Si prospetta un week end lungo, da passare pigramente sulla spiaggia della riviera ligure. Ad Alassio ci siamo stati qualche anno fa, per un capodanno. Vivido è il ricordo del corso illuminato da migliaia di minuscole lucine dorate e il lungo mare, largo e ventoso. Spero di riposarmi, prendere il sole e annullarmi sotto i suoi raggi caldi, di correre potendo guardare il mare, magari di farmi una nuotata. Partiamo fiduciosi, sperando che il tempo non ci tradisca.
E in occasione dell'imminente viaggetto è partita la conseguente operazione svuota frigo! Il riciclo dei vari scarti, pezzettini, rimasugli è un arte...io penso di averla appresa guardando cucinare mio padre. Se mia nonna è infatti il genio delle ricette tradizionali, papà è il fenomeno dell' apro-il-frigo-e-vediamo-cosa-succede! Uno dei risultati sono stati questi zucchini e peperoni ripieni e con loro partecipo all'iniziativa di Cipolla.
Quindi buon week end e buon riciclo
ZUCCHINI E PEPERONI RIPIENI
Ingredienti per 2 persone: 3 zucchine lunghe (o sei piccole)/ un peperone giallo/ 1 petto di pollo/ una patata/ un uovo/ parmiggiano/ pangrattato/ timo/ prezzemolo/ sale e pepe/ una sottiletta/ passata di pomodoro
Bollite la patata. Quando è diventata morbida frullatela o macinatela assieme al petto di pollo. Trasferite il macinato in una ciotola e aggiungete il parmiggiano, il pangrattato, l'uovo e tutti gli odori. Impastate con le mani fino a che gli ingredienti non sono ben amalgamati e non hanno formato un composto morbido e non troppo solido. Tenete da parte e preparate le verdure. Lavatele e mondatele, tagliate gli zucchini a metà e svuotateli. Tagliate il peperone per il senso della lunghezza ed eliminate il picciolo e tutti i semi e le parti filamentose. Riempite le verdure con il composto.
Per quanto riguarda gli zucchini, in una padella versate un filo d'olio e fateli rosolare a fiamma bassa per circa cinque minuti; poi aggiungete della passata di pomodoro. Aggiustate di sale,unite mezza sottiletta e fatela scigliere aiutandoi con il dorso di un cucchiaio. Unite qualche foglia di basilico, coprite e portate a cottura.
Ungete la parte esterna dei peperoni e adagiateli in una teglia rivestita di carta forno. Decorate la superficie del ripieno con qualche quadrattino di sottiletta e infornate a 140° per circa 30-40 min.
Bologna a maggio è proprio bella. La luce e l'aria cambiano, diventano più calde e dolci. Verso il tramonto, quando il sole incendia i tetti e lo scirocco spazza le vie diventa quasi scenografica.
E' in questo periodo dell'anno che riesci a scordarti i lunghi pomeriggi grigi e piovosi, l'aria invernale malsana che ti riempe i polmoni, la depressione che ti opprime dopo il terzo giorno di nebbia.
E' a maggio che cominciano a comparire i turisti inglesi e americani, con improbabili mise divanate, canon con obiettivi giganteschi e sandali da passeggio. E' divertente ascoltare i loro commenti mentre mangiano qualcosa seduti al BassOtto o ai vari tavoli dei dehors. Le giornate si allungano, i gelsomini fioriscono, i viali diventano una sfilata di verde brillante. Quando ancora era al liceo era il periodo della fuga. Ci si trovava davanti a scuola e poi si andava a Villa Ghigi, sui colli. I primi gelati, le partite a pallone, l'abbronzatura da giustificare quando tornavi a casa.
E' a maggio che mi piace passeggiare perdendomi fra i vicoli del ghetto o di Pescherie vecchie, senza una meta. Mi piace riportare alla mente i momenti trascorsi in quei luoghi, pezzi della mia infanzia e della mia vita. E' come spiare una vecchia amica, di cui conosci quasi tutto , ma che a volte ti riserva delle sorprese.
E' a Bologna che dedico questo dolce, che di bolognese non ha nulla, ma che ho preparato uno di questi pomeriggi, tenendo la finestra della cucina aperta per fare entrare un po' di questa luce speciale che sa di libertà.
CHEESECAKE ALLE FRAGOLE
Ingredienti per la frolla: 250g di farina/ 125g di burro/2 tuorli/ mezzo cucchiaino di sale/ 2 cucchiai di acqua fredda Ingredienti per il cheesecake: 425g si philadelphia/ 150g di zucchero/ 10g di fecola/ 1 stecca di vaniglia/ scorza grattuggiata e succo di mezzo limone/ 1 cucchiaino di sale/ 2 uova e un tuorlo/ 45g di panna Ingredienti per il topping: 300g di fragole lavate e private del picciolo/ 180ml di acqua/ 55g di zucchero/ 2 cucchiai di fecola
Sbattete i due tuorli con l'acqua poi mischiate tutti gli ingredienti usando un mixer da cucina. Quando si formano delle grosse briciole friabili trasferite l'impasto sul piano da lavoro e lavorandolo velocemente formate una palla. Riponete in frigo per almeno mezz'ora.
Intanto montate il philadelphia con una forchetta; quando assume un aspetto cremoso e sofficie aggiungete lo zucchero, la fecola, la scorza di limone, i semini della stecca di vaniglia e il sale. Incorporate i vari ingredienti poco per volta, assicurandovi che il precedente sia ben amalgamato prima di versare il successivo. Unite anche la panna e il succo di limone. Mescolate con cura e non preoccupatevi se il composto risulta abbastanza liquido, deve avere quell'aspetto.
Togliete la frolla dal frigo, stendetela col mattarello tenendola in mezzo a due fogli di carta da forno. Quando avrà lo spessore di 3/4 mm tagliate un disco della dimensione della tortiera che avrete precedentemente rivestito con carta da forno. Adagiate il disco nello stampo e fate in piccolo cordino con l'impasto rimanente. Punzecchiate la frolla con i rebbi di una forchetta e cuocete in bianco a forno preriscaldato a 180° per 5 min (deve solo solidificarsi un po'). Sfornate e alzate il forno a 200°. Fersate il composto di philadelphia sulla frolla e infornate per 10 min.
cheat: se usate una tortiera con cerniera mettete sotto lo stampo la teglia da forno rivestita di carta. In questo modo se il composto cola fuori dalla tortiera vi eviterete la scocciatura di dover pulire tutto il forno
Passati i 10 min abbassate la temperatura a 150° e cuocete per 45 min circa. Trascorso questo tempo sfornate il cheesecake e fate raffreddare completamente. Non toglietelo dalla tortiera.
Per il topping frullate le fragle. Unite l'acqua, lo zucchero e 2 cucchiai di fecola. Passate al minipimer per amalgamare bene. Trasferite il liquido in un pentolino e mettete sul fuoco continuando a mescolare. Deve addensarsi e diventare lucido
Togliete dal fuoco e lascate riposare 5 min, dopodichè versatelo sul cheesecake. Riponete tutto in frigo per almeno due ore.
3. bisogna linkare altri 6 blog (cifra flessibile) che meritano un premio e, se possibile, spiegare il perché. un blog può ricevere il premio innumerevoli volte!
4. chi riceverà il meme potrà mettere il banner con la coppa in homa page sul lato in modo da far vedere il premio ricevuto a tutti i visitatori!
E quindi senza esitazioni passo la coppa a:
. Sara perchè ha appena superato un esame assurdo e si merita assolutamente un premio
. Niki perchè pur non conoscendola personalmente la stimo moltissimo, non solo per la decisione di trasferirsi in Nepal, ma soprattutto per il modo in cui affronta questa avventura.
. Edith Pilaff perchè ho scoperto da pochi giorni il suo blog, ma i piatti etnici che cucina mi hanno letteralmente stregato
. Ciciuzza: lei probabilmente non mi conosce ma il suo blog è un gioiellino...e poi viene dalle mie due regioni preferite!
. Salsa perchè ogni volta che posta una nuova ricetta mi lascia senza parole
. Petula perchè oltre a darmi un sacco di idee su come cucinare verdure, tofu e altre cosine particolari, ho scoperto di avere con lei una affinità di libreria ;)
MUSIC IN THE AIR
E ora veniamo al MEME che la mia adorata Mika mi ha passato. Premetto che l'avevo già visto su altri blog e pregavo che qualcuno me lo passasse....ok non sono impazzita, è che la musica è una parte fondamentale della mia vita. Inizio la giornata con l'ipod nelle orecchie, mentre l'autobus mi porta al lavoro, o mentre pedalo affannata su per via Indipendenza. E' la musica che mi rende sopportabile 8 ore di inserimento dati. E mentre corro amo ascoltare la mia personale playlist, soprattutto quando il tempo fa schifo e sono costretta ad allenarmi in palestra.
Il lato negativo è che questo meme prevede una top list di sole cinque canzoni...ARGGG come fare, solo nei primi 2 minuti di riflessione me ne sono venute almeno 10 assolutamente imprescindibili. Va bè mi sono rassegnata e dopo un arduo lavoro di cesello il risultato è stato questo
Ok ho finito anche se mancano i Green Day, i Nirvana, i Beatles, Vasco, De Andrè....sigh
E ora passo il meme a
Silvia perchè, oltre alla marcia nuziale (che ormai ti avrà esaurito), che cosa ascolti mentre giri da una parte all'altra di Firenze in caccia di bomboniere e partecipazioni?
Viviana: perchè mi è andata male con lo scorso meme e io sono una piccola arietina testarda
K: perchè sono sicura che oltre al silenzio del mare aperto ami anche la musica
Renzo e Lucia perchè il loro ultimo post mi ha dato un assaggio dei loro gusti musicali ma io voglio sapere tutto!
Alex e Mari perchè vorrei poter dire di aver avuto una play list dall'altro mondo
Quindi ora amiche e amici miei ditemi, con calma e senza fretta, cosa vi suona nelle orecchie? (ricapitolando 5 canzoni e 5 blog a cui passare la patata bollente). Un bacione a tutti e...non odiatemi troppo, questa la dedico a voi!
In primo luogo perché era l'ultimo sabato della Sagra dell'Asparago a cui, quest'anno non volevo assolutamente mancare. Sì, perché tutti gli anni inizio due mesi prima a dire che voglio andarci e poi per un motivo o per un'altro non ci vado mai. E poi mi tocca continuare a mangiare gli asparagi della Coop che per l'amor di dio sono buonissimi, però vuoi mettere con quelli d'Altedo, incoccardati con il loro bel I.G.P.
Così stamattina ho convinto la weazel a sfidare il tempo incerto (vorrei ricordare che siamo a fine maggio) e a recarci alla 39° edizione della Sagra dell'Asparago di Altedo. Il paese è carino, posizionato nella bassa emiliana, è circondato da distese di campi di grano. In questa stagione un mare verde punteggiato dal rosso dei papaveri. Le strade vengono chiuse al traffico e ogni piazzetta diventa un piccolo mercato dove i produttori locali espongono la loro merce. L'asparago la fa da padrone, ma si trovano anche fragole, formaggi, cipolle, agli e patate novelle. Un tripudio di colori inframmezzato a stand gastronomici che propongono tigelle e crescentine accompagnate da patatine fritte.
Alla fine della passeggiata il bottino è stato: 6,5 kg di asparagi (già finiti in parte nel surgelatore) e 3,5 kg di fragole, così dolci che è quasi un peccato "condirle".
Ma la giornata in verde non si è conclusa qua. Vedendo la weazel ben disposta all'acquisto l'ho trascinata da Castorama e solleticando la sua grande inclinazione verso il giardinaggio l'ho convinta a comprare altre piantine! Così, ora, a fare compagnia alla menta, al basilico, al rosmarino e al prezzemolo abbiamo anche una profumatissima pianta di timo e una di peperoncini. Ma la weazel ha dato il meglio di sé comprando i semi per...un bonsai, con relativa argilla speciale e tutto il necessario per la sua coltivazione. Non vedo l'ora di osservarla alle prese col suo nuovo giochino, modello maestro Miyagi...chissà forse dovrò cominciare a chiamarla sensei.
E per finire stasera non ho potuto resistere alla tentazione di preparare qualcosa con i bellissimi asparagi che abbiamo comprato. Il risultato è stato questo qua sotto e che dire...bonappetit
LINGUINE ALLO ZAFFERANO CON ASPARAGI E COZZE
Ingredienti x 2: 160g di linguine/ uno scalogno piccolo (io ho usato mezza cipolla piccola)/ 10-12 asparagi verdi/ 1 bustina di zafferano/ 175g di cozze sgusciate (io ho usato quelle surgelate)/ una tazzina da caffè di ouzo (o il liquore che preferite basta che sia secco)/ una manciata di prezzemolo/ dieci mandorle tritate grossolanamente/ sale
In una larga padella fate appassire la cipolla con un po' di olio evo. State attenti che non si bruci, se è necessario aggiungete un po' d'acqua. Lavate, mondate e tagliate a tocchetti gli asparagi e aggiungeteli alla cipolla. Nel frattempo mettete a bollire l'acqua per la pasta e quando giunge a bollore salate e buttateci le linguine. Aggiungete un po' d'acqua agli asparagi e versate la bustina di zafferano, salate, alzate la fiamma e fate restringere. Quando il liquido si è quasi rappreso completamente aggiungete le cozze sgusciate, rimescolate per un minuto e poi sfumate con il liquore, alzando bene la fiamma. Cuocete per altri 5 minuti circa. Scolate la pasta e trasferitela nella padella, aggiungete il prezzemolo e le mandorle tritate. Saltate per un minuto circa e servite.
Il ragù è un concerto, una sinfonia di sapori, profumi e colori. Bilanciamento è la parola chiave. Nessun ingrediente deve predominare sull'altro, ma deve avvenire una sorta di sublimazione del gusto. Il battuto ne è l'overture: il coltello che affetta e sminuzza, colpi decisi sul tagliere, mentre l'olio si scalda nella casseruola. Lo sfrigolare del soffritto e l'odore pungente della cipolla che si lega a quello più dolce della carota e del sedano. Si continua con un crescendo: ecco il macinato. La carne cambia colore, assume un tono grigiastro in contrasto con la brillantezza traslucida delle verdure. Si sala, si pepa e poi si versa al vino. Una nuvola d'alcol inonda la casa con la sua soffice acidità. Il borbottio è acuto, la fiamma brucia viva sotto al tegame. Si attende che ogni liquido si sia rappreso, assorbito dal macinato, ora ben sgranato e insaporito. Poi è il turno del pomodoro. Un velluto rosso ricopre ogni cosa. Sulla superficie piccoli crateri di calore soffiano sbuffi profumati. Un brontolare costante, prolungato. La fiamma al minimo. Le ore passano via con questo sottofondo non solo uditivo ma soprattutto olfattivo. Il grasso chiazza la superficie, fino a quando l'ennesima rimescolata non lo lega nuovamente al sugo.
Il ragù a Bologna è tradizione, per molti ricordo indissolubilmente legato a mamme e nonne, alla domenica, alle lasagne...A me viene in mente la cucina leggermente in penombra, calda, profumata, la finestra leggermente accostata e io in attesa con un pezzo di pane in una mano!
Questa è la versione di ragù che si fa a casa mia, perchè, come tutte le ricette tradizionali ne esiste una versione quasi per ogni famiglia. La ricetta originale invece la trovate qui
RAGU'
Ingredienti: 300g di macinato di manzo/ 200g di macinato di maiale/ 1 carota piccola/ mezza cipolla bianca/ mezza costa di sedano/ passata di pomodoro/ un bicchiere di vino bianco secco/ sale/ pepe/ noce moscata/ prezzemolo
Sminuzzate la cipolla, il sedano, la carota. Fate soffriggere il battuto in olio d'oliva (circa 3-4 cucchiai). Quando la cipolla è imbiondita aggiungere i due macinati e lasciate cuocere a fiamma vivace fino a che la carne non si è sigillata e risulta ben sgranata. A questo punto salate, pepate, aggiungete la noce moscata grattuggiata e una manciata di prezzemolo tritato. Fate insaporire mescolando e poi sfumate con un bicchiere di vino. Fate evaporare quasi completamente e unite la passata di pomodoro fino a ricoprire completamente la carne. Abbassare al minimo la fiamma (ponete il tegame sul fuoco più piccolo) e lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto, per almeno un ora e mezza (dimenticatevelo il più possibile sul fuoco).
Ieri sera, sulla scia della serata etnica di sabato, mi è venuta voglia di sperimentare qualche nuovo piatto un po' orientaleggiante. In realtà gran parte del risultato è frutto dello scongelamento di 4 petti di pollo per opera della weazel. Scartando il solito accostamento con le mandorle, buono ma ormai fatto e strafatto, mi è tornato in mente dei sacchettini di spezie tornati a casa da Istanbul. E quindi cosa meglio del curry sta con il pollo?!?! Nulla! soprattutto quando hai una weazel affamata che ti alita sul collo :)
POLLO E VERDURE AL CURRY
Ingredienti per 2 persone: 4 petti di pollo/ 1 cipolla piccola (o uno scalogno)/ 1 carota/ 1 zucchino grande o due piccoli/ 2 bicchieri di brodo vegetale/ 2 cucchiaini colmi di curry/ 1 cucchiaino di peperoncino/ la scorza di mezzo limone/ una bella manciata di prezzemolo tritato
Tagliate i petti di pollo a cubotti e infarinateli per benino (io li metto in un sacchetto per alimenti e li sheckero violentemente). Fate stufare la cipolla tagliata a rondelline in un po' di burro (o ghee) e quando diventa morbida aggiungete il pollo (se vedete che la cipolla sta per bruciare aggiungete un po' di brodo). Fate colorire la carne per circa una decina di minuti (deve fare la crosticcina in superficie). Intanto lavate la carota e lo zucchino. Pelate la prima e sempre con il pelapatate o la mandolina affettate la verdura direttamente dentro la padella dove cuoce il pollo. Fate insaporire per un paio di minuti, poi aggiungete il curry, il peperoncino e il brodo. Cuocete fino a che il brodo non si ritira completamente e forma una salsina scura con il curry. Pochi minuti prima di spegnere la fiamma unite la scorza del limone e il prezzemolo tritato.
NB il pane d'accompagnamento l'ho fatto sempre io seguendo la ricetta che ho postato qui, ma seguendo il suggerimento di Mariluna di procedere alla seconda lievitazione mettendo l'impasto nel forno tiepido (30°circa). E' venuto una meraviglia...provare per credere!
La Muay thai è una disciplina antica. Usata dai militari tailandesi come difesa qualora avessero perso le armi durante la battaglia, si basa su alcune figure base chiamate me mai. La storia della sua origine è un insieme di realtà e leggenda ed è indissolubilmente legata ad alcuni personaggi chiave. Fra questi il più famoso è Re Tigre, PraChao Sua. Si racconta che durante il suo regno, agli inizi del '700, questo sovrano si recasse nei villaggi sotto false spoglie per trovare combattenti da affrontare e misurare così le sue capacità. Dal 1500 la Muay Thai si diffuse come sport da combattimento. le regole erano inesistenti, non vi erano categorie di peso né limiti di tempo . L'incontro terminava quando uno dei due contendenti non perdeva i sensi o non dichiarava la propria sconfitta.
La prima volta che ho sentito parlare di Muay Thai avevo appena smesso di giocare a tennis. Non trovavo uno sport che mi soddisfacesse e saltellavo da una palestra all'altra annoiandomi mortalmente fra corsi di step e sala pesi. Poi un giorno ho deciso di provare un arte marziale e la scelta, veramente casuale, è ricaduta sulla muay thai. Ed è stato amore a prima vista, anzi a primo calcio! In questi sei anni di pratica sono diventata allenatrice, ho imparato ad amare la fatica e la dedizione, ma soprattutto ho trovato una famiglia. I ragazzi della mia scuola e il mio maestro rappresentano una parte importante della mia vita, sono i miei fratelli e le mie sorelle. Fra questi c'è anche un ragazzo tailandese: Ken. Ogni anno la sua mamma, Manì, organizza per la comunità thai di Bologna alcune feste tradizionali e oltre alla cena le serate prevedono danze e rappresentazioni di muay thai. Così ieri sera, armata di macchina fotografica, ho assistito a questa colorata manifestazione
Si inizia con la cena. Manì cucina ininterrottamente per due giorni, arriva al circolo dove si tiene la festa sei ore prima con enormi scatoloni di polistirolo e pignatte piene di ogni ben di dio. Ovviamente riso e zuppe la fanno da padrone. Tutto è piuttosto piccante, ma veramente squisito! Il mio piatto preferito è un mix di crostacei cotti con sedano carota e peperoni, leggermente agrodolce.
Poi mentre gli ospiti stanno ancora assaporando le prime portate inizia lo spettacolo. Il Ramuay è la danza dedicata al maestro. Un rituale antico in onore di chi ti ha concesso l'onore di imparare, di colui che ti ha trasmesso le proprie conoscenze. Il suono del pi-nai accompagna i movimenti, creando un momento ipnotico ed emozionante.
Il ramuay ha anche la funzione di purificare il "ring", scacciare gli spiriti malvagi e chiedere la protezione degli antenati. Dopodiché inizia il combattimento vero e proprio. Ken e Andrea si esibiscono ogni anno in combinazioni sempre più spettacolari! E' veramente divertente assistere a questa coreografia fatta di calci, pugni gomitate e mosse da veri e propri stunt men.
Serata splendida...unico rimpianto: Manì era troppo presa dai suoi ospiti e dall'organizzazione e anche questa volta non sono riuscita a carpirle nessuna ricetta....Ma la prossima volta non me la lascio certo scappare!
Pessimista cronica, metereopatica, ma con una gran voglia di crederci. Inseguo quel fottuto bianconiglio da anni nella speranza di trovare il mio personalissimo shangri-la. Ma le gambe sono stanche...fortuna che c'è la weazel a trainarmi ancora.