia rappreso, assorbito dal macinato, ora ben sgranato e insaporito. Poi è il turno del pomodoro. Un velluto rosso ricopre ogni cosa. Sulla superficie piccoli crateri di calore soffiano sbuffi profumati. Un brontolare costante, prolungato. La fiamma al minimo. Le ore passano via con questo sottofondo non solo uditivo ma soprattutto olfattivo. Il grasso chiazza la superficie, fino a quando l'ennesima rimescolata non lo lega nuovamente al sugo.
Il ragù a Bologna è tradizione, per molti ricordo indissolubilmente legato a mamme e nonne, alla domenica, alle lasagne...A me viene in mente la cucina leggermente in penombra, calda, profumata, la finestra leggermente accostata e io in attesa con un pezzo di pane in una mano!
Questa è la versione di ragù che si fa a casa mia, perchè, come tutte le ricette tradizionali ne esiste una versione quasi per ogni famiglia. La ricetta originale invece la trovate qui

RAGU'

Ingredienti: 300g di macinato di manzo/ 200g di macinato di maiale/ 1 carota piccola/ mezza cipolla bianca/ mezza costa di sedano/ passata di pomodoro/ un bicchiere di vino bianco secco/ sale/ pepe/ noce moscata/ prezzemolo

Sminuzzate la cipolla, il sedano, la carota. Fate soffriggere il battuto in olio d'oliva (circa 3-4 cucchiai). Quando la cipolla è imbiondita aggiungere i due macinati e lasciate cuocere a fiamma vivace fino a che la carne non si è sigillata e risulta ben sgranata. A questo punto salate, pepate, aggiungete la noce moscata grattuggiata e una manciata di prezzemolo tritato. Fate insaporire mescolando e poi sfumate con un bicchiere di vino. Fate evaporare quasi completamente e unite la passata di pomodoro fino a ricoprire completamente la carne. Abbassare al minimo la fiamma (ponete il tegame sul fuoco più piccolo) e lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto, per almeno un ora e mezza (dimenticatevelo il più possibile sul fuoco).

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